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NBA Playoffs: bene Warriors anche senza Durant, Washington e Houston sul 2-0

by • 20 aprile 2017 • TimeOut NbaComments (0)245

Pur nell’assenza di Kevin Durant, i Warriors si confermano una schiacciasassi, e allungano il vantaggio nella serie sui Blazers. Washington vince grazie al duo Wall-Beal, autore di una prestazione mostruosa nel quarto quarto per ribaltare il risultato, mentre continua la sfida tra Harden e Westbrook, ma il Barba ha la meglio un’altra volta e assicura ai suoi una seconda vittoria nella serie.

Eastern Conference

 

Washington Wizards – Atlanta Hawks 109-101 (2-0)

Non sbaglia Washington che fa bottino pieno tra le mura amiche e porta a casa anche gara-2, superando Atlanta per 109-101. Gli uomini di Scott Brooks devono faticare di più rispetto a 3 giorni fa, ma alla fine il risultato è lo stesso.

Grandi protagonisti di serata John Wall (32 punti, 9 assist) e Bradley Beal (31 punti) che trascinano letteralmente di peso la squadra della capitale: negli ultimi 5 minuti il dynamic duo ha segnato 17 punti, ribaltando il vantaggio ospite con il quale si era entrati nella parte finale di match. Alla fine sono 63 i punti combinati, dei quali 24 nell’ultimo quarto, più di quanto fatto registrare dall’intera Atlanta nei 12 minuti finali (23 punti di squadra). Se quei due là davanti hanno fatto il bello e il cattivo tempo, dietro bisogna ringraziare Marcin Gortat (14 punti e 10 rimbalzi): oltre al solito contributo in punti e rimbalzi, il centro polacco ha dominato il pitturato in difesa e ha portato a casa ben 5 stoppate, stravincendo ancora una volta il duello con Dwight Howard. Howard appunto, la più grande delusione fin qui degli Hawks, ha concluso ancora una volta in grandissima difficoltà, con appena 6 punti segnati e sole 7 carambole recuperate. A nulla serve l’ottima prova di Millsap (27 punti, 14/15 ai liberi) e il solito apporto di Schroeder (23 punti e 6 assist, ma con 1/8 da 3): ancora una volta Budenholzer torna a casa con una sconfitta e ora dovrà riprendere subito la serie alla Philips Arena prima che sia troppo tardi.

Intanto la storia non sorride agli Hawks: 18 volte Atlanta è andata sotto 2-0 in una serie playoff e mai una volta è riuscita a passare il turno.

Western Conference

 

 

Golden State Warriors – Portland TrailBlazers 110-81 (2-0)

Poteva essere il classico scivolone che non ti aspetti e rende difficile una serie apparentemente scontata: Durant fuori in via precauzionale (fastidio al polpaccio che non preoccupa seriamente, ma meglio non rischiare), privi anche di Shaun Livingston e Matt Barnes, i Warriors rischiavano seriamente di sottovalutare la sfida o di ritrovarsi con la coperta troppo corta. Niente di più lontano dalla realtà, i vicecampioni in carica sfoderano un clinic difensivo, mantenendo un signor attacco come quello di Portland a soli 81 punti finali, ancor più impressionanti se consideriamo che l’ultima frazione si è aperta sul punteggio di 83-58: Golden State avrebbe potuto anche non segnare mai negli ultimi 12 minuti e avrebbe vinto comunque, soprattutto grazie ad un terzo quarto mostruoso in cui hanno concesso solo 12 punti. Ovviamente il principale merito di questa prestazione difensiva è del solito Draymond Green (doppia doppia con rimbalzi ed assist, a cui si aggiungono 3 stoppate ed una rubata), ma oltre al candidato DPOY da sottolineare anche le 4 rubate di Steph Curry (in attacco normale amministrazione con 19 punti ed un plus/minus di +32) e le 4 stoppate di un Javale McGee che ormai non fa più notizia per il ritorno ai suoi massimi dai tempi di Denver (oltre alla difesa anche 15 punti in 13 minuti). In un contesto del genere hanno ben figurato anche le riserve come McCaw, Clark e McAdoo che insieme hanno portato alla causa 29 punti e non hanno fatto rimpiangere gli assenti.

