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Alberto Martini

Mi chiamo Alberto Martini, non faccio il fotografo e non studio fotografia.
Mio padre è fotografo di mestiere ed ho sempre avuto macchine fotografiche, flash ed attrezzatura d’ogni tipo in giro per casa. Non mi ero mai interessato troppo al suo mestiere: i matrimoni, i battesimi, le comunioni non mi entusiasmavano. Durante gli ultimi anni del liceo mi diede una sua vecchia reflex professionale, una nikon già datata all’epoca. Era pesante, poco maneggevole, ingombrante e funzionava a batterie ricaricabili. Provai più volte a portarmela dietro nei miei giri ma vidi fin dal principio che non mi divertiva.
Alla fine del liceo organizzammo con degli amici il viaggio di maturità: non potevo portarmi dietro un ingombro simile. Chiesi dunque a mio padre se avesse qualcosa di più leggero: mi disse che aveva solo delle vecchie analogiche. Lo presi come un gioco. Mi diede un vecchio plasticone russo: leggero, comodo, tascabile, ovviamente senza flash. Era perfetto. Tornato a casa, la reflex restò inutilizzata per mesi e la scatolina di plastica russa divenne un giocattolo da portare sempre dietro. Da quel momento iniziai a sperimentare ogni tipo di pellicola, rubai a mio padre tutte le macchine analogiche che possedeva, lessi dei libri di fotografia e soprattutto feci tanta pratica. Da allora la fotografia è diventato un passatempo, un divertimento, uno svago, uno esperimento continuo.
E adesso, tutte le volte che porto a mio padre un rullino da sviluppare, si maledice per avermi dato in mano quella dannata macchinetta russa…

http://www.flickr.com/photos/martinialberto/  http://albertomartini.tumblr.com/

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