Gli Spurs seppelliscono i Grizzlies sotto una valanga di triple.
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San Antonio Spurs – Memphis Grizzlies 105-83 (Serie 1-0)
Iniziano le finali della Western Conference, siamo all’AT&T Center di San Antonio, dove si affrontano due delle squadre con il miglior gioco espresso in questi playoff. Prova di forza spaventosa degli Spurs, che letteralmente sotterrano i Grizzlies a furia di triple (14-29), limitando Zach Randolph, dominatore contro OKC, a soli due punti con 1/8 dal campo. Memphis invece troppo brutta per essere vera, pochi accenni di rimonta, costantemente stoppati dalle triple spezza-gambe degli Spurs. Vediamo ora la cronaca del match…
Inizio sprint per San Antonio che si porta immediatamente sul 7-2 e costringe coach Hollins al primo timeout dopo 2’. Si torna in campo e Tony Parker è indemoniato, segna 8 punti e porta gli Spurs a +12 a metà frazione, per Memphis solo Marc Gasol prova a rispondere ma è troppo solo. Un 2+1 di
Danny Green fa segnare il massimo vantaggio 23-8, Memphis non riesce a trovare una soluzione e viene punita da due bombe consecutive di Matt Bonner, inoltre gli arbitri regalano 3 tiri liberi a Ginobili con 0.8’’ su cronometro che chiudono un primo periodo disastroso per i Grizzlies 31-14.
Si torna in campo e Gary Neal fa subito segnare il +20, risponde Pondexter con una tripla. Rimane comunque un dominio Spurs, girano la palla alla perfezione con buoni tiri ad alte percentuali, mentre Memphis è confusionaria in attacco e non ha gran apporto ne da Conley ne da Randolph. Si arriva a metà quarto ancora sul +20, Mike Conley si sveglia improvvisamente e riporta i Grizzliers a -13, rimonta stoppata dalla tripla di Bonner. Memphis ci riprova, Gasol ne mette 4 in fila ma ancora una tripla, di Leonard, ricaccia indietro i Grizzlies. Il primo tempo si chiude sul 51-37, con Tony
Parker dominatore (12+6 con 5/6 al tiro) mentre Zach Randolph è ancora a secco.
La ripresa si apre sulla falsa riga del primo tempo, Parker e un ottimo Danny Green continuano a punire la difesa sia in penetrazione che dalla distanza. Per più di metà quarto il divario rimane lo stesso, fino allo scatto di orgoglio di Memphis. Pondexter si traveste da go to guy, ne segna 8 in fila mentre Jerryd Bayless ruba palla e schiaccia in contropiede per il -6 (10-0 di parziale). Ci aspetta un finale punto a punto? Manu Ginobili non è d’accordo, segna la tripla del +9 e trova Bonner per la 4° canestro da 3 del suo match.
Due tiri liberi di Boris Diaw chiudono il terzo periodo 73-57, Memphis sembra non avere le forze per reagire.
Infatti l’ultima frazione si apre ancora con gli Spurs all’attacco, Parker e Leonard continuano a bombardare il canestro avversario, sorpassando il ventello di distacco, mentre i Grizzlies sono confusionari e senza energie, nonostante il primo canestro di Randolph a 9’ dal termine. Ormai siamo in garbage time, sia Popovich che Hollins richiamano i titolari in panchina con ancora 5’ da giocare e la partita giunge al termine senza sorprese, a parte l’ingresso di Tracy McGrady segnato subito da un clamoroso doppio palleggio.
Gara 2 si giocherà Martedì notte, ancora a San Antonio. Ci si aspetta la reazione dei Grizzlies, che anche nei precedenti turni ha avuto problemi iniziali, salvo poi diventare inarrestabile e vincere 4 partite di fila. A patto che scendano in campo Mike Conley e Zach Randolph, non le loro controfigure.
San Antonio: Parker 20+9 (9/14), Leonard 18 (3/5, 4/5 da 3), Green 16 (3/3, 3/6), Bonner 12 (0/1, 4/6)
Memphis: Pondexter 17 (1/1, 5/9 da 3), Gasol 15+7, Mike Conley 14+8
Federico Benassi
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L’Audax si sveglia e porta la serie a gara 3 con la CDR.
