NeroVerde
La cavalcata che ha portato il Sassuolo alla A (2a parte)
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Seconda parte del racconto di una stagione che ha portato il Sassuolo alla vittoria del campionato e quindi alla promozione in Serie A. Dalla prima di campionato all’ultima gara dell’anno.
Al primo piano di Piazza Risorgimento una vera e propria bacheca dei trofei non era stata studiata. Qui non siamo a Milano o Madrid, stiamo parlando della sede di una società di football di provincia che per tanti anni ha affrontato il Vignola e il Reggiolo. Ma una coppa comunque c’era, anzi una Supercoppa, quella della Serie C1 conquistata da Max detto “Acciuga” Allegri a Salerno. A pochi istanti dalla conclusione della partita di Modena il pallone, che non sembrava voler entrare, capita sui piedi di Simone Missiroli, proprio lui, nominato il miglior giocatore del campionato, che con un tiro sotto la traversa batte il portiere avversario. E’ il pomeriggio di lunedì 18 maggio ed è successo qualcosa; per una volta a Sassuolo se ne sono accorti tutti, anche quelli che a Vignola o Reggiolo non c’erano, per motivi anagrafici o molto probabilmente per scelta. E la Supercoppa non è più sola, di fianco a lei d’ora in poi ci sarà un trofeo dal nome singolare, si chiama “Ali della Vittoria”. Il nome è strano, ma mai così azzeccato per la squadra che nella stagione 12/13 l’ha sollevata al cielo. Perché le Ali al Sassuolo ce le ha messe Giorgio Squinzi, l’uomo Mapei, che nella stagione 2002-2003 ha deciso di prendere in mano i neroverdi che fino a quel momento stentavano in Serie C2, portandoli poi alla vittoria, il raggiungimento della massima espressione del calcio italiano, la Serie A. Durante la scalata si sono avvicendati uomini che hanno dato il loro grande contributo, parliamo di dirigenti, allenatori e calciatori che hanno arricchito la cultura sportiva di questa piazza rendendola una macchina perfetta e pronta al grande salto, ma agevolati sempre dai mezzi messi a disposizione da Milano e dalla tranquillità, di una città silenziosa, un silenzio a volte assordante, per lo scarso interesse che veniva rivolto ai neroverdi. Il Sassuolo ha anche, soprattutto, i suoi punti fermi che sono il presidente Rossi, il direttore sportivo Bonato e i calciatori perché Pomini e Masucci sono ripartiti dalla delusione del playoff beffa, perso immeritatamente contro il Pizzighettone, mentre Magnanelli è entrato nella squadra che ha concluso la stagione con un’altra foto ricordo, quella di Pippo Pensalfini che butta in rete il gol che stende il Sansovino nello spareggio che vale la C1 ai sassolesi. L’altro scatto è quello dell’esultanza di Marco Piccioni, per il colpo di testa siglato al Manfredonia che è valso la promozione in B. Passo importantissimo, ma non un punto di arrivo per il patron Squinzi, che ha sempre voluto che la sua piccola diventasse grande. A guidare il Sassuolo allo storico traguardo della Serie A è stato Eusebio Di Francesco,che dall’anno prossimo dovrà studiare le contromisure per limitare avversari come Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli…la lista è lunghissima, non vogliamo dimenticare nessuno perché sarà un campionato durissimo e per questo motivo bellissimo da giocare e da vivere.
La formazione di Di Francesco stecca la prima dopo la pausa
Dopo una pausa lunga 26 giorni, il campionato riparte il 25 gennaio con Crotone-Sassuolo, prima delle quattro gare che il centravanti livornese Leonardo Pavoletti si è trovato costretto a saltare a causa di una piuttosto dubbia squalifica per doping . I numeri della prima parte di stagione sono molto positivi: 51 punti sui 66 a disposizione, miglior attacco (46 reti), miglior difesa (15 subite), indiscussa leadership casalinga (10 vittorie ed un pareggio tra le mura amiche) ed ottimo rendimento esterno (6 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, tra le quali i due scontri diretti contro Verona e Livorno, dove in entrambi i casi gli emiliani avrebbero comunque meritato qualche cosa di più). La prima gara del 2013 è Crotone-Sassuolo. In Calabria si gioca sotto un vero e proprio diluvio. Il campo è al limite della praticabilità e dopo 90 minuti di grande agonismo vincono i padroni di casa con un 2-1 (De Giorgio, Ciano e Missiroli) che farà discutere. Si tratta della quarta sconfitta in campionato per i neroverdi, ma come le altre volte, si tratterà di un insuccesso “indolore”. Tre punti che avrebbero fatto comodo per una buona partenza, ma che tutto sommato non cambiano più di tanto la classifica neroverde, infatti, anche dopo la sconfitta, gli emiliani si trovano in testa alla graduatoria con 3 lunghezze di vantaggio sul Livorno e 5 sul Verona.
Il grande febbraio dei neroverdi
Il Sassuolo, negli ultimi giorni di gennaio, si è rinforzato in difesa assicurandosi le prestazioni del giovane centrale Luca Antei (’92), prelevato dalla Primavera della Roma, sarà un giocatore che troverà poco spazio, ma verrà poi impiegato titolare nella sfida promozione con il Livorno. Alla terza giornata di ritorno
c’è l’Empoli in casa, una squadra che non sta andando benissimo, ma che ha grande potenziale offensivo e che costringe il Sassuolo al pareggio (1-1 Terranova e Regini). Per la prima volta in stagione il Sassuolo non risponde ad una sconfitta con una vittoria; la formazione di Di Francesco si rifarà con uno splendido filotto di successi: la prima vittoria la ottiene a Vercelli per 1-3 (Cristiano, Terranova, Troianiello e Berardi), prosegue con Sassuolo-Spezia 3-2 (Catellani, Sansovini, Pichlmann, Terranova, Bianchi), Vicenza-Sassuolo 0-1 (Berardi) e termina con la grande prestazione al “Del Duca” Ascoli-Sassuolo 2-4 coincisa con il grande ritorno in campo dello “Sparviero” (Fossati, Masucci, Pavoletti, Berardi, Troiano e Montalto). Con la vittoria nelle Marche, si chiude un mese intenso di gare, infatti, a febbraio i neroverdi hanno giocato cinque partite, vincendole tutte tranne una: il pareggio ad Empoli. In questo momento il Sassuolo gode di 10 punti di vantaggio sul Livorno e 14 sul Verona, questo è il momento più alto del torneo della formazione di Piazza Risorgimento.
Intervista a Pavoletti: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/leonardo-pavoletti-carattere-e-determinazione-per-non-mollare-mai/
Il primo periodo di crisi
Marzo ha inizio con la peggior gara della stagione neroverde: Sassuolo-Grosseto 0-2 (Piovaccari x2), un risultato clamoroso per il divario in classifica (Sassuolo 1° e Grosseto ultimo), ma non per ciò che si è visto in campo. Brutta la gara dei padoni di casa, mai in partita ed in grande affanno; si rifaranno sette giorni dopo con l’impresa di Varese (3-4 Berardi, Masucci 2, Troest, Ebagua, Pavoletti, Zecchin), una delle gare più belle del campionato e, forse, determinante per la vittoria finale, in quanto arriva in un momento importantissimo della stagione ed inoltre perchè gli emiliani si sono trovati in inferiorità numerica dal 62’ minuto. Dopo la grandissima gara in Lombardia, la capolista si vendica con il Cittadella con un 1-0 (Boakye su rigore) che giunge con molte difficoltà. Il Sassuolo è in evidente calo, nelle ultime gare ha speso molto e fatica a mantenere il pallino del gioco; a testimonianza di questa tesi arriva anche il pareggio con la Juve Stabia, le “vespe” sono sicuramente temibili, ma dalla prima in classifica ci si aspettava un allungo decisivo che invece è mancato (1-1 Berardi e Jidayi). Marzo non è ancora finito e c’è tempo per altre due gare, o meglio per altri due pareggi: Sassuolo-Ternana 0-0 e Sassuolo-Verona 1-1 (Pavoletti e Halfredsson), è crisi di risultati. I neroverdi chiudono un bruttissimo mese con tre pareggi consecutivi, è vero, non sono tre sconfitte, ma consentono alle inseguitrici di accorciare sulla prima della classe. La crisi non basta, il Sassuolo è sempre primo con 73 punti, a seguire Hellas Verona e Livorno a 64.