Per Portland semplicemente una serata da dimenticare, con percentuali terribili in tutte le voci statistiche: 33,3% dal campo (30/90), 20,6 da 3 punti (7/34) e 73,7 ai liberi (14,19), ma non stupiscono questi numeri se pensiamo che Golden State ha concesso un solo tiro aperto al duo Lillard-McCollum in tutto il match. La coppia di guardie infatti chiude la partita con soli 12 punti per Damian e 11 per CJ, lasciando ad Harkless l’improbabile titolo di miglior marcatore dei Blazers.

Adesso la serie si sposta in Oregon e nulla è da dare per scontato in NBA, ma sembra davvero difficile che Lillard e soci possano ribaltare la situazione contro questi Warriors, indipendentemente dalla presenza o meno di Durant.

Houston Rockets – Oklahoma City Thunder (2-0)

Partita clamorosa e piena di colpi di scena quella che si è giocata nella notte al Toyota Center di Houston che ha visto la squadra di casa trionfare dopo aver inseguito per i primi tre quarti di gioco una bella Oklahoma City, guidata da un Westbrook che ha fatto registrare numeri stratosferici.

Nel primo quarto partono molto meglioi  Thunder, che si impongono con il parziale di 35 a 26 su dei Rockets insolitamente fallosi dal perimetro.
Anche grazie a questo la difesa di Oklahoma riesce a prendere inizialmente le misure ad Harden e compagni e concede molti pochi punti al Barba.

Nel secondo e terzo quarto la musica inizia a cambiare.
Uno scatenato Westbrook guida i suoi portandoli avanti sia alla fine del secondo quarto che alla fine del terzo con i parziali di 68 a 62 al termine del secondo e di 89 a 86 al termine del terzo.
In questi due quarti emerge l’esplosivo attacco dei Rockets e nonostante le buone difese sono gli attacchi a prevalere.
Harden si iscrive definitivamente alla partita con una tripla e un assist per Capela (7 punti 10 rimbalzi per lui) e Westbrook segna dopo un “coast to coast” due punti al tabellone e piazza la tripla del vantaggio a fine terzo quarto.

Tuttavia risulta chiaro che il trend della partita si stia lentamente, ma inesorabilmente, invertendo e che la profondità della panchina di Houston stia, pian piano, limando il distacco fra le due squadre.
Distacco limato definitivamente a 8 minuti dalla fine quando Eric Gordon, entrato dalla panchina, mette a segno la tripla del primo vantaggio Houston.
Da questo punto in poi è un susseguirsi di sorpassi fra le due squadre: Westbrook mette a segno una tripla a cui risponde Harden con un eurostep in avvicinamento a canestro e con una tripla figlia dell’isolamento voluto dal Barba contro Roberson, che porta i Rockets avanti per 96 a 94.
Westbrook riporta avanti i suoi sul 100-99 per quello che sarà l’ultimo vantaggio di serata dei Thunder, visto che da questo momento Houston piazza un parziale di 14-5 che chiude definitivamente i conti e vale il 2-0 nella serie.

Harden chiude con 35, Gordon e Williams, uscendo dalla panchina si confermano decisivi rispettivamente con 22 e 21 punti mentre Beverley continua la sua serie positiva in attacco mettendo a referto 15 punti.
Dall’altra parte non bastano i 51 di Westbrook (17/43 al tiro con 4/18 nell’ultimo quarto) 10 rimbalzi e 13 assist che non riesce a portare i suoi alla vittoria.
Tripla doppia con più punti all-time nella storia della post season quella di Russ, a cui il numero 0 in conferenza stampa non dà affatto importanza, liquidando le domande sulla prestazione dei giornalisti con un piccato ” i don’t give a f**k” poiché la sua squadra è uscita sconfitta dal confronto.
La serie ora sposta ad Oklahoma City, luogo in cui i Thunder proveranno a far valere il fattore casa per far girare una serie in cui lo spettacolo è assicurato.

Crediti immagini: Facebook, pagine ufficiali NBA, e delle squadre

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