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CSIBa Open Quarti di finale
Audax Casinalbo – CDR 67′s Modena 58-49 d1ts (serie 1-1)
I tabellini
Audax: Fontana 3, Venezia, Barbolini 10, Benassi 9, Roncaglia 8, Ferretti 4, Morelli 4, Specchia 4, Fiorini 7, Dallai 2, Tancredi 7
CDR: Maffei 5, Trevisi, Pizzi 7, Silingardi, Sgarbi 10, Marchi 2, Ruspaggiari 9, Sacchetti 5, Bergamaschi 11
Parziali: 10-16; 18-27; 24-37; 19-6;
Arbitro: n.p.
L’Audax ospita l’esperta squadra della CDR nella seconda gara di questa serie, dopo aver perso gara 1 di 12 punti. La CDR si presenta in formazione da “trasferta”, cioè senza le due punte di diamante Barbieri e Caiti, mentre l’Audax si ritrova con le spalle al muro ed è costretta a vincere per allungare la serie.
È la CDR però ad aprire le danze, l’Audax si fa sorprendere da un parziale di 7-2 nei primi 3 minuti ed è subito costretta ad inseguire. Una bomba di Fiorini riavvicina le due squadre, ma Bergamaschi e Sgarbi puniscono con costanza la difesa bianco rossa arrivando già sul +8, prima del provvidenziale cesto di Ferretti che chiude un primo quarto avaro di emozioni 10-16.
Nel secondo quarto coach Vezzelli prova qualche modifica e dopo qualche affanno un parziale di 6-0, con le bombe di Benassi e Fontana, porta l’Audax a -4. La CDR non ha intenzione però di farsi rimontare, comincia a costruire lunghe e manovrate azioni che puntualmente mandano in crisi la difesa, piazzando punti facili da sotto canestro. Si arriva a metà partita con la bomba sulla sirena di Pizzi, che manda le squadre al riposo sul 18-27 CDR.
La ripresa si apre come si è chiusa, con la CDR ad organizzare il gioco e subito un parziale 4-0 fa sprofondare l’Audax a -14. I ragazzi di Casinalbo sembrano storditi, non riescono a difendere con ordine ne tantomento a fare canestro, con mattonate e airball lanciate verso il cesto, oltre ad una marea di palle perse. La CDR decide però di non essere da meno, cominciando a sbagliare cesti su cesti e un orrendo terzo quarto si chiude 24-37 (6-10 il parziale).
Sembra finita per i vicecampioni della scorsa edizione, ma l’orgoglio Audax non muore mai e i ragazzi di coach Vezzelli tornano in campo per l’ultima frazione con uno spirito diverso. Da subito i piccoli mettono una super pressione sui portatori di palla mentre i lunghi catturano qualsiasi cosa che passi per il pitturato. La CDR non riesce a costruire buoni tiri e il distacco si riduce a soli 7 punti con metà quarto ancora da giocare. L’Audax continua a rosicare punti con Roncaglia e Barbolini che si svegliano dal letargo durato 3 quarti. Si arriva a 30′’ dalla fine, +1 CDR e palla in mano, il loro attacco trova solo il ferro ma Sacchetti conquista il rimbalzo d’attacco e viene spedito in lunetta. Il lungo mette il primo ma sbaglia il secondo, rimbalzo Audax che subito scatta in avanti, Fiorini trova Barbolini in angolo che sulla sirena mette il tiro del pareggio! Super rimonta di 13 punti nell’ultimo parziale (19-6) per un’Audax mai doma.
Nell’overtime ormai i bianco rossi sono troppo carichi per essere fermati, staccano subito gli avversari con il trio Barbolini, Fiorini e Roncaglia, mentre ci pensano Specchia e Benassi a chiudere la partita dalla lunetta.
Martedì si giocherà la decisiva gara 3 alle Ferraris, ci si aspetta una partita infuocata senza esclusione di colpi.
Federico Benassi
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Indiana chiude i conti e approda in finale.
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New York Knicks – Indiana Pacers 99-106 serie 2-4
Gara-6 alla Fieldhouse Bankers Arena, Indianapolis. Ultima speranza per New York di rimanere viva in questi playoff e provare a giocarsi il tutto per tutto in gara-7 al Madison Square Garden. La buona notizia per i Pacers è arrivata poche ore prima del fischio d’inizio: George Hill ha superato il concussion test previsto dalla Lega in caso di commozione cerebrale e sarà quindi disponibile per la partita. Con lui in campo, Paul George può tornare a pensare solo al suo ruolo e le opzioni di attacco raddoppiano rispetto a quando in campo c’è DJ Augustin (gara-5, vinta da New York).