Intervista a Marzorati: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/lino-marzorati-sogno-la-a-con-il-sassuolo/
Yes We Camp! 2013 il camp ufficiale del Sassuolo Calcio!: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/yes-we-camp-2013-il-camp-ufficiale-del-sassuolo-calcio/
A tre punti dal traguardo
Passa una sola settimana dall’ultimo dei tre pareggi, quello con il Verona, si gioca in Piemonte, a Novara, sul campo sintetico sono in palio i tre punti con
una squadra che è in grande ascesa e che poi conquisterà i playoff. I neroverdi non riescono nuovamente a portare a casa l’intera posta, anzi, perdono 3-2 ( Fernandes, Buzzegoli, Berardi, Ludi aut., Faragò). E’ crisi, profonda crisi. Nelle ultime quattro gare la formazione di Di Francesco ha portato a casa solo 3 punti su 12 disponibili, permettendo alle squadre, fino a qualche giornata piuttosto distaccate in classifica, di rientrare nella corsa alla promozione. I neroverdi chiudono il filotto negativo con un altro pareggio, quello con il Brescia in casa (1-1 Corvia, Longhi). Finalmente il 16 aprile gli emiliani si riscattano, è la Reggina ad avere la peggio, nello 0-2 (Boakye e Missiroli) del “Granillo”. Subito dopo toccherà perdere anche al Bari (2-1 Pavoletti, Defendi e Terranova), un successo a dir poco importante. A quattro giornate dal termine, il Sassuolo, ha già raggiunto il proprio record di punti in Serie Bwin: 80. Dopo questa vittoria e questo traguardo, la stagione dei neroverdisembra essere già chiusa, infatti, manca solo una vittoria alla compagine modenese per essere in Serie A, una vittoria che però tarderà ad arrivare. Al termine della gara col Bari questa è la classifica:
Sassuolo 80; Livorno 73; Hellas Verona 72; Empoli 63; Novara 59; Varese 55; Brescia 53; Modena e Padova 51; Juve Stabia, Spezia 48; Ternana, Cittadella, Crotone 47; Cesena 46; Bari, Virtus Lanciano 44; Reggina 42; Ascoli 40; Vicenza 38; Pro Vercelli 31; Grosseto 23
La seconda crisi e poi il trionfo: è Serie A
Mancano solo quattro gare al termine, 3 punti per essere certi della Serie A, a Sassuolo è già aria di festa, un pò per l’incredibile campionato giocato fino ad ora ed un pò perchè tutti sono ormai convinti che la favola si concluda nel migliore dei modi. La prima delle quattro partite è il derby: Modena-Sassuolo. Per la prima volta da quando entrambe le squadre sono in cadetteria, si avverte tensione e c’è molta rivalità, il Sassuolo è ad un passo dalla A e potrebbe festeggiare in casa ed inoltre all’andata ci furono diverse polemiche a causa delle condizioni del terreno di gioco. La gara finirà 2-1 per i canarini nonostante il vantaggio neroverde firmato dall’ex Catellani, sarà il bomer Ardemagni a ribaltare il risultato con una doppietta in 16 minuti. Sassuolo era una città già pronta alla festa: bandiere, maglie e sciarpe erano già state preparate, addirittura girava voce di una festa in piazza, ma la doppietta del bomber di Milano è una doccia gelata. Tra il derby ed il Padova dell’ex Fulvio Pea passano dieci giorni. Dieci giorni in cui Di Francesco ha chiesto alla squadra maggiore concentrazione in vista di una gara contro una squadra che ormai non ha più nulla da chiedere al campionato. Ma Pea è un allenatore che vuole giocarsela fino all’ultima giornata e non lascerà festeggiare il Sassuolo senza prima aver combattuto. E’ Proprio lo spirito del mister di Casalpusterlengo a caricare i giocatori biancoscudati che costringono i neroverdi al pareggio (1-1 Terranova e Cutolo). Ancora una volta la festa
è stata rimandata. Oltre alla solita coreografia (un’altra era stata messa a punto nel derby), maglie, bandiere e sciarpe erano state vendute in grande quantità anche in questa occasione. Molta più gente si sta appassionando al Sassuolo o, comunque, in molte più persone vanno allo stadio di questi periodi, probabilmente con la speranza di poter festeggiare da un momento all’altro. La gara con il Padova lascia il segno, ora c’è molta paura tra i tifosi e, forse, anche tra qualcuno della società e qualche giocatore. Tutti credono che la trasferta di Lanciano possa dare la sveglia, non si guarda alle posizioni dietro anche se Livorno e Verona accorciano di gara in gara, mancano tre punti, con la vittoria si è sicuri della promozione. Sono tantissimi i tifosi che affrontano diverse ore di macchina/pullman per arrivare in Abruzzo, lo fanno convinti che sia la volta buona, invece, ancora una volta, i neroverdi non riescono a mettere la parola fine al proprio campionato e pareggiando 2-2 (Vastola, Berardi, Chibah e Piccolo) si trovano costretti a far risultato nella “finale” con il Livorno: è crisi. Nel big match dell’ultima giornata ci si gioca
tutto tra “Braglia” e “Bentegodi”, infatti, proprio un pareggio a Verona tra la formazione di casa e l’Empoli complicherebbe enormemente le cose. I neroverdi con 8 risultati su 9 sono in Serie A, l’unica combinazione di esiti che impedirebbe al Sassuolo di conquistare la massima serie direttamente è la propria sconfitta insieme al pareggio a Verona. Per la prima volta nella storia la formazione di Piazza Risorgimento giocherà una gara di tale importanza. La città ed i tifosi sono entusiasti di poter assistere ad una vera e propria finale, mentre danno per scontato il pareggio tra Verona ed Empoli. In Veneto finirà con un pareggio annunciato, ma ciò che accadrà al “Braglia” ha dell’inverosimile. Dopo 90′ di gran calcio e nervosismo, in 9 contro 10, il Sassuolo all’ultima azione dell’ultimo minuto di gara mette a segno la rete dell’1-0 grazie ad un’azione personale di Simone Missiroli, il miglior giocatore della cadetteria. Non c’è più tempo per riprendere, l’arbitro fischia la fine ed i neroverdi sono finalmente in Serie A!
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CLASSIFICA FINALE:
Sassuolo 85; Hellas Verona 82; Livorno 80; Empoli 73; Novara 64; Brescia 62; Varese 60; Modena 55; Bari, Padova, Ternana e Crotone 53; Spezia 51; Cesena, Juve Stabia e Cittadella 50; Reggina 49; Virtus Lanciano 48; Vicenza 42; Ascoli 41; Pro Vercelli 33; Grosseto 28
Sassuolo ed Hellas Verona promosse in Serie A / Livorno, Empoli, Novara e Brescia qualificate per i Playoff / Vicenza, Ascoli, Pro Vercelli e Grosseto retrocesse in Prima Divisione della Lega Pro
Andrea Malagoli
©2013 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook
La cavalcata che ha portato il Sassuolo alla A (1a parte)
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Prima parte del racconto di una stagione che ha portato il Sassuolo alla vittoria del campionato e quindi alla promozione in Serie A. Dalla prima di campionato all’ultima gara dell’anno; in seguito pubblicheremo la seconda dove ci sarà l’altra parte di stagione.
Al primo piano di Piazza Risorgimento una vera e propria bacheca dei trofei non era stata studiata. Qui non siamo a Milano o Madrid, stiamo parlando della sede di una società di football di provincia che per tanti anni ha affrontato il Vignola e il Reggiolo. Ma una coppa comunque c’era, anzi una Supercoppa, quella della Serie C1 conquistata da Max detto “Acciuga” Allegri a Salerno. A pochi istanti dalla conclusione della partita di Modena il pallone, che non sembrava voler entrare, capita sui piedi di Simone Missiroli, proprio lui, nominato il miglior giocatore del campionato, che con un tiro sotto la traversa batte il portiere avversario. E’ il pomeriggio di lunedì 18 maggio ed è successo qualcosa; per una volta a Sassuolo se ne sono accorti tutti, anche quelli che a Vignola o Reggiolo non c’erano, per motivi anagrafici o molto probabilmente per scelta. E la Supercoppa non è più sola, di fianco a lei d’ora in poi ci sarà un trofeo dal nome singolare, si chiama “Ali della Vittoria”. Il nome è strano, ma mai così azzeccato per la squadra che nella stagione 12/13 l’ha sollevata al cielo. Perché le Ali al Sassuolo ce le ha messe Giorgio Squinzi, l’uomo Mapei, che nella stagione 2002-2003 ha deciso di prendere in mano i neroverdi che fino a quel momento stentavano in Serie C2, portandoli poi alla vittoria, il raggiungimento della massima espressione del calcio italiano, la Serie A. Durante la scalata si sono avvicendati uomini che hanno dato il loro grande contributo, parliamo di dirigenti, allenatori e calciatori che hanno arricchito la cultura sportiva di questa piazza rendendola una macchina perfetta e pronta al grande salto, ma agevolati sempre dai mezzi messi a
disposizione da Milano e dalla tranquillità, di una città silenziosa, un silenzio a volte assordante, per lo scarso interesse che veniva rivolto ai neroverdi. Il Sassuolo ha anche, soprattutto, i suoi punti fermi che sono il presidente Rossi, il direttore sportivo Bonato e i calciatori perché Pomini e Masucci sono ripartiti dalla delusione del playoff beffa, perso immeritatamente contro il Pizzighettone, mentre Magnanelli è entrato nella squadra che ha concluso la stagione con un’altra foto ricordo, quella di Pippo Pensalfini che butta in rete il gol che stende il Sansovino nello spareggio che vale la C1 ai sassolesi. L’altro scatto è quello dell’esultanza di Marco Piccioni, per il colpo di testa siglato al Manfredonia che è valso la promozione in B. Passo importantissimo, ma non un punto di arrivo per il patron Squinzi, che ha sempre voluto che la sua piccola diventasse grande. A guidare il Sassuolo allo storico traguardo della Serie A è stato Eusebio Di Francesco,che dall’anno prossimo dovrà studiare le contromisure per limitare avversari come Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli…la lista è lunghissima, non vogliamo dimenticare nessuno perché sarà un campionato durissimo e per questo motivo bellissimo da giocare e da vivere.
