Basta un sogno, un progetto e un amico che ti sostiene e puoi diventare Superstar.
Ieri sera, accompagnata da una folla emozionata, si è conclusa la seconda edizione del Friends Date con la premiere del Musical Jesus Christ Superstar presentata dalla neonata compagnia teatrale H.O.T Minds (Heaven on their minds). Così il Re dei Musicals torna in scena e lo fa a Sassuolo in piazzale della Rosa grazie alla forza e al talento di tanti giovani ragazzi.
Grande l’attesa che si era creata per questo spettacolo, lo spamming su facebook non ha dato tregua a nessuno e la piazza colma di gente acclamava gli attori. Era diverso tempo che a Sassuolo non si respirava un atmosfera del genere. I colori e le gioie del pubblico sostenevano quel sogno, filo conduttore dell’esperienza artistica di questi ragazzi. Tutti talenti non professionisti , alcuni con esperienze precedenti, altri al loro debutto, messi in mano alla geniale follia delle registe, ai superpoteri del direttore d’orchestra, alla creatività delle coreografe e alla vocazione del direttore del coro. Tanti volti, tante diverse personalità protagonisti alla pari di questo grande successo teatrale.
Dall’embrionale idea di “quattro” amici di riprodurre qualche brano del musical, passando per la fondazione dalla compagnia HOT Minds lo scorso gennaio e le prime audizioni; in meno di quattro mesi è stato riportato alla luce il capolavoro artistico-musicale di Webber e Rice.
L’esibizione non si è fermata ad una accurata e fedele riproduzione del film del 1973, sono state infatti inserite nuove scene e nuovi personaggi, con una capacità re-interpretativa di grande effetto.
La presenza di Maria sotto la croce, così come la scelta di concludere con la
resurrezione di Cristo, riavvicinano la trama al canonico racconto della settimana della passione, rivisitando la particolarità di Jesus Christ Superstar come unico film in cui non compare la Madonna.
Non muta però l’essenziale. Viene mantenuta la centralità del personaggio di Giuda Iscariota, vero protagonista e colui che fornisce la prospettiva interpretativa dell’intero spettacolo. La decisione di mettere in scena anche la sua morte, costretto da un fune danzante e abbracciato dalle tenebre, riesce a emozionare il
pubblico e merita un tributo al genio delle registe e alla grande interpretazione delle ballerine.
Il centro della narrazione resta incentrato sulle figure di Giuda, Gesù e Maria Maddalena, ma in questa serata dalle mille emozioni i protagonisti sono davvero tanti.
Giuda Iscariota, perno della narrazione, viene interpretato da Pietro Marvulli (20 anni) in arte Peter Marvu, cantante e compositore. Deve gestire la responsabilità di questo importante ruolo, chiave di lettura dell’intera opera, e lo fa con la dovuta
personalità. Una grande perfomance canora, nonostante i problemi alla voce dei giorni scorsi, tiene abilmente il palco e riesce ad emozionare il pubblico nella drammaticità della sua parte.
Nei panni di Gesù Cristo, altro perno del musical, si muove Francesco Maestri (21 anni), cantante dei Tumblin Dice. Dal pubblico si interrogano ancora se sia quel tale realmente vissuto 2000 anni fa. Interpretazione di grande livello, è il migliore nel tenere la scena e a tratti oscura la centralità di Giuda (anche per scelta di regia con l’inserimento della crocifissione e della resurrezione).
La figura di Maria Maddalena è affidata alla voce di Giulia Ruini(18 anni), uno dei maggiori talenti emersi. Alla sua prima esibizione non sembra temere né il palco né il pubblico. La sua voce soave e limpida pervade la piazza e si manifesta nella profonda interpretazione della femminilità e dell’amore di Maria Maddalena.
Ma le performance di grande livello non finiscono qui. Almeno altri due i personaggi da ricordare.
L’epica scena di Erode tra i suoi cortigiani è stata resa magnificamente dalla
brillante prestazione di Carlo Vacondio (19anni): divertente, stravagante e con un pizzico di esuberanza. La ricetta perfetta ricoprire quel ruolo. Un encomio per la recitazione anche a Massimo Marani (17 anni); nelle vesti di Pilato sfodera un’interpretazione scenica da attore professionista. Espressione, tono, chiarezza e immedesimazione. Non vacilla nemmeno sulla voce. Altro immenso talento.
