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Una candela spegne la luce in Giappone

by • 8 ottobre 2017 • ConcretaBoxComments (0)382

 

I presupposti di questa domenica mattina per i tanti tifosi di Formula1 erano di assistere ad un Gp del Giappone avvincente, pieno di colpi di scena e con la speranza di una riduzione del distacco in classifica tra Hamilton e Vettel, per poter assistere così ad un grande finale di stagione; insomma di qualcosa che non facesse pentire di essersi alzati così presto alla domenica mattina.

Il colpo di scena c’è effettivamente stato,  ma come spesso accade in questo sport, è stato del tutto imprevedibile, cosa che capita spesso qui in Giappone del resto (vedi Mondiale 2006). La partenza è abbastanza ordinaria, Hamilton resta davanti a tutti, con Vettel che si mette dietro e Verstappen che supera il compagno Ricciardo, scalzato anche da Ocon. Parte male Raikkonen, che dalla 10° posizione si trova nono, poi però finisce fuori alla curva Spoon e rientra 14°.

Subito nei primi giri di gara il grande colpo di scena: Vettel è costretto al ritiro per una candela rotta. Il pilota Ferrari, vistosamente più lento degli avversari in rettilineo, si ritrova ad essere scalzato dai piloti di testa, prima di decidere di ritirarsi ai box. Per Hamilton diventa così un’altra gara in gestione fino al traguardo, se non fosse per un ritrovato Verstappen, che galvanizzato dalla vittoria in Malesia, anche oggi ha messo molta pressione al pilota britannico della Mercedes. In un paio di occasioni  l’olandese della RedBull si avvicina parecchio alla Freccia d’Argento, ma a causa del traffico doppiati e di un ordine di scuderia in casa Mercedes, deve accontentarsi della seconda posizione. Dietro a Hamilton e Verstappen, arrivano i corrispettivi compagni di squadra: terzo Ricciardo e quarto Bottas. Con il finlandese che ormai in questo finale di stagione è diventato l’assistente di Hamilton nei momenti di difficoltà del britannico; Valtteri ha infatti dovuto rovinare la sua gara, e un terzo posto praticamente certo (per il passo mostrato nel finale di gara) posticipando la sosta più del dovuto, per effettuare un “Pick&roll” su Verstappen, in difesa dello stesso Hamilton.

L’unica Ferrari superstite, quella di Kimi Raikkonen, si piazza in quinta posizione, al termine di una gara in difficile rimonta.

Il miglior Lewis Hamilton, nel momento peggiore della Ferrari.

 

E’ la Terza gara consecutiva non a podio per la Ferrari, che da questa tournée asiatica torna a casa con le ossa rotte. Una macchina altamente competitiva, che avrebbe dovuto spazzare la concorrenza, ma che per quanto è stata tirata al limite, ha mostrato tutta la sua fragilità nella affidabilità, che nella Formula1 è sempre la più decisiva ai fini del risultato.

Sono 59 i punti di vantaggio di Hamilton su Vettel, ora il mondiale è fortemente condizionato, e già dalla prossima gara ad Austin, Lewis Hamilton e la Mercedes potrebbero ottenere il Titolo mondiale, sia quello Piloti, che il Costruttori.

 

 

Colpi di scena dal mercato piloti, Palmer ai titoli di coda e Sainz in Renault.

E’ stato nel complesso un Week End ricco di colpi di scena: molte scuderie già stanno pensando al 2018, tanto da iniziare a far fare esperienza ai nuovi inserimenti (vedi Gasly) e a scalzare dai sedili quei piloti che quest’anno non sono stati all’altezza.

Un effetto domino si è creato tra la Renault e la Toro Rosso: al termine delle qualifiche del sabato infatti, Palmer ha annunciato che non sarebbe stato più in Renault dalla prossima gara, ufficializzando così l’approdo al suo posto di Sainz; questo ha di fatto promosso Gasly a pilota ufficiale e a confermare il ritorno di Kvyat per le ultime gare (anche lui però ormai ai titoli di coda in Formula1).