La squadra viene affidata a Di Francesco. Al debutto in campionato è subito show
La trionfale cavalcata neroverde ha inizio ufficialmente il 27 agosto 2012, ma la vittoria di un campionato la si costruisce con il tempo, infatti, questo storico traguardo è il frutto di un grande lavoro da parte della società. Rispetto all’anno precedente, il club emiliano ha cambiato allenatore e diversi elementi della rosa. Il nuovo traghettatore è Eusebio Di Francesco, il pescarese raccoglie la scomoda eredità del sergente di ferro Fulvio Pea che lascia, in estate, i neroverdi a causa di incomprensioni, per poi sposare il progetto del Padova. Il nuovo mister approda a Sassuolo dopo una gloriosa carriera da calciatore ed una fiorente da allenatore, infatti, nonostante la carta d’identità (classe 1969), ha già ottenuto discreti risultati. A Pescara, la sua città, l’ex centrocampista della Roma ha condotto la formazione biancoazzurra alla promozione nella serie cadetta nell’anno 2009/10. L’anno successivo la
formazione abruzzese si è salvata ed il giovane tecnico, al termine della stagione, ha lasciato la città natale per trasferirsi a Lecce che in quell’anno militava in Serie A. Nel salento non ha fortuna, dopo una serie di risultati deludenti viene esonerato poco prima della pausa natalizia. Non allena per mesi, ma poi poco dopo il termine della stagione 2011/2012 trova l’accordo con il club di Piazza Risorgimento. L’intento di Di Francesco è chiaro: vuole fare bene e riscattare l’annata deludente a Lecce. Questa sua grande voglia di rimettersi in gioco convince la società a rinforzare e ringiovanire la rosa. In estate partono: Consolini, Sansone, Piccioni, Noselli, Bruno, Donazzan, Bassi, Cofie e Marchi. I nuovi investimenti sono mirati, qualità e freschezza al servizio della squadra, per questo vengono riscattati Massoni e Falcinelli (poi mandati in prestito), oltre al rientro dai prestiti di Pavoletti, Laverone e Luppi. Viene riscattato Troianiello e confermato Laribi. Bisogna rinforzare l’attacco, si dice, ma prima mancano altre pedine: un secondo portiere, un terzino e un centrocampista, perché non prendere tre giovani di bella speranza? Da questa idea nascono gli acquisti di Pigliacelli (’93), Frascatore (’92) e Chibsah (’93), tutti in prestito. Per l’attacco si sceglie Catellani, già a Sassuolo due anni prima, poi dopo il debutto in campionato si aggiunge alla rosa anche Richmond Boakye (’93), il quale arriva in
prestito dalla Juventus ed era già tra le file neroverdi l’anno precedente. Manca solo la ciliegina sulla torta, ovvero Domenico Berardi (’94): talento puro e cristallino, gioccherà per tutta la stagione come esterno nell’attacco a tre e dimostrerà grande tecnica e un buon rapporto con il gol. Il prodotto del vivaio emiliano gode della stima da parte della società e del nuovo mister che non ha paura di bruciarlo e anzi lo propone titolare quasi da subito. Ma come detto la cavalcata ha effettivamente inizio il 27 agosto con Cesena-Sassuolo. Dopo l’uscita di scena in Tim Cup per mano del Catania (prima dei siciliani venne battuto l’Avellino per 1-0 rete di Troianiello) , i neroverdi partono con il piede giusto. E’ una gara senza storia quella che vede trionfare i neroverdi al “Manuzzi”per 0-3, una partita dominata pur soffrendo in qualche occasione, ma ciò che stupisce è Missiroli utilizzato come mezz’ala, ruolo in cui si affermerà fino alla fine del campionato e che gli permetterà anche di vincere il premio come “Miglior Giocatore di Serie Bwin). In Romagna vanno a segno: Pavoletti, Terranova e Troiano, i primi due saranno determinanti per tutto il resto della stagione mentre l’ex Modena non troverà molto spazio. Sassuolo, Livorno, Crotone, Spezia e Pro Vercelli a 3, queste le prime in classifica dopo una giornata di campionato.
Berardi inizia a deliziare il popolo neroverde. Pavoletti firma una tripletta ad Empoli.
Archiviata la prima giornata di campionato, cinque giorni dopo, il Sassuolo scende nuovamente in campo e, anche in
questa occasione, porta a casa l’ intera posta in palio. E’ il Crotone ad arrendersi, infatti, nella seconda gara di campionato vanno a segno: Berardi (primo gol in carriera) e Pavoletti (già 2 reti in 2 partite). L’unica nota negativa è l’autorete nel finale di Missiroli che fissa il risultato sul 2-1 in favore degli emiliani. La classifica dopo la seconda giornata vede ancora la formazione neroverde in testa (insieme al Livorno), mentre perdono terreno tutte le altre vincenti al debutto. Alla terza giornata è l’Empoli ad avere la peggio grazie ad un netto tre a zero, a segno, con una tripletta, Leonardo Pavoletti. Lo Sparviero, nella sua terra, la Toscana, non perdona e grazie ai suoi gol permette ai sassolesi, dopo tre giornate, di essere in testa a punteggio pieno insieme al Livorno. Passano i giorni ed il Sassuolo continua a mietere vittime: il 15 settembre è la Pro Vercelli ad arrendersi allo strapotere emiliano. Nel 2-1 dello stadio “Braglia” vanno a segno: Valentini (autogol),
Terranova e Iemmello per i piemontesi. Il mese di settembre si chiude con altre due vittorie ed un pareggio: Spezia-Sassuolo 0-2 (Missiroli, Troianiello), Sassuolo-Vicenza 0-0 e Ascoli-Sassuolo 0-1 (Boakye). Dei tre risultati citati in precedenza, quello che fa più scalpore è lo 0-2 a Spezia, infatti, la formazione ligure nel corso del mercato estivo ha speso molto e tutti hanno grandi aspettative, ma se da un lato è la gara che ridimensiona il campionato della formazione di casa, gli ospiti proprio in quel giorno convincono tutti: è il Sassuolo la squadra che gioca meglio. Con gli altri due risultati si chiude il mese e si delineano i primi distacchi: la formazione neroverde conduce la classifica con 19 punti, non ha ancora perso e, ad inseguarla, ci sono solo Livorno (16) e Verona (15).
Arriva la prima sconfitta a Cittadella, ma un guizzo di Berardi allo scadere contro la Juve Stabia la fa subito dimenticare
Il 6 si gioca l’ottava gara di campionato: Grosseto-Sassuolo. Tutti si aspettavano una facile trasferta, invece, la
formazione di Di Francesco vince, ma soffrendo più del previsto. Il risultato finale (1-2 Boakye x2, Lanzafame) è frutto del maggior cinismo in zona gol e non del bel gioco. A sette giorni dalla vittoria di Grosseto, la settima in campionato, i primi in classifica affrontano il Varese: Sassuolo-Varese 4-0 (Gazzola, Terranova, Chibsah e Catellani), questa rimarrà una delle gare più belle della stagione, oltre ai gol, forse per evidenti demeriti degli ospiti, gli emiliani hanno disputato una gara perfetta dal punto di vista offensivo, nonostante nella prima frazione abbiano sofferto non poco le avanzate dei lombardi. Dopo la splendida vittoria in casa, arriva la prima sconfitta:
è il 20 ottobre e si gioca Cittadella-Sassuolo, finirà 1-0 (Di Carmine). Il Sassuolo, meritatamente, inciampa per la prima volta dall’inizio del torneo, mentre la formazione di Foscarini gioca una gran gara e giustamente conquista i tre punti. Dopo la sconfitta il Sassuolo reagisce infliggendo una pesante sconfitta ad una delle squadre più in forma, le vespe: Sassuolo-Juve Stabia 1-0 (Berardi). La vittoria è arrivata solo nel finale, grazie al gol messo a segno dal gioellino che veste la maglia numero 25 al 92’. L’ultima gara di ottobre, ovvero Ternana-Sassuolo, vede nuovamente trionfare i neroverdi, questa volta con il risultato di 1-3 (Brosco, Valeri, Pavoletti e Magnanelli). Ora tutti conoscono la forza degli uomini di Di Francesco, infatti, il bilancio dopo 12 partite è estremamente positivo: 10 vittorie, un pareggio ed una sola sconfitta.
Intervista a Missiroli: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/simone-missiroli-talento-semplicita-altruismo/
Intervista a Bianchi: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/tommaso-bianchi-determinazione-serenita-passione/
Il primo scontro diretto va al Verona; al “Braglia” non si passa.
Il nuovo mese ha inizio con un big match: Verona-Sassuolo, una delle gare più attese dell’intera stagione. Le due squadre sono in forma ed il Verona
non ha mai perso in casa, mentre l’unica sconfitta del Sassuolo è proprio arrivata in trasferta. Al termine dei 90’ è l’Hellas a vincere per 1-0 (Gomez) la sfida fra prima e seconda in classifica. E’ un duro colpo per il tifo neroverde, infatti, gli emiliani hanno tenuto testa ai padroni di casa, ma è bastato un episodio per perdere la gara e un po’ di punti di vantaggio, prima erano 6, ora sono 3. Come è capitato dopo la sconfitta con il Cittadella anche in questa occasione la formazione guidata da Di Francesco reagisce nel migliore dei modi: Sassuolo-Novara 2-0 (Terranova, Berardi). Non si ripete pochi giorni dopo a Brescia, dove i padroni di casa bloccano la prima della classe sull’1-1 (Boakye, Corvia). Nel 16° turno il Sassuolo stende la Reggina grazie soprattutto ad un Missiroli piuttosto ispirato. Al “Braglia”, nel 3-1 finale, vanno a segno: Boakye (2), Troianiello e Ceravolo.
