Sassuolo nel mondo
Antonio Dal Borgo, “ambasciatore” europeo.
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Antonio Dal Borgo, nato a Sassuolo 40 anni fa, ha intrapreso una carriera tutta all’interno della diplomazia europea, frequentando da osservatore e inviato dell’Unione, numerosi paesi, Attualmente è delegato dell’Ue in Guatemala, in pratica un ambasciatore dell’Europa.
Di cosa ti occupi e in che tipo di struttura?
“Il Servizio europeo di azione esterna è un’istituzione creata alcuni anni fa col trattato di Lisbona. Da quel momento si sono sviluppate le delegazioni nella maggior parte dei paesi del mondo, circa 140, e presso diverse istituzioni internazionali, quali la Fao o l’Unesco. E’ una rete molto più estesa di quella dei singoli paesi e i compiti sono quelli di una ambasciata. Il mio in particolare riguarda la gestione dei rapporti diplomatici con il paese ospitante, la cooperazione e i rapporti commerciali, ambito sul quale la Ue ha una competenza esclusiva per conto degli stati membri. Inoltre mi occupo della cooperazione e dello sviluppo”.
Da dove parte questa scelta internazionale?
“Mi sono diplomato al liceo linguistico sperimentale Muratori a Modena, scoprendo una passione e una facilità per le lingue straniere, ne parlo regolarmente quattro. Ho maturato un interesse per la diplomazia internazionale, specialmente in seguito a un anno di Erasmus svolto a Strasburgo, con un’esperienza al parlamento europeo. Da quel momento mi sono appassionato alle politiche dell’Unione e ho cominciato a impegnarmi, fra tanti sacrifici perché la concorrenza è tanta e spietata. In Europa c’è tanta gente competente e preparata”.
Quali sono le tue esperienze prima di arrivare in Guatemala, dove ti trovi da cinque anni?
“Dopo la laurea a Bologna in scienze politiche e un master a Londra in relazioni internazionali, ho cominciato come osservatore elettorale nei Balcani nel periodo successivo alla guerra, per conto dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Poi mi sono spostato in Kosovo alla fine di quella guerra, per conto del Ministero italiano. Ho seguito le prime elezioni municipali e politiche, tappe fondamentali nell’evoluzione del periodo caldo1999-2001. Quindi sono diventato osservatore elettorale per l’Unione Europea (e per l’Osce, che si occupa nello specifico solo dell’area balcanica ed ex Sovietica). Con questo ruolo sono stato in tutta l’ex Jugoslavia (Montenegro, Kosovo, Bosnia, Macedonia) e poi in Bielorussia, Ucraina, quindi Kenya, Nigeria, Sierra Leone, Indonesia, in Cisgiordania e a Gaza. L’Unione europea è particolarmente qualificata e richiesta come osservatore elettorale. Tanti paesi la invitano a inviare esperti, che vigilano sulla comunicazione, sull’accesso al voto, sui diritti, su eventuali frodi, episodi di violenza. L’Unione manda prima una missione esplorativa che valuta la fattibilità, poi un team di
osservatori di lungo periodo che restano per tutta la fase delle elezioni e alla fine stilano una relazione che considera di tutti gli aspetti. I paesi interessati poi possono tenere conto o meno della relazione”.
Quindi il passaggio all’”ambasciata” europea in Guatemala. Di che paese parliamo?
“Una nazione di reddito medio, reduce da una guerra civile durata 36 anni e chiusa nel 1996. E’ quella che noi chiamiamo una democrazia in transizione. Ha un sessanta per cento di popolazione di origine maya, che soffre delle carenze strutturali ricorrenti nei grandi paesi latino americani. In particolare c’è una inadeguata distribuzione del reddito, con pochi grandi ricchi e tantissimi poveri. Potenzialmente sarebbe anche un paese promettente, con diverse produzioni interessanti. Ha il petrolio, il caffè, è il secondo produttore mondiale di cardamomo (questo lo sanno in pochi). Ma la sperequazione sociale ha prodotto criminalità, violenza, istituzioni deboli, contaminazioni di gruppi criminali, in particolare i grandi cartelli del narcotraffico messicano.
