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IL BARBIERE DI SIVIGLIA: OSSIA UN VULCANO È LA MIA MENTE

by • 17 maggio 2017 • evidenza, news, QuartaPareteComments (0)390

Ah bravo Figaro, bravo bravissimo; fortunatissimo per verità! Pronto a far tutto, la notte e il giorno sempre d’intorno, in giro sta. Miglior cuccagna per un barbiere, vita più nobile, no, non si dà..

Il barbiere disiviglia ph_alessia_santambrogio-La prima volta che incontriamo Figaro nell’opera di Rossini lo vediamo correre verso la sua bottega. Chi non vorrebbe scoprire i segreti della sua bottega? Scoprire i trucchi e i mille oggetti che nasconde? Nessun problema: Figaro, ci dice esattamente dov’è: nella sua mente. La vera bottega è la strada, la realtà che lo circonda. Le persone, gli oggetti e le situazioni in cui s’imbatte sollecitano la sua fantasia. Ha imparato a fare mille mestieri e questo gli ha dato la possibilità di formarsi quella cultura che gli permette di districarsi da ogni situazione. La sua mente e la realtà che lo circonda, è proprio quello che noi vediamo in scena. Una realtà ricca di oggi, animati dalla sua fervida immaginazione.


Il 16 maggio è andato in scena al Teatro Valli di Reggio Emilia l’opera Il barbiere di Siviglia – Ossia un vulcano è la mia mente, adattamento per bambini e ragazzi della popolarissima opera di Rossini. Prodotta da AsLiCo (Associazione Lirica e Concertistica Italiana) in collaborazione con Gran Teatre del Liceu di Barcellona, questa nuova versione, che ha debuttato al Teatro Sociale di Como il 13 febbraio, fa parte del progetto Opera Domani che ha lo scopo di avvicinare bambini e ragazzi, tra i 7 e i 15 anni, al mondo dell’opera lirica.

Il percorso di questa edizione 2017 conduce gli studenti, ma anche gli stessi insegnanti, attraverso un percorso atto ad approfondire la celebre opera di Gioachino Rossini, con attività didattiche, che variano dal cantare alcune arie al costruire piccoli oggetti di scena, con cui i ragazzi possono interagire dalla platea diventando veri e propri co-protagonisti dello spettacolo.

Come ha dichiarato la presidente di AsLiCo Barbara Mighetti L’opera lirica è un genere adatto ai il barbiere di siviglia ph_alessia_santambrogiobambini, perché è uno spettacolo completo, affascinante e innovativo che fonde la magia della musica dal vivo e del canto con i colori delle scene, dei costumi e i contenuti importanti che ogni storia può trasmettere.” e in questo caso si può dire che l’intento sia riuscito. Quello che abbiamo di fronte è uno spettacolo che sa coinvolgere l’esigente pubblico dei più piccoli, senza mai annoiarlo e mantenendone vivo l’entusiasmo per tutta la sua durata. La durata ridotta e gli ovvi tagli apportati al testo, hanno sicuramente aiutato a rendere il tutto più appetibile, senza perdere mai l’essenza rossiniana.

Tutto questo confezionato alla perfezione; tra le ottime scene di Emanuele Sinisi e i magici effetti di luce di Fiammetta Baldiserri, viene espressa al meglio la fervida immaginazione del protagonista, e i costumi di Anna Cavaliere, precisi e caratterizzanti, rendono l’insieme ancora più omogeneo.

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Gli interpreti, tutti piuttosto giovani, sono stati capaci di emozionare spettatori grandi e piccoli. Il tenore Massimo Montanari e il mezzosoprano Olesya Berman, rispettivamente nei ruoli del Conte d’Almaviva e di Rosina, sono affiatati e vocalmente molto abili. Il Figaro del tenore Gabriele Nani ha una voce davvero gradevole e un timbro deciso, peccato solo per la prima aria “Largo al Factotum” in cui purtroppo viene sovrastato dall’orchestra e probabilmente anche dai bambini, senza nulla togliere assolutamente all’interprete, purtroppo si è sentita molto poco. Il baritono Filippo Rotondo è Basilio, il “cattivo” della storia, mescola comicità ad una voce piena ed espressiva. Berta e l’Ufficiale, Beatrice Mezzanotte (soprano) e Francesco Auriemma (baritono), in pochissimi interventi si fanno valere e dispiace non sentirli cantare di più. Il basso Victor Sporyshev, che interpreta Basilio, è un degno comprimario con una voce solida e corposa. Nell’insieme tutti sono stati all’altezza dei ruoli e sicuramente sentiremo ancora parlare di ognuno di loro. Meritati gli applausi della platea entusiasta.

La regia affidata a Danilo Rubeca, è ricca di spunti interessanti e momenti sorprendenti. Si sente il tocco esperto di chi nell’opera lirica ci naviga da tempo. Non c’è nulla fuori posto.

Nel complesso uno spettacolo piacevole, intrigante e anche commovente. Se si riuscisse ad applicare questo stile ad altre opere, sarebbe senz’altro una conquista. Portare così tanti bambini a teatro, renderli partecipi e fargli apprezzare un genere spesso ritenuto “difficile” è senz’altro una cosa da coltivare e portare avanti. L’opera sarà in scena fino a fine Maggio. Dopo ben 47 date toccherà Chiasso, Trento, Lecco e Fermo.

 

Daniele Bertani

 

immagini: Alessia Santambrogio per gentile concessione di AsLiCo

 

 

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