La classifica dopo 16 giornate è così composta: Sassuolo 38; Livorno 35; Hellas Verona (*) 32; Padova 25; Juve Stabia 24; Brescia e Varese 23; Modena 22; Cittadella (*) ed Empoli 21; Spezia 20; Bari e Ternana 18; Crotone, Vicenza ed Ascoli 17; Cesena 15; Reggina 14; Virtus Lanciano 13; Pro Vercelli 11; Novara 10; Grosseto 8.
(*) Sospesa per nebbia. Recupero: Cittadella (+3) –Verona (+0) 2-1
Intervista a Terranova: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/emanuele-terranova-personalita-grinta-ambizione/
Il Derby sotto la neve è neroverde, a Livorno qualcosa va storto, ma ancora una volta è pronto il riscatto. Il Sassuolo è Campione d’inverno.
Il mese di dicembre è stato di grande spettacolo: la prima gara è stata Bari-Sassuolo 3-3 (Missiroli, Catellani, Terranova, Polenta e Galano 2) , poi ci sono state anche Sassuolo-Modena 2-0 (Boakye, Catellani) , Padova-Sassuolo 1-3 (Cionek aut., Terranova, Boakye e Farias), Sassuolo-Lanciano 2-0 (Missiroli, Pavoletti), Livorno-Sassuolo 3-2 (Catellani, Bianchi, Siligardi, Paulinho, Salviato) e Sassuolo-Cesena 5-0 (Boakye, Troianiello, Bianchi, Berardi e Masucci). Tante partite in un solo bellissimo mese sia per i risultati che per lo spettacolo offerto. Le partite più importanti sono state il derby, la gara in toscana e il match con il Cesena. Con il Modena è un derby strano, lo sanno tutti, non c’è molta rivalità, ma vuoi per l’ottimo cammino sin qui dei neroverdi, vuoi per la querelle sullo stadio o per la neve scesa copiosamente, da questa gara in poi qualcosa è cambiato. E’ il Sassuolo a portare a casa il risultato, lo fa meritatamente nonostante le polemiche nel dopo gara sul fatto che si sia giocato nonostante la quasi impraticabilità del campo. Come già detto, dopo questa gara, ci saranno diverse discussione su diversi temi che termineranno con la grande rivalità avvertita al ritorno. Un’altra gara importantissima è stata Livorno-Sassuolo,
match in cui il Sassuolo ha buttato via il doppio vantaggio, facendosi prima riprendere poi superare. Fu una gara bellissima, spettacolare e divertente, ma i neroverdi caddero ad un quarto d’ora dalla fine per mano di Salviato appena entrato. Non si può non citare il grandissimo gol messo a segno da Siligardi, una delle reti più belle del campionato. Il mese di dicembre termina e, quindi si conclude il 2012 con un’altra grandissima partita: Sassuolo-Cesena. Come sempre, il Sassuolo, dopo una sconfitta sa reagire nel migliore dei modi, è un 5-0 che non lascia spazio a polemiche e recriminazione, è stata una gara dominata dal primo all’ultimo minuto, in cui si è vista una squadra giocare in modo pressochè perfetto e capace di esaltare il pubblico con grandi giocate. Il Sassuolo conclude come campione di inverno una prima parte di stagione da record.
Prossimamente pubblicheremo la seconda parte sulla trionfale cavalcata che ha portato il Sassuolo in Serie A!
Intervista a Catellani e Pomini: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/alberto-pomini-e-andrea-catellani-dare-il-massimo-in-campo-come-nella-vita/
Andrea Malagoli
©2013 Concretamente Sassuolo (è autorizzata la pubblicazione a condizione che sia riportato il nome di Concretamente Sassuolo e il link www.concretamentesassuolo.it) Twitter Facebook
FRANCESCO MAGNANELLI: Il Capitano che ha condotto il Sassuolo nella Storia.
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Che sensazioni hai provato quando hai visto la conclusione di Missiroli, peraltro da te servito, scheggiare la traversa e poi entrare in rete?
Mi vengono ancora i brividi a pensarci. Vederlo correre verso la porta avversaria e avere la sensazione che un intero stadio e un’intera città lo spingesse nell’azione personale che poi ha portato al gol è stata un’emozione indescrivibile che mi porterò dentro per sempre: è qualcosa di unico ricordare e ripensare a quei momenti.
L’esito della passata stagione si sarebbe potuto rivelare devastante, invece siete ripartiti alla grande consapevoli di dover conquistare qualcosa che proprio vi spettava…
Si, non è mai facile ripartire, ma questa società e questa squadra hanno dato dimostrazione negli anni di saperlo fare, perchè è già la terza volta che dopo una sconfitta nei playoff abbiamo centrato la promozione. Credo sia nel DNA del club saper riprogrammare e intraprendere le stagioni successive affidandosi agli uomini giusti. Quest’anno si è fatto tanto, perchè le scelte sia del mister che dei giocatori si sono rivelate azzeccatissime ed è stata una cavalcata trionfale.
Nei momenti di maggiore difficoltà hai sempre cercato di caricarti la
squadra sulle spalle, da vero leader. Che significato hanno avuto per te gli applausi uniti al coro “C’è solo un capitano” al termine della gara con il Padova?
Ho cercato semplicemente di fare il massimo in primis per la squadra poi per me stesso, perchè è una mia caratteristica, fa parte della mia mentalità mettere davanti ad ogni cosa il bene della squadra. Mi ha fatto un enorme piacere il supporto della gente. Ho cercato di far capire allo spogliatoio come vivere certe situazioni, dato che nel corso di questi otto anni per diverse volte ho visto svanire un sogno. La mia priorità è stata quella di comunicare ai miei compagni che questa doveva essere la nostra occasione e il nostro anno e per niente al mondo doveva sfuggirci questo obiettivo.
Qual’è stata la partita o il momento che ti ha fatto capire che avreste potuto portare a compimento qualcosa di straordinario?
Se
condo me sono state due le partite fondamentali: una, paradossalmente, è stata la sconfitta di Livorno, l’altra la vittoria di Varese. La gara con i toscani da una parte ci ha fatto ritornare con i piedi per terra e dall’altra ha scaturito in noi una grande voglia, una grande rabbia e la consapevolezza che probabilmente eravamo la squadra più forte, ma in quel momento non bastava essere la miglior compagine del campionato perchè dovevamo comunque lottare fino alla fine. Abbiamo dominato la partita e poi in dieci minuti l’abbiamo persa. Al termine del match ho capito tante cose, soprattutto tre giorni dopo, quando ci siamo riscattati battendo 5-0 il Cesena e lì mi sono reso conto della grande forza del gruppo. La trasferta di Varese arrivò dopo la sconfitta interna con il Grosseto e tutti erano pronti a darci addosso, invece, non è stato così perchè abbiamo avuto una reazione incredibile vincendo in un campo difficile ed in inferiorità numerica: è stato il successo più importante della stagione.
Hai sempre dimostrato grande attaccamento a questi colori, a questa città ed alla sua gente. Quanto è stato
importante l’affetto e la stima dei tifosi nei tuoi confronti?
Enormemente importante. E’ cresciuta e si è coltivata negli anni, è aumentata sia la stima che l’affetto, io ho sempre cercato di rispettare questi colori dando sempre tutto in campo e nonostante qualche partita in cui non sono riuscito ad esprimermi al meglio, credo che la gente non mi possa rimproverare nulla per l’impegno profuso in questi anni. Credo sia un rapporto che va, ormai, aldilà del semplice rapporto calcistico, vivo qua e anche mia figlia sta crescendo qui, è tutto davvero bello.
Qual’è stato il messaggio ricevuto dopo la vittoria sul Livorno che ti ha fatto più piacere?
Sinceramente quello della mia compagna e di mio fratello, che comunque oltre la mia famiglia a casa sono state due persone determinanti per me, soprattutto la mia compagna e mia figlia che nell’ultimo periodo hanno vissuto un po’ di tensione in casa, ma hanno sempre cercato di sostenermi ed aiutarmi, poi la vicinanza di mio fratello e dei miei genitori sicuramente è stata decisiva.
La cosa che più ha colpito del Sassuolo di quest’anno in particolare è stata proprio la grande alchimia di gruppo e la convinzione da parte di ognuno di essere importante per la squadra. Quanto si è rivelato determinante avere un tecnico come Di Francesco?
Il mister è stato decisivo fin dall’inzio, nel senso che ha ribaltato tutto, ha cambiato completamente i modi di lavorare, dagli atteggiamenti all’approccio alle partite e questo ha contribuito a portare a termine quello che è stato l’anno migliore. Ci ha incuriositi invitandoci a seguire le sue idee, ha creato un clima perfetto, bellissimo e credo che poi i risultati gli abbiano dato ragione. In tutti noi c’era la consapevolezza che si trattava della strada giusta da percorrere e così è stato.
Quali sono le doti principali per poter essere un vero Capitano?
