Gianluca Sansone nasce a Potenza il 12 maggio del 1987. La sua carriera parte da lontano, da quel 2005 in cui viene preso tra le fila del Montorio, squadra di Eccellenza Abruzzese, nella quale si segnala per mettere insieme 30 presenze e 8 gol stagionali; l’anno successivo passa cosi al Pescina, dove, nell’arco di due stagioni, in cui mette da parte 63 presenze e 14 gol, arriva ai playoff, sfiorando il salto di categoria. Le ottime prestazioni messe in mostra  gli procurano le attenzioni degli osservatori del Siena, che lo acquista facendogli firmare un quinquennale e affidandolo alle cure del mister Giampaolo, pronto ad affrontare il campionato di massima serie con i toscani.

Dopo appena sei mesi in Toscana, Sansone non gode di alcuna considerazione e la Società decide di mandarlo in prestito al Gallipoli, in Prima Divisione.

Altro anno, altra squadra, cosi nel 2009 passa al Lanciano (lega Pro) per un’esperienza che ne segnerà il futuro, e dove tornerà ad essere protagonista in termini di presenze (25 alla fine della stagione) e gol (ne metterà insieme 6), cogliendo una salvezza fondamentale per la squadra, ed arrivando ad un passo dalla zona Playoff.

Nel 2010 il salto di categoria: Sansone viene acquistato dal Frosinone, in serie B. Tra i ciociari,  risulta una delle poche note positive(35 presenze e 10 reti), in una stagione fallimentare che culminerà con la retrocessione.
Terminato il campionato, passa al Sassuolo, dove diventa in poco tempo punto di riferimento di una società che si riscopre protagonista, dopo un anno particolarmente difficoltoso . Fino ad oggi ha realizzato 16 gol su 26 gare disputate.

 

La tua storia calcistica insegna come si possa diventare protagonisti in un campionato prestigioso come quello della serie B, pur partendo dalle serie minori(quali l’Eccellenza). Qual’è stato il momento(la svolta) in cui ti sei reso conto che tutto ciò sarebbe stato possibile?

All’inizio è stato soprattutto un “gioco”, non c’era la pressione di arrivare a tutti i costi. Ho iniziato in questo modo, consapevole del fatto  che ogni anno era importante e che se ne sbagliavo uno, rischiavo di perdere del tempo, quindi non c’è stata una vera e propria stagione della svolta, ma è stato un continuo crescere fino a quest’anno.

Chi è stato (se vi è stato) il modello a cui ti sei ispirato fin da quando eri bambino e che ha fatto sì che arrivassi ad amare questo sport?

Non c’è stato un giocatore in particolare, perchè seguivo il calcio come fanno tutti i bambini, ma non ho avuto un vero e proprio idolo; anche se come ho sempre detto, per il ruolo che ricopriva, mi piaceva molto Nedved, anche per la serietà e l’impegno che  metteva in tutte le cose.

Quali sono state le tue prime impressioni (e motivazioni) quando sei entrato a far parte del Sassuolo Calcio?

Le prime impressioni sono state molto positive, mi sono da subito reso conto di essere arrivato in una società seria, con un’organizzazione ben precisa  in cui c’era un programma da portare avanti. Per quanto riguarda le motivazioni e le aspettative nei confronti della squadra posso dire che sono cresciute col tempo. Quando sono arrivato in ritiro ho capito un po’ com’era l’ambiente, i giocatori, il mister e poi piano piano mi sono integrato e ho cercato sempre di dare il massimo.

Dall’inizio della stagione ad oggi, quanto è aumentata la consapevolezza nei tuoi mezzi?

E’ aumentata tantissimo, perchè mai come quest’anno avverto la fiducia del mister e dei giocatori stessi che tra le altre cose mi lasciano battere i calci d’angolo, i calci di punizione e i rigori, quindi vuol dire che sono consapevoli di quelle che sono le mie qualità e proprio per questo mi danno fiducia e ovviamente  tutto ciò aumenta le mie responsabilità.

Quanto è stata importante una guida come Fulvio Pea per la tua crescita calcistica e personale?

E’ stato importante soprattutto per la mia crescita personale, perchè sta cercando di dare a me come a tutti gli altri giocatori della squadra le giuste dritte per quanto riguarda l’uomo, per far crescere soprattutto la persona. La crescita del giocatore è una conseguenza, perchè alla fine il calcio al pallone lo sappiamo dare tutti, però la vera differenza consiste nella testa.

Alla luce di quelle che sono state le ottime prestazioni con la maglia neroverde, quanto senti vicino il coronamento di quello che hai definito essere il tuo sogno, ovvero giocare nella massima serie?

Cerco di non pensare a questa cosa, proprio per il fatto che adesso vesto la maglia del Sassuolo e magari arrivarci  con il Sassuolo sarebbe una soddisfazione doppia; poi quando arriverà giugno penserò a quello che potrà essere il mio futuro e magari potrà essere a Sassuolo in serie A chi lo sa, però dobbiamo continuare così e alle fine vedere dove arriviamo.

Quale credi che siano i principali fattori  grazie al quale il Sassuolo sta andando così forte?

I principali fattori sono diversi: innanzitutto la serietà che mettiamo in ogni allenamento, l’attenzione che riserviamo per qualsiasi minuto e secondo di ogni gara e la compattezza del gruppo.

Oramai è inutile nascondersi: i risultati recenti e gli investimenti nel mercato di Gennaio parlano chiaro, il Sassuolo punta in alto. Quanto credi che ciò sia possibile?

