Scritto nel lontano 1995,  ma pubblicato solo recentemente dalla Mondadori, “Le luci di settembre” di Carlos Ruiz Zafon,  scrittore di indiscusso talento e autore del pluripremiato “L’ombra del vento”, è l’ultimo di una serie di racconti chiamata la “Trilogia della nebbia”. Concepito come un romanzo per ragazzi, non rientra in nessun genere principalmente, ma in svariati: è un thriller che mescola elementi di occultismo, avventura e amore.

Ambientato nella Francia del 1937, il romanzo parla di una famiglia parigina caduta in disgrazia. Simone Sauvelle dopo la morte del marito Armand, oltre al fardello del dolore è gravata dai debiti; ricevuto un’ interessante offerta di lavoro da un certo “Lazarus Jann”, parte coi figli Irene e Dorian per Baia Azzurra, un paesino della Normandia situato sul mare. Qui prenderanno alloggio nella “Casa del capo”, villa di servitù dell’ imponente “Cravenmoore”, castello pieno di mistero e popolato dalle creazioni inquietanti di Lazarus: giocattoli dalle sembianze umane e animali. I compiti di Simone saranno semplici quanto singolari: occuparsi della pulizia e di tutto quello che riguarda la gestione e l’ amministrazione della tenuta, comprare libri per la biblioteca e smistare la posta non aprendo mai e poi mai le lettere mandate da un misterioso “Daniel Hoffman”.

Dopo qualche giorno di ambientamento Irene conosce Ismael, cugino di Hannah, la cuoca, ed è subito amore a prima vista. Sarà proprio la morte violenta e misteriosa della cuciniera a spingere i due ad indagare sul segreto del “giocattolaio”. Essendo il terzo libro scritto dall’autore, comparandolo con gli altri appare debole e acerbo: la caratterizzazione dei personaggi è assente, le descrizioni dei luoghi e del contesto potrebbero essere più articolate, manca sommariamente di “ritmo”, è molto veloce e frenetico senza soffermarsi troppo sul “contorno”. Forse l’età giusta di lettura è dai tredici ai diciassette anni, in età adulta non fa una grande impressione; unico punto di forza è lo stile di Zafon, che riesce letteralmente a trasportare il lettore in un’altra dimensione e ad attaccarlo alle pagine.

Un’ operazione commerciale che a giudicare dalle vendite è riuscita molto bene, tralasciando completamente la qualità del prodotto.

 

Davide Turrini