La dote principale credo che sia quella di cercare di dare l’esempio che è la cosa più importante. Io penso che le parole in qualche
modo siano determinanti, in quanto possono farti emozionare, aiutarti in determinati momenti, ma è l’esempio quello che trascina il gruppo, giorno dopo giorno, verso qualcosa di grande. Io non posso che ringraziare i miei compagni che, nel mio primo anno da capitano, mi hanno sempre supportato e tante volte seguito ed ascoltato.
Qual’è il giocatore che dal suo approdo in neroverde ha compiuto i miglioramenti più grandi?
Credo che Berardi abbia fatto il salto più grande, nel senso che comunque era arrivato come giovane, si intravedevano delle potenzialità, ma non così enormi, poi invece nelle settimane ha impressionato tutti per qualità, atteggiamento, fisicità. Ha fatto la differenza veramente in tutto, è esploso e continuerà a farlo, perchè ha dei margini di miglioramento enormi.
Chi è il primo giocatore al quale chiederai di scambiare la maglia l’anno prossimo?
Il primo che capiterà all’esordio! La prima volta che giocherò nella massima serie, se avrò la possibilità di stringere la mano al capitano della squadra avversaria, sarà la cosa più bella e più importante.
Se dovessi scegliere la colonna sonora del vostro film della Serie A?
Noi siamo una squadra che ascolta tantissimo Jovanotti, sia in spogliatoio che in palestra e credo che, principalmente, una delle canzoni che in quel determinato momento mi ha caricato di più è “Il più grande spettacolo dopo il big bang”, perchè comunque mi fa capire che siamo stati veramente i più forti e che abbiamo meritato di vincere il campionato sin dalla prima giornata.
San Siro, Olimpico, San Paolo, Juventus Stadium…che effetto fa anche solo immaginare di poter indossare la maglia per cui da anni lotti e compi sacrifici in questi grandi palcoscenici?
Un’emozione enorme, infatti prima parlavo con la mia compagna e ancora non realizziam
o di aver fatto qualcosa di grandissimo, nonostante la stima e l’affetto della gente. Credo che ce ne renderemo conto solo quando inizierà la stagione, ci prepareremo per queste partite, affronteremo le trasferte, quando scenderemo in campo in questi stadi e penso che solo allora capiremo quello che abbiamo ottenuto.
Il più forte giocatore che hai visto da vicino?
In questi anni credo che il giocatore più forte che ho incontrato sia Pinilla. L’ho affrontato quando vestiva la maglia del Grosseto ed è colui che mi ha impressionato di più in Serie B, perchè si vedeva che era di un’altra categoria e secondo me non ha ancora espresso tutto il suo potenziale.
Sei a Sassuolo da 8 anni, parlaci della città, dei tifosi e della maglia che indossi: si può dire che sia la tua squadra del cuore?
Sicuramente resterà e rimarrà una parte indelebile della mia vita a 360°, non solamente quella calcistica. Sono arrivato qui che ero ragazzino e mi divertivo come è normale che sia, poi man mano sono cresciuto, abbiamo scalato diverse categorie, ho conosciuto la mia compagna anche se è del mio paese, ho vissuto con lei, è nata mia figlia che tra un mese compirà un anno: qui ho vissuto una gran parte della mia vita e avrò per sempre dei ricordi bellissimi se un giorno dovesse finire quest’avventura. Probabilmente mi sento più a casa qua rispetto al paese dove sono nato. Conosco tantissima gente, l’affetto dei tifosi è enorme, è qualcosa che va al di là del semplice lavoro e del semplice sport.
Pomini, Magnanelli e Masucci, da tanto tempo siete insieme, che legame e che rapporto c’è tra di voi?
Un legame forte, perchè ci conosciamo da tanto, abbiamo vissuto insieme tantissimi momenti negativi, ma anche altrettanti positivi e credo che il Sassuo
lo abbia fatto la storia, ma all’interno di essa ci siamo anche noi, perchè pochissimi giocatori hanno avuto la fortuna, la forza, la possibilità e la bravura di vincere così tanto con la stessa squadra. Approdare nel calcio che conta scalando tutte le categorie è l’orgoglio di tutti e questo non può che essere un grande motivo di soddisfazione personale. Non sono due semplici amici, sono praticamente fratelli, con loro ho condiviso tutto e tra di noi si è creato un legame fantastico.
Visto che il grande sogno si avverato, cosa (quale desiderio) conservi adesso nel cassetto?
Tantissimi desideri, nel senso che ho un’infinita voglia di confrontarmi, di vedere a che punto sono. E’ come se un bambino andasse al parco giochi per la prima volta: sono curioso, ho voglia di imparare, è veramente eccitante quello che mi spetta. Non vedo l’ora di giocare a Milano, a Roma, spero di salvarmi, di segnare un gol, di conquistare i primi tre punti: tutto quello che ho davanti è un sogno.
Marco Frigieri e Andrea Malagoli
Alessandro Poggi a nome di Concretamente Sassuolo ringrazia Francesco per averci concesso questa intervista.
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Tommaso Bianchi: La mia passione per l’NBA.
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Tommaso Bianchi, centrocampista del Sassuolo trionfatore della Serie Bwin 2012/2013, è un grande appassionato di NBA. Dopo la festa per la promozione si è concesso in esclusiva per raccontarci il suo rapporto con il basket, e non solo.
Quando è nata la tua passione per l’NBA? E’ nata qualche anno fa, un paio di anni dopo l’arrivo di Lebron. Alcuni miei amici giocavano a basket e ho iniziato a giocare un po’ con loro e a seguire il campionato. Poi sono andato in America due volte in vacanza e da lì è nato tutto!
Quindi tifi Miami? Si, esatto. Tifi Miami o tifi LeBron? Tifo Lebron! (ride) prima tifavo Cleveland, adesso tifo Miami, un po’ come quelli che tifano Ibrahimovic. Quindi se in un futuro dovesse cambiare squadra… Penso che tiferò la squadra in cui andrà a giocare, mi sono appassionato a questo sport per come giocava lui e continuerò a seguirlo. Ti piace solo come giocatore oppure ti ispira anche dal punto di vista professionale, come sportivo? Mi piace per la persona che è, voglio dire, è due metri e sei ma riesce a muoversi in una maniera incredibile, riesce a fare cose che nessuno prima di lui credo abbia mai fatto. Come dice Buffa è vent’anni avanti a tutti, per questo lo ammiro come atleta. E anche come showman, dai alla fine…
Sei entrato in questo sport grazie ai tuoi amici. Condividi anche con qualche tuo compagno la tua
passione? Si, a Sassuolo con Luppi, anche lui è un appassionato. E’ andato a vedere la finale l’anno scorso a Miami! Del resto la condivido coi miei amici a casa, quando ci troviamo d’estate a vedere le partite alle quattro di notte. Vedere le finali è bellissimo! Poi il giorno dopo andiamo al campetto e ci proviamo anche noi ma ovviamente niente!
Al campetto che ruolo giochi? Qual è il tuo punto di forza? Mah guarda, non è che sono un granchè, ci mettiamo lì e facciamo dei 3 contro 3 o 4 contro 4 ad un canestro solo, quindi non saprei dirti un ruolo. Però dato che sono più allenato degli altri corro di più e sono abbastanza forte specialmente in difesa. Poi ogni tanto faccio anche qualche canestro da tre in uscita dai blocchi, o almeno ci provo!
Come giudichi la Regular Season di quest’anno? Le rivelazioni? Io avevo pronosticato una buona stagione di New Orleans, poi però Davis è stato infortunato un sacco di tempo. E’ andata come si pensava, con Miami che ha vinto facile ad Est. I Clippers penso che avessero tanto talento quindi potevano fare una buona annata come New York, è normale che poi devono girare tante cose e si è visto che nei playoff non sono girate.
Da sportivo, qualche parola sulla questione Rose. Sinceramente pensavo che non fosse pronto oppure che avesse qualche problema nel riprendere, invece si allenava anche nelle partitelle cinque contro cinque. Non so, probabilmente non si sentiva pronto ad entrare in una parte così importante della stagione, anche se c’è da dire che lui è l’uomo franchigia quindi secondo me doveva dare un segnale forte nei playoff. Se non se la sentiva ha fatto bene a non rischiare. Quindi capisci come possa essersi sentito? Sì, lo capisco. Probabilmente hanno fatto dei ragionamenti anche per il futuro, per fare in modo di preservarlo.
Nella nostra intervista precedente avevi pronosticato una grande stagione dei Lakers che poi per vari fattori non si è verificata. Con l’infortunio di Kobe e la telenovela Howard già iniziata, come pensi possa evolversi la situazione?
Dipende da cosa voglia fare Kobe. Immagino che voglia tornare il più presto possibile e quindi dovranno pensare un contratto adeguato. E’ normale che i Lakers debbano prendere delle decisioni, a partire dall’allenatore. E’ una squadra con tante primedonne e Nash non è un giovanotto, devono pensare a costruire bene il futuro. Uno tra Irving e Chris Paul dici che può arrivare? Non credo uno di loro due, penso più ad uno scambio che coinvolga Howard. Irving rimane dov’è e anche LeBron credo sia destinato a tornare a Cleveland presto. Paul mi sembra difficile che possa passare da una sponda all’altra di Los Angeles.
Un’opinione sulle finali di Conference e sulle possibili Finals? San Antonio è sul due a zero ma andare a giocare a Memphis è sempre difficile, è una serie equilibrata. Lo stesso vale per Miami, ha sempre avuto difficoltà questa stagione contro Indiana. Secondo me però le favorite ce la faranno entrambe, anche se non so in quante partite. Soffriranno soprattutto fuori casa ma la finale sarà San Antonio-Miami. E il titolo? Non dico niente, San Antonio è forte e sono esperti però io tifo Miami quindi non mi sbilancio!
