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La cavalcata che ha portato il Sassuolo alla A (2a parte)
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Seconda parte del racconto di una stagione che ha portato il Sassuolo alla vittoria del campionato e quindi alla promozione in Serie A. Dalla prima di campionato all’ultima gara dell’anno.
Al primo piano di Piazza Risorgimento una vera e propria bacheca dei trofei non era stata studiata. Qui non siamo a Milano o Madrid, stiamo parlando della sede di una società di football di provincia che per tanti anni ha affrontato il Vignola e il Reggiolo. Ma una coppa comunque c’era, anzi una Supercoppa, quella della Serie C1 conquistata da Max detto “Acciuga” Allegri a Salerno. A pochi istanti dalla conclusione della partita di Modena il pallone, che non sembrava voler entrare, capita sui piedi di Simone Missiroli, proprio lui, nominato il miglior giocatore del campionato, che con un tiro sotto la traversa batte il portiere avversario. E’ il pomeriggio di lunedì 18 maggio ed è successo qualcosa; per una volta a Sassuolo se ne sono accorti tutti, anche quelli che a Vignola o Reggiolo non c’erano, per motivi anagrafici o molto probabilmente per scelta. E la Supercoppa non è più sola, di fianco a lei d’ora in poi ci sarà un trofeo dal nome singolare, si chiama “Ali della Vittoria”. Il nome è strano, ma mai così azzeccato per la squadra che nella stagione 12/13 l’ha sollevata al cielo. Perché le Ali al Sassuolo ce le ha messe Giorgio Squinzi, l’uomo Mapei, che nella stagione 2002-2003 ha deciso di prendere in mano i neroverdi che fino a quel momento stentavano in Serie C2, portandoli poi alla vittoria, il raggiungimento della massima espressione del calcio italiano, la Serie A. Durante la scalata si sono avvicendati uomini che hanno dato il loro grande contributo, parliamo di dirigenti, allenatori e calciatori che hanno arricchito la cultura sportiva di questa piazza rendendola una macchina perfetta e pronta al grande salto, ma agevolati sempre dai mezzi messi a disposizione da Milano e dalla tranquillità, di una città silenziosa, un silenzio a volte assordante, per lo scarso interesse che veniva rivolto ai neroverdi. Il Sassuolo ha anche, soprattutto, i suoi punti fermi che sono il presidente Rossi, il direttore sportivo Bonato e i calciatori perché Pomini e Masucci sono ripartiti dalla delusione del playoff beffa, perso immeritatamente contro il Pizzighettone, mentre Magnanelli è entrato nella squadra che ha concluso la stagione con un’altra foto ricordo, quella di Pippo Pensalfini che butta in rete il gol che stende il Sansovino nello spareggio che vale la C1 ai sassolesi. L’altro scatto è quello dell’esultanza di Marco Piccioni, per il colpo di testa siglato al Manfredonia che è valso la promozione in B. Passo importantissimo, ma non un punto di arrivo per il patron Squinzi, che ha sempre voluto che la sua piccola diventasse grande. A guidare il Sassuolo allo storico traguardo della Serie A è stato Eusebio Di Francesco,che dall’anno prossimo dovrà studiare le contromisure per limitare avversari come Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli…la lista è lunghissima, non vogliamo dimenticare nessuno perché sarà un campionato durissimo e per questo motivo bellissimo da giocare e da vivere.
La formazione di Di Francesco stecca la prima dopo la pausa
Dopo una pausa lunga 26 giorni, il campionato riparte il 25 gennaio con Crotone-Sassuolo, prima delle quattro gare che il centravanti livornese Leonardo Pavoletti si è trovato costretto a saltare a causa di una piuttosto dubbia squalifica per doping . I numeri della prima parte di stagione sono molto positivi: 51 punti sui 66 a disposizione, miglior attacco (46 reti), miglior difesa (15 subite), indiscussa leadership casalinga (10 vittorie ed un pareggio tra le mura amiche) ed ottimo rendimento esterno (6 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, tra le quali i due scontri diretti contro Verona e Livorno, dove in entrambi i casi gli emiliani avrebbero comunque meritato qualche cosa di più). La prima gara del 2013 è Crotone-Sassuolo. In Calabria si gioca sotto un vero e proprio diluvio. Il campo è al limite della praticabilità e dopo 90 minuti di grande agonismo vincono i padroni di casa con un 2-1 (De Giorgio, Ciano e Missiroli) che farà discutere. Si tratta della quarta sconfitta in campionato per i neroverdi, ma come le altre volte, si tratterà di un insuccesso “indolore”. Tre punti che avrebbero fatto comodo per una buona partenza, ma che tutto sommato non cambiano più di tanto la classifica neroverde, infatti, anche dopo la sconfitta, gli emiliani si trovano in testa alla graduatoria con 3 lunghezze di vantaggio sul Livorno e 5 sul Verona.
Il grande febbraio dei neroverdi
Il Sassuolo, negli ultimi giorni di gennaio, si è rinforzato in difesa assicurandosi le prestazioni del giovane centrale Luca Antei (’92), prelevato dalla Primavera della Roma, sarà un giocatore che troverà poco spazio, ma verrà poi impiegato titolare nella sfida promozione con il Livorno. Alla terza giornata di ritorno
c’è l’Empoli in casa, una squadra che non sta andando benissimo, ma che ha grande potenziale offensivo e che costringe il Sassuolo al pareggio (1-1 Terranova e Regini). Per la prima volta in stagione il Sassuolo non risponde ad una sconfitta con una vittoria; la formazione di Di Francesco si rifarà con uno splendido filotto di successi: la prima vittoria la ottiene a Vercelli per 1-3 (Cristiano, Terranova, Troianiello e Berardi), prosegue con Sassuolo-Spezia 3-2 (Catellani, Sansovini, Pichlmann, Terranova, Bianchi), Vicenza-Sassuolo 0-1 (Berardi) e termina con la grande prestazione al “Del Duca” Ascoli-Sassuolo 2-4 coincisa con il grande ritorno in campo dello “Sparviero” (Fossati, Masucci, Pavoletti, Berardi, Troiano e Montalto). Con la vittoria nelle Marche, si chiude un mese intenso di gare, infatti, a febbraio i neroverdi hanno giocato cinque partite, vincendole tutte tranne una: il pareggio ad Empoli. In questo momento il Sassuolo gode di 10 punti di vantaggio sul Livorno e 14 sul Verona, questo è il momento più alto del torneo della formazione di Piazza Risorgimento.
Intervista a Pavoletti: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/leonardo-pavoletti-carattere-e-determinazione-per-non-mollare-mai/
Il primo periodo di crisi
Marzo ha inizio con la peggior gara della stagione neroverde: Sassuolo-Grosseto 0-2 (Piovaccari x2), un risultato clamoroso per il divario in classifica (Sassuolo 1° e Grosseto ultimo), ma non per ciò che si è visto in campo. Brutta la gara dei padoni di casa, mai in partita ed in grande affanno; si rifaranno sette giorni dopo con l’impresa di Varese (3-4 Berardi, Masucci 2, Troest, Ebagua, Pavoletti, Zecchin), una delle gare più belle del campionato e, forse, determinante per la vittoria finale, in quanto arriva in un momento importantissimo della stagione ed inoltre perchè gli emiliani si sono trovati in inferiorità numerica dal 62’ minuto. Dopo la grandissima gara in Lombardia, la capolista si vendica con il Cittadella con un 1-0 (Boakye su rigore) che giunge con molte difficoltà. Il Sassuolo è in evidente calo, nelle ultime gare ha speso molto e fatica a mantenere il pallino del gioco; a testimonianza di questa tesi arriva anche il pareggio con la Juve Stabia, le “vespe” sono sicuramente temibili, ma dalla prima in classifica ci si aspettava un allungo decisivo che invece è mancato (1-1 Berardi e Jidayi). Marzo non è ancora finito e c’è tempo per altre due gare, o meglio per altri due pareggi: Sassuolo-Ternana 0-0 e Sassuolo-Verona 1-1 (Pavoletti e Halfredsson), è crisi di risultati. I neroverdi chiudono un bruttissimo mese con tre pareggi consecutivi, è vero, non sono tre sconfitte, ma consentono alle inseguitrici di accorciare sulla prima della classe. La crisi non basta, il Sassuolo è sempre primo con 73 punti, a seguire Hellas Verona e Livorno a 64.