Noi cerchiamo di aiutare lo stato a raggiungere maggiore trasparenza, forza ed efficienza. L’obiettivo ultimo è la lotta alla povertà”.
L’Unione europea è impegnata in questi ambiti così importanti su scala mondiale e noi non lo sappiamo.
“E’ la cosa che mi rattrista di più: tendenzialmente si considera la Ue solo come una macchina piena di burocrazia e tasse e non si conoscono le centinaia di progetti importanti che conduce, né quanto sia considerata a livello mondiale. A capo delle delegazioni dell’Unione c’è Catherine Ashton, che avete visto recentemente a colloquio sia con Monti che con Obama. Eppure nessuno immagina che siamo impegnati a questi livelli. Mi piacerebbe davvero che la realtà dell’Unione Europea fosse più conosciuta dai miei connazionali e dai miei concittadini. Ci sono molte storie belle da raccontare e molti progetti utili anche per la nostra imprenditoria, che non arrivano a destinazione a causa di pregiudizi e provincialismo. Mi piacerebbe poter incontrare gli studenti, gli imprenditori della mia città e spiegare loro quante e quali opportunità offre la Ue”.
Ecco a proposito del tuo paese, come vivi la lontananza?
“Sono molto legato a Sassuolo, torno spesso e volentieri. Mi piace ritrovarmi in una dimensione dove le cose cambiano e si muovono lentamente rispetto alle grandi città del mondo. Stare tanto tempo lontani rischia di farti perdere radici e identità e io mi sforzo di evitarlo. Fra Sassuolo e il Guatemala c’è realmente un oceano, e non solo in senso fisico. Perciò, per esempio, conservo il mio ruolo di presidente di seggio elettorale e torno ogni volta che c’è una consultazione. Mi serve anche per incontrare in breve tempo tante persone.
Dall’altro lato vivere in una dimensione internazionale mi ha fatto scoprire quante cose abbiamo in comune con gli altri europei. L’ho scoperto proprio stando in America latina, che fra i paesi d’Europa c’è già un’identità condivisa e più grande. Ho colleghi spagnoli, francesi, belgi, greci, svedesi e sento che parliamo davvero tutti la stessa lingua”.
E’ buffo da chiedere a un quasi ambasciatore, ma rimpiangi le tigelle e altro della tua terra?
“Rimpiango le tigelle e le mangio volentieri ogni volta che torno. Ma rimpiango molte altre cose, per esempio l’evolversi delle stagioni. In Guatemala è primavera tutto l’anno, a me piace l’inverno, per esempio mi piace sciare, lo faccio ogni volta che torno in Italia. Ecco, oltre a rimpiangere la mia città, vorrei fare qualcosa per lei, facendole conoscere le opportunità che offre l’Unione europea. Mi offro per incontri pubblici con studenti, seminari con imprenditori al mio ritorno dal Guatemala, che avverrà almeno due volte durante il 2012. Sono a disposizione”.
Concretamente Sassuolo
Myriam: è bello essere mamma a Madrid.
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Mi chiamo Myriam Chiozza e vivo in Spagna da piú di 15 anni. Ho lasciato Sassuolo subito dopo l’universitá. Ho studiato storia dell’arte e a Madrid ho cominciato il mio dottorato che poi ho dovuto interrompere per questioni economiche ma sono comunque rimasta dopo aver conosciuto mio marito. Qui in Spagna ho approfondito e sviluppato meglio le mie qualitá canore e le mie conoscenze musicali cominciate a Sassuolo con il maestro Valgimigli. Mi sono specializzata in Musicoterapia e attualmente mi sto formando in Italia (Mantova) in canto psicofonico con Elisa Benassi. Ho 2 bambini e cerco di conciliare la vita familiare con quella della professione che mi appassiona molto. Vengo in Italia per lo meno 4 volte all’anno ma da tempo non passo a Sassuolo dato che i miei familiari si sono trasferiti nel bolognese.
Ciao Miriam come va? Da quanto tempo vivi a Madrid e cosa fai?