Parliamo un attimo del finale di stagione che hai vissuto a Sassuolo. Come è stato non poter dare una mano alla squadra durante il rush finale? Viverla da fuori è veramente brutto. Hai un’ansia incredibile, superiore a quando giochi, perchè non puoi fare niente oltre cercare di incitare i tuoi compagni. Vincere prima non avrebbe dato tutta questa emozione! Quanto hai sofferto quei 95 minuti? E al goal di Missiroli? Peggio di un tifoso! Io ero indeciso se non guardarla e andare in un prato con le cuffie perchè in tribuna c’ero già stato col Padova e col Lanciano ed ero stato male. Quindi sono andato a bordo campo per urlare e scaricare un po’ di più la tensione, ma non ho guardato gran parte della partita perchè ero troppo emozionato. Al goal del Missile non potevo rincorrerlo perchè sono strappato quindi mi sono buttato per terra e bene o male poi qualcuno è venuto a festeggiare con me!
Nicolò Bonettini, Alessandro Vandini, Federico Benassi, Marco Frigieri
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U.S Sassuolo 2012/2013: LE PAGELLE DI UNA STAGIONE DA RECORD
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Ci sono momenti in cui il sogno che stai per realizzare, il traguardo che par sempre più vicino svanisce inesorabilmente e si trasforma nell’epilogo che mai avresti immaginato: in quegli istanti non ti resta altro che rimpiangere l’accaduto, tentar di capire quali possano essere state le ragioni che ti hanno portato alla sconfitta, a dover rinunciare a quella che sarebbe potuta essere la tua ultima possibilità di portare quei colori in trionfo. Ci sono momenti in cui prosegui per la tua strada, mantenendo fisso lo sguardo verso l’obiettivo e cercando continuamente di migliorare, di non arrenderti. E poi c’è un momento in cui, nonostante ormai pochi credano più in te, riesci a guadagnarti la possibilità di vendicare, o quantomeno poter dimenticare l’epilogo dell’anno precedente e infine realizzi che quel traguardo è ormai alle tue spalle, così come i rimpianti, le paure, e che quel sogno non è più tale, ma è ora la splendida realtà di una città in festa, consapevole di aver messo le proprie impronte nella storia. Non si tratta di una fiaba o di un racconto inventato, ma della splendida realtà di un gruppo che con sacrificio, umiltà ed ambizione ha saputo rialzarsi dall’amara delusione di dover rinunciare al meritato successo, sfumato dopo aver disputato un fantastico campionato concluso con il bottino di 80 punti, ed ha intrapreso la nuova stagione con l’innesto di alcune pedine che fin da subito si sono calate nella mentalità di una squadra consapevole del proprio valore e di dover conquistare qualcosa di speciale, qualcosa di dovuto. Non si tratta di finzione, anche se ne avrebbe tutti gli elementi per esserlo, come il finale: quella corsa solitaria palla al piede del giocatore più rappresentativo accompagnata dal sostegno di una città intera, come la scalata di un ciclista all’ultimo chilometro, la conclusione mancina che scheggia la traversa e si deposita in rete, facendo esplodere di gioia una folla che sino a quel momento aveva sofferto insieme ai propri beniamini, ai propri guerrieri ed ha così potuto assaporare quel traguardo e rendersi conto che quel sabato 18 maggio è accaduto qualcosa di speciale, qualcosa di unico.
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IL PAGELLONE DEI NEROVERDI:
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POMINI 8,5: pilastro della storia neroverde, ha indubbiamente disputato la miglior stagione della carriera, dando enorme sicurezza a tutto il reparto difensivo grazie alle sue grandi doti tra i pali che gli hanno permesso in molteplici occasioni di compiere interventi decisivi, tra i quali anche il rigore neutralizzato a Juanito Gomez nella gara di ritorno contro il Verona. Sempre a disposizione della squadra fin dagli esordi, ha saputo guadagnarsi col tempo un posto da titolare inamovibile: numero 1.
GAZZOLA 7: in grande spolvero per gran parte del girone d’andata, durante il quale è anche andato a segno contro il Varese dopo un perfetto inserimento, è calato leggermente verso la metà della stagione per poi ritornare alla grande nella seconda parte fino all’infortunio rimediato con il Bari alla quintultima giornata che lo ha tenuto fuori per il resto della stagione. Spesso i suoi cross pennellati hanno generato gol ed occasioni importanti. E’ indubbiamente uno dei migliori terzini destri della categoria.
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BIANCO 7,5: il veterano ex Cagliari si è dimostrato un vero leader per tutto il reparto difensivo, ha sfornato prestazioni di alto livello per gran parte del campionato, salvo le ultime gare, nelle quali ha accusato un calo, come del resto la maggior parte dei compagni. La sua grande esperienza, unita ad una rara lucidità nella gestione della palla, gli ha permesso di formare, assieme al compagno di reparto Terranova, la miglior coppia di difensori centrali della Serie B per quasi tutta la stagione.
TERRANOVA 9: è stato il primo a pronunciare pubblicamente l’obiettivo serie A e sin dalla prima giornata ha fatto di tutto per raggiungerla. Ha marcato gli attaccanti più forti della categoria ed ha quasi sempre ha avuto la meglio. Avere a fianco una guida come Paolo Bianco gli ha permesso di fare il definitivo salto di qualità. Ha una potenza disarmante ed è notevolmente migliorato sia tatticamente che tecnicamente, non a caso è diventato il primo rigorista ed ha concluso il campionato con ben 11 realizzazioni: muro.
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LONGHI 7,5: il terzino sinistro lombardo è stato, assieme a Pomini, il giocatore ad aver saltato il minor numero di gare: solamente una. E’ cresciuto in maniera esponenziale dal suo arrivo lo scorso anno alla corte di Pea, difensivamente ha acquisito una sicurezza invidiabile ed è migliorato anche in fase di spinta, ma per diventare uno dei migliori nel suo ruolo ha bisogno di perfezionare l’esecuzione dei cross. Il suo gol contro il Brescia nel finale, in un momento di grande difficoltà della squadra, è valso un punto di importanza capitale. 
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MAGNANELLI 9: giocatore unico, lottatore, trascinatore. Non ha mai mollato, si è preso la squadra sulle spalle anche nei momenti difficili delle ultime partite (contro Modena, Padova e Lanciano) e più di ogni altro merita di indossare la maglia neroverde nei grandi palcoscenici della massima serie. Vederlo alzare il trofeo “Ali della Vittoria” e prendersi gli applausi della curva ha scaldato i cuori di una città intera che mai smetterà di ringraziare il suo Capitano.
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BIANCHI 8: il centrocampista di Follonica ha avuto una crescita esponenziale che gli ha permesso di diventare una pedina inamovibile nello scacchiere neroverde. Dotato di un’intelligenza tattica sopra la media, ha tempi di inserimento notevoli e non è un caso il fatto che abbia siglato quattro reti, due delle quali (mancino al volo contro il Cesena e destro a giro sotto l’incrocio contro lo Spezia) tanto splendide quanto decisive. L’unico rammarico è non aver potuto dare una mano alla squadra nel momento di maggior difficoltà a causa dell’infortunio subito nel derby. Ha tutte le qualità per mettersi in luce anche nella massima Serie.
MISSIROLI 10: è stato il giocatore più decisivo dell’armata neroverde (non a caso premiato come il migliore della Serie B), tant’è che nelle gare che è stato costretto a saltare la squadra ha accusato parecchio la sua assenza, e non poteva non essere lui a siglare la rete della Serie A, nonostante l’infortunio rimediato alla testa in uno scontro di gioco con Luci. La standing ovation che gli ha riservato il suo ex pubblico del “Granillo” rimarrà sempre una delle pagine più pure e sane del calcio italiano: fuoriclasse.
CATELLANI 7,5: dopo un inizio in salita, si è conquistato un posto da titolare a suon di grandi prestazioni, su tutte quella indimenticabile nel derby d’andata. I suoi movimenti e le sue doti nel puntare l’uomo si sono rivelate due armi importanti per il Sassuolo; spesso ha faticato a mantenere un alto livello di intensità per tutti i 90 minuti, ma non si è mai risparmiato, risultando spesso decisivo anche in fase di copertura. E’ arrivato in grande forma al finale di stagione, quel Finale, il cui esito già da tempo aveva previsto.
BOAKYE 7,5: il talento ghanese ha disputato un girone d’andata di livello assoluto, risultando determinante con le sue nove marcature. Dopo il ritorno dalla Coppa D’Africa non è più riuscito a confermare quanto di buono era riuscito a dimostrare nella prima parte di campionato, ma si è sempre messo a disposizione della squadra realizzando comunque due reti fondamentali contro Cittadella (su rigore) e Reggina che gli hanno anche consentito di superare le 10 marcature dello scorso anno. Se riuscirà a trovare continuità e ad essere più cinico sotto porta avrà un futuro decisamente roseo davanti a sé.