Intervista a Marzorati: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/lino-marzorati-sogno-la-a-con-il-sassuolo/
Yes We Camp! 2013 il camp ufficiale del Sassuolo Calcio!: http://www.concretamentesassuolo.it/wordpress/yes-we-camp-2013-il-camp-ufficiale-del-sassuolo-calcio/
A tre punti dal traguardo
Passa una sola settimana dall’ultimo dei tre pareggi, quello con il Verona, si gioca in Piemonte, a Novara, sul campo sintetico sono in palio i tre punti con
una squadra che è in grande ascesa e che poi conquisterà i playoff. I neroverdi non riescono nuovamente a portare a casa l’intera posta, anzi, perdono 3-2 ( Fernandes, Buzzegoli, Berardi, Ludi aut., Faragò). E’ crisi, profonda crisi. Nelle ultime quattro gare la formazione di Di Francesco ha portato a casa solo 3 punti su 12 disponibili, permettendo alle squadre, fino a qualche giornata piuttosto distaccate in classifica, di rientrare nella corsa alla promozione. I neroverdi chiudono il filotto negativo con un altro pareggio, quello con il Brescia in casa (1-1 Corvia, Longhi). Finalmente il 16 aprile gli emiliani si riscattano, è la Reggina ad avere la peggio, nello 0-2 (Boakye e Missiroli) del “Granillo”. Subito dopo toccherà perdere anche al Bari (2-1 Pavoletti, Defendi e Terranova), un successo a dir poco importante. A quattro giornate dal termine, il Sassuolo, ha già raggiunto il proprio record di punti in Serie Bwin: 80. Dopo questa vittoria e questo traguardo, la stagione dei neroverdisembra essere già chiusa, infatti, manca solo una vittoria alla compagine modenese per essere in Serie A, una vittoria che però tarderà ad arrivare. Al termine della gara col Bari questa è la classifica:
Sassuolo 80; Livorno 73; Hellas Verona 72; Empoli 63; Novara 59; Varese 55; Brescia 53; Modena e Padova 51; Juve Stabia, Spezia 48; Ternana, Cittadella, Crotone 47; Cesena 46; Bari, Virtus Lanciano 44; Reggina 42; Ascoli 40; Vicenza 38; Pro Vercelli 31; Grosseto 23
La seconda crisi e poi il trionfo: è Serie A
Mancano solo quattro gare al termine, 3 punti per essere certi della Serie A, a Sassuolo è già aria di festa, un pò per l’incredibile campionato giocato fino ad ora ed un pò perchè tutti sono ormai convinti che la favola si concluda nel migliore dei modi. La prima delle quattro partite è il derby: Modena-Sassuolo. Per la prima volta da quando entrambe le squadre sono in cadetteria, si avverte tensione e c’è molta rivalità, il Sassuolo è ad un passo dalla A e potrebbe festeggiare in casa ed inoltre all’andata ci furono diverse polemiche a causa delle condizioni del terreno di gioco. La gara finirà 2-1 per i canarini nonostante il vantaggio neroverde firmato dall’ex Catellani, sarà il bomer Ardemagni a ribaltare il risultato con una doppietta in 16 minuti. Sassuolo era una città già pronta alla festa: bandiere, maglie e sciarpe erano già state preparate, addirittura girava voce di una festa in piazza, ma la doppietta del bomber di Milano è una doccia gelata. Tra il derby ed il Padova dell’ex Fulvio Pea passano dieci giorni. Dieci giorni in cui Di Francesco ha chiesto alla squadra maggiore concentrazione in vista di una gara contro una squadra che ormai non ha più nulla da chiedere al campionato. Ma Pea è un allenatore che vuole giocarsela fino all’ultima giornata e non lascerà festeggiare il Sassuolo senza prima aver combattuto. E’ Proprio lo spirito del mister di Casalpusterlengo a caricare i giocatori biancoscudati che costringono i neroverdi al pareggio (1-1 Terranova e Cutolo). Ancora una volta la festa
è stata rimandata. Oltre alla solita coreografia (un’altra era stata messa a punto nel derby), maglie, bandiere e sciarpe erano state vendute in grande quantità anche in questa occasione. Molta più gente si sta appassionando al Sassuolo o, comunque, in molte più persone vanno allo stadio di questi periodi, probabilmente con la speranza di poter festeggiare da un momento all’altro. La gara con il Padova lascia il segno, ora c’è molta paura tra i tifosi e, forse, anche tra qualcuno della società e qualche giocatore. Tutti credono che la trasferta di Lanciano possa dare la sveglia, non si guarda alle posizioni dietro anche se Livorno e Verona accorciano di gara in gara, mancano tre punti, con la vittoria si è sicuri della promozione. Sono tantissimi i tifosi che affrontano diverse ore di macchina/pullman per arrivare in Abruzzo, lo fanno convinti che sia la volta buona, invece, ancora una volta, i neroverdi non riescono a mettere la parola fine al proprio campionato e pareggiando 2-2 (Vastola, Berardi, Chibah e Piccolo) si trovano costretti a far risultato nella “finale” con il Livorno: è crisi. Nel big match dell’ultima giornata ci si gioca
tutto tra “Braglia” e “Bentegodi”, infatti, proprio un pareggio a Verona tra la formazione di casa e l’Empoli complicherebbe enormemente le cose. I neroverdi con 8 risultati su 9 sono in Serie A, l’unica combinazione di esiti che impedirebbe al Sassuolo di conquistare la massima serie direttamente è la propria sconfitta insieme al pareggio a Verona. Per la prima volta nella storia la formazione di Piazza Risorgimento giocherà una gara di tale importanza. La città ed i tifosi sono entusiasti di poter assistere ad una vera e propria finale, mentre danno per scontato il pareggio tra Verona ed Empoli. In Veneto finirà con un pareggio annunciato, ma ciò che accadrà al “Braglia” ha dell’inverosimile. Dopo 90′ di gran calcio e nervosismo, in 9 contro 10, il Sassuolo all’ultima azione dell’ultimo minuto di gara mette a segno la rete dell’1-0 grazie ad un’azione personale di Simone Missiroli, il miglior giocatore della cadetteria. Non c’è più tempo per riprendere, l’arbitro fischia la fine ed i neroverdi sono finalmente in Serie A!
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CLASSIFICA FINALE:
Sassuolo 85; Hellas Verona 82; Livorno 80; Empoli 73; Novara 64; Brescia 62; Varese 60; Modena 55; Bari, Padova, Ternana e Crotone 53; Spezia 51; Cesena, Juve Stabia e Cittadella 50; Reggina 49; Virtus Lanciano 48; Vicenza 42; Ascoli 41; Pro Vercelli 33; Grosseto 28
Sassuolo ed Hellas Verona promosse in Serie A / Livorno, Empoli, Novara e Brescia qualificate per i Playoff / Vicenza, Ascoli, Pro Vercelli e Grosseto retrocesse in Prima Divisione della Lega Pro
Andrea Malagoli
©2013 Concretamente Sassuolo Twitter Facebook
FRANCESCO MAGNANELLI: Il Capitano che ha condotto il Sassuolo nella Storia.
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Che sensazioni hai provato quando hai visto la conclusione di Missiroli, peraltro da te servito, scheggiare la traversa e poi entrare in rete?
Mi vengono ancora i brividi a pensarci. Vederlo correre verso la porta avversaria e avere la sensazione che un intero stadio e un’intera città lo spingesse nell’azione personale che poi ha portato al gol è stata un’emozione indescrivibile che mi porterò dentro per sempre: è qualcosa di unico ricordare e ripensare a quei momenti.
L’esito della passata stagione si sarebbe potuto rivelare devastante, invece siete ripartiti alla grande consapevoli di dover conquistare qualcosa che proprio vi spettava…
Si, non è mai facile ripartire, ma questa società e questa squadra hanno dato dimostrazione negli anni di saperlo fare, perchè è già la terza volta che dopo una sconfitta nei playoff abbiamo centrato la promozione. Credo sia nel DNA del club saper riprogrammare e intraprendere le stagioni successive affidandosi agli uomini giusti. Quest’anno si è fatto tanto, perchè le scelte sia del mister che dei giocatori si sono rivelate azzeccatissime ed è stata una cavalcata trionfale.
Nei momenti di maggiore difficoltà hai sempre cercato di caricarti la
squadra sulle spalle, da vero leader. Che significato hanno avuto per te gli applausi uniti al coro “C’è solo un capitano” al termine della gara con il Padova?
Ho cercato semplicemente di fare il massimo in primis per la squadra poi per me stesso, perchè è una mia caratteristica, fa parte della mia mentalità mettere davanti ad ogni cosa il bene della squadra. Mi ha fatto un enorme piacere il supporto della gente. Ho cercato di far capire allo spogliatoio come vivere certe situazioni, dato che nel corso di questi otto anni per diverse volte ho visto svanire un sogno. La mia priorità è stata quella di comunicare ai miei compagni che questa doveva essere la nostra occasione e il nostro anno e per niente al mondo doveva sfuggirci questo obiettivo.
Qual’è stata la partita o il momento che ti ha fatto capire che avreste potuto portare a compimento qualcosa di straordinario?
Se
condo me sono state due le partite fondamentali: una, paradossalmente, è stata la sconfitta di Livorno, l’altra la vittoria di Varese. La gara con i toscani da una parte ci ha fatto ritornare con i piedi per terra e dall’altra ha scaturito in noi una grande voglia, una grande rabbia e la consapevolezza che probabilmente eravamo la squadra più forte, ma in quel momento non bastava essere la miglior compagine del campionato perchè dovevamo comunque lottare fino alla fine. Abbiamo dominato la partita e poi in dieci minuti l’abbiamo persa. Al termine del match ho capito tante cose, soprattutto tre giorni dopo, quando ci siamo riscattati battendo 5-0 il Cesena e lì mi sono reso conto della grande forza del gruppo. La trasferta di Varese arrivò dopo la sconfitta interna con il Grosseto e tutti erano pronti a darci addosso, invece, non è stato così perchè abbiamo avuto una reazione incredibile vincendo in un campo difficile ed in inferiorità numerica: è stato il successo più importante della stagione.
Hai sempre dimostrato grande attaccamento a questi colori, a questa città ed alla sua gente. Quanto è stato
importante l’affetto e la stima dei tifosi nei tuoi confronti?
Enormemente importante. E’ cresciuta e si è coltivata negli anni, è aumentata sia la stima che l’affetto, io ho sempre cercato di rispettare questi colori dando sempre tutto in campo e nonostante qualche partita in cui non sono riuscito ad esprimermi al meglio, credo che la gente non mi possa rimproverare nulla per l’impegno profuso in questi anni. Credo sia un rapporto che va, ormai, aldilà del semplice rapporto calcistico, vivo qua e anche mia figlia sta crescendo qui, è tutto davvero bello.
Qual’è stato il messaggio ricevuto dopo la vittoria sul Livorno che ti ha fatto più piacere?
Sinceramente quello della mia compagna e di mio fratello, che comunque oltre la mia famiglia a casa sono state due persone determinanti per me, soprattutto la mia compagna e mia figlia che nell’ultimo periodo hanno vissuto un po’ di tensione in casa, ma hanno sempre cercato di sostenermi ed aiutarmi, poi la vicinanza di mio fratello e dei miei genitori sicuramente è stata decisiva.
La cosa che più ha colpito del Sassuolo di quest’anno in particolare è stata proprio la grande alchimia di gruppo e la convinzione da parte di ognuno di essere importante per la squadra. Quanto si è rivelato determinante avere un tecnico come Di Francesco?
Il mister è stato decisivo fin dall’inzio, nel senso che ha ribaltato tutto, ha cambiato completamente i modi di lavorare, dagli atteggiamenti all’approccio alle partite e questo ha contribuito a portare a termine quello che è stato l’anno migliore. Ci ha incuriositi invitandoci a seguire le sue idee, ha creato un clima perfetto, bellissimo e credo che poi i risultati gli abbiano dato ragione. In tutti noi c’era la consapevolezza che si trattava della strada giusta da percorrere e così è stato.
Quali sono le doti principali per poter essere un vero Capitano?
La dote principale credo che sia quella di cercare di dare l’esempio che è la cosa più importante. Io penso che le parole in qualche
modo siano determinanti, in quanto possono farti emozionare, aiutarti in determinati momenti, ma è l’esempio quello che trascina il gruppo, giorno dopo giorno, verso qualcosa di grande. Io non posso che ringraziare i miei compagni che, nel mio primo anno da capitano, mi hanno sempre supportato e tante volte seguito ed ascoltato.
Qual’è il giocatore che dal suo approdo in neroverde ha compiuto i miglioramenti più grandi?
Credo che Berardi abbia fatto il salto più grande, nel senso che comunque era arrivato come giovane, si intravedevano delle potenzialità, ma non così enormi, poi invece nelle settimane ha impressionato tutti per qualità, atteggiamento, fisicità. Ha fatto la differenza veramente in tutto, è esploso e continuerà a farlo, perchè ha dei margini di miglioramento enormi.
Chi è il primo giocatore al quale chiederai di scambiare la maglia l’anno prossimo?
Il primo che capiterà all’esordio! La prima volta che giocherò nella massima serie, se avrò la possibilità di stringere la mano al capitano della squadra avversaria, sarà la cosa più bella e più importante.
Se dovessi scegliere la colonna sonora del vostro film della Serie A?
Noi siamo una squadra che ascolta tantissimo Jovanotti, sia in spogliatoio che in palestra e credo che, principalmente, una delle canzoni che in quel determinato momento mi ha caricato di più è “Il più grande spettacolo dopo il big bang”, perchè comunque mi fa capire che siamo stati veramente i più forti e che abbiamo meritato di vincere il campionato sin dalla prima giornata.
San Siro, Olimpico, San Paolo, Juventus Stadium…che effetto fa anche solo immaginare di poter indossare la maglia per cui da anni lotti e compi sacrifici in questi grandi palcoscenici?
Un’emozione enorme, infatti prima parlavo con la mia compagna e ancora non realizziam
o di aver fatto qualcosa di grandissimo, nonostante la stima e l’affetto della gente. Credo che ce ne renderemo conto solo quando inizierà la stagione, ci prepareremo per queste partite, affronteremo le trasferte, quando scenderemo in campo in questi stadi e penso che solo allora capiremo quello che abbiamo ottenuto.
Il più forte giocatore che hai visto da vicino?
In questi anni credo che il giocatore più forte che ho incontrato sia Pinilla. L’ho affrontato quando vestiva la maglia del Grosseto ed è colui che mi ha impressionato di più in Serie B, perchè si vedeva che era di un’altra categoria e secondo me non ha ancora espresso tutto il suo potenziale.
Sei a Sassuolo da 8 anni, parlaci della città, dei tifosi e della maglia che indossi: si può dire che sia la tua squadra del cuore?
Sicuramente resterà e rimarrà una parte indelebile della mia vita a 360°, non solamente quella calcistica. Sono arrivato qui che ero ragazzino e mi divertivo come è normale che sia, poi man mano sono cresciuto, abbiamo scalato diverse categorie, ho conosciuto la mia compagna anche se è del mio paese, ho vissuto con lei, è nata mia figlia che tra un mese compirà un anno: qui ho vissuto una gran parte della mia vita e avrò per sempre dei ricordi bellissimi se un giorno dovesse finire quest’avventura. Probabilmente mi sento più a casa qua rispetto al paese dove sono nato. Conosco tantissima gente, l’affetto dei tifosi è enorme, è qualcosa che va al di là del semplice lavoro e del semplice sport.
Pomini, Magnanelli e Masucci, da tanto tempo siete insieme, che legame e che rapporto c’è tra di voi?
Un legame forte, perchè ci conosciamo da tanto, abbiamo vissuto insieme tantissimi momenti negativi, ma anche altrettanti positivi e credo che il Sassuo
lo abbia fatto la storia, ma all’interno di essa ci siamo anche noi, perchè pochissimi giocatori hanno avuto la fortuna, la forza, la possibilità e la bravura di vincere così tanto con la stessa squadra. Approdare nel calcio che conta scalando tutte le categorie è l’orgoglio di tutti e questo non può che essere un grande motivo di soddisfazione personale. Non sono due semplici amici, sono praticamente fratelli, con loro ho condiviso tutto e tra di noi si è creato un legame fantastico.
Visto che il grande sogno si avverato, cosa (quale desiderio) conservi adesso nel cassetto?
Tantissimi desideri, nel senso che ho un’infinita voglia di confrontarmi, di vedere a che punto sono. E’ come se un bambino andasse al parco giochi per la prima volta: sono curioso, ho voglia di imparare, è veramente eccitante quello che mi spetta. Non vedo l’ora di giocare a Milano, a Roma, spero di salvarmi, di segnare un gol, di conquistare i primi tre punti: tutto quello che ho davanti è un sogno.
Marco Frigieri e Andrea Malagoli
Alessandro Poggi a nome di Concretamente Sassuolo ringrazia Francesco per averci concesso questa intervista.
©2013 Concretamente Sassuolo (è autorizzata la pubblicazione a condizione che sia riportato il nome di Concretamente Sassuolo e il link www.concretamentesassuolo.it) Twitter Facebook
Con grinta, cuore e tenacia il Sassuolo entra nella storia: E’ SERIE A!
Al termine di una gara ad un livello altissimo di intensità e tensione, i neroverdi, dopo essersi trovati in inferiorità numerica per oltre mezz’ora, hanno conquistato la vittoria proprio all’ultimo minuto con Simone Missiroli, abilissimo ad insaccare dopo un’azione di contropiede, sancendo il trionfo sul Livorno che è valso il primato oltre che la promozione nella massima serie.
Dopo il pareggio rimediato sul campo di Lanciano, che di fatto è coinciso con il terzo match point sprecato, i neroverdi si sono trovati questo pomeriggio ad affrontare, in quella che si è trattata di una stata una vera e propria finale, (ad eccezione dei tempi supplementari) il Livorno di mister Nicola, terza forza del campionato e reduce dalla più che convincente vittoria sul Brescia che ha portato a 21 i punti conquistati nelle ultime dieci giornate, ben nove in più di quelli conquistati dagli emiliani, che hanno ottenuto solamente due successi in altrettante gare. Gli amaranto, dunque, sono arrivati alla grande sfida odierna con grande entusiasmo e la consapevolezza di avere un solo risultato a propria disposizione (la vittoria) per approdare nella massima serie, mentre gli uomini di Di Francesco, che hanno gettato al vento parecchie occasioni per evitare di giocarsi tutto nell’ultima gara, avevano un grande bisogno di ritrovare quella lucidità mentale che li ha contraddistinti per almeno due terzi di campionato, ma soprattutto il desiderio di coronare al meglio una stagione trascorsa in testa alla classifica dalla prima giornata. I toscani sono stati costretti a fare a meno di Siligardi, fuori da oltre due mesi e di Cellerino , mentre i neroverdi hanno dovuto rinunciare allo squalificato Bianco ed ai lungodegenti Valeri e Bianchi, mentre hanno recuperato in extremis sia Laverone (solo panchina per lui) che Pomini. Di Francesco opta per il solito 4-3-3 con Marzorati al fianco di Terranova in difesa, Antei al posto di Laverone nel ruolo di terzino destro, in attacco giocheranno: Catellani, Boakye e Berardi. Nicola conferma l’11 vittorioso con il Brescia, affidandosi alla coppia offensiva Paulinho-Dionisi supportati da Belingheri. I precedenti tra le due formazioni al “Braglia” erano favorevoli alla società di Piazza Risorgimento che si è imposta per due volte su tre (l’ultima per 2 a 1 lo scorso anno grazie alla doppietta di G.Sansone); la gara d’andata terminò con il successo dei labronici (3-2) che portarono a casa l’intera posta in palio compiendo una straordinaria rimonta portata a termine dopo essersi trovati in svantaggio di due reti al decimo minuto di gioco.
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SASSUOLO-LIVORNO 1-0 (95′ Missiroli)
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SASSUOLO: (4-3-3) Pomini, Marzorati, Antei, Terranova, Longhi (59′ Laverone), Chibsah, Magnanelli, Missiroli, Berardi, Boakye (79′ Troiano), Catellani (59′ Frascatore). A disp: Pigliacelli, Laribi, Masucci, Pavoletti. All. Eusebio Di Francesco.
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LIVORNO: (3-4-1-2) Fiorillo (78′ Fiorillo), Bernardini, Emerson, Ceccherini, Schiattarella, Duncan (72′ Dell’Agnello), Luci, Lambrughi (62′ Gemiti), Belingheri, Dionisi, Paulinho. A disp: Decarli, Salviato, Gentsoglou, Bigazzi. All. Davide Nicola.
ARBITRO: Sig. Ostinelli di Como
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ASSISTENTI: Sig. Scenone e Sig. Ciancaleone
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NOTE: AMMONITI: Schiattarella (L), Longhi (S), Belingheri (L), Berardi (S), Marzorati (S), Dell’Agnello (L), Bernardini (L); ESPULSI: Antei (S) per doppia ammonizione, Fiorillo (L) per intervento scorretto a gioco fermo, Berardi (S) per doppia ammonizione
Partenza a ritmi alti. Dopo 6′ minuti Berardi si guadagna un calcio di punizione poco fuori dall’area toscana, sul punto di battuta va proprio il fantasista neroverde ed Il suo tiro a giro viene deviato da Fiorillo in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner, dopo un paio di rimpalli, la palla capita sui piedi di Missiroli che calcia di sinistro. Il suo tiro è sporcato da Chibsah, la sfera si impenna e sbatte sulla traversa, nessun neroverde riesce a ribadire in rete e la difesa livornese libera l’area. Buona partenza del Sassuolo, gli emiliani stanno facendo la partita e soprattutto Chibsah sembra in grande giornata. Al 20′ Missiroli con un’azione personale salta un paio di avversari sulla fascia sinistra, si accentra e serve Boakye al limite, quest’ultimo, spalle alla porta, si gira e calcia senza troppa fortuna. Il tiro è debole e viene facilmente bloccato dall’estremo difensore labronico. Gli uomini di Di Francesco sono partiti
con grande personalità e qualità. Al 22′ arriva la prima conclusione ospite, è Duncan a provarci dalla distanza, ma il suo mancino termina alta sopra la traversa. Siamo intorno alla mezz’ora quando gli uomini di Nicola iniziano a carburare: al 26′ hanno una buona occasione di testa con Dionisi sugli sviluppi di un corner battuto da Belingheri, ma la sua incornata non inquadra lo specchio della porta. Dalla mezz’ora in poi il gioco è molto spezzettato a causa di diversi falli e conseguenti ammonizioni da entrambe le parti. Allo scadere del primo tempo buona serpentina di Boakye, il quale evita un paio di toscani e dall’interno dell’area calcia debolmente con la punta del piede sinistro, Fiorillo para agevolmente. Al termine dei primi 45′ minuti il risultato è fermo sullo 0-0. Meglio il Sassuolo in questo primo tempo, più attento dietro e più propositivo in attacco. Si riprende senza cambi in entrambe le squadre. la prima occasione della seconda frazione di gara capita sui piedi di Boakye al 54′: Berardi dopo aver rubato palla a centrocampo si invola verso la porta avversaria, dopo diversi metri di corsa serve Boakye in area. Il ghanese a pochi metri da Fiorillo tenta la conclusione, ma manca il pallone,
successivamente riesce di nuovo a calciare, la sua conclusione termina sul fondo. Ha davvero dell’incredibile l’occasione sbagliata, inspiegabile l’errore del bomber neroverde. Al 56′ Antei trattiene Lambrughi e viene espulso per doppia ammonizione. Tre minuti dopo Di Francesco opta per due cambi: fuori Catellani e dentro Frascatore, esce anche Longhi per far posto a Laverone. Il Sassuolo passa ad un 4-3-2: i neoentrati si posizionano rispettivamente sulla fascia sinistra e destra della difesa, mentre ora la coppia d’attacco è formata da Boakye e Berardi. Nicola butta nella mischia l’ex Modena Gemiti e toglie Lambrughi, non cambia nulla dal punto di vista tattico, ma sicuramente adesso i toscani cercheranno a tutti i costi il gol sfruttado l’uomo in più. Dopo diversi minuti di pressione senza alcun risultato, Nicola inserisce Dell’Agnello e toglie Duncan, una punta per un centrocampista, quindi, la formazione toscana passa ad un 3-4-3. La gara dopo l’espulsione si è infiammata e c’è molto nervosismo in campo, mentre sugli spalti c’è molto tensione. Il nervosismo porta anche all’espulsione di Fiorillo e Berardi per rissa. Siamo al 77′ e si proseguirà fino alla fine in 9 contro 10. Entrambi gli allenatori apportano un cambio: Nicola sostuisce Ceccherini per inserire Mazzoni, il secondo portiere,
mentre Di Francesco toglie l’esausto Boakye ed al suo posto entra Troiano. In questo momento della gara non ci sono più tattiche e schemi anche se il modulo labronico sembra un 3-3-3, mentre quello sassolese un 4-3-1. All’80′ Schiattarella si libera sulla fascia e crossa al centro per Belingheri che anticipa la retroguardia neroverde con un colpo di testa che si spegne sul fondo. Un paio di minuti dopo è sempre Belingheri a provarci di testa grazie ad un’ottima sponda di Bernardini, anche questa occasione si conclude con un nulla di fatto. L’aritro concede 5 minuti di recupero, al terzo Dionisi calcia da dentro l’area, conclusione deviata e calcio d’angolo non sfruttato. Al 94′ succede di tutto: Chibsah recupera palla a centrocampo e si invola nuovamente verso la porta labronica, spreca un occasione calciando addosso a Fiorillo, accorre in suo aiuto Missiroli che calcia male, l’azione termina con un nulla di fatto. Poco dopo succede quello che ogni tifoso neroverde sognava: all’ultimo secondo di gara Missiroli realizza il gol dell’uno a zero dopo una splendida azione personale. Il Sassuolo raggiunge la vetta più alta della propria storia e ora può festeggiare la Serie A. Serie A sudata e meritata, in diverse occasioni ha rischiato di buttare via tutto, ma con la testa e con il cuore ha vinto meritatamente il campionato. E’ stata una partita bellissima e con molta tensione, l’armata neroverde dopo aver subito per diversi minuti ha conquistato la vittoria ed il primo posto in campionato.
DICHIARAZIONI POST-GARA:
PRESIDENTE CARLO ROSSI: Tutto bene quello che finisce bene. Le ultime partite sono state gare di grande sofferenza, ma è bellissimo vincere in 9 contro 10 al 95esimo. Abbiamo fatto dalla C2 alla A e speriamo di fare ancora bene con l’aiuto del nostro patron Squinzi. Dopo la sconfitta di Lanciano ho dormito poco la notte. Oggi, nonostante le due espulsioni, con il cuore abbiamo rimesso in piedi una gara che era diventata complicatissima. La questione dello stadio sarà l’argomento principale della riunione della prossima settimana.
DI FRANCESCO: Abbiamo fatto un grande campionato, dominando dall’inizio alla fine e grazie alla vittoria di oggi abbiamo anche conquistato il primo posto. Dedico tutto alla mia famiglia e a mio nipote Riccardo che è scomparso due anni fa e che porto nel cuore. Vorrei fare un saluto particolare a Stefano Borgonovo, la cui forza ci ha spinto in questa partita, si è preoccupato per noi perchè ci aveva visto un po’ in difficoltà e con questo ho detto tutto. I risultati e il lavoro mi hanno permesso di riscattarmi dopo l’esperienza poco felice di Lecce. In questa partita ci poteva stare tutto, sono venute fuori altre caratteristiche che i miei giocatori hanno dimostrato quest’oggi e il fatto che oggi in campo c’erano tanti giovani testimonia il grande affiatamento di questo gruppo. Rimango al Sassuolo, questa società ha grandissimi valori, confermo che firmerò presto il contratto.
PAGELLE U.S SASSUOLO: Pomini 7, Antei 6, Marzorati 7,5, Terranova 7, Longhi 6 (Laverone 7), Magnanelli 7, Chibsah 8, Missiroli 7,5, Berardi 6,5, Boakye 6 (Troiano 6,5), Catellani 6,5 (Frascatore 6,5).
Andrea Malagoli e Marco Frigieri
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Il Sassuolo vince e convince: al “Granillo” finisce 0-2.
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Con una rete per tempo il Sassuolo sbanca il Granillo grazie ad una prova di grande personalità, durante la quale ha saputo creare una grande quantità di occasioni da gol nella prima frazione ed ha chiuso la gara nella ripresa proprio nel miglior momento della squadra avversaria.
Tre giorni dopo il pareggio casalingo contro il Brescia, il Sassuolo affronta la Reggina al “Granillo” di Reggio Calabria nel match valevole per la 37a giornata di Serie Bwin. I padroni di casa sono reduci dalla sconfitta per uno a zero subita nello scontro diretto contro la Ternana; gli emiliani non vincono da cinque gare (4 pareggi ed 1 sconfitta) e per la prima volta in stagione fatica a gestire la gara. I calabresi essendo invischiati nella lotta salvezza non potranno che giocare con il coltello fra i denti nonostante le assenze di Adejo, Barillà e Di Michele. Mister Pillon schiera un 4-4-2 con Sarno e Comi in attacco, quest’ultimo è di proprietà del Milan ed è alla prima stagione da professionista, ma ha già dimostrato di essere un giocatore maturo, infatti, in 33 incontri è andato a segno 11 volte. A centrocampo giocano l’esperto Colucci affiancato da Hetemaj e sugli esterni Armellino e Rizzato. Il Sassuolo è ancora primo a sei giornate dal termine con 4 punti di vantaggio sul Livorno secondo e 6 sul Verona terzo. I neroverdi rispondono con il solito 4-3-3, assenti Gazzola e Magnanelli per squalifica, al loro posto giocano Laverone e Chibsah. Mister Di Francesco rispetto alla gara contro il Brescia opta per diversi cambi. Titolare Bianco al centro della difesa al posto di Marzorati e, dopo l’ottimo spezzone di gara con il Brescia, posiziona Troianiello a destra del trio d’attacco. Il reparto è completato da Boakye e Laribi, quest’ultimo raramente titolare a causa di diversi infortuni, gioca sulla sinistra al posto di Berardi che si siede in panchina. Dopo diverse gare da titolare si riaccomoda in panchina il bomber Pavoletti, accanto a lui ci sarà anche Catellani. Non sono ancora disponibili gli infortunati: Masucci e Valeri. L’ex Missiroli è attesissimo, tornato in campo sabato, non è parso in forma, ma può fare la differenza in qualsiasi momento. Infine questi sono i precedenti tra le due squadre: su 7 sfide 4 volte ha vinto il Sassuolo ed una sola volta hanno vinto i calabresi, ovviamente, due volte la sfida è terminata in pareggio.
REGGINA-SASSUOLO 0-2 (29′ Boakye, 63′ Missiroli)
REGGINA ( 4-4-2 ): Baiocco, D’Alessandro (Antonazzo 77′), Ely (Campagnacci 51′), Di Bari, Bergamelli; Armellino, Hetemaj, Colucci (Fischnaller 86′), Rizzato; Comi, Sarno. A disp: Facchin, Freddi, Gerardi, Bombagi. All. Giuseppe Pillon.
SASSUOLO (4-3-3): Pomini, Laverone, Terranova, Bianco, Longhi; Bianchi, Chibsah, Missiroli (Berardi 73′); Troianiello (Frascatore 81′), Boakye, Laribi (Troiano 63′). A disp: Pigliacelli, Marzorati, Catellani, Pavoletti. All. Eusebio Di Francesco.
ARBITRO: Sig. Ostinelli
ASSISTENTI: Sig. Avellano e Sig. Ranghetti
NOTE: Ammoniti: Longhi (S), Antonazzo (R), Comi (R)
Il Sassuolo semba in palla fin dalle primissime battute, infatti, dopo tre minuti di gioco va vicino al gol con Boakye: il ghanese servito bene in area da Troianiello, dopo l’aggancio e il pressing dei difensori calabresi conclude male e la palla termina sul fondo. Con il passare dei minuti si nota che la formazione neroverde ha nella rapidità degli attaccanti l’arma più letale. Al 12′ Boakye va nuovamente vicino al gol: Missiroli serve Laribi nella trequarti calabrese, l’ex Palermo serve il ghanese con uno splendido filtrante che mette fuori causa gli avversari, la punta addomestica nel migliore dei modi il pallone ed a tu per tu con Baiocco spedisce sul fondo da ottima posizione. Bellissima partenza emiliana, gioca bene, ma non conclude al meglio. Intorno al quarto d’ora arriva anche il primo tentativo della Reggina, è Sarno a provarci, ma la distanza è tanta ed il tiro non è dei migliori, palla alta e rinvio dal fondo. Il Sassuolo continua a dominare questa prima parte della prima frazione e al 22′ Boakye spreca l’ennesima grande occasione: sul cross dalla destra di Laverone sbuca davanti a Baiocco e schiaccia troppo la palla che sul rimbalzo supera la traversa. Un’altra grande occasione per i neroverdi e nonostante i due errori il numero 9 sembra un giocatore ritrovato, infatti, nell
e ultime gare ha giocato meno bene rispetto alla prima parte di campionato complice un infortunio. Passano sette minuti dall’ultima occasione e Boakye questa volta non sbaglia: servito in area da Troianiello con un passaggio al volo, stoppa e calcia immediatamente sotto la traversa. Uno a zero alla mezz’ora e undicesimo gol stagionale per l’attaccante neroverde. Il Sassuolo passa in vantaggio meritatamente e lo gestisce fino all’intervallo. Nel primo tempo si è vista una grandissima squadra che gioca bene e corre tanto, ma nonostante la prestazione ha sprecato diverse occasioni. La Reggina non è ancora entrata in partita e non sembra avere i mezzi adatti per mettere in difficoltà i neroverdi. I migliori della prima frazione di gara sono stati sicuramente Boakye e Troianiello, i due giocatori che hanno costruito e finalizzato l’azione del vantaggio. Nella Reggina si salvano in pochi e solo Comi sembra in grado di poter impensierire Pomini. Al rientro in campo proprio Comi va
vicino al gol del pareggio con una conclusione in diagonale dal limite dell’area che si spegne di poco sul fondo. Pillon opta per una sostituzione: al 51′ entra Campagnacci ed esce Ely, la formazione calabrese passa di fatto ad un 4-3-3 con Campagnacci e Sarno a supporto di Comi. Al 62′ ci prova Di Bari con un bel colpo di testa sul cross da calcio d’angolo, bravo Pomini a respingere. Sul ribaltamento di fronte Missiroli mette a segno la rete dello 0-2: cross di Troianiello dal fondo e l’ex di turno gira l’assist in rete concludendo al volo. Quinto centro per il numero 7 neroverde. Subito dopo il gol subito la Reggina ci prova in contropiede: a concludere l’azione è Campagnacci, bello il tentativo in pallonetto, ma la conclusione non è precisa e non inquadra lo specchio della porta. Al 73′ entra Berardi ed esce Missiroli, bellissima la sua gara. Pochi secondi dopo il cambio Boakye può chiudere la gara con un tiro a pochi metri da Baiocco, ma ancora una volta è impreciso. La Reggina non riesce a rendersi pericolosa e subisce il gioco neroverde, allora Pillon prova a cambiare: fuori D’Alessandro e dentro Antonazzo, l’ex Modena garantisce più spinta sulla fascia destra. Armellino può riaprire la gara all’81′, il suo colpo di testa è però impreciso e Pomini non deve intervenire. La Reggina sta crescendo in questo
finale e soprattutto Sarno e Campagnacci stanno disputando un ottimo secondo tempo; i neroverdi stanno gestendo il vantaggio soprattutto grazie all’ottima prestazione di tutto il centrocampo e in difesa concedono poco o nulla. Gli uomini di Di Francesco non concedono occasioni ai padroni di casa e congelano la gara fino al 90′ portando a casa i tre punti. Grande Sassuolo, una vittoria schiacciante, non per il risultato, ma per la bravura con cui ha saputo dominare la gara. I migliori in campo sono stati senza alcun dubbio Missiroli e Boakye, gli uomini che sono mancati maggiormente nelle ultime giornate, soprattutto il ghanese sembra in forma smagliante nonostante qualche errore di troppo sotto porta. La Reggina è riuscita raramente ad impensierire Pomini e nonostante le ottime prestazioni di Sarno, Campagnacci e Comi non ha trovato la via del gol. Grazie a questa vittoria il Sassuolo allunga e si porta a +8 sul Verona e momentaneamente a +7 sul Livorno che giocherà domani contro il Novara. La formazione neroverde giocherà nuovamente sabato al “Braglia” di Modena contro il Bari nel match della 38a giornata.
DICHIARAZIONI POST-PARTITA:
DI FRANCESCO: E’ stata una partita in cui già nel primo tempo abbiamo creato tre palle gol nitide e devo dire che mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra, abbiamo ritrovato quegli equilibri anche difensivi che ultimamente avevamo un po’ perso. E’ stata la gara che volevo, ero convinto che avremmo fatto una grande prestazione e così è stato. Nel primo tempo mi stavo innervosendo perchè non riuscivamo a concretizzare le numerose occasioni. Le prossime tre gare saranno molto importanti a partire dalla prossima con il Bari che è una squadra molto imprevedibile e se avremo lo stesso spirito di questa sera, sono convinto che ci toglieremo delle soddisfazioni.
PILLON: Stasera abbiamo giocato contro una grande squadra che ci ha messo in grande difficoltà, è inutile negare l’evidenza. Nel secondo tempo abbiamo avuto un paio di occasioni per portarci sull’uno a uno, poi loro hanno segnato il secondo gol proprio nel nostro miglior momento. Il brutto gesto di Di Michele a Terni che gli è costato due giornate? Sa perfettamente anche lui di aver fatto un grave errore e purtroppo l’ha pagato. Adesso dobbiamo preparare al meglio il derby con il Crotone.
PAGELLE U.S. SASSUOLO:
Pomini 7, Laverone 6,5, Terranova 6,5, Bianco 6,5, Longhi 6,5; Bianchi 7, Chibsah 7, Missiroli 7(Berardi 6); Troianiello 7 (Frascatore s.v.), Boakye 7, Laribi 6 (Troiano 6,5).
Andrea Malagoli
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Il Sassuolo rimonta ma non basta: beffato immeritatamente al 93′ dal Novara (3-2).
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Allo stadio “Piola” di Novara va in scena Novara-Sassuolo, una gara dal difficile pronostico, i padroni di casa sono tra le squadre più in forma del torneo, infatti, non perdono da dieci turni; gli ospiti sono primi, ma non vincono da tre gare (tre pareggi). I piemontesi hanno diverse assenze, soprattutto in difesa, Perticone e Lisuzzo sono defezioni importanti, inoltre non saranno della gara nemmeno Lepiller e Colombo. Al posto di Perticone e Lisuzzo giocheranno l’ex Bastrini e Ludi; spazio per il gioiellino Fernandes (94′) oltre a Gonzalez e Seferovic. Il Sassuolo oltre agli squalificati Terranova e Troianiello deve far a meno degli infortunati Masucci, Valeri e Missiroli. Di Francesco opta per il solito 4-3-3 con Marzorati centrale al posto di Terranova, accanto a lui Bianco e sulle fasce Gazzola e Longhi. A centrocampo conferma Troiano a centrocampo assieme a Magnanelli e Bianchi. L’attacco è lo stesso della gara con il Verona: Boakye, Pavoletti e Berardi. I precedenti sono 13: per ben sei volte ha trionfato il Sassuolo e solo tre volte l’ha spuntata la formazione piemontese. All’andata gli uomini di Di Francesco vinsero per 2-0. Si gioca sul sintetico quindi ci si aspetta un gioco veloce e spettacolare, in cui la tecnica dei giocatori in campo potrebbe essere più determinante del solito.
NOVARA-SASSUOLO 3-2 (Fernandes 1′, Buzzegoli 13′, Berardi 16′, Ludi aut. 31′, Faragò 93′)
NOVARA ( 4-3-3 ): Bardi; Ghiringhelli, Bastrini, Ludi, Crescenzi; Buzzegoli, Pesce, Fernandes (88′ Faragò); Lazzari (68′ Marianini); , Gonzalez, Seferovic (76′ Mehmeti). A disp: Kosicky, Motta, Alhassan, Rubino. All. Alfredo Aglietti.
SASSUOLO (4-3-3): Pomini; Gazzola, Marzorati, Bianco, Longhi; Bianchi, Magnanelli, Troiano (94′ Chibsah); Boakye (69′ Catellani ), Pavoletti, Berardi (82′ Laribi). A disp: Pigliacelli, Antei, Laverone, Luppi. All. Eusebio Di Francesco.
ARBITRO: Sig. Filippo Merchiori
ASSISTENTI: Sig. Iori e il Sig.Tegoni
NOTE: AMMONITI: Gazzola (S), Marzorati (S), Fernandes (N), Bianchi (S), Laribi (S), Bianco (S).
Partenza da dimenticare per i neroverdi: dopo 1′ va in vantaggio il Novara con una conclusione mancina dalla distanza di Fernandes, gran tiro e palla che termina la propria corsa sotto l’incrocio dei pali. Uno a zero in favore dei piemontesi. E’ il quarto centro per il giovane centrocampista Inseguito da diverse squadre tra cui l’Udinese. Questo ragazzo ha talento ed è già sul taccuino di diversi osservatori europei. Il Sassuolo non ci capisce molto e dopo dieci minuti dallo svantaggio subisce un altro gol. La rete per il 2-0 in favore dei padroni la mette a segno Buzzegoli: all’11′ l’arbitro assegna una punizione al limite dell’area neroverde, calcia Buzzegoli ed il suo tiro scavalca la barriera e colpisce la traversa prima di insaccarsi in rete. Siamo al 13′ ed il Novara conduce la gara meritatamente. I piemontesi sono partiti decisamente forte ed il Sassuolo non sembra poter fermare la minaccia avversaria. Tre minuti dopo il doppio svantaggio la formazione neroverde rialza la testa grazie a Berardi. Il talento calabrese segna con una fucilata su punizione da 34m e batte Bardi, il giovane portiere non può nulla e la palla termina nel sette: è il decimo centro per lui. Al 16′ è 2-1. Berardi e Fernandes erano i più attessi ed osservati
e sino ad ora non hanno deluso. Gli emiliani possono rimettere in piedi la gara, sono più determinati e questo gol sembra averli caricati. Dopo il gol subito, il Novara fatica a contenere gli avversari e al 20′ segna il Sassuolo con Pavoletti, ma l’assistente è attento e giustamente segnala la posizione irregolare dell’attaccante. Undici minuti dopo la rete annullata arriva il gol del pareggio: parapiglia in area, sembra spuntarla Pavoletti, invece è di Ludi la decisiva e sfortunata deviazione. Al 31′ è 2-2. E’ una partita bella ed emozionante, ricca di grandi gesti tecnici e a tratti si vede bel gioco da entrambe le parti. Prima della fine del primo tempo ci sono due occasioni: la prima vede un grande Pomini opporsi al colpo di testa di Seferovic, mentre nella seconda è Bardi ad essere chiamato in causa, sul tiro di Troiano è bravo il portiere dell’U21 ad opporsi. Termina la prima frazione di gara: 45 minuti di divertimento e di emozioni, dopo una partenza indimenticabile del Novara, il Sassuolo, ha saputo rientrare in gara ed ha finito in crescendo; bene i giovani Berardi e Fernandes, male Boakye. Nel secondo tempo ci si attende una squadra più determinata ed è così: parte bene la formazione di Di Francesco, soprattutto grazie a Berardi che inizia alla grande e dopo pochi minuti si divora a tu per tu con Bardi il gol del clamoroso 2-3, la palla esce di poco a lato. Grande gara del talento neroverde nonostante
l’errore solo davanti al portiere avversario. Al 69′ esce Boakye, non ancora in condizioni dopo un infortunio alla caviglia rimediato in Sudafrica, entra Catellani. Non cambia nulla nello scacchiere neroverde. Passano una manciata di minuti e prima Buzzegoli colpisce la parte alta della traversa con una conclusione dalla distanza, poi Pavoletti calcia addosso a Bardi da buona posizione. il Sassuolo continua ad essere padrone della gara in questo secondo tempo; in netto calo i padroni di casa. Al 75′ nelle file dei piemontesi esce Seferovic, abbastanza fuori dal gioco, ed entra Mehemeti. All’85′ Catellani va vicinissimo al gol, salva sulla linea Crescenzi. Nel finale arriva la doccia fredda: dopo un ingenuo errore di disimpegno di Troiano, Marianini riceve palla sulla fascia e crossa in area, ci arriva Faragò che di testa batte l’incolpevole Pomini. Il giovane del Novara gela Di Francesco, l’assenza di diversi uomini pesa, un nome su tutti è quello di Missiroli, ormai fuori da diverse gare. La vittoria piemontese arriva nel momento in cui il Sassuolo stava giocando meglio. Nel primo tempo è stata decisiva la partenza degli uomini di Aglietti, gli emiliani hanno saputo reagire e nel secondo tempo hanno giocato meglio, ma nonostante ciò non sono stati bravi a chiudere la gara. Verona e Livorno recuperano tre punti alla capolista e si portano a -6, infatti, hanno vinto entrambe, la prima per 2-1 mentre la seconda per 3-0. Il Sassuolo cercherà i tre punti sabato prossimo al “Braglia” contro il Brescia alle 15.
DICHIARAZIONI POST-GARA:
DI FRANCESCO: Sicuramente non meritavamo di perdere una partita del genere, per la grande reazione che abbiamo avuto, loro hanno segnato con i primi due tiri all’incrocio, noi siamo stati bravi a reagire senza perdere la testa. Su certe situazioni potevemo essere più lucidi a concretizzare le grandi manovre che avevamo creato. Nel finale abbiamo concesso qualcosa in più a causa di nostri errori nelle ripartenze e così è stato anche per i primi gol. Nel secondo tempo abbiamo avuto tre, quattro palle gol nitide. Dobbiamo ripartire senza guardare la classifica, quello che mi rimane è la grande prova della squadra. Secondo me sarebbe stato stretto anche il pareggio per quello che si è visto in campo.
AGLIETTI: Oggi abbiamo giocato alla pari con la prima della classe, significa che in questo momento stiamo bene. Siamo partiti forte,andando subito sul 2-0, poi il ritorno del Sassuolo è stato fantastico e poi non è stato facile, però credo che oggi la vittoria l’abbiamo fortemente voluta, anche perchè abbiamo finito in crescendo e negli ultimi 15 minuti siamo stati noi a cercare maggiormente la vittoria, quindi penso che tutto sommato il successo è meritato. E’ stata una bellissima partita e comunque devo fare i complimenti al Sassuolo che è una grande squadra. Con questi tre punti siamo salvi e quello che dice la partita di oggi è che ce la possiamo giocare con tutti.
PAGELLE U.S. SASSUOLO:
Pomini 6,5, Gazzola 6, Marzorati 6,5, Bianco 6, Longhi 6, Bianchi 6, Magnanelli 6,5, Troiano 5,5 (Chibsah s.v.); Boakye 5 (Catellani 6), Pavoletti 6, Berardi 7 (Laribi s.v.).
Andrea Malagoli
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LINO MARZORATI: sogno la A con il Sassuolo
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Concretamente Sassuolo è felice di arricchire la lista delle interviste ai calciatori neroverdi con il difensore Lino Marzorati. In campo sa sempre come farsi trovare pronto. L’anno s
corso è diventato fin da subito un titolarissimo nella squadra che ha totalizzato 80 punti e alla quale è stato negato il sogno promozione nella semifinale playoff con la Sampdoria. Nella stagione in corso Lino ha visto gran parte delle partite del girone d’andata dalla panchina, ma quando è stato chiamato in causa ha sempre trasmesso solidità alla retroguardia, al punto di ritagliarsi più spazio nelle gare di ritorno giocando in coppia, spesso, con Terranova. Nato a Rho nel 1986, Marzorati è cresciuto nel settore giovanile del Milan in squadra con altri calciatori che hanno fatto strada: Abate, Matri, Astori, Pozzi, Ardemagni, Legati, Lambrughi, Perticone etc. In rossonero si è conquistato anche il debutto in prima squadra nel maggio 2005 nel pareggio casalingo con il Palermo. In carriera è stata importante per lui l’esperienza di Empoli dove ha giocato 3 stagioni tra Serie A e B, spezzate dai 6 mesi di Cagliari. Con le Nazionali giovanili ha fatto parte dell’Under 21 durante il biennio della gestione Casiraghi, in una squadra che comprendeva l’indimenticabile Piermario Morosini. MarzoraTi, così si dice, perchè sul web e nei vecchi almanacchi è facile trovarlo con la doppia “T”, tutto regolare, a causa purtroppo di un errore dell’anagrafe che lo ha costretto a portare sulle spalle un cognome sbagliato fino all’anno scorso, quando è terminato l’iter burocratico per la correzione del nome.
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Che partita ti aspetti giovedì sera nel match contro il Verona?
Credo che entrambi (noi e il Verona) arriviamo in grande forma a questa sfida. Abbiamo ottenuto due pareggi nelle ultime due gare, però il morale è sempre stato alto, mentre loro hanno vinto in rimonta e quindi sono esaltati da questo momento della stagione, quindi sarà una prova importante per noi. Dobbiamo affermarci, visto che all’andata contro il Verona abbiamo perso.
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Ti abbiamo visto un po’ nervoso subito dopo la fine di Sassuolo-Ternana, cos’è successo?
Sì, io non mi arrabbio spesso, sono un tipo tranquillo, però c’erano stati un po’ di problemi in area con il capitano (Miglietta), quindi cercavo di parlarci però lui era abbastanza scontroso e allora ho lasciato perdere.
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Hai dimostrato di saper interpretare praticamente tutti i ruoli della linea difensiva, dal terzino, al centrale di destra in una retroguardia a 3, come lo scorso anno con Pea, al centrale in uno schieramento che prevede 4 difensori come in questa stagione. Qual’è il ruolo nel quale ti senti maggiormente a tuo agio?
Il terzino lo riesco a fare solo in caso di emergenza, mentre il centrale in una difesa a tre oppure a due come quest’anno può essere definito come il mio ruolo. Sono contento di poter giocare sempre in quella posizione quest’anno.
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Essendo cresciuto nel vivaio del Milan ed avendo debuttato nella massima serie con i rossoneri hai potuto usufruire di insegnamenti da parte di grandi campioni, chi ti senti di ringraziare in modo particolare per averti reso consapevole di poter diventare un giocatore importante?
Devo molto a mister Ancelotti che mi ha permesso di esordire titolare in campionato. Di quel giorno mi ricordo bene i miei genitori che erano molto contenti ed i miei amici che avevano fatto uno striscione allo stadio e anche a scuola, sì perché in quel periodo la frequentavo ancora: è stata una giornata indimenticabile.
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Quanto ti senti di dovere all’Empoli (squadra con la quale hai avuto il maggior numero di presenze tra serie A e B ) per aver creduto in te fin da subito?
Mi sono trovato molto bene sia dentro che fuori dal campo, è stata una tappa importante per la mia carriera, infatti appena riesco ci torno con piacere. Dopo l’esperienza con la Primavera del Milan ho avuto l’opportunità di disputare 25 partite in serie A con la maglia dell’Empoli e in tutto ho giocato tre anni nella massima serie e spero di tornarci presto perchè credo di esserne all’altezza. Speriamo che questo sia l’anno buono.
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Quale ritieni sia il tuo principale punto di forza?
A me piace tanto parlare in campo, essere ordinato e pensare “negativo”, nel senso che anche se vinciamo tre, quattro a zero, non mi piace particolarmente esultare e lasciarmi andare, perchè sono uno un po’ pessimista e finchè non arrivano i risultati, anche il giorno dopo una vittoria, inizio subito a pensare alla partita successiva. Per me è fondamentale essere mentalmente pronto, l’aspetto fisico e tecnico vengono in secondo piano dal mio punto di vista.
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Rispetto alla scorsa stagione, non sei più uno dei titolari inamovibili, ma quando sei stato impiegato ti sei sempre fatto trovar pronto: lo stesso discorso lo si può fare anche di molti altri compagni di squadra. Questo aspetto può essere considerata una delle armi vincenti di questo Sassuolo?
Sì, sicuramente. Quest’anno ho fatto più fatica, però sono cresciuto molto, ho dovuto migliorare, perchè adesso esprimiamo un altro tipo di gioco e per me è stato un insegnamento enorme e quindi, essendomi riposato di più in questa stagione, sarò maggiormente pronto l’anno prossimo.
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Chi è il giocatore affrontato sul campo che ti ha impressionato più di tutti gli altri?
Durante i primi anni di serie A c’era la squadra dell’Inter che era fortissima con Adriano e Ibrahimovic che erano davvero difficili da marcare. Al giorno d’oggi mi viene in mente Balotelli che quando è mentalmente in partita è fortissimo; tra quelli incontrati di recente non posso non parlare di Berardi che può davvero spostare gli equilibri di una squadra.
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Nel periodo in cui hai indossato la maglia della Nazionale Under 21 hai avuto la possibilità di giocare assieme a Piermario Morosini, che ricordo hai di lui?
Sicuramente un ricordo bello, perchè abbiamo condiviso tanti anni insieme e quando è successo, tra l’altro quasi un anno fa, non potevo crederci, è stata una perdita enorme per me, perchè avevo un buon rapporto con lui e poi era una persona sana e con dei valori.
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Chi è il giocatore al quale ti ispiri e colui che ritieni sia al momento il più forte nel tuo ruolo?
Per me Franco Baresi, che tra l’altro è stato mio allenatore, nel mio ruolo è stato il migliore. Ad oggi potrei dire Astori, perchè lo conosco avendoci giocato insieme diversi anni. Lo stesso Terranova è fortissimo, comunque non ce ne sono tanti in Italia, perchè oggi conta molto di più avere il fisico e la tecnica, anziché saper marcare ed essere abili dal punto di vista tattico.
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Quali sono le tue principali passioni?
Adesso con dei miei compagni qui a Sassuolo mi sono messo a pescare e lo prendo come momento di svago e relax, poi ovviamente mi è nata la bimba e quindi passo molto tempo in casa.
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Sappiamo che ti dai molto da fare nell’ambito della beneficienza…
Adesso sto collaborando con un amico che va a Zanzