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THE BLACK ANGELS: unica data in Italia a Ferrara il 5 luglio.
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THE BLACK ANGELS
UNICA DATA IN ITALIA
05 luglio 2103 – Ferrara
Ferrara Sotto Le Stelle
Cortile del Castello Estense
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Neo psicheedelia da Austin, Texas.
Formazione dalla decennale attività, con 4 album di studio all’attivo: “Passover” (2006),“Directions to See a Ghost” (2008), “Phosphene Dream” (2010) e l’ultimo “Indigo Meadow” (2013) pubblicato su etichetta Blue Horizon.
La band attuale è composta da 4 elementi: Stephanie Bailey (Batteria), Christian Bland (chitarra), Alex Maas (voce), Kyle Hunt (tastiere e basso) e prende spunto da un classico dei Velvet Underground per la scelta del nome “The Black Angel’s Death Song”.
Per loro stessa ammissione, da un concerto dei “Black Angels” ci si puo’ aspettare quanto di meglio possa produrre una band dai chiari riferimenti garage e rock psichedelico:
“Riverbero e Speranza, Delay e Paura, Feedback e Stupore, Asciuttezza e Verità, Tremolo e Mistero.”
Finalmente torna in Italia per presentare il nuovo ed atteso album “Indigo Meadow”, uscito il 1’aprile 2013, che ha già riscosso i pareri favorevoli della critica musicale.
Anticipato dal singolo “Don’t play with guns”, l’album contiene 13 irresistibili brani.
Dai Doors ai 13th Floor Elevator, dagli Spacemen 3 ai Jesus and Mary Chain, neo-psichedelia per quello che si può definire un classico nello stile “Black Angels”.
Una data unica davvero da non perdere per tutti gli amanti dei suoni ipnotici alla Velvet Underground e Jefferson Airplane, organi farfisa, atmosfere 60’s e rock psichedelico, nella splendida cornice del castello Estense di Ferrara.
Inizio concerto: ore 21.30
Apertura porte: ore 20.00
Prezzo del biglietto in prevendita: €15,00 + diritti di prevendita
Tutte le info su:
http://www.livenation.it/artist/the-black-angels-tickets
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Vittorio Ferrari
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ARMIN VAN BUUREN – INTENSE (2013)
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“Intense”,questo è il nome del quinto e ultimo album del dj e produttore olandese di musica trance Armin Van Buuren.
Per i fan del producer, non ci sarebbe nient’altro da aggiungere, perché il titolo dell’album parla già da sé, invece credo sia giusto raccontare e spiegare il duro lavoro, con le apposite curiosità, che si cela dietro questa produzione.
Per chi non lo conoscesse ancora, posso descrivere a grandi linee che Armin Van Buuren, è stato nominato per ben cinque volte miglior beatmaker al mondo dalla famosissima rivista inglese “DJ Mag”, superando nel 2012 il celeberrimo dj francese David Guetta. Tutto ciò non è casuale, perché già al primo ascolto di qualsiasi sua canzone, si possono percepire suoni,melodia e spesso strumenti veri, molto ricercati che fanno di lui uno tra i migliori e famosi dj al mondo.
Egli definisce se stesso un perfezionista, in quanto cura nei minimi dettagli ogni sua canzone, dall’utilizzo di suoni diversi tra loro, alla scelta delle voci, sia maschili che femminili, spesso utilizzate nei suoi singoli trance. Abbiamo dovuto attendere la bellezza di ben tre lunghi anni dall’uscita del suo ultimo album “Mirage”(2010) per poter ascoltare finalmente un intero cd tutto dedicato ad Armin e alle sue novità dal punto di vista musicale.
L’attesa è stata così lunga, per i motivi qui sopra citati, ovvero che (come lui ha dichiarato in svariate interviste) ad ogni singola traccia , ha impiegato anche molti mesi per la ricerca e la cura dei suoni e degli strumenti.
Definirei ostinata,ma di buon successo, la scelta nell’ usare più suoni possibili di strumenti reali in questo suo album, tanto da arrivare ad impiegare in alcune tracce, un’intera orchestra di musica classica e la rock band di suo fratello Eller.