BERARDI 9: qualità allo stato puro per il classe 94′ che si è rivelato un vero e proprio incubo per le retroguardie avversarie. Ha una personalità da grande giocatore, grazie alla quale in più occasioni ha risolto diversi problemi alla propria squadra (11 gol alla sua prima esperienza da professionista!). Mancino vellutato, dotato di un’ ottima visione di gioco, riesce quasi sempre a saltar l’uomo. L’unica nota negativa riguarda le tre giornate di squalifica che non gli permetteranno di esordire nella massima serie fin da subito, dove è destinato a deliziare gli appassionati per tanto tempo: stella.
PIGLIACELLI 6,5: è senza dubbio un portiere di ottima prospettiva il classe ’93 di Roma, non a caso è nel giro della nazionale under 20 di Di Biagio. Nell’unica gara disputata (contro il Padova) ha fatto intravedere le sue qualità tra i pali e la sua notevole abilità tecnica nei piedi. Avere davanti a sé un veterano come Pomini non gli ha permesso di giocarne altre, ma i suoi insegnamenti gli saranno molto utili per il futuro.
MARZORATI 7,5: è passato da titolare inamovibile lo scorso anno a riserva di lusso in questo campionato. Ha un notevole senso della posizione e dopo un periodo di adattamento ai nuovi movimenti difensivi voluti da Di Francesco si è sempre fatto trovar pronto, come ha dimostrato anche nel finale: prima a Lanciano, dove a partita in corso si è adattato ad agire da terzino destro con profitto, poi nella sfida decisiva con il Livorno, dove non ha concesso nulla al prolifico attacco amaranto. 
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LAVERONE 6,5: si è dimostrato valida riserva di Gazzola, ha giocato le ultime cinque gare rimpiazzando egregiamente il compagno di reparto, eccezion fatta per la prima frazione con il Modena, nella quale ha sofferto la rapidità di Lazarevic. Non si è mai risparmiato e anche contro il Livorno ha dato un grande contributo alla squadra con diverse chiusure importanti. Grande corsa e spirito di sacrificio le sue principali qualità che gli hanno permesso di ben figurare in cadetteria.
FRASCATORE 6: il naturale sostituto di Longhi non ha avuto molte occasioni per mettersi in mostra, ma quando ne ha avuto l’opportunità ha sempre garantito sicurezza in copertura, mentre ha bisogno di maggior fiducia nei propri mezzi per migliorare in fase di spinta. Può fare sia il terzino sinistro che, all’occorrenza, agire sulla sinistra nel tridente offensivo, come gli è capitato in diversi finali di gara. 
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ANTEI 6: il centrale difensivo di proprietà della Roma è approdato alla corte di Di Francesco nel mercato di gennaio ed ha esordito nello sfortunato pareggio di Castellammare di Stabia, dimostrando comunque buona personalità; è tornato a calcare il terreno di gioco nell’ultima gara con il Livorno, come terzino destro, ed ha dovuto abbandonare i suoi anticipatamente dopo la seconda e severa ammonizione, ma fino a quel momento si era fatto valere alla grande.
CHIBSAH 7,5: si è rivelato una delle sorprese più liete della prima parte della stagione, poi a causa di un infortunio ha faticato a ritrovare la condizione migliore che è tornata nel momento in cui i compagni ne avevano il maggior bisogno, ossia dopo l’infortunio di Bianchi. E’ molto dinamico e può fare sia la mezz’ala che il regista, come ha dimostrato nella trasferta di Reggio, dove ha sostituito alla grande Magnanelli. L’encomiabile prestazione contro il Livorno, l’ultima giornata, difficilmente verrà dimenticata dai sostenitori neroverdi. 
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TROIANO 6,5: uno degli elementi di maggiore esperienza della truppa di Di Francesco che lo ha impiegato per lo più a partita in corso, in modo da poter infondere un calo di intensità e di ritmo alla gara. Il centrocampista ex Chievo, quando è stato chiamato in causa è riuscito a trasmettere, molte volte, tranquillità e quella giusta dose di sicurezza ai compagni. Ha
anche realizzato due reti, di cui una di pregevole fattura in pallonetto ad Ascoli.
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VALERI 6: dopo soli 30 minuti dall’avvio del campionato ha subito un infortunio che lo ha tenuto fermo fino alla gara di Terni del 30 ottobre, dove peraltro ha realizzato la rete dell’uno a zero. Si è rivisto in campo nella sconfitta di Verona, poi ha accusa una ricaduta e di fatto la sconfitta contro l’Hellas ha coinciso con la sua ultima apparizione.
TROIANIELLO 7: un vero funambolo, mai domo e sempre pronto a puntare l’avversario o ad accentrarsi per spezzare in due le retroguardie avversarie. Spesso si è dimostrato lezioso sotto porta, se fosse riuscito a tramutare in reti anche solo la metà delle occasioni che gli sono capitate avrebbe raggiunto la doppia cifra (ha concluso a quota 4). Senza dubbio uomo spogliatoio come pochi, non a caso sono stati i suoi i festeggiamenti più bizzarri e
divertenti.
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PAVOLETTI 8: il centravanti livornese, con le sue undici marcature alla prima stagione in Serie B, si è rivelato una delle note più piacevoli della splendida annata neroverde. Ha avuto un miglioramento costante, si è messo a disposizione della squadra, sacrificandosi in campo e cercando di non estraniarsi dal gioco, ma di partecipare alla manovra dei compagni con i giusti movimenti. Il modo in cui ha saputo reagire dopo l’ingiusta squalifica è tanto ammirevole quanto lodevole.
MASUCCI 7: la sfortuna legata agli infortuni ha continuato a perseguitarlo, ma l’attaccante di Avellino non molla mai e dal momento in cui è tornato a disposizione ha sfoggiato una serie di prestazioni di grande livello, su tutte quella di Varese (vittoria fondamentale) dove ha siglato una doppietta. I problemi fisici lo hanno tenuto fermo anche nel finale di stagione, ma “Tano” è un guerriero e dal suo arrivo al Sassuolo nel lontano 2004 lo ha sempre dimostrato.
LARIBI 6,5: è tornato in campo oltre un anno dopo il grave infortunio che lo aveva tenuto fermo dall’ottobre del 2011. Di Francesco ha dimostrato di avere fiducia in lui, tanto che lo ha schierato dal primo minuto in due gare piuttosto importanti (contro Cittadella da mezz’ala e Reggina nel tridente d’attacco) e in altre sette occasioni lo ha chiamato in causa dalla panchina. Ha grandi mezzi tecnici, molto rapido con la palla al piede, alle volte dovrebbe essere meno lezioso nel fraseggio, ma se sta bene fisicamente può davvero arrivare lontano.
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LUPPI s.v: è rientrato lo scorso anno dal prestito al Portogruaro, è sempre stato a disposizione, pur non avendo mai avuto l’opportunità di esordire. Ha contribuito in maniera importante a rafforzare il legame dello spogliatoio.
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DI FRANCESCO 10: ha saputo tenere alto il morale, anche nel momento di maggior difficoltà nel finale. Ha infuso da subito la sua idea di calcio propositiva, fondata sui continui tagli frutto del movimento senza palla dei 3 uomini offensivi. Con la sua mentalità è riuscito a coniugare bel gioco a risultati e compattezza difensiva. Ha fin dall’inizio dichiarato il suo apprezzamento e rispetto per quanto fatto la stagione precedente dal predecessore Fulvio Pea e partendo dal suo lavoro è riuscito a far entrare il Sassuolo nella storia. L’esultanza al gol di Missiroli con il Livorno vale più di ogni altro commento: condottiero.
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Marco Frigieri
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Con grinta, cuore e tenacia il Sassuolo entra nella storia: E’ SERIE A!
Al termine di una gara ad un livello altissimo di intensità e tensione, i neroverdi, dopo essersi trovati in inferiorità numerica per oltre mezz’ora, hanno conquistato la vittoria proprio all’ultimo minuto con Simone Missiroli, abilissimo ad insaccare dopo un’azione di contropiede, sancendo il trionfo sul Livorno che è valso il primato oltre che la promozione nella massima serie.
Dopo il pareggio rimediato sul campo di Lanciano, che di fatto è coinciso con il terzo match point sprecato, i neroverdi si sono trovati questo pomeriggio ad affrontare, in quella che si è trattata di una stata una vera e propria finale, (ad eccezione dei tempi supplementari) il Livorno di mister Nicola, terza forza del campionato e reduce dalla più che convincente vittoria sul Brescia che ha portato a 21 i punti conquistati nelle ultime dieci giornate, ben nove in più di quelli conquistati dagli emiliani, che hanno ottenuto solamente due successi in altrettante gare. Gli amaranto, dunque, sono arrivati alla grande sfida odierna con grande entusiasmo e la consapevolezza di avere un solo risultato a propria disposizione (la vittoria) per approdare nella massima serie, mentre gli uomini di Di Francesco, che hanno gettato al vento parecchie occasioni per evitare di giocarsi tutto nell’ultima gara, avevano un grande bisogno di ritrovare quella lucidità mentale che li ha contraddistinti per almeno due terzi di campionato, ma soprattutto il desiderio di coronare al meglio una stagione trascorsa in testa alla classifica dalla prima giornata. I toscani sono stati costretti a fare a meno di Siligardi, fuori da oltre due mesi e di Cellerino , mentre i neroverdi hanno dovuto rinunciare allo squalificato Bianco ed ai lungodegenti Valeri e Bianchi, mentre hanno recuperato in extremis sia Laverone (solo panchina per lui) che Pomini. Di Francesco opta per il solito 4-3-3 con Marzorati al fianco di Terranova in difesa, Antei al posto di Laverone nel ruolo di terzino destro, in attacco giocheranno: Catellani, Boakye e Berardi. Nicola conferma l’11 vittorioso con il Brescia, affidandosi alla coppia offensiva Paulinho-Dionisi supportati da Belingheri. I precedenti tra le due formazioni al “Braglia” erano favorevoli alla società di Piazza Risorgimento che si è imposta per due volte su tre (l’ultima per 2 a 1 lo scorso anno grazie alla doppietta di G.Sansone); la gara d’andata terminò con il successo dei labronici (3-2) che portarono a casa l’intera posta in palio compiendo una straordinaria rimonta portata a termine dopo essersi trovati in svantaggio di due reti al decimo minuto di gioco.