Da segnalare anche le performance di Mattia Barbati (20 anni) nel ruolo di Pietro e l’ottima alchimia dei sacerdoti nei pezzi a più voci (Caifa, Matteo Camellini (18
anni); Anna, Nicolò Bonettini (20 anni); Samuele Poppi (18 anni e batterista della band Easy Smile).
Sebbene gli attori svolgessero un ruolo di primaria importanza, la struttura artistico-musicale è ragione essenziale dell’immensa forza comunicativa ed emotiva che questo spettacolo è riuscito a trasmettere, coinvolgendo il pubblico in prima persona.
Doveroso un passaggio sulle registe Anna Chiara Nicolussi (20 anni) e Valentina D’Alcamo (22 anni).
Attrici non professioniste, grandi amanti del teatro, sono la colonna portante del musical. Sono riuscite a portare lo spettacolo dentro la piazza, spingendo gli attori
a muoversi tra il pubblico. Gestiscono con fantasia e precisione l’inserimento di nuove scene(la morte di giuda, la Resurrezione) e nuovi personaggi (Maria). Assieme a Francesco Maestri hanno il merito di aver saputo coordinare con grande passione attori non-professionisti riuscendo a creare un gruppo coeso e affiatato
Con l’aiuto di Franscesca Morini (19 anni) e Giulia Panini (20 anni) seguono l’ideazione e la realizzazione delle scenografie. Eccezionali riproduzioni delle rovine, mantengono un forte legame con la tradizione del film inserendo le impalcature che attorniano le colonne del tempio di Gerusalemme.
L’ambizione di questi ragazzi non si è limitata alla riproduzione teatrale del musical, ma si è spinta al punto da ricreare una vera orchestra teatrale rock capitanata da Michele Borelli (19 anni) assieme ad Alessandro Mucci (20 anni)e composta da basso, tastiere, percussioni, chitarre,
batteria, flauti e violino. Anche loro coerentemente hippie, si dimostrano il cuore dello spettacolo. A tratti accusano qualche problema a causa dell’audio, ma restano una forza della natura.
Ad accompagnare attori ed orchestra non è mancato nemmeno il coro, coordinato da uno scatenato Dodo. Voci femminili e maschili che senza pretese e senza grandi esperienze, sono riuscite a fornire quel supporto e sottofondo capace di riempire un’atmosfera degna di un grande evento.
Dulcis in fundus, come non recensire la coreografia e il lavoro organizzato da Anna Laura Mucci(20 anni) e Francesca Fratti(20 anni). Infatti se è vero che un musical
senza ballerini è come un cielo senza stelle, ieri sera l’abbiamo constatato di persona. Briosi e scintillanti, inaugurano lo spettacolo con una apertura sull’Overture di grande rilievo con passi di breakdance accompagnati dalla semplicità delle ballerine. Un capolavoro la gestione delle corde fosforescenti nella scena dell’impiccagione di Giuda. Soffrono la mancanza di spazio su un palco ristretto che ospita assieme ballerini e attori, ma non sfigurano nemmeno di fronte all’emulazione del Re dei Musicals.
In questa recensione, poichè per mia natura ottimista e doveroso di favori nei
confronti dell’amico Gesù in seguito alla mia liberazione, sono stato generoso di commenti positivi, pur rispettando la mia onestà intellettuale. Di fronte a un lavoro così abilmente ordito da questi 82 ragazzi, non posso che levare il cappello.
Unica nota negativa della Premiere di Jesus Christ Superstar è stato l’impianto audio. Attori e cantanti si faticava a sentirli e l’interferenze delle casse con i
microfoni durante i tentativi di alzare i volumi, oltre a infastidire il pubblico andavano a coprire le musiche e le voci del coro già poco amplificate.
Un lavoro ben fatto è stata invece la gestione luci, ma l’impianto era notevole, almeno questo all’altezza della premiere.
Concludo con una constatazione ed un suggerimento. Visto il grande talento dimostrato, dovreste per la prossima messa in scena prestare più attenzione alla scelta dei costumi per i personaggi secondari o le comparse. L’improvvisazione di alcuni, nell’ottica di una grande spettacolo riporta l’idea più di una recita scolastica che di un grande spettacolo. Così come l’estrazione della lotteria in apertura.
Delinquenti saluti.
Barabba
Per le immagini si ringrazia Foto Studio Pincelli.
Questo articolo è stato inserito da Enrico il 28 maggio 2012 alle 20:30, ed è archiviato in Editoriali. Puoi seguire le risposte con i feeds RSS 2.0. Oppure scrivere un commento o anche segnalare un trackback dal tuo sito.
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