L’ultimo weekend di Gennaio, come ogni anno, la citta’ di Bologna ospita Artefiera, la fiera d’arte piu’ popolare e conosciuta in Italia. Una fiera d’arte e’ un momento di incontro tra gallerie private e pubblico: l’obiettivo e’ vendere. La fiera si struttura in questo modo: le gallerie interessate a partecipare spediscono la documentazione su come verra’ disposto lo stand e quali artisti saranno presentati. La commissione della fiera valuta poi gli stand piu’ meritevoli e decide quella scrematura che porta a costituire la lista delle gallerie ospitate dalla fiera. Gallerie ospitate si, ma non a titolo gratuito: ogni gallerista deve pagare in un primo tempo un ammontare che varia dai 100 finanche 500 euro per essere presa in considerazione dalla commissione (valutazione dello stand), ed in un secondo tempo, qualora la galleria fosse scelta, il costo dello stand vero e proprio, prezzo che si aggira nelle migliaia di euro ma che ad onor del vero non posso indicare con precisione.

Il problema dell’eccessivo costo delle fiere e’ lamentela diffusa tra i galleristi. Difficile economicamente poter partecipare a queste, ancor meno pero’ pensare di rimanerne fuori. Il fatto e’ che le fiere oggi sono il vero momento propulsore dell’attivita’ economica di una galleria. Parteciparvi significa visibilita’, aumento di contatti (operatori nel settore) e clientela (collezionististi) e, come dicevamo, vendite. Rimanerne fuori dunque e’ scelta, per non dire impossibile, altamente rischiosa.

Questa breve introduzione e’ stata necessaria per giungere alla domanda che risolve questa seconda puntata di Charley: e’ Artefiera Bologna ancora oggi una fiera importante? Scopriamo davvero l’arte contemporanea di oggi andando a Bologna nell’ultimo weekend di Gennaio?

Rispondere a queste domande richiede di porre nuovamente sul piatto le tre principali figure poc’anzi presentate: Pubblico, Gallerie, Organizzazione della Fiera. Il pubblico sinceramente interessato all’arte (e all’acquisto di questa) visita le fiere ospitanti le grandi gallerie internazionali che rappresentano gli artisti piu’ importanti e meritevoli; le gallerie internazionali selezionano le fiere che garantiscono una grande affluenza di pubblico e (si spera) vendite significative. Le fiere selezionano come gia’ detto a partire dalla presentazione dello stand, ma attuano anche opere di convincimento nei confronti di quelle gallerie importanti che non sono interessate a partecipare a quella particolare fiera: l’obiettivo per l’organizazione della fiera e’ accrescere il proprio pubblico. Questo particolare tridente, una sorta di cane che si morde la coda, porta sulla media e lunga distanza a riconoscere una fiera importante da una in declino.

Ed Artefiera e’ piu’ che mai una fiera in declino. Una semplice “prova del nove” che possiamo fare per capire come l’arte contemporanea piu’ blasonata sia lontana dalle due torri, e’ guardando banalmente agli artisti che espongono nei musei piu’ importanti al mondo. Facciamo un esempio: la scorsa puntata abbiamo parlato di Cattelan e della sua retrospettiva al Guggenheim. Catellan e’ un artista che viene celebrato da un museo importantissimo e che e’ stato venduto e viene venduto attraverso gallerie. La galleria che rappresenta Maurizio Cattelan in Italia e’ la celebre Massimo De Carlo di Milano. Era la Galleria Massimo De Carlo ad Artefiera a Bologna? No.

Con questo non si vuol testimoniare che la qualita’ vada di pari passo con i nomi delle gallerie piu’ blasonate, ma che vi sono gallerie che negli ultimi 15-20 si sono imposte significativamente nel panorama internazionale e che snobbano il capoluogo bolognese. I grandi assenti tra le gallerie giovani e oramai internazionali, e parlo solo del panorama italiano, sono la Galleria Kaufmann Repetto e Galleria Nero di Milano, Magazzino e Monitor di Roma, T293 di Napoli, Franco Noero di Torino, per citarne alcune. Queste gallerie rappresentano artisti che hanno saputo raccogliere consensi ed interesse internazionalmente nell’ultimo decennio, e che non sono interessate al collezionismo bolognese, mentre partecipano a fiere importanti e conosciute come Art Basel Miami, Frieze, Liste, Armory, e molte altre. Tutto questo per dire che poter incontrare belle opere in fiera a Bologna e’ cosa ragionevole ed espressione del gusto estetico e dei giudizi personali di tutti noi; ma che a Bologna si veda lo Zeitgeist del mondo dell’arte e’ tutto da dimostrare.

 

Pieralvise Garetti