Inizio spinto per Indiana e morbido per New York. I Pacers si portano presto in vantaggio grazie a George e Stephenson, piazzando un mini parziale di 8 punti. I Knicks sono stati in grado di rispondere solo verso la fine del primo quarto, con due triple di Prigioni e il solito Anthony. Entrambe le squadre hanno patito un avvio confusionario, con vari pasticci in attacco e relativi tiri opinabili. Hibbert ha spostato di parecchio il peso della partita fin da subito, impegnando Chandler da un lato e limitando Melo dall’altro. Secondo quarto all’insegna del precedente, con Copeland che continua a segnare da tre come aveva fatto vedere in gara-5. Lance Stephenson fa capire che per lui questa non è una partita come le altre: sono 16 per lui alla fine della frazione, quando col suo gioco da tre punti la sua squadra è avanti 47-55. Verso la fine del terzo periodo arriva la reazione dei Knicks ad una partita che sembrava trascinarsi verso la noiosità.
Shumpert è caldissimo e mette tre triple consecutive (chiuderà 5/6 da tre), seguite dalla quarta di JR Smith. Il break è di 12-2 e il punteggio è ora sul 72-72. Poco dopo arriva il primo sorpasso della partita con il layup di Melo, ma anche questo quarto si chiude in parità 81-81. L’ultimo atto dello spettacolo è quanto meno bizzarro, Copeland segna due triple consecutive, ma tutto è vanificato da Stephenson, che è pressochè immarcabile ( e spesso anche immarcato). Nella difesa ospite tutto il lavoro è svolto da Chandler e Martin, ma fino a quando HIbbert è in campo gli altri giocatori dei Pacers (George in primis) agiscono quasi indisturbati. Il risultato è che a tre minuti dal termine, entrambi i difensori dei Knicks hanno raggiunto i 6 falli e la partita è in mano dei Pacers. Melo ci prova a tenere a galla i suoi, ma se è l’unico a giocare ci può fare poco, i suoi 39 non bastano ad allungare ulteriormente questa serie, Indiana è in finale di Conference.
Ben tre giocatori gialloblu hanno chiuso la partita sopra i 20 punti stasera: Stephenson (25+10 rimbalzi), George (23) e Hibbert (21+12 rimbalzi+5 stoppate). Tolta la straordinaria prestazione di di Stephenson, che è tutto tranne una costante, è interessante notare come la presenza di Hibbert in campo sia fondamentale per la sua squadra. Solo il fatto di vederlo nell’area colorata cambia totalmente il modo di interagire dei difensori, e nel caso di New York, se la difesa è principalmente 1 contro 1 allora per forza si lasciano aperte vie alternative al canestro. La statistica dice che in questa serie tutti i titolari dei Pacers sono stati leader nei punti, mentre per i Knicks lo è sempre stato Melo. Metamorfosi incredibile di New York dall’inizio della regular season, quando i tiri perimetrali arrivavano da chiunque e tendevano ad entrare con una facilità impressionante. Ora la sfida si fa dura per Indiana, che affronterà Miami nella finale di Conference. L’anno scorso le due si erano scontrate in semifinale e l’aveva spuntata Miami con relativa facilità, ma i Pacers sono migliorati parecchio dall’anno scorso. Di sicuro la difesa sarà un parametro da non sottovalutare.
Indiana: Stephenson 25 (9/10, 0/3), George 23, Hibbert 21, West 17.
New York: Anthony 39 (14/25, 1/4), Shumpert 19, Smith 15.
Nicolò Bonettini
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SASSUOLO E VERONA VOLANO DIRETTAMENTE IN A. PLAYOFF SI’, PLAYOUT NO.
