Chick Corea, Eddie Gomez, Paul Motian (Further Explorations, 2012)
Kind of Jazz è un nuova rubrica di ConcretaMusic, nata con l’intenzione di dare spazio alla musica Jazz, troppo spesso considerata musica di nicchia o “vecchia”. Andremo ad esplorare la moderna scena musicale del Jazz, con particolare attenzione alle uscite più recenti, ma sempre con un occhio di riguardo ai grandi classici, come suggerisce il titolo della rubrica (ispirato a Kind of Blue, forse il più famoso album Jazz della storia). Tutto questo non ci impedirà ovviamente di spaziare verso altri generi musicali parenti stretti del Jazz, dalla classica al blues, fino alla fusion. Vi aspettiamo numerosi, mese per mese, per scoprire insieme le grandi sonorità di questa musica meravigliosa, nata nel passato ma più attuale che mai.
Il Jazz non è più stato la stesso dopo Bill Evans. Il pianista statunitense, tra gli anni ’60 e ’70, ha rivoluzionato il linguaggio musicale (in particolare pianistico) donandogli una morbidezza e una espressività del tutto nuova, e consacrando il trio (pianoforte, contrabbasso, batteria) come una delle formazioni più classiche e importanti nella storia del Jazz.
“Further Explorations” vuole essere un omaggio a Evans, sia per la scelta dei pezzi tra cui figurano numerosi suoi classici (tra cui Peri’s Scope e Alice in Wonderland) , sia per la scelta dei musicisti. Registrato dal vivo nel 2010 presso il Blue Note di New York vede accanto al magnifico Chick Corea al pianoforte Eddie Gomez al contrabbasso e Paul Motian alla batteria, scomparso nel 2011. Gomez registrò 25 album insieme a Evans dal 1966 al 1977, mentre Motian fece parte del trio evansiano forse più famoso, con Scott LaFaro al contrabbasso, scomparso precocemente all’età di 25 anni in un incidente stradale. Questa formazione registrò nel 1961 l’album “Explorations”, a cui si collega il titolo di questo lavoro.
La volontà di ricordare Evans risulta evidente fin dall’inizio di questo mirabile album (diviso in due cd): il pezzo di apertura, Peri’s Scope, è uno dei cavalli di battaglia del repertorio di Bill Evans, e ascoltando lo splendido assolo di Chick Corea sembra veramente di sentire le mani di Evans scivolare veloci sulla tastiera (Evans registrò Peri’s Scope (nel 1959, nell’album “Portrait in Jazz”). Un salto indietro alla golden age del jazz emozionante.
Ma Chick Corea non è Bill Evans. Si ricorda di questo nella seconda traccia, Gloria’s Step, dove un’introduzione dissonante e
cromatica del piano anticipa prima un tema esposto insieme al contrabbasso, poi un assolo brillante dove si mischiano frasi tipiche del Chick Corea anni ’80 con sonorita alla Evans, andano a formare un interessante contrasto stilistico.
Alice in Wonderland) è uno delle pietre miliari della discografia di Bill Evans (da Sunday At The Village Vanguard, 1961); in questo caso il pezzo viene aperto da un’introduzione del solo contrabbasso, che apre poi al tema ternario di questa vera e propria gemma musicale. L’assolo di pianoforte, nonostante la lunghezza, si mantiene sempre fresco e brillante, alternando veloci scorribande virtuosistiche a passaggi accordali più melodici; l’assolo di contrabbasso che segue si trasforma presto in un botta e risposta con il pianoforte, il tutto condito dalla batteria di Motian, che “canta” in maniera sublime, con un accompagnamento minimale ma di una espressività ammirevole.
Song No.1 è un pezzo originale di Evans, che non fu mai registrato dall’autore; scoperto dall’archivista Frank Fuchs è stato trascritto da Corea e eseguito in questa occasione. L’apertura del pianoforte presenta una complessità armonica superiore rispetto ai primi pezzi, ma l’ingresso del contrabbasso e della batteria apre una sezione bossa nova molto lineare e soft, su cui si dipana dolcemente la melodia del pianoforte.
Il pezzo di apertura del secondo cd, Hot House, è un classico bop di Tadd Dameron degli anni ’40, in cui il ritmo aumenta, la velocità sale, entrando in atmosfere diverse da quelle patinate tipiche della musica di Bill Evans, ma che lui stesso ha occasionalmente avvicinato.
But Beautiful (Part II) è una classica ballata di Johnny Burke, dove il walking bass del contrabbasso e il rimo swing della batteria fanno da base per un piacevole assolo del piano, che conclude il brano in solitudine, con dissonanze interessanti e sospese.
Nel complesso un buon tributo a Bill Evans e un eccellente disco di musica jazz, con tre mostri sacri dei rispettivi strumenti che interagiscono e si fondono brillantemente, ispirati da un’intenzione comune ma ognuno mantenendo il proprio stile. Assolutamente consigliato per gli amanti del jazz classico, senza però aspettarsi una fedele imitazione dello stile di Evans, poichè questo è un album per Bill Evans, non di Bill Evans.
Alberto Spagni
Tracklist

