Raccontaci come e perchè sei arrivata in Svizzera, a Lugano

Mi presento sono Alice Stefani e sono nata a Sassuolo il 21 Dicembre del 1985. Ho vissuto a Sassuolo per 22 anni fino al 2007 anno in cui, dopo la laurea triennale in economia e marketing internazionale, mi sono trasferita in Svizzera per proseguire i miei studi.

Perché la Svizzera? A dire la verità non c’è un vero motivo. Un giorno navigando in internet ho scoperto il “master of arts in International tourism” a Lugano che rispondeva perfettamente alle mia richiesta di focalizzare gli studi in un ambito inerente alla mia più grande passione: viaggiare.

Il programma era cosi entusiasmante che ho subito deciso di fare domanda e con mia grande gioia sono stata accettata. Il master, completamente in lingua inglese,  ha accontento il mio desidero di internazionalità con professori e studenti provenienti da ogni parte del mondo…e finalmente eccomi confrontata con il “benedetto mondo del lavoro” grazie a progetti di gruppo in collaborazioni con enti e aziende del settore turistico.  Uno dei progetti più entusiasmante e divertente è stato lo study tour a Dubai alla fine del 3 semestre. Lo scopo del viaggio era di analizzare e studiare lo sviluppo turistico della città e definire i motivi per cui  questa destinazione è cosi attrattiva a livello mondiale.

In conclusione del programma del master ho dovuto svolgere una tesi di ricerca che mi ha visto impegnata per 7 mesi sulle tematiche del turismo sostenibile. Duranti questi mesi ho avuto modo di iniziare ad affacciarmi sul mondo del lavoro, facendo lavoretti occasionali tra cui hostess per un’agenzia che organizza eventi e congressi.  E’ stata proprio questa agenzia ad offrirmi il mio primo contratto di lavoro e convincermi a rimanere a Lugano finita l’università.

Qual è nello specifico la tua attività

Al momento sono “Event Manager” presso Amiconi Consulting, agenzia che si occupa di business travel e dell’organizzazione e logistica di eventi aziendali e congressi riguardanti il settore medico scientifico.

Nello specifico le mie attività sono di intermediaria tra il cliente finale e i fornitori di servizi quali hotel, ristoranti, aziende di trasporto, ecc… prima e durante l’evento. Il mio compito è quello di assicurare che il cliente riceva un servizio di qualità dal momento del suo arrivo fino alla conclusione dell’evento.

Sono felice del mio lavoro, perché mi da molte soddisfazioni. Devo ammettere che a volte è dura aver che fare con i clienti, specialmente quando si tratta di medici, sono molto esigenti. Però dato il contesto internazionale di questo settore, svolgo il lavoro in lingua inglese, fattore per me motivante e ho potuto affinare le mie qualità relazionali comprendendo l’importanza di adattare l’approccio lavorativo in base alla cultura e alla provenienza dei nostri ospiti.

Quali differenze immediate riscontri fra la vita in una città svizzera e una italiana?

Posso assicurare che alcuni luoghi comuni sugli svizzeri sono del tutto fondati. Uno dei più significativi lo si può notare andando in posta in svizzera. Prima di tutto si ritira un solo biglietto e non 25 come in Italia, ciò sta a dimostrare la capacità del personale svizzero a svolgere il proprio mestiere a tutti i livelli. In secondo luogo la loro puntualità maniacale è provata da un timer che ti dice i minuti che devi aspettare prima del tuo turno. Divertita da questo strumento ho più volte contato se il tempo fosse giusto e vi assicuro che non sbagliano mai!

Inoltre, se deciderete di venire in Svizzera e salirete su un autobus non vi meravigliate se vi verrà comunicato il seguente messaggio: “ Comunichiamo alla gentile clientela che l’autobus per la tal destinazione avrà UN minuto di ritardo”. Al limite del ridicolo… Con il tempo però ho capito che la loro  puntualità è figlia della loro intolleranza per ogni sorta di inefficienza dei servizi e anomalia nella loro routine.

Inoltre un’altra evidente differenza è naturalmente il costo della vita. Uno degli esempi più eclatanti è fare la spesa. Qui costa circa il 30 – 40% in più rispetto all’Italia.