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Del finale thrilling della Serie bwin 12/13 se ne è parlato per tutta la settimana che ci ha portato a quest’ultima giornata, carica di verdetti in chiave promozione e salvezza. Al termine delle gare delle 16:30, quelle che vedevano in gioco ancora tutti gli obiettivi, sono scattati i festeggiamenti di Sassuolo e Verona per la meritata promozione in Serie A delle due corazzate. I playoff ci saranno e se li giocheranno Livorno, Empoli, Novara e la “new entry” Brescia che vincendo lo scontro diretto con il Varese al Rigamonti, ha attuato il sorpasso in classifica assicurandosi l’ultima posizione valida per la disputa degli spareggi. In coda invece Reggina e Cittadella hanno scongiurato lo spettro dei playout condannando alla retrocessione diretta in Lega Pro Vicenza e Ascoli. Si è ballato dunque per tutta la notte in Piazza Garibaldi e Piazza Bra, i luoghi dove i tifosi neroverdi e quelli scaligeri si sono dati appuntamento per festeggiare, la prima e storica promozione in A degli emiliani, ed il ritorno nella massima serie dopo 11 lunghissimi anni di attesa per i veneti. E’ stato un sabato da incorniciare anche per il giovanissimo Edoardo Fanciulli (’97!!!) del Grosseto che nel giorno del suo debutto in Serie B ha risolto la partita con il Bari terminata con il risultato di 4-3. I maremmani, come del resto la Pro Vercelli, hanno chiuso degnamente questo campionato onorandolo fino in fondo nonostante la matematica retrocessione fosse arrivata anticipatamente.
I protagonisti di questa stagione sono loro, i campioni, che hanno alzato al cielo la Coppa “Ali della Vittoria”, il trofeo che spetta alla squadra che ha vinto il campionato Serie bwin, ovvero il Sassuolo che con 85 punti ha eguagliato il record della Juventus del 06/07. I neroverdi hanno fatto incetta di premi anche con i suoi elementi individuali che hanno portato a casa il miglior difensore con Emanuele Terranova, miglior attaccante con Domenico Berardi, miglior giocatore assoluto con Simone Missiroli ed il miglior tecnico ovviamente con Eusebio Di Francesco. E’ stato un compleanno dolcissimo, il settantesimo, per il patron Giorgio Squinzi che finalmente potrà andare ad affrontare l’Inter a San Siro, da buon tifoso milanista qual’ è, dopo aver preso le redini della società di Piazza Risorgimenti in Serie C2. Va riconosciuto anche il prezioso lavoro del Centro Ricerche Mapei Sport di Olgiate Olona, che cura e supporta la preparazione atletica del Sassuolo, ma anche di Juventus e Monaco che proprio come i neroverdi hanno vinto i loro campionati, coincisi con il secondo scudetto consecutivo per la squadra di Antonio Conte ed il ritorno in Ligue 1 per i monegaschi dell’ambizioso proprietario russo Dmitry Rybolovlev (Radamel Falcao??). Lo stadio Braglia sembrava essere un tabù per questa matricola terribile che nei primi 5 anni di Serie B della sua storia ha raggiunto per ben 2 volte i playoff, dopo aver accarezzato la promozione diretta con Pioli e Pea in panchina. Ma ora il sogno è realtà, il Sassuolo ripartirà con i suoi big, con il suo tecnico, ma da un nuovo stadio, il “Città del Tricolore” di Reggio Emilia.
Per una volta facciamo uno strappo alla regola e invece di andare in ordine cronologico partiamo dalle gare clou. Il pareggio incolore del Bentegodi ha ovviamente passato la patata bollente al Braglia, dove Sassuolo e Livorno si trovavano a contendersi un pass per il paradiso. La super sfida è stata molto emozionante con i padroni di casa che hanno dato una dimostrazione di grande carattere, resistendo agli assalti dei labronici. Perchè i toscani hanno potuto contare anche della superiorità numerica per l’espulsione di Antei (57′) prima, e quelle di Fiorillo e Berardi (78′) che però hanno mantenuto inalterata la situazione. I neroverdi avevano dalla loro due risultati su tre, ma hanno chiuso i conti al 95’ con il sigillo di Simone Missiroli, proprio l’uomo che ha saputo fare la differenza la maggior parte delle volte, e che questa volta ha dato in là ai festeggiamenti. Tripudio di bandiere gialloblù a Verona con i beniamini di casa che hanno riportato il glorioso club nel campionato che gli compete, la Serie A, dopo aver calcato i campi della C1 e addirittura scongiurato la retrocessione in C2 nel 07/08 nel playout con la Pro Patria. E’ stato Andrea Mandorlini a permettere all’Hellas di fare il doppio salto in soli 3 anni, guadagnandosi l’amore sconfinato di una piazza che chiederà a gran voce la sua riconferma.