Vivo a Madrid da piú di 15 anni. E oggigiorno faccio la mamma innanzitutto e mi occupo di voce. Mi sono specializzata in Musicoterapia qui in Spagna e continuo a formarmi in Italia. Lavoro con le famiglie, accompagno le donne incinte nel loro percorso di preparazione alla nascita e faccio formazione in diversi Master di musicoterapia sull’importanza della musica nella tappa prenatale. Sono socia dell’ANEP (Associazione Educazione Prenatale) che esiste anche in Italia ed ha sede a Parma.
Ci racconti il percorso che ti ha portato da Sassuolo fino a lì?
Durante il mio soggiorno Erasmus in Olanda conobbi una ragazza di Madrid, l’amicizia ha fatto il resto. Ancora oggi, 20 anni dopo siamo ancora in contatto.
Trasferirti in Spagna lo hai considerato un passaggio importante e sofferto o invece naturale e tutto sommato positivo?
Un passaggio positivo e molto significante nella mia vita. Qui ho conosciuto mio marito, il padre di Giacomo 8 anni ed Angela 2 anni
Hai vissuto le varie stagioni della Spagna, da quella dell’oro in cui l’economia andava fortissimo a quella attuale in cui invece è arrivata la crisi? Come è cambiato il paese e come è cambiata la gente?
A dire il vero tira grande aria di crisi ma credo che sia ormai una cosa generalizzata e quando fai la vita da mamma, non importa tanto dove ti trovi. Le problematiche sono le stesse.
Come definiresti Madrid, una metropoli, una città a misura d’uomo…
Madrid nonostante sia cambiata, rimane sempre un cittá a misura d’uomo che non fa paura anche nelle ore di punta. Io comunque vivo in periferia, preferisco il verde all’asfalto.
Cosa pensano gli spagnoli degli italiani?
Abbiamo una grande e bella fama, non so perchè ma piacciamo molto
Cosa pensavi tu degli spagnoli quando ti sei trasferita e come è cambiata, se è cambiata, la tua opinione su di loro?
Non avevo grandi idee a proposito. Io mi sono trovata sempre bene anche se riguardo alla maternitá e al modo di fare con i bambini preferisco il modo italiano piú comprensivo ed accogliente.
Per molti aspetti Spagna e Italia sembrano somigliarsi. In cosa la Spagna è meglio e in cosa invece dovrebbe imparare dall’Italia?
Qui hanno più senso civico e più senso di apparteneza culturale…forse dovremmo riflettere…
Qual è secondo l’opinione pubblica spagnola il principale problema del momento nel paese?
La disoccupazione senza dubbio.
Veniamo alle frivolezze: qual è il piatto spagnolo che preferisci e cosa rimpiangi invece della cucina italiana?
I legumi, li sanno cucinare davvero bene come anche il pesce. Mi mancano tanto i formaggi italiani…
Sai dirci un proverbio, motto, aforisma tipico spagnolo?
En casa del herrero cuchillo de palo…ovvero anche in casa del fabbro si usano coltelli di legno…
E una frase in dialetto sassolese?
A Sasol l’è semper festa
Concretamente Sassuolo
Izmir, dove la Turchia e l’Occidente si incontrano. Davide ci racconta un popolo dinamico e enigmatico.
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Nato in quel di Scandiano ventuno anni fa e da allora sempre vissuto a Sassuolo, fin da bambino ho ininterrottamente coltivato un’autentica passione circa il viaggio, inteso in senso lato, come un “cammino”, un “percorso”, una “strada” da percorrere tentando
di raggiungere una meta, fisica sì, ma anche figurata, qualunque essa sia: ho sempre creduto nel viaggio come uno ad strumento, potente ed imprescindibile, per “conoscere”. Conoscere nuove persone, nuove culture, nuove usanze, nuove lingue, nuovi Paesi, nuovi orizzonti, nuove idee, nuovi stimoli, in altre parole cercare di capire un po’ di più il mondo circostante, ma soprattutto sé stessi.
Devo ammettere, nonostante la mia giovane età, di avere avuto la fortuna di poter viaggiare parecchio, per i motivi più disparati, che fossero legati a ragioni di studio quanto piuttosto a visite o semplici vacanze.