Ultima, ma non meno degna di nota, l’allarme rosso per ogni negozio squilla alle 6 orario oltre al quale si possono perdere le speranze per acquistare qualsivoglia oggetto!

Per quello che hai potuto vedere, come vive la Svizzera, che non fa parte della Ue, l’attuale crisi dell’Unione?

La Svizzera anche questa volta riesce ad essere fuori dai giochi pericolosi di questa crisi economica finanziaria mondiale! D’altra parte l’export è molto penalizzato dal cambio Euro/Franco drammaticamente crollato basta pensare che la società dell’emmental indice di riferimento di sviluppo nazionale ha chiuso bottega in due tre filiali.

Oltralpe arrivano abbastanza spesso notizie di iniziative e dichiarazioni discriminatorie di gruppi svizzeri nei confronti degli italiani. E’ un tema sentito o marginale?

Purtroppo confermo che è un tema molto sentito.

In Italia è vero che si vive un clima negativo di crisi e di mancanza di lavoro e in svizzera puoi avere la possibilità di riscattarti trovando un lavoro sicuro con possibilità di crescita come professionista.

D’altra parte questo clima finanziariamente ed economicamente incoraggiante è controbilanciato dal persistere di una comunità locale molto chiusa che non permette agli stranieri un pieno adattamento.

Se l’italiano pensa svizzero dice orologi a cucù, cioccolata… se lo svizzero parla dell’italiano che dice?

Inerente alla mia risposta di cui sopra, gli svizzeri parlano degli italiani, come dei “ruba lavoro”, “approfittatori” e “casinisti”. Su casinisti concordo…..

Credo che un esempio valga più di mille parole: piazza di Lugano di domenica..nessuno che parla e se si sente qualcuno che parla con un tono di voce un po’ più alto…lo Svizzero dice: “sicuramente sono Italiani”!

Parliamo un attimo di cibo? Sei fra le nostalgiche del buon mangiare italiano o essendo impegnata professionalmente nel settore turismo apprezzi anche il cibo svizzero e magari anche di altri paesi?

Assolutamente nostalgica del cibo italiano!

Certamente mi piace provare cibi di altre nazionalità e degustare i piatti tipici dei luoghi che visito, ma nella quotidianità sono fortemente legata alle tradizioni culinarie emiliane.

Nonostante questo se venite a Lugano mi permetto di consigliarvi la foundue chinoise: fonduta di carne di manzo cotta nel brodo accompagnata da migliaia di buonissime salse colorate e vino ticinese.

Ovviamente non dimenticatevi di comprare la famosa cioccolata.

Che notizie ti arrivano dell’Italia e di Sassuolo? Che ricordo ne hai e come la vedi?

Io lavoro qui dal Lunedì al Venerdì, ma il moroso, la famiglia e gli amici mi inducono spesso a tornare a casa nei week end, quindi mi sento ancora parte attiva della comunità e ….aggiornatissima sui gossip sassolesi!

Dicci qualcosa in dialetto sassolese.

Chiedo venia, ma non so parlare il dialetto. I miei nonni lo parlavano sempre, io purtroppo non l ho mai imparato. Mea culpa.

D’altra parte lo capisco benissimo e una delle frasi che mi viene spontanea è quella di mio papà quando si arrabbia…Ma va a cagher!

Dicci un motto, proverbio, frase tipica svizzera.

Lugano fa parte del Canton Ticino la cui lingua ufficiale è l’Italiano, i modi dire, proverbi non cambiano da quelli italiani, ma ci sono alcune evidenti differenze linguistiche che mi hanno fatto sorridere in più di un’occasione:

-  Cellulare: Natel

Ordinare qualcosa: Comandare

Raccoglitore: Classuer

Busta di Plastica: Mappetta

Ascensore: Lift

Mountain bike: Rampichino

Tagliaerba: Jackie Boy

Però c’e anche una frase tipica svizzera che ho sentito dalla mia collega alla vigilia di un evento organizzato dalla nostra agenzia e che si usa al posto del nostro “dita incrociate”. “Tengo i pugni”.

In conclusione ritengo che Lugano sia stata la scelta giusta per il mio percorso professionale in quanto ha combinato il mio desiderio di lavorare all’interno del settore turistico e la mia voglia di vivere in un contesto internazionale.

Concretamente Sassuolo – immagini Alice Stefani