L’altro protagonista dei veneti è senza dubbio Daniele Cacia, uscito dal campo commosso per la standing ovation del popolo veronese, e che con i suoi 24 gol ha portato a casa il premio di cannoniere del torneo. Pomeriggio amaro invece per il Livorno, che per il rendimento costante fatto registrare in tutto l’arco della stagione meriterebbe il salto di categoria. Gli amaranto prenderanno parte ai playoff da favoriti, perché alla 3° classificata bastano 4 pareggi per salire al piano di sopra. Nessun dramma per la squadra di mister Nicola, ma solamente un pizzico di delusione che verrà presto messa da parte, perchè mercoledì i labronici dovranno tornare in campo al Rigamonti di Brescia per l’andata della semifinale playoff. Umore diametralmente opposto per le rondinelle che se li sono conquistati all’ultima giornata gli spareggi, battendo in casa il Varese che invece si è visto sfumare il 6° posto. Capitan Zambelli e l’Airone Caracciolo, le colonne della squadra di Calori, hanno proiettato i compagni alla sfida con il Livorno, che non dovrà essere un remake dell’incontro avvenuto 9 giorni fa al Picchi e terminato 3-0 in favore dei toscani. Lo stesso giorno, ma alle ore 21:00, si accenderanno anche i riflettori del Piola per Novara-Empoli, l’altra semifinale. Come la formazione di mister Sarri anche i piemontesi di Alfredo Aglietti hanno terminato la regular season con un pareggio, contro il Lanciano che si è garantito la permanenza in Serie B: il tacco di Falcinelli ha sbloccato le marcature al 12′ ma ci ha pensato Rubino di testa al 55′ ad equilibrare il match.
Niente da fare invece per l’Ascoli, sconfitto nel finale a Cittadella dal gol di Baselli, e il Vicenza che non è andato oltre il pareggio in casa contro la Reggina (0-0). I seguenti risultati hanno mantenuto a 6 punti il divario tra 18° e 19° posto, quindi i playout non si disputeranno. Dopo Grosseto e Pro Vercelli anche Ascoli e Vicenza dicono arrivederci alla cadetteria, che invece il prossimo anno abbraccerà Avellino e Trapani neopromosse dalla Prima Divisione (in attesa dei playoff che ne promuoverà altre 2…) ed ospiterà Palermo, Siena e Pescara retrocesse dalla Serie A. Si sta delineando dunque il girone della Serie bwin 13/14 che avrà una netta maggioranza di squadre meridionali rispetto agli ultimi anni. Nelle gare delle 14:30 sono terminate in pareggio con lo stesso risultato di 1-1, Pro Vercelli-Cesena (29’ Tonucci, 45’ Ragtzu) e Spezia-Modena (22’ Ardemagni, 44’ Sansovini). Vittorie casalinghe per Ternana, 2-1 con il Padova (4’ rig. Vitale, 50’ rig. Cutolo, 59’ Bencivenga) e Grosseto con un pirotecnico 4-3, in rimonta, rifilato al Bari (18’ Lupoli, 35’ Ceppitelli, 42’ Caputo, 46’ Fedato, 49’ Coulibaly, 65’ Piovaccari, 85’ Fanciulli).
Tra pochi minuti scenderanno in campo allo Scida i padroni di casa del Crotone per affrontare la Juve Stabia. I pitagorici hanno chiuso il loro torneo in crescendo e ci terranno salutare i propri tifosi con un’altra vittoria, ma avranno la stessa voglia le vespe reduci da 5 partite senza successi (4 sconfitte e 1 pari). Il posticipo della 42esima giornata manderà anche i titoli di coda della stagione regolare che quest’anno ci ha emozionato fino all’ultimo come era successo poche volte in questi ultimi campionati. Ora spazio agli spareggi per la Serie A, che decreteranno una promossa e rimanderanno le altre 3, con i verdetti che giungeranno solamente dopo la finale, andata e ritorno, in programma mercoledì 29 maggio e domenica 2 giugno.
42° GIORNATA: Cesena-Pro Vercelli 1-1, Grosseto-Bari 4-3, Spezia-Modena 1-1; Ternana-Padova 2-1; Brescia-Varese 2-0, Cittadella-Ascoli 1-0, Hellas Verona-Empoli 0-0, Novara-Virtus Lanciano 1-1, Sassuolo-Livorno 1-0, Vicenza-Reggina 0-0; (Oggi – Ore 12,30) Crotone-Juve Stabia
CLASSIFICA: Sassuolo 85; Hellas Verona 82; Livorno 80; Empoli 73; Novara 64; Brescia 62; Varese 60; Modena 55; Bari, Padova e Ternana 53; Crotone (*) 52; Spezia 51; Cesena e Cittadella 50; Juve Stabia (*) e Reggina 49; Virtus Lanciano 48; Vicenza 42; Ascoli 41; Pro Vercelli 33; Grosseto 28
Sassuolo ed Hellas Verona promosse in Serie A / Livorno, Empoli, Novara e Brescia qualificate per i Playoff / Vicenza, Ascoli, Pro Vercelli e Grosseto retrocesse in Prima Divisione della Lega Pro
PENALIZZAZIONI: Ascoli e Varese -1; Crotone e Modena -2 Reggina e Novara -3; Grosseto -6; Bari -7.