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SASSUOLO-LIVORNO 1-0 (95′ Missiroli)
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SASSUOLO: (4-3-3) Pomini, Marzorati, Antei, Terranova, Longhi (59′ Laverone), Chibsah, Magnanelli, Missiroli, Berardi, Boakye (79′ Troiano), Catellani (59′ Frascatore). A disp: Pigliacelli, Laribi, Masucci, Pavoletti. All. Eusebio Di Francesco.
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LIVORNO: (3-4-1-2) Fiorillo (78′ Fiorillo), Bernardini, Emerson, Ceccherini, Schiattarella, Duncan (72′ Dell’Agnello), Luci, Lambrughi (62′ Gemiti), Belingheri, Dionisi, Paulinho. A disp: Decarli, Salviato, Gentsoglou, Bigazzi. All. Davide Nicola.
ARBITRO: Sig. Ostinelli di Como
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ASSISTENTI: Sig. Scenone e Sig. Ciancaleone
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NOTE: AMMONITI: Schiattarella (L), Longhi (S), Belingheri (L), Berardi (S), Marzorati (S), Dell’Agnello (L), Bernardini (L); ESPULSI: Antei (S) per doppia ammonizione, Fiorillo (L) per intervento scorretto a gioco fermo, Berardi (S) per doppia ammonizione
Partenza a ritmi alti. Dopo 6′ minuti Berardi si guadagna un calcio di punizione poco fuori dall’area toscana, sul punto di battuta va proprio il fantasista neroverde ed Il suo tiro a giro viene deviato da Fiorillo in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner, dopo un paio di rimpalli, la palla capita sui piedi di Missiroli che calcia di sinistro. Il suo tiro è sporcato da Chibsah, la sfera si impenna e sbatte sulla traversa, nessun neroverde riesce a ribadire in rete e la difesa livornese libera l’area. Buona partenza del Sassuolo, gli emiliani stanno facendo la partita e soprattutto Chibsah sembra in grande giornata. Al 20′ Missiroli con un’azione personale salta un paio di avversari sulla fascia sinistra, si accentra e serve Boakye al limite, quest’ultimo, spalle alla porta, si gira e calcia senza troppa fortuna. Il tiro è debole e viene facilmente bloccato dall’estremo difensore labronico. Gli uomini di Di Francesco sono partiti
con grande personalità e qualità. Al 22′ arriva la prima conclusione ospite, è Duncan a provarci dalla distanza, ma il suo mancino termina alta sopra la traversa. Siamo intorno alla mezz’ora quando gli uomini di Nicola iniziano a carburare: al 26′ hanno una buona occasione di testa con Dionisi sugli sviluppi di un corner battuto da Belingheri, ma la sua incornata non inquadra lo specchio della porta. Dalla mezz’ora in poi il gioco è molto spezzettato a causa di diversi falli e conseguenti ammonizioni da entrambe le parti. Allo scadere del primo tempo buona serpentina di Boakye, il quale evita un paio di toscani e dall’interno dell’area calcia debolmente con la punta del piede sinistro, Fiorillo para agevolmente. Al termine dei primi 45′ minuti il risultato è fermo sullo 0-0. Meglio il Sassuolo in questo primo tempo, più attento dietro e più propositivo in attacco. Si riprende senza cambi in entrambe le squadre. la prima occasione della seconda frazione di gara capita sui piedi di Boakye al 54′: Berardi dopo aver rubato palla a centrocampo si invola verso la porta avversaria, dopo diversi metri di corsa serve Boakye in area. Il ghanese a pochi metri da Fiorillo tenta la conclusione, ma manca il pallone,
successivamente riesce di nuovo a calciare, la sua conclusione termina sul fondo. Ha davvero dell’incredibile l’occasione sbagliata, inspiegabile l’errore del bomber neroverde. Al 56′ Antei trattiene Lambrughi e viene espulso per doppia ammonizione. Tre minuti dopo Di Francesco opta per due cambi: fuori Catellani e dentro Frascatore, esce anche Longhi per far posto a Laverone. Il Sassuolo passa ad un 4-3-2: i neoentrati si posizionano rispettivamente sulla fascia sinistra e destra della difesa, mentre ora la coppia d’attacco è formata da Boakye e Berardi. Nicola butta nella mischia l’ex Modena Gemiti e toglie Lambrughi, non cambia nulla dal punto di vista tattico, ma sicuramente adesso i toscani cercheranno a tutti i costi il gol sfruttado l’uomo in più. Dopo diversi minuti di pressione senza alcun risultato, Nicola inserisce Dell’Agnello e toglie Duncan, una punta per un centrocampista, quindi, la formazione toscana passa ad un 3-4-3. La gara dopo l’espulsione si è infiammata e c’è molto nervosismo in campo, mentre sugli spalti c’è molto tensione. Il nervosismo porta anche all’espulsione di Fiorillo e Berardi per rissa. Siamo al 77′ e si proseguirà fino alla fine in 9 contro 10. Entrambi gli allenatori apportano un cambio: Nicola sostuisce Ceccherini per inserire Mazzoni, il secondo portiere,
mentre Di Francesco toglie l’esausto Boakye ed al suo posto entra Troiano. In questo momento della gara non ci sono più tattiche e schemi anche se il modulo labronico sembra un 3-3-3, mentre quello sassolese un 4-3-1. All’80′ Schiattarella si libera sulla fascia e crossa al centro per Belingheri che anticipa la retroguardia neroverde con un colpo di testa che si spegne sul fondo. Un paio di minuti dopo è sempre Belingheri a provarci di testa grazie ad un’ottima sponda di Bernardini, anche questa occasione si conclude con un nulla di fatto. L’aritro concede 5 minuti di recupero, al terzo Dionisi calcia da dentro l’area, conclusione deviata e calcio d’angolo non sfruttato. Al 94′ succede di tutto: Chibsah recupera palla a centrocampo e si invola nuovamente verso la porta labronica, spreca un occasione calciando addosso a Fiorillo, accorre in suo aiuto Missiroli che calcia male, l’azione termina con un nulla di fatto. Poco dopo succede quello che ogni tifoso neroverde sognava: all’ultimo secondo di gara Missiroli realizza il gol dell’uno a zero dopo una splendida azione personale. Il Sassuolo raggiunge la vetta più alta della propria storia e ora può festeggiare la Serie A. Serie A sudata e meritata, in diverse occasioni ha rischiato di buttare via tutto, ma con la testa e con il cuore ha vinto meritatamente il campionato. E’ stata una partita bellissima e con molta tensione, l’armata neroverde dopo aver subito per diversi minuti ha conquistato la vittoria ed il primo posto in campionato.
DICHIARAZIONI POST-GARA:
PRESIDENTE CARLO ROSSI: Tutto bene quello che finisce bene. Le ultime partite sono state gare di grande sofferenza, ma è bellissimo vincere in 9 contro 10 al 95esimo. Abbiamo fatto dalla C2 alla A e speriamo di fare ancora bene con l’aiuto del nostro patron Squinzi. Dopo la sconfitta di Lanciano ho dormito poco la notte. Oggi, nonostante le due espulsioni, con il cuore abbiamo rimesso in piedi una gara che era diventata complicatissima. La questione dello stadio sarà l’argomento principale della riunione della prossima settimana.
DI FRANCESCO: Abbiamo fatto un grande campionato, dominando dall’inizio alla fine e grazie alla vittoria di oggi abbiamo anche conquistato il primo posto. Dedico tutto alla mia famiglia e a mio nipote Riccardo che è scomparso due anni fa e che porto nel cuore. Vorrei fare un saluto particolare a Stefano Borgonovo, la cui forza ci ha spinto in questa partita, si è preoccupato per noi perchè ci aveva visto un po’ in difficoltà e con questo ho detto tutto. I risultati e il lavoro mi hanno permesso di riscattarmi dopo l’esperienza poco felice di Lecce. In questa partita ci poteva stare tutto, sono venute fuori altre caratteristiche che i miei giocatori hanno dimostrato quest’oggi e il fatto che oggi in campo c’erano tanti giovani testimonia il grande affiatamento di questo gruppo. Rimango al Sassuolo, questa società ha grandissimi valori, confermo che firmerò presto il contratto.
PAGELLE U.S SASSUOLO: Pomini 7, Antei 6, Marzorati 7,5, Terranova 7, Longhi 6 (Laverone 7), Magnanelli 7, Chibsah 8, Missiroli 7,5, Berardi 6,5, Boakye 6 (Troiano 6,5), Catellani 6,5 (Frascatore 6,5).
Andrea Malagoli e Marco Frigieri
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