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Pallacanestro: l'angolo del regolamento

Pallacanestro: L’angolo del regolamento

by • 18 maggio 2017 • L'angolo del regolamento, TimeOutComments (0)543

Salve a tutti, bentornati ad una nuova puntata di Pallacanestro: L’Angolo del Regolamento.

Partiamo a raffica con l’unica partita di rilievo vista in settimana. Finale gara 1 di prima divisione.

La squadra ospitante prende vantaggio ad ogni quarto e finisce in scioltezza. Ma non è stata tutta rose e fiori. Gioco molto fisico, cambi difensivi e pressing hanno tenuto concentrati gli arbitri fino alla fine.

Arbitraggio anche in questo caso di livello superiore, e continuo a chiedermi se sia giusto e logico che in occasione delle finali siano esclusi tutti quelli (bravi e meno bravi) che hanno arbitrato le gare di regular season, magari alle 21.45 in campi della provincia lontani dalla propria sede e in palestre con spogliatoi fatiscenti. Oddio, non che lo spogliatoio arbitri della palestra dove si è giocato sia la suite del Plaza, ma è quantomeno accettabile.

Fatta questa premessa, l’arbitraggio è stato all’altezza delle aspettative, con l’unica pecca di 2 tecnici fischiati (tra gli altri) a 2 avversari che si erano spinti o almeno toccati in maniera intimidatoria.

Ricordo che il fallo tecnico è una sanzione esclusivamente disciplinare che non prevede il contatto. In caso di contatto tra avversari l’arbitro ha soluzioni diverse da adottare.

Nell’ordine: Fallo Personale, Fallo Antisportivo, Espulsione.

Nel caso in questione il Fallo Antisportivo sarebbe stato più consono, e in fondo non sarebbe cambiato assolutamente nulla, in quanto si sarebbero compensati l’uno con l’altro,così come sono stati compensati i 2 falli tecnici.

PAGELLE:1° arbitro 7,5 – 2° arbitro 7,5.

Sono stato subissato da richieste più o meno velate di chiarimenti in merito alla violazione di Passi, l’articolo 25 del Regolamento Tecnico. Normalmente durante la gara possono verificarsi 2 tipi di situazioni differenti.

Il giocatore riceve il passaggio da un compagno con i piedi entrambi sul terreno di gioco. Il giocatore riceve il passaggio da un compagno mentre sta correndo e ha uno o entrambi i piedi sollevati dal terreno di gioco.

Nel primo caso la situazione è abbastanza semplice. Il giocatore sceglie il piede perno alzando l’altro piede. Se ad esempio con entrambi i piedi a terra dovesse alzare il piede sinistro automaticamente il piede destro è il perno, che deve rimanere a terra fintanto che il giocatore tiene il pallone tra le mani. Nel caso di partenza in palleggio la palla deve lasciare la/le mani prima di alzare il piede perno. Le difficoltà (in parte) nascono solo dal fatto che alcuni arbitri non riconoscono il tipo di partenza. Se la partenza avviene con mano e piede dello stesso lato del corpo si chiama partenza diretta, in caso contrario si ha partenza incrociata. Nel caso di partenza diretta alcuni arbitri non la associano come movimento regolare e fischiano violazione, che però non è tale.

Nel secondo caso la situazione si complica leggermente.

Art. 25-2-1• Mentre è in movimento: − Se un piede è a contatto con il terreno, quel piede diventa il piede perno. − Se entrambi i piedi sono sollevati dal terreno ed il giocatore ricade sul terreno con entrambi i piedi simultaneamente, nel momento in cui viene sollevato un piede, l’altro diviene piede perno. − Se entrambi i piedi sono sollevati dal terreno ed il giocatore ricade sul terreno su un piede, allora quel piede diventa piede perno. Se poi il giocatore salta con quel piede e ricade sul terreno di gioco simultaneamente con entrambi i piedi, allora nessuno dei due piedi può essere considerato piede perno.

Cercando di semplificare, il terzo esempio riporta un arresto a 2 tempi con entrambi i piedi sollevati al momento della ricezione della palla. Che poi sia un movimento che si insegna con continuità a livello giovanile ne dubito molto, ma ciò non toglie che: A8 riceve un passaggio con entrambi i piedi sollevati da terra, appoggia il piede destro e immediatamente salta appoggiando entrambi i piedi sul terreno di gioco nello stesso momento. A8 ha compiuto un arresto a 2 tempi, ma essendo ricaduto sul secondo arresto con entrambi i piedi simultaneamente può scegliere il piede perno. Se dovesse accadere una situazione simile a quella descritta, il 90 % degli arbitri fischierà violazione di passi.

In ogni caso, a beneficio di tutti i lettori, la violazione di passi è il primo caso, insieme alla valutazione dei contatti, in cui gli arbitri devono applicare quanto descritto nell’articolo 47-3 relativamente al concetto di Vantaggio/Svantaggio.

Qualunque contatto (e violazione) che non procura un vantaggio al giocatore responsabile e uno svantaggio all’avversario non dovrebbe essere sanzionato. Ormai sono quasi stanco di ripeterlo.

Ho lasciato in ultimo un’analisi su una gara da me diretta in un campionato amatori. Ex giocatore di categoria affronta un ragazzino alto ma fisicamente inferiore di 17 anni.

Il giocatore di categoria compie gli stessi movimenti che ha compiuto per anni e anni e il ragazzino non riesce a difendere efficacemente subendo i contatti in area oltre misura.

L’arbitro è in campo non per tutelare un singolo giocatore, magro, basso, senza un dito o zoppo che sia (mi scusino tutti ma è un esempio estremo).

L’arbitro deve tutelare il GIOCO, indipendentemente dalla differenza di caratteristiche tra i giocatori coinvolti. Inoltre sempre l’articolo 47 cita testualmente:• Coerenza nell’applicare il buon senso in ogni gara, tenendo in considerazione l’abilità dei giocatori coinvolti, il loro atteggiamento e comportamento durante la gara. Se l’unico ragazzino di 17 anni, fisicamente più debole degli altri giocatori, subisce il gioco maschio del giocatore più esperto, onestamente non può essere un problema dell’arbitro. Tant’è vero che appena il giocatore esperto è stato marcato da un pari ruolo senior e fisicamente dotato come lui, le cose sono cambiate e anche io mi sono adeguato ai contatti così come sono avvenuti. Ho tutelato il gioco espresso dai giocatori in base alla loro abilità.

Anche per questa settimana è tutto. Alla prossima.

 

Marco Faenza

 

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