CLASSIFICA MARCATORI: 24 Cacia (Hellas Verona); 23 Ardemagni (Modena); 21 Tavano (Empoli); 20 Paulinho (Livorno), Sansovini (Spezia); 18 Zaza (Ascoli); 17 Maccarone (Empoli), Ebagua (Varese), Caracciolo And. (Brescia), Caputo (Bari); 15 Succi (Cesena); 14 Belingheri (Livorno), Gonzalez (Novara); 13 Corvia (Brescia), Siligardi (Livorno), Dionisi (Livorno)
PROGRAMMA SEMIFINALI PLAY OFF:
BRESCIA – LIVORNO (Mercoledì 22 Maggio – Ore 18,30)
NOVARA – EMPOLI (Mercoledì 22 Maggio – Ore 20,45)
LIVORNO – BRESCIA (Domenica 26 Maggio – Ore 20,45)
EMPOLI – NOVARA (Domenica 26 Maggio – Ore 20,45)
PROGRAMMA FINALE PLAY OFF:
Andata (Mercoledì 29 Maggio – Ore 20,45)
Ritorno (Domenica 2 Giugno – Ore 20,45)
Gabriele Ghini
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Con grinta, cuore e tenacia il Sassuolo entra nella storia: E’ SERIE A!
Al termine di una gara ad un livello altissimo di intensità e tensione, i neroverdi, dopo essersi trovati in inferiorità numerica per oltre mezz’ora, hanno conquistato la vittoria proprio all’ultimo minuto con Simone Missiroli, abilissimo ad insaccare dopo un’azione di contropiede, sancendo il trionfo sul Livorno che è valso il primato oltre che la promozione nella massima serie.
Dopo il pareggio rimediato sul campo di Lanciano, che di fatto è coinciso con il terzo match point sprecato, i neroverdi si sono trovati questo pomeriggio ad affrontare, in quella che si è trattata di una stata una vera e propria finale, (ad eccezione dei tempi supplementari) il Livorno di mister Nicola, terza forza del campionato e reduce dalla più che convincente vittoria sul Brescia che ha portato a 21 i punti conquistati nelle ultime dieci giornate, ben nove in più di quelli conquistati dagli emiliani, che hanno ottenuto solamente due successi in altrettante gare. Gli amaranto, dunque, sono arrivati alla grande sfida odierna con grande entusiasmo e la consapevolezza di avere un solo risultato a propria disposizione (la vittoria) per approdare nella massima serie, mentre gli uomini di Di Francesco, che hanno gettato al vento parecchie occasioni per evitare di giocarsi tutto nell’ultima gara, avevano un grande bisogno di ritrovare quella lucidità mentale che li ha contraddistinti per almeno due terzi di campionato, ma soprattutto il desiderio di coronare al meglio una stagione trascorsa in testa alla classifica dalla prima giornata. I toscani sono stati costretti a fare a meno di Siligardi, fuori da oltre due mesi e di Cellerino , mentre i neroverdi hanno dovuto rinunciare allo squalificato Bianco ed ai lungodegenti Valeri e Bianchi, mentre hanno recuperato in extremis sia Laverone (solo panchina per lui) che Pomini. Di Francesco opta per il solito 4-3-3 con Marzorati al fianco di Terranova in difesa, Antei al posto di Laverone nel ruolo di terzino destro, in attacco giocheranno: Catellani, Boakye e Berardi. Nicola conferma l’11 vittorioso con il Brescia, affidandosi alla coppia offensiva Paulinho-Dionisi supportati da Belingheri. I precedenti tra le due formazioni al “Braglia” erano favorevoli alla società di Piazza Risorgimento che si è imposta per due volte su tre (l’ultima per 2 a 1 lo scorso anno grazie alla doppietta di G.Sansone); la gara d’andata terminò con il successo dei labronici (3-2) che portarono a casa l’intera posta in palio compiendo una straordinaria rimonta portata a termine dopo essersi trovati in svantaggio di due reti al decimo minuto di gioco.
