Le luci di settembre di Carlos Ruiz Zafon. Mondadori (2011)
Scritto nel lontano 1995, ma pubblicato solo recentemente dalla Mondadori, “Le luci di settembre” di Carlos Ruiz Zafon, scrittore di indiscusso talento e autore del pluripremiato “L’ombra del vento”, è l’ultimo di una serie di racconti chiamata la “Trilogia della nebbia”. Concepito come un romanzo per ragazzi, non rientra in nessun genere principalmente, ma in svariati: è un thriller che mescola elementi di occultismo, avventura e amore.
Ambientato nella Francia del 1937, il romanzo parla di una famiglia parigina caduta in disgrazia. Simone Sauvelle dopo la morte del marito Armand, oltre al fardello del dolore è gravata dai debiti; ricevuto un’ interessante offerta di lavoro da un certo “Lazarus Jann”, parte coi figli Irene e Dorian per Baia Azzurra, un paesino della Normandia situato sul mare. Qui prenderanno alloggio nella “Casa del capo”, villa di servitù dell’ imponente “Cravenmoore”, castello pieno di mistero e popolato dalle creazioni inquietanti di Lazarus: giocattoli dalle sembianze umane e animali. I compiti di Simone saranno semplici quanto singolari: occuparsi della pulizia e di tutto quello che riguarda la gestione e l’ amministrazione della tenuta, comprare libri per la biblioteca e smistare la posta non aprendo mai e poi mai le lettere mandate da un misterioso “Daniel Hoffman”.
Dopo qualche giorno di ambientamento Irene conosce Ismael, cugino di Hannah, la cuoca, ed è subito amore a prima vista. Sarà proprio la morte violenta e misteriosa della cuciniera a spingere i due ad indagare sul segreto del “giocattolaio”. Essendo il terzo libro scritto dall’autore, comparandolo con gli altri appare debole e acerbo: la caratterizzazione dei personaggi è assente, le descrizioni dei luoghi e del contesto potrebbero essere più articolate, manca sommariamente di “ritmo”, è molto veloce e frenetico senza soffermarsi troppo sul “contorno”. Forse l’età giusta di lettura è dai tredici ai diciassette anni, in età adulta non fa una grande impressione; unico punto di forza è lo stile di Zafon, che riesce letteralmente a trasportare il lettore in un’altra dimensione e ad attaccarlo alle pagine.
Un’ operazione commerciale che a giudicare dalle vendite è riuscita molto bene, tralasciando completamente la qualità del prodotto.
Davide Turrini