 

 


 

ORDINE ARRIVO ORDINE PARTENZA
1 Hamilton 1 Hamilton
2 Verstappen 2 Vettel
3 Ricciardo 3 Ricciardo
4 Bottas 4 Verstappen
5 Raikkonen 5 Ocon
6 Ocon 6 Bottas
7 Perez 7 Perez
8 Magnussen 8 Massa

 

CLASSIFICA PILOTI CLASSIFICA COSTRUTTORI
306 Hamliton 540 Mercedes
247 Vettel 395 Ferrari
234 Bottas 303 RedBull
192 Ricciardo 147 Force India
148 Raikkonen 66 Williams
111 Verstappen 52 Toro Rosso
82 Perez 43 Haas

 

 


PAGELLE:

 

VERSTAPPEN 9:

Sicuramente il migliore oggi. Quello con il miglior feeling in pista, e l’unico che ha saputo dare del filo da torcere a Hamilton, nonostante non gli si sia presentata l’occasione buona per tentare il sorpasso.

Alcuni complottisti dicono che con l’incidente al via a Singapore, Max abbia passato la propria sfortuna di inizio stagione a Vettel; un po’ comincio a crederci per davvero anche io, visto i risultati.

 

HAMILTON 8:

Il suo lavoro è sicuramente impeccabile, nulla da ridire. Nella ultime 4 gare: 3 vittorie e un secondo posto. Forse non con la macchina più competitiva, ma sicuramente con la migliore, perché più completa: sempre in grado di mantenere affidabilità ed alte prestazioni.

L’anno scorso per un singolo problema d’affidabilità ha perso il mondiale, quest’anno a quanto pare ha rimesso i conti in regola col destino ed è ormai lanciato verso il suo quarto titolo mondiale. Occhio a tirare le somme troppo presto però, dovrà stare attento fino all’ultima curva e a non sbagliare comunque niente, Interlagos 2008 docet.

 

HAAS  7:

Un ottimo risultato per la Haas, che forse un po’ a sorpresa riesce a concludere la gara con entrambe le vetture, e ancora più sorprendentemente a concluderla con entrambe a punti. Un risultato che vale il 7° posto in classifica costruttori (sorpasso sulla Renault) ed è frutto di un’ottima gara di entrambi i piloti, con Magnussen che anche se sempre al limite della correttezza, compie un super sorpasso ai danni di Massa.

 

 

FERRARI 5:

Dal Sol levante i risultati non hanno rispettato le aspettative, e incidente di Singapore a parte, la Ferrari ha mostrato tutta la sua fragilità di affidabilità.

Un problema alle candele non capita più neanche alle Panda, aspettarselo in una vettura di Formula 1 ha suscitato davvero tanto scalpore e delusione. Attenzione però, perché ogni componente in F1 è ingegnerizzato al massimo, e una candela da Formula1 è molto più complessa di quelle di una macchina da tutti i giorni. Nell’era dell’Ibrido, del Kers, delle  Power-Unit e di un sacco di altri paroloni complicati che indicano altrettanti componenti complicati però, fa proprio pensare che questo Mondiale “non sa da farsi” per la Ferrari. In questa tournée asiatica il team del cavallino ha vissuto, e fatto vivere i tifosi, sempre con l’ansia che qualcosa potesse andare storto (come poi effettivamente andava).

Speriamo che dal Rush finale in America la Ferrari posso riguadagnare in termini di affidabilità e risultati, dato che il mondiale ha ancora una speranza, se le RedBull continuano ad essere così competitive.

 

SAINZ 3:

Per lui questo tour asiatico sono state una sorta di ultima vacanza con la propria ragazza, pur sapendo che una volta tornato a casa si sarebbe gettato tra le braccia di una più bella biondona francese. A Singapore ancora non era certo di cambiare subito e ha dato il massimo, ma qui in Giappone era ormai stanco della relazione con Toro Rosso e quindi via di fuori pista alla prima curva e ritiro immediato, con tanto di Team Radio di ringraziamento. Se proprio non voleva correre, me lo poteva dire a me che lo sostituivo volentieri.

 

PALMER 1:

Ciao Jolyon, arrivederci e grazie di tutto il pesce!

 

 

 

 

 

Edoardo Bursi

 

 

Fonte Immagini:

Evidenza: https://www.facebook.com/ScuderiaFerrari

Foto 1 e 2: https://www.facebook.com/SkySportF1HD

Foto 3: https://www.facebook.com/redbullracing/

Foto 4: https://www.facebook.com/MercedesAMGF1/

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