Quanto sia possibile non lo sappiamo noi, ma non lo sa nessuno, perchè stiamo attraversando un campionato molto in equilibrio, perchè se il Sassuolo si trova a lottare con altre 3-4 squadre (Torino, Verona, Pescara per il momento) è segno che si tratta di una stagione  molto incerta; non sarà facile, ma sappiamo di esser anche noi lassù. La percentuale di vittorie va divisa per tutte le squadre, perchè sono tutte attrezzate per vincere questo campionato, quindi ce la giocheremo fino alla fine.

Se dovessi descrivere Sassuolo in 3 aspetti ?

Si tratta di una città tranquilla(quindi ideale per dare il massimo sul campo,perchè quando si è tranquilli si lavora meglio) e questo porta serenità ; inoltre posso dire di aver notato una professionalità nel fare le cose diversa dal normale.

Se invece dovessi descrivere Sansone in 3 aggettivi?

Per quanto riguarda la vita privata direi di essere non proprio asociale, ma diciamo che amo particolarmente  la tranquillità e poi ovviamente mi piace divertirmi, con le giuste moderazioni.

A questo punto andiamo sul Sansone privato.. Che rapporto hai con la musica? C’è un genere che prediligi?

Ascolto vari tipi di musica. Già 10 anni fa ascoltavo già gruppi come Doors, Pink Floyd che mi piacevano parecchio. Poi sono abbastanza  legato anche alla musica italiana: ascolto Vasco e artisti del suo genere; però non c’è un genere che prediligo in particolare, diciamo che ascolto un po’ di tutto.

Film preferito?

Mi piacciono molto i film comici, ad esempio quelli di Fantozzi o Lino Banfi, ma uno su tutti è “Fracchia La Belva Umana” (“metti questo” dice sorridendo). Di altri generi ce ne sono diversi, comunque in generale guardo soprattutto film comici oppure d’azione come ad esempio “Serpico” con Al Pacino.

In un gruppo c’è sempre qualcuno più divertente o che comunque è più avvezzo agli scherzi: è così anche al Sassuolo? Di chi si tratta?

Sono quelli del gruppo storico; in questo momento mi vengono in mente Masucci e Magnanelli che spesso fanno  scherzi all’allenatore dei portieri, al magazziniere, anche quando siamo stati in ritiro a Gallipoli una settimana ne hanno fatti. Poi siamo un buon gruppo, ci divertiamo e ridiamo tutti quanti assieme .

Con quale giocatore hai legato di più?

L’anno scorso c’è stato un giocatore con cui ho legato particolarmente ed era Bottone, invece quest’anno non ho trovato il “bottone” della situazione, nel senso che ho un buon rapporto con tutti quanti ma non ho trovato qualcuno in particolare.

Chi è stato il giocatore affrontato sul campo che ritieni più forte o che comunque ti ha lasciato una  grande impressione ?

Mi ricordo che quando ero al Siena feci un’amichevole contro la Sampdoria e mi colpì sicuramente Cassano che era un fenomeno. Ne ho visti tanti, ad esempio El Shaarawy l’anno scorso, poi anche Missiroli, quand’era alla Reggina mi piaceva tanto (anche adesso eh!) e dicevo sempre che per me era un grande giocatore.

Cibo a cui non puoi resistere?

Ai salumi del mio paese, alla carne del mio paese; però devo dire che qui la mortadella è buonissima.

Se dovessi immaginare il futuro ideale di Gianluca Sansone tra 5 anni come lo vedresti?

Il futuro ideale è quando si hanno degli obiettivi da  raggiungere, poi non si sa mai, non è che tutto può sempre andar bene, però tipo tra 5 anni mi piacerebbe giocare in una squadra di serie A per diversi anni con la stessa maglia. Champions ? No no, sono molto realista, nel senso che questi sono sogni che uno può raggiungere, ma succede ad un giocatore su 100 di partire dal basso e raggiungere proprio il massimo nella carriera. Quello che piacerebbe è a me è arrivare in una squadra di serie A e starci per qualche anno, diventare una sorta di bandiera, anche perchè ogni anno cambio squadra; però non ce n’è nessuna in particolare in cui vorrei andare.

Tifavi per qualche squadra in particolare in passato?

Simpatizzavo per la Roma di Spalletti, perchè mi piaceva troppo come giocava, però non ne sono mai stato tifosissimo, anche perchè da bambino tifavo Milan.

Sarebbe intrigante per te, in un futuro prossimo o lontano, fare un’esperienza all’estero?

Sì, mi piacerebbe giocare all’estero,  perchè credo che ogni giocatore debba fare un’esperienza del genere. Se  mi verrà data questa opportunità, ne sarei molto contento.

Nel tuo schieramento ideale, preferisci giocare come seconda punta, centravanti di riferimento oppure esterno in un tridente offensivo?

Siccome, di solito, quando gioco non mi vengono imposti obblighi o particolari tatticismi, ciò che preferisco è giocare cercando di esprimere al meglio le mie qualità. Quando sono libero da schemi mi piace sicuramente di più: del tipo “In fase difensiva torna lì, in fase offensiva fa quello che vuoi”. Se devo pensare ad un modulo in particolare, mi piace giocare come terzo attaccante in un 4-3-3.

 

Andrea Malagoli e Marco Frigieri

Associazione Concretamente Sassuolo

 

Concretamente Sassuolo ringrazia Gianluca per averci concesso questa intervista. Un grazie di cuore a Massimo Paroli Resp. Marketing e Addetto Stampa dell’ U.S. Sassuolo Calcio per la sua gentile collaborazione.