“You seem kinda confused
The correct way to go
Cross the lounge
And walk down the entrance hall”

 

Dopo anni di concerti in zona e non in zona, e demo e un piccolo album (Wow introspection!) uscito nel 2009, arriva disponibile e gratuito il primo lavoro-lungo dei sassolesi My Speaking Shoes. Bisogna dirlo: un gruppo che stenta ancora ad  autopresentarsi come “indie rock” sapendo bene che il tempo scorre e l’Inghilterra passa. Lo sappiamo già da un po’, lo sanno anche gli Arctic Monkeys.
Eppure Mushroomhead suona ancora benissimo: è la traccia d’apertura, valchiria di queste scarpe che parlano. Veloce, arrabbiata, indie rock: come quando Miles Kane non suonava da solo, come quando a Sheffield Kate Jackson cantava nei Long Blondes. La voce è femmina, è potente è arrabbiata in questo Holy Stuff: ha la grazia di seguire i cambi veloci della chitarra, tutti quegli arpeggi che ora ci sono ora non ci sono ora riffeggiano e si fermano di colpo poi riprendono: Bubble.
Un piglio punk si sente, di questo non bisogna vergognarsi: l’inizio di Flies ci riporta all’inizio di Babylon’s burning dei Ruts, 1979: chitarra e basso ondeggiati, sempre presenti, sanno suonare: scimmie artiche nella parte strumentale.
Si diceva quanto “indie rock” possa essere scomodissima espressione al giorno d’oggi: meno problematico parlare di rock anche per Holy Stuff. Rispetto a Wow Introspection! il suono è più duro e levigato, rock certo. Ma il rock è morto?
È una cosa che bisogna dire, fa piacere ritrovarsi in disco pezzi che già s’erano sentiti dal vivo: perché My Speaking Shoes sul palco sono bravi, bravissimi, ordinati: già lo scassaballe di turno non poteva dire “sì ma bisogna sentirli suonare”, ora lo scassaballe di turno, sempre lui, viceversa, dovrà mandar giù un’ottima prova anche studio: i momenti Audioslave di Real  stanno bene combinati con le psichedelie di metà canzone, batteria precisa e grida lontane. Audioslave o Soundgarden che ritornano in fondo, nel brano Late, come se arrivasse una richiesta in radio da Pretty on the inside. Dall’Inghilterra all’America quindi, un disco che graffia.

(Holy Stuff album preview)

 

Tracklist

TracceCopertina
01. Mushroomhead
02. Bubble
03 Flies
04. L.O.V.E. (Lubricous Objectless Vaginal Experience) SONG
05. Plastic Knives and blooooood everywhere
06. Real
07. Song of the depth
08. Lick My Colon
09. Late
10. Noize

 

Giorgio Casali – immagini My Speaking Shoes

 

L’album è da oggi scaricabile gratuitamente da: http://myspeakingshoes.tumblr.com/

Potete ascoltare i brani dell’album qui: http://myspeakingshoes.bandcamp.com.

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