Partendo dal Bel Paese e passando per vari Paesi Europei più o meno limitrofi come la Svizzera, l’Austria, la Germania, la Francia, la Spagna, l’Inghilterra, i Paesi Bassi, la Danimarca, la Norvegia, la Svezia e la Grecia, “sconfinando” poi in Marocco, in Tunisia e successivamente in Brasile ed in Argentina, arrivando in seguito in Florida nonché perfino in Indonesia, non ho tuttavia mai avuto la concreta possibilità di intrattenermi quanto avrei voluto nei diversi posti succitati, di viverli realmente.
Tutto ciò, perlomeno, fino a quando il mio percorso (il mio “viaggio”, per l’appunto) non mi ha condotto dove mi trovo ora, vale a dire in Turchia, grazie al progetto Erasmus: più precisamente risiedo ad Izmir (in italiano altrimenti conosciuta come Smirne) da Settembre, dopo aver vissuto ad Istanbul l’estate scorsa mentre studiavo la lingua turca.
Che cosa fai in Turchia, quali studi compi tramite il progetto Erasmus e come si svolge la tua giornata?
Frequento Ege Üniversitesi (Ege University), la maggiore università di Izmir nonché l’unica università turca con cui la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha allacciato accordi; qui sono ufficialmente assegnato all’American Culture and Literature department, ma di fatto frequento anche corsi extra-dipartimentali come British Culture,
History of Islamic Civilization, Modernization Movements in Turkey e Sociology of Migration per cercare di trovare una corrispondenza più completa con ciò che studio a Modena, vale a dire Lingue e Culture Europee. Durante l’arco del primo semestre ho seguito anche alcune classi del corso di Lingua Araba, ma essendo esso interamente impartito in turco (pur utilizzando come manuali di riferimento libri in inglese) non è stato esattamente una passeggiata!
Per quanto riguarda la mia “giornata tipo”, devo dire di non averne una vera e propria, dipende infatti molto dal periodo: durante quello dei corsi trascorrevo tendenzialmente la maggior parte del tempo a Bornova, il quartiere universitario nonché dove vivo (che per la cronaca conta circa 465.000 abitanti), barcamenandomi tra la facoltà, il campus universitario (grande circa due volte la superficie di tutta Sassuolo) e le uscite con gli amici, con regolari capatine a Konak o Alsancak (rispettivamente il centro città il primo ed il fulcro della “movida” notturna il secondo), mentre durante i periodi di pausa didattica e vacanza spesso e volentieri ne approfitto per lanciarmi nella visita della città o imbarcarmi in un qualche viaggio alla scoperta di altri luoghi, più o meno limitrofi. (continua…)
Alice, da Lugano, ci spiega gli svizzeri: “Sono proprio come pensate: puntuali e ordinati”
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Raccontaci come e perchè sei arrivata in Svizzera, a Lugano
Mi presento sono Alice Stefani e sono nata a Sassuolo il 21 Dicembre del 1985. Ho vissuto a Sassuolo per 22 anni fino al 2007 anno in cui, dopo la laurea triennale in economia e marketing internazionale, mi sono trasferita in Svizzera per proseguire i miei studi.
Perché la Svizzera? A dire la verità non c’è un vero motivo. Un giorno navigando in internet ho scoperto il “master of arts in International tourism” a Lugano che rispondeva perfettamente alle mia richiesta di focalizzare gli studi in un ambito inerente alla mia più grande passione: viaggiare.
Il programma era cosi entusiasmante che ho subito deciso di fare domanda e con mia grande gioia sono stata accettata. Il master, completamente in lingua inglese, ha accontento il mio desidero di internazionalità con professori e studenti provenienti da ogni parte del mondo…e finalmente eccomi confrontata con il “benedetto mondo del lavoro” grazie a progetti di gruppo in collaborazioni con enti e aziende del settore turistico. Uno dei progetti più entusiasmante e divertente è stato lo study tour a Dubai alla fine del 3 semestre. Lo scopo del viaggio era di analizzare e studiare lo sviluppo turistico della città e definire i motivi per cui questa destinazione è cosi attrattiva a livello mondiale.