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SASSUOLO-LIVORNO 1-0 (95′ Missiroli)
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SASSUOLO: (4-3-3) Pomini, Marzorati, Antei, Terranova, Longhi (59′ Laverone), Chibsah, Magnanelli, Missiroli, Berardi, Boakye (79′ Troiano), Catellani (59′ Frascatore). A disp: Pigliacelli, Laribi, Masucci, Pavoletti. All. Eusebio Di Francesco.
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LIVORNO: (3-4-1-2) Fiorillo (78′ Fiorillo), Bernardini, Emerson, Ceccherini, Schiattarella, Duncan (72′ Dell’Agnello), Luci, Lambrughi (62′ Gemiti), Belingheri, Dionisi, Paulinho. A disp: Decarli, Salviato, Gentsoglou, Bigazzi. All. Davide Nicola.
ARBITRO: Sig. Ostinelli di Como
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ASSISTENTI: Sig. Scenone e Sig. Ciancaleone
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NOTE: AMMONITI: Schiattarella (L), Longhi (S), Belingheri (L), Berardi (S), Marzorati (S), Dell’Agnello (L), Bernardini (L); ESPULSI: Antei (S) per doppia ammonizione, Fiorillo (L) per intervento scorretto a gioco fermo, Berardi (S) per doppia ammonizione
Partenza a ritmi alti. Dopo 6′ minuti Berardi si guadagna un calcio di punizione poco fuori dall’area toscana, sul punto di battuta va proprio il fantasista neroverde ed Il suo tiro a giro viene deviato da Fiorillo in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner, dopo un paio di rimpalli, la palla capita sui piedi di Missiroli che calcia di sinistro. Il suo tiro è sporcato da Chibsah, la sfera si impenna e sbatte sulla traversa, nessun neroverde riesce a ribadire in rete e la difesa livornese libera l’area. Buona partenza del Sassuolo, gli emiliani stanno facendo la partita e soprattutto Chibsah sembra in grande giornata. Al 20′ Missiroli con un’azione personale salta un paio di avversari sulla fascia sinistra, si accentra e serve Boakye al limite, quest’ultimo, spalle alla porta, si gira e calcia senza troppa fortuna. Il tiro è debole e viene facilmente bloccato dall’estremo difensore labronico. Gli uomini di Di Francesco sono partiti
con grande personalità e qualità. Al 22′ arriva la prima conclusione ospite, è Duncan a provarci dalla distanza, ma il suo mancino termina alta sopra la traversa. Siamo intorno alla mezz’ora quando gli uomini di Nicola iniziano a carburare: al 26′ hanno una buona occasione di testa con Dionisi sugli sviluppi di un corner battuto da Belingheri, ma la sua incornata non inquadra lo specchio della porta. Dalla mezz’ora in poi il gioco è molto spezzettato a causa di diversi falli e conseguenti ammonizioni da entrambe le parti. Allo scadere del primo tempo buona serpentina di Boakye, il quale evita un paio di toscani e dall’interno dell’area calcia debolmente con la punta del piede sinistro, Fiorillo para agevolmente. Al termine dei primi 45′ minuti il risultato è fermo sullo 0-0. Meglio il Sassuolo in questo primo tempo, più attento dietro e più propositivo in attacco. Si riprende senza cambi in entrambe le squadre. la prima occasione della seconda frazione di gara capita sui piedi di Boakye al 54′: Berardi dopo aver rubato palla a centrocampo si invola verso la porta avversaria, dopo diversi metri di corsa serve Boakye in area. Il ghanese a pochi metri da Fiorillo tenta la conclusione, ma manca il pallone,
successivamente riesce di nuovo a calciare, la sua conclusione termina sul fondo. Ha davvero dell’incredibile l’occasione sbagliata, inspiegabile l’errore del bomber neroverde. Al 56′ Antei trattiene Lambrughi e viene espulso per doppia ammonizione. Tre minuti dopo Di Francesco opta per due cambi: fuori Catellani e dentro Frascatore, esce anche Longhi per far posto a Laverone. Il Sassuolo passa ad un 4-3-2: i neoentrati si posizionano rispettivamente sulla fascia sinistra e destra della difesa, mentre ora la coppia d’attacco è formata da Boakye e Berardi. Nicola butta nella mischia l’ex Modena Gemiti e toglie Lambrughi, non