Terzo giorno: inizia con la visita guidata di Auschwitz: campo di concentramento quasi interamente intatto. Per molti aspetti è più diretto di Birkenau, infatti, sono presenti alcuni “blocchi” dedicati ai ritrovamenti: tonnellate di capelli, migliaia di scarpe, occhiali, pentole e tutti gli oggetti presenti nel campo. All’ingresso è presente la famosa scritta”arbeit macht frei” ovvero il lavoro rende liberi: palese presa in giro da parte dei nazisti nei confronti dei deportati. Quando entri nel campo abbandoni ogni pensiero. Ogni problema. Ti concentri solo ed esclusivamente su ciò che vedi, sulle sensazioni e viaggi con la mente verso quei terribili momenti. Tutto ad Auschwitz è terribilmente surreale ma, tutto tristemente reale. L’avevo già visitato l’hanno scorso ed è un luogo che ti cambia, rivaluti molte cose, capisci che tutto quello per cui soffri non è minimamente paragonabile ad un solo giorno lì dentro. Un solo giorno. Un solo giorno bastava a migliaia di persone per perdere la vita. Migliaia di persone, persone come noi. Migliaia di vite apparentemente lontane da noi ma, se fosse capitato a noi? Se ci fosse stata una persona a cui tengo? Se ci fossi stato io? Mi aggiravo tra le foto di alcuni deportati all’interno di un blocco quando, vengo attratto da un volto: un uomo con un’espressione di paura. Vi verrà da pensare che sia normale vedere una foto del genere, invece, tutti gli altri volti hanno espressioni normali. Allora perché mi ha colpito? Mi ha colpito perché probabilmente fu uno dei primi ad accorgersi di ciò che avrebbe visto e vissuto; dopo aver osservato la foto abbasso lo sguardo. Leggo la data di nascita 29-5-1884. Io sono nato il 29-5-1991, un centinaio di anni dopo di lui, però quella data mi ha congelato il sangue nelle vene. Mi sono immedesimato in lui. Il resto della visita si può immaginare: dormitori, uffici, forni, patiboli e altri strumenti di morte, oggetti e capelli. Momenti di tristezza. Stacchiamo la spina pranzando in un ristorante poco lontano e, al termine, partecipiamo alla fiaccolata tenutasi a Birkenau. Durante la fiaccolata sono state lette alcune frasi scritte dalle varie scuole presenti. In serata é previsto il concerto di Stefano (Cisco) Bellotti. Domani mattina (oggi per voi che leggete, n.d.r.) faremo una visita all’antico quartiere del Kazimierz e della zona del ghetto a Cracovia.

 

Andrea Malagoli