In conclusione del programma del master ho dovuto svolgere una tesi di ricerca che mi ha visto impegnata per 7 mesi sulle tematiche del turismo sostenibile. Duranti questi mesi ho avuto modo di iniziare ad affacciarmi sul mondo del lavoro, facendo lavoretti occasionali tra cui hostess per un’agenzia che organizza eventi e congressi. E’ stata proprio questa agenzia ad offrirmi il mio primo contratto di lavoro e convincermi a rimanere a Lugano finita l’università.
Qual è nello specifico la tua attività
Al momento sono “Event Manager” presso Amiconi Consulting, agenzia che si occupa di business travel e
dell’organizzazione e logistica di eventi aziendali e congressi riguardanti il settore medico scientifico.
Nello specifico le mie attività sono di intermediaria tra il cliente finale e i fornitori di servizi quali hotel, ristoranti, aziende di trasporto, ecc… prima e durante l’evento. Il mio compito è quello di assicurare che il cliente riceva un servizio di qualità dal momento del suo arrivo fino alla conclusione dell’evento.
Sono felice del mio lavoro, perché mi da molte soddisfazioni. Devo ammettere che a volte è dura aver che fare con i clienti, specialmente quando si tratta di medici, sono molto esigenti. Però dato il contesto internazionale di questo settore, svolgo il lavoro in lingua inglese, fattore per me motivante e ho potuto affinare le mie qualità relazionali comprendendo l’importanza di adattare l’approccio lavorativo in base alla cultura e alla provenienza dei nostri ospiti. (continua…)
Andrea, cittadino del mondo da Sassuolo alle passerelle di moda
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Nasco a Formigine il 9 maggio del 1987, vivo a Sassuolo per 22 anni fino a quando ricevo la proposta di andare a lavorare a
Dubai come modello. Accetto perchè è un ambiente che mi è sempre piaciuto e da sempre avrei voluto provare a entrarne a far parte, e l’idea di iniziare concretamente mi ha subito reso davvero contento!
Parto per Dubai per fermarmi una settimana e in caso il lavoro fosse partito da subito bene c’era l’ipotesi di prolungare fino ad un mese. Fortunatamente sono partito benissimo e la mia agenzia ha prolungato il mio soggiorno per tutto il mese. Tornato in Italia molto soddisfatto della mia esperienza, dopo pochissimi giorni sono stato contattato da uno scouter il quale ha spinto tantissimo per rappresentarmi. Accetto, e subito lui mi indirizza da un fotografo per farmi fare un test personale e mi spiega come funziona un po il tutto a Milano. Faccio le foto e come sono pronte, il mio scouter mi ha preso un appuntamento con tutte le agenzie di moda presenti a Milano. Dopo un’intensa giornata da una parte all’altra di milano, noi due insieme prendiamo una decisione riguardo a quale agenzia scegliere, logicamente tra quelle che hanno detto che sarebbero disposte a prendermi. E via, parte il tutto, a Gennaio 2010 mi trasferisco a Milano e inizio questo nuovo lavoro a livello professionale e molto seriamente. A settembre del 2010 cambio agenzia, e vengo preso dalla Why Not, una delle due agenzie migliori su Milano. Con loro mi trovo molto bene, il lavoro va bene e mi rende felice! A Gennaio del 2011, durante il periodo sfilate, vengo preso da un’agenzia di New York. Felicissimo, non vedo l’ora di partire e provare il mercato americano. A metà Marzo parto verso gli States e mi fermo due mesi per poi tornare a Milano per la Fashion Week. Sto a Milano fino alla fine di Luglio, durante il quale ricevo una richiesta per andare a Hong Kong con un contratto di 3 mesi. Ed eccomi qui, arrivato il mese scorso e con ancora davanti a me circa altri 2 mesi.
Abbiamo intervistato tanti italiani all’estero ma mai un “cittadino del mondo”. Come si vive un cambiamento abbastanza repentino di città, fusi orari, usi e costumi, come può essere passare da Milano, Dubai, New York, Hong Kong?