Partendo dal presupposto che scegliere e descrivervi le canzoni “più belle” dell’album sarebbe una vera e propria offesa ad Armin, proprio perché ognuna di esse presenta delle sperimentazioni musicali e delle differenze di suoni e melodie, cercherò (per quanto io possa farlo nel miglior modo possibile) , di riportare quelle che mi hanno colpito maggiormente.
Si parte subito con la prima canzone “Intense (feat. Miri Ben-Ari)” , chiamata come l’album e che più di tutte lo racchiude in soli 8.47 minuti.
Inizia nel migliore e dolce dei modi, utilizzando appunto , l’orchestra di musica classica, evolvendosi poi con suoni sempre più elettronici,ma melodici, del genere trance. Dalla trance, si passa al dubstep,poi a piccoli accenni di rock, ma la cosa davvero sensazionale, è che tutti i passaggi da un genere all’altro avvengono in maniera così perfetta, che la canzone stessa, non risente per niente di questi stacchi , anzi, viene migliorata. Primo esperimento riuscito.
Altra degna di nota, è “Waiting for the night (feat. Fiora)”, entrando nei particolari, viene collocata tra le canzoni uplifting trance, cioè caratterizzata da una base trance con suoni elettronici e da un testo malinconico con altrettanta voce appunto malinconica. Un genere dove il dj olandese si destreggia alla grande, anzi, oserei dire “ci sguazza.” Sarà che sono un amante dei suoni malinconici, ma questo pezzo, secondo me, è riuscito benissimo, anche se su ciò non c’erano dubbi.
La numero 7 dell’album, “Alone (feat. Lauren Evans)” , si presenta con suoni molto electro house, ricordando per farla semplice e breve, le canzoni in stile Porter Robinson. Secondo esperimento riuscito anche questo molto bene.
Per chi ha voglia di scatenarsi, o di tirare fuori lo spirito tamarro presente nel profondo di ognuno, deve aspettare la traccia numero 9 “Won’t let you go (feat. Aruna)”. Con un inizio che ricorda i tempi d’oro della trance (1999-2002) ,caratterizzata da un basso in 4/4 tipico della house music, si sviluppa in seguito con suoni molto elettronici tipici della Hard Trance, per intenderci, usati spesso dal duo trance tedesco, “Cosmic Gate”. Se vi capita di ascoltarla in macchina, alzate pure il volume al massimo,
abbassate i finestrini e tirate fuori una mano da buon zarro e…tranquilli, sarete giustificati.
La canzone “Love never came (feat. Richard Bedford)” appartiene alla famiglia delle progressive trance, la quale, con la voce malinconica di Richard, rende la traccia davvero angosciante per tutti i 6.58 minuti della sua durata.
Con un gran finale ricco di carica positiva, chiude l’album il singolo rock “Reprise”, fatto appunto in collaborazione con la rock band di Eller, il fratello di Armin Van Buuren. All’esperimento numero tre, do la sufficienza piena.
Tutto sommato, posso dire che l’attesa sia stata ripagata, è davvero valsa la pena aspettare tre anni per riascoltare un vero e proprio insieme di esperimenti musicali, messi insieme dalla abile mano di un Dj con la “D maiuscola”, che il suo mestiere di musicista lo compie nel migliore dei modi. Un uomo che con la sua umiltà, bravura e impegno, è riuscito ad avvicinare molta gente alla musica trance, un genere musicale ahimè, non molto gradito in Italia a causa della mentalità poco aperta alla musica e al “Nuovo” da parte dei suoi abitanti,che tendono sempre a seguire una moda e non a crearla.
Sperando di avervi incuriosito parlandovi di questo album e della musica Trance, vi ricordo gli unici due appuntamenti in Italia per ora di Armin Van Buuren: 6 Luglio a Viareggio (Cittadella del Carnevale) e 7 luglio a Jesolo (Pista azzurra).
Leonardo Dilengite
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Tracklist
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L’EX SMITHS JOHNNY MARR IN ITALIA A LUGLIO CON TRE DATE DEL SUO TOUR.
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Dopo la coppia Lennon/McCartney, Morrissey e Marr negli SMITHS sono stati tra i musicisti più influenti della scena inglese degli anni 80.
