MY SPEAKING SHOES – HOLY STUFF (Autoprodotto, 2012)
“You seem kinda confused
The correct way to go
Cross the lounge
And walk down the entrance hall”
Dopo anni di concerti in zona e non in zona, e demo e un piccolo album (Wow introspection!) uscito nel 2009, arriva disponibile e gratuito il primo lavoro-lungo dei sassolesi My Speaking Shoes. Bisogna dirlo: un gruppo che stenta ancora
ad autopresentarsi come “indie rock” sapendo bene che il tempo scorre e l’Inghilterra passa. Lo sappiamo già da un po’, lo sanno anche gli Arctic Monkeys.
Eppure Mushroomhead suona ancora benissimo: è la traccia d’apertura, valchiria di queste scarpe che parlano. Veloce, arrabbiata, indie rock: come quando Miles Kane non suonava da solo, come quando a Sheffield Kate Jackson cantava nei Long Blondes. La voce è femmina, è potente è arrabbiata in questo Holy Stuff: ha
la grazia di seguire i cambi veloci della chitarra, tutti quegli arpeggi che ora ci sono ora non ci sono ora riffeggiano e si fermano di colpo poi riprendono: Bubble.
Un piglio punk si sente, di questo non bisogna vergognarsi: l’inizio di Flies ci riporta all’inizio di Babylon’s burning dei Ruts, 1979: chitarra e basso ondeggiati, sempre presenti, sanno suonare: scimmie artiche nella parte strumentale.
Si diceva quanto “indie rock” possa essere scomodissima espressione al giorno d’oggi: meno problematico parlare di rock anche per Holy Stuff. Rispetto a Wow Introspection! il suono è più duro e levigato, rock certo. Ma il rock è morto?
È una cosa che bisogna dire, fa piacere ritrovarsi in disco pezzi che già s’erano sentiti dal vivo: perché My Speaking Shoes sul palco sono bravi, bravissimi, ordinati: già lo scassaballe di turno non poteva dire “sì ma bisogna sentirli suonare”, ora lo scassaballe di turno, sempre lui, viceversa, dovrà mandar giù un’ottima prova anche studio: i momenti Audioslave di Real stanno bene combinati con le psichedelie di metà canzone, batteria precisa e grida lontane. Audioslave o Soundgarden che ritornano in fondo, nel brano Late, come se arrivasse una richiesta in radio da Pretty on the inside. Dall’Inghilterra all’America quindi, un disco che graffia.
Tracklist
Giorgio Casali – immagini My Speaking Shoes
L’album è da oggi scaricabile gratuitamente da: http://myspeakingshoes.tumblr.com/
Potete ascoltare i brani dell’album qui: http://myspeakingshoes.bandcamp.com.
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