Dal mio punto di vista è un’esperienza unica. Può essere un pò stressante appunto per i fusi orari ma è anche vero che diventa il problema minore, si fa un po’ fatica i primi giorni come è normale che sia ma ci si abitua in fretta.
Ti permette di visitare tanti paesi diversi, conoscere i differenti usi e costumi, nei quali a volte ci si rispecchia in pieno o quasi, altre volte nei quali non ci si trova del tutto bene. E’ una cosa molto personale, dipende dal carattere di una persona,
dal proprio stato di adattamento con differenti culture e/o stili di vita. Personalmente è un fattore che a me non dà alcun fastidio, anzi mi piace molto confrontare il mio stile di vita con quello di altri paesi. Soprattutto perchè ti dà la possibilità di conoscere tantissime cose nuove, cose che molto probabilmente se non avessi visto dal vivo con i miei occhi sarebbero rimaste racconti o programmi visti in televisione, invece essendo stato fisicamente in un posto, posso dire un po’ di tutto al riguardo. A me piace moltissimo viaggiare e grazie a questo lavoro ho la fortuna di vedere ma sopratutto “vivere” città che se no molto probabilmente sarebbero rimaste “città sogno” in cui andare anche per una breve vacanza. Quindi passare da una città ad un’altra è una cosa che a me piace molto. Anche pensando tra qualche anno, ho sempre queste esperienze alle spalle, ed è una cosa che può solo aiutarmi. Un aspetto in cui mi ha aiutato tantissimo riguarda il mio inglese, ho lasciato Sassuolo che di inglese conoscevo sì e no le basi scolastiche, ma dovendomi sempre confrontare con persone di altri paesi, sono stato obbligato ad impararlo e ne vado molto fiero perchè è la lingua che mi serve per vivere nel mondo. Per questo devo soprattutto ringraziare la mia ex morosa, dopo essermi trasferito a Milano nel gennaio del 2010 ho iniziato una relazione con questa ragazza neo-zelandese, quindi per forza di cose, se volevo avere un minimo di comunicazione con lei, dovevo sapere la lingua e lei è stata molto paziente con me, mi ha insegnato e corretto tutte le volte necessarie fino ad arrivare ad apprendere la lingua. Poi con il viaggiare nei differenti paesi, e come sto facendo tutt’ora, la si perfeziona sempre di più.
Domanda scontata ma obbligatoria. fra i posti in cui hai lavorato, in quale ti fermeresti a vivere?
Mi fermerei a vivere a New York, anche se Hong Kong mi ispira tanto!
Dubai la lascerei come ultima spiaggia, mi è piaciuta come esperienza (anche perchè è stata la mia prima esperienza in assoluto) ma dal punto di vista della città in sè, penso che sia bella per una vacanza, ma non per passarci anni della propria vita.
Milano è Milano, città carina, stressante da alcuni punti di vista, ma sempre piena di cose da fare. Ad essere sincero mi piace un sacco anche Milano, perchè essendo stato abituato a vivere sempre in una piccola cittadina, dove tutto è sempre uguale, stesse persone, stessi posti da frequentare e stesse cose da fare, insomma molto monotona, come ti muovi in una grande città hai subito quelle cose che ti sono sempre o quasi mancate, diversa mentalità delle persone, ed è stata la città in cui ho vissuto più a lungo da quando ho iniziato a fare questo lavoro e devo dire che ci sono molto legato.
Hong Kong è favolosa, poco da dire! Sono qui da un mese e mezzo e posso solo dire che è stupenda! Ha anche lei i suoi lati negativi, ma con tutti gli aspetti positivi che ci sono, quelli negativi non li noti neanche.
e New York……penso semplicemente che è il meglio in assoluto! Dove quasi tutti mirano ad arrivare in futuro, dove quando esci a fare una passeggiata scopri sempre cose nuove, vedi posti che prima di quel momento avevi solo visto nei film, tutte le persone sono super accoglienti e dove puoi fare di tutto! Abitata da non so quante tipologie di persone diverse tra loro, a NY ti rispecchi col mondo, vivi col mondo. (continua…)