cambia nulla dal punto di vista tattico, ma sicuramente adesso i toscani cercheranno a tutti i costi il gol sfruttado l’uomo in più. Dopo diversi minuti di pressione senza alcun risultato, Nicola inserisce Dell’Agnello e toglie Duncan, una punta per un centrocampista, quindi, la formazione toscana passa ad un 3-4-3. La gara dopo l’espulsione si è infiammata e c’è molto nervosismo in campo, mentre sugli spalti c’è molto tensione. Il nervosismo porta anche all’espulsione di Fiorillo e Berardi per rissa. Siamo al 77′ e si proseguirà fino alla fine in 9 contro 10. Entrambi gli allenatori apportano un cambio: Nicola sostuisce Ceccherini per inserire Mazzoni, il secondo portiere,
mentre Di Francesco toglie l’esausto Boakye ed al suo posto entra Troiano. In questo momento della gara non ci sono più tattiche e schemi anche se il modulo labronico sembra un 3-3-3, mentre quello sassolese un 4-3-1. All’80′ Schiattarella si libera sulla fascia e crossa al centro per Belingheri che anticipa la retroguardia neroverde con un colpo di testa che si spegne sul fondo. Un paio di minuti dopo è sempre Belingheri a provarci di testa grazie ad un’ottima sponda di Bernardini, anche questa occasione si conclude con un nulla di fatto. L’aritro concede 5 minuti di recupero, al terzo Dionisi calcia da dentro l’area, conclusione deviata e calcio d’angolo non sfruttato. Al 94′ succede di tutto: Chibsah recupera palla a centrocampo e si invola nuovamente verso la porta labronica, spreca un occasione calciando addosso a Fiorillo, accorre in suo aiuto Missiroli che calcia male, l’azione termina con un nulla di fatto. Poco dopo succede quello che ogni tifoso neroverde sognava: all’ultimo secondo di gara Missiroli realizza il gol dell’uno a zero dopo una splendida azione personale. Il Sassuolo raggiunge la vetta più alta della propria storia e ora può festeggiare la Serie A. Serie A sudata e meritata, in diverse occasioni ha rischiato di buttare via tutto, ma con la testa e con il cuore ha vinto meritatamente il campionato. E’ stata una partita bellissima e con molta tensione, l’armata neroverde dopo aver subito per diversi minuti ha conquistato la vittoria ed il primo posto in campionato.
DICHIARAZIONI POST-GARA:
PRESIDENTE CARLO ROSSI: Tutto bene quello che finisce bene. Le ultime partite sono state gare di grande sofferenza, ma è bellissimo vincere in 9 contro 10 al 95esimo. Abbiamo fatto dalla C2 alla A e speriamo di fare ancora bene con l’aiuto del nostro patron Squinzi. Dopo la sconfitta di Lanciano ho dormito poco la notte. Oggi, nonostante le due espulsioni, con il cuore abbiamo rimesso in piedi una gara che era diventata complicatissima. La questione dello stadio sarà l’argomento principale della riunione della prossima settimana.
DI FRANCESCO: Abbiamo fatto un grande campionato, dominando dall’inizio alla fine e grazie alla vittoria di oggi abbiamo anche conquistato il primo posto. Dedico tutto alla mia famiglia e a mio nipote Riccardo che è scomparso due anni fa e che porto nel cuore. Vorrei fare un saluto particolare a Stefano Borgonovo, la cui forza ci ha spinto in questa partita, si è preoccupato per noi perchè ci aveva visto un po’ in difficoltà e con questo ho detto tutto. I risultati e il lavoro mi hanno permesso di riscattarmi dopo l’esperienza poco felice di Lecce. In questa partita ci poteva stare tutto, sono venute fuori altre caratteristiche che i miei giocatori hanno dimostrato quest’oggi e il fatto che oggi in campo c’erano tanti giovani testimonia il grande affiatamento di questo gruppo. Rimango al Sassuolo, questa società ha grandissimi valori, confermo che firmerò presto il contratto.
PAGELLE U.S SASSUOLO: Pomini 7, Antei 6, Marzorati 7,5, Terranova 7, Longhi 6 (Laverone 7), Magnanelli 7, Chibsah 8, Missiroli 7,5, Berardi 6,5, Boakye 6 (Troiano 6,5), Catellani 6,5 (Frascatore 6,5).
Andrea Malagoli e Marco Frigieri
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