Dopo aver lasciato gli Smiths nel 1987, Marr ha continuato la sua carriera come membro ufficiale o chitarrista in tour per diversi gruppi tra cui Billy Bragg, Karl Bartos dei Kraftwerk, Talking Heads, Beck, Pet Shop Boys,The The, Electronic, Modest Mouse e The Cribs. Marr è stato membro dei Modest Mouse quando il loro album We Were Dead Before The Ship Even Sank debuttò alla prima posizione della classifica Billboard, e membro dei The Cribs quando raggiunsero la top 10 con il loro album del 2009 Ignore The Ignorant.
Innumerevoli i musicisti che hanno citato Marr come significativa ispirazione musicale, in particolare Noel Gallagher e Radiohead. Positivamente colpito da un primo demo degli Oasis, Marr è stato una sorta di mentore per l’allora sconosciuto Gallagher, aiutando la band a trovare oltre ad un manager anche un suono preciso, regalando una delle sue chitarre al suo talentuoso giovane amico. Anni dopo – con gli Oasis ormai affermati come la più
grande band del paese – Marr ha preso parte alle registrazioni dell’album Heathen Chemistry.
Nel 2000 Marr ha dato vita al suo progetto Johnny Marr and The Healers reclutando il batterista Zak Starkey (figlio di Ringo Starr),
il chitarrista dei Cavewaves Lee Spencer e l’ex bassista dei Kula Shaker Alonza Bevan. Il loro album di debutto, Boomslang, è stato pubblicato nel 2003, con Marr autore dei testi e voce principale.
Nel febbraio del 2013 pubblica il suo primo album ufficiale da solista “THE MESSENGER” (Warner/Audioglobe), un disco brillante e acclamato dalla critica musicale, dove Marr si muove in ambienti brit pop, rock, new wave: una fotografia della sua vita e di 30 anni di carriera.
Le chitarre dell’ex Smiths ci accompagneranno anche dal vivo, visto che quest’ estate sarà in Italia per tre imperdibili date organizzate da DNA Concerti e Comcerto:
lunedì 01 Luglio – MILANO
Ippodromo del galoppo – CITY SOUND (special guest di THE NATIONAL)
Via Diomede, 1 20151 Milano
ingresso: 30 euro+d.p.
Inizio concerti: ore 20:00
Prevendite disponibili:
www.ticketone.it call center 892 101
www.vivaticket.it
www.ticket.it call center 02 54 271
www.mailticket.it, call center 199 446271
martedì 02 Luglio – BOLOGNA
Bolognetti Rocks 2013 Rocker Festival
Vicolo Bolognetti, 2 40125 Bologna
Biglietti: 15 euro + d.p.
Prevendite attive dal 06 maggio su: www.vivaticket.it
mercoledì 03 Luglio – ANCONA
Spilla Festival 2013
Corte Mole Vanvitelliana, Banchina Giovanni da Chio, 28 60121 Ancona
Biglietti: 20 euro + d.p.
Prevendite attive dal 06 maggio su:
www.ticketone.it – www.vivaticket.it – www.bookingshow.it
Vittorio Ferrari
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ARMIN VAN BUUREN FINALMENTE IN ITALIA PER DUE IMPERDIBILI DATE!
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Il disc jockey e produttore di musica trance sarà in Italia il 6 luglio a Viareggio (LU), Cittadella del Carnevale ed il 7 luglio a Jesolo (VE), Pista Azzurra.
Armin Van Buuren, una leggenda, una garanzia.
Basterebbe solo il nome per riempire in poche ore, qualsiasi club, piazza o palazzetto in ogni parte del globo!
Il Dj di origine olandese, eletto per 5 volte come miglior beatmaker al mondo, dalla famosa rivista musicale inglese Dj Mag, superando nel 2012 il famoso David Guetta, finalmente sbarca in Italia per due date estive imperdibili, 6 luglio a Viareggio e 7 luglio a Jesolo .
L’album “Intense”, come da lui spiegato in diretta radiofonica in una delle puntate del suo programma “A State Of Trance” , sarà un insieme di suoni trance, rock, dubstep, progressive e di musica classica.
L’uscita del CD, è prevista domani 3 maggio e il singolo ”This Is What Is Feels Like (feat. Vocals Trevor Guthrie)” dello stesso Album, viene trasmesso ormai da tutte le radio italiane ed è oggetto di numerosi remix.
Chi in passato avrà assistito ad una serata di Armin, saprà già, e potrà confermare ai futuri partecipanti, che la sua proposta sta tra la progressive Trance, house ed electro house, in poche parole, un mix di musica di gran qualità e melodia così elevata, che per due notti trasporterà i presenti in una dimensione di piacere e pace assoluta.
Per perfezionare il tutto, aprirà le due serate un altro dj olandese di fama mondiale, il noto e giovane Jochen Miller, affiancato di conseguenza da uno special guest, il cui nome verrà reso noto nei prossimi giorni dagli organizzatori.
Apertura porte: ore 19.00
Inizio concerti: ore 21.00
Prezzo del biglietto in prevendita: €35,00 + diritti di prevendita
Prezzo del biglietto in cassa la sera dello show: €40,00
Biglietti in vendita su www.ticketone.it e www.livenation.it a partire dalle ore 10.00 di venerdì 3 maggio.
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Leonardo Dilengite
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THE KNIFE – Shaking the Habitual (2013)
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Dopo il grande successo nel 2006 con Silent Shout, i gemelli Dreijer (Olof e Karin), di chiare origini scandinave, tornano alla ribalta con un nuovo lavoro targato Rabid Records. Esce all’inizio di aprile Shaking the Habitual, un doppio album che si allontana dai suoni passati (evidente fin dal titolo del disco) prendendo una strada molto tortuosa e coraggiosa già considerando la lunghezza dell’album e di alcuni brani.
La sperimentazione e l’avanguardia sono i massimi comuni denominatori che accompagnano tutto il disco, partendo dai singoli di lancio “A Tooth For An Eye” e “Full of fire”; un lavoro che complessivamente comprende suoni elettronici e techno tipici berlinesi e scandinavi, voci esoteriche e profonde alla Bjork arrivando fino a momenti esoterici, voodoo, schizofrenici.
spesso accade, esclusa.L’origine di Shaking The Habitual, sta nello studio di Olof e Karin del socialismo, del femminismo e dei suoi problemi correlati sintetizzati nei brani del disco. Infatti i temi unificanti dell’album sono: la decostruzione di quelle che sono le strutture di potere, le abitudini,la politica, la protesta degli anni 60-70, il rapporto tra i sessi come ad esempio in “Full of fire”: “Not a vagina / It’s an option / The cock / Had it coming”. In un intervista in cui gli viene chiesto come saranno i loro prossimi show dal vivo, considerando la loro solita grande capacità teatrale, rispondono dicendo che sarà un insieme di un progetto di un grosso collettivo e femminista. Vi ricordo che i The Knife saranno in concerto il 29 aprile all’Alcatraz di Milano.E’ molto difficile poter presentare questo album analizzando le canzoni più incisive, visto che ognuna presenta delle sperimentazioni e delle differenze rispetto alle altre, perciò vi riporterò le canzoni che a me personalmente hanno colpito di più.Il
singolo che mi ha colpito di più è “Full of fire” per la sua somiglianza alle sonorità tipiche di bjork (che stimo moltissimo) e una ritmica quasi drum and bass molto potente, dalla durata di 9 minuti diventando man mano sempre più cupa ed oscura.Altro brano molto interessante è “Without You My Life Would Be Boring” con tamburi e fiati di classica provenienza tribale ed etnica, sfociando quasi nel voodoo e nel misticismo.
Infine mi ha colpito molto la evocativa “Stay out here“, 10 minuti di suoni oscuri ed acidi che richiamano sciamani o realtà ultraterrene trasportandoti in un viaggio dal quale non si vuole uscire.Non possiamo sicuramente dire che il duo scandinavo si sia arreso al fascino del commercio, vista l’assenza di pezzi melodici tipici da classifica,ma il mio giudizio complessivo sull’album è sicuramente positivo nonostante la difficoltà nel riuscire ad ascoltare tutti di un fiato brani così lunghi.
Davide Ghirardelli
Tracklist
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