Quando ci si addentra nel mondo di Elisa bisogna farlo con piedi di cristallo. Il suo mondo, come lo chiama lei stessa “Asile’s world” (Asile è il nome Elisa scritto al contrario), è estremamente delicato e controverso. Per coglierne tutte le sfaccettature bisognerebbe dedicare una grandissima quantità di tempo ad ascoltare ogni sua canzone, leggendone il testo e contestualizzandola nella giusta maniera. La maggior parte della gente la conosce ovviamente per le canzoni proposte come singolo e che, in particolare se in italiano, diventano tra quelle più trasmesse da emittenti radio e televisive. Ma come spesso succede in qualsiasi panorama musicale, non sono quelle che rappresentano al meglio l’artista. Sento molta gente sostenere infatti che preferiva Elisa quando cantava in inglese. Cosa alquanto strana dato che in tutti gli ultimi album della cantante monfalconese la stra maggioranza delle canzoni è comunque in inglese. E’ un’artista che, se ci si limita a valutarla ad un solo primo ascolto (in particolare se di un singolo), si finisce quasi sicuramente per non capire. Sostengo azzardatamente che nessuna canzone sia da sola in grado di rappresentarla a fondo. Vi è troppa differenza tra un brano e un altro, un capolavoro rock come “It is what it is” è totalmente al polo elisiano opposto di un singolo come può essere “Anche se non trovi le parole”. Per non parlare del clima dark e angosciante di “Seven times” o della semplicità e della naturalezza di “Interlude”.
“Steppin’ on Water” è il suo nuovo lavoro che, seppur indirizzato al mercato americano e formato per lo più da una raccolta di brani di suoi vecchi album, riesce a sorprenderci nuovamente grazie a qualche pezzo inedito. È un’opera che segue l’uscita della colonna sonora di “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, film che vanta la presenza di un cast eccezionale (Lucy Liu e Deborah Ann Woll tra i tanti) per il quale Elisa interpreta numerosi pezzi basandosi sulle musiche di Andrea Guerra e su testi scritti da Michelle Von Buren. E’ una delle poche occasioni in cui si può vedere Elisa nelle vesti di interprete e non di cantautrice. All’interno di “Steppin’ on Water” sono infatti presenti alcuni brani tratti da tale colonna sonora e in essi risiede la novità. Si inizia con “Love is requited”: singolo di lancio per il quale è stato girato un video a New York e che riesce a introdurre l’ascoltatore in una dimensione quasi eterea, aiutandosi con pizzichii di musica folk adagiati su una base pop. La vera sorpresa sta però nel pezzo successivo: “Apologize”. Si tratta di un’Elisa mai vista prima, lanciata su un ritornello totalmente allegro e spensierato, che a volta sfiora il buffo. E’ un brano di breve durata che, sopratutto per i fan di vecchia data, nel bene o nel male non verrà dimenticato. Altre due novità sono “So much of me”, versione inglese di “Gli ostacoli del cuore”, e “Just as one”. Quest’ultimo, in duetto con Ermanno Giove, è uno dei punti più alti dell’intero album: la sua placata drammaticità non scivola via prima di aver sbeccato la corazza anche dei ricordi più duri a riemergere. Sembra quasi un seguito del bellissimo brano “Rachel and the storm” in collaborazione con Casa del Vento. Per il resto l’album è formato da brani passati di Elisa come One Step Away, Dancing (in una bellissima versione live) o la cover di “I never came” dei Queens of the stone age. Trattandosi essenzialmente di qualcosa di già visto, consiglio l’acquisto dell’album solo ai fan più affiatati della cantante, lasciando il resto al pubblico americano che (spero) riuscirà a cogliere questa volta il vero talento che Elisa possiede. Per chi fosse interessato all’album, in uscita il prossimo 21 febbraio, può reperirlo via internet. Mi chiedo perché siano stati tralasciati brani della colonna sonora di ‘Un giorno questo dolore ti sarà utile” come “Drifting” o altri della carriera passata come “Poems by god”. La Sugar comunque, casa discografica della cantautrice e portata avanti dalla sassolese Caterina Caselli, sembra stia preparando una grande promozione sul mercato americano tralasciando questa volta quello nazionale. Aspettando un nuovo album di inediti, in arrivo al più presto nel tardo 2013, mi auguro che Elisa riesca nella sua conquista dei fan di oltreoceano. La stessa “One Step Away” (versione inglese di “Eppure Sentire, un senso di te”) sembra a volte parlare del tentativo di Elisa di esplorare nuovi orizzonti: “Mi trovo a un passo da tutto ciò che voglio e so che è tutto proprio qui. Ho paura di fare una mossa, ho paura di scegliere, ho paura della mia stessa paura. Dei giorni in cui potrei non essere forte e dei posti a cui potrei non appartenere, ma rimango attaccata a questo sentimento. Il più importante di tutti i sentimenti, che mi dice di non mollare. Vivo di questo sentimento, il più grande di tutti i sentimenti, che mi dice di non morire.” Voto: 7.5.

Tracklist

TracceCopertina
01. Love Is Requited
02. Apologize
03. Fresh Air
04. So Much of Me
05. Nostalgia
06. Lullaby
07. One Step Away
08. Forgiveness
09. Just As One
10. I Never Came
11. Dancing

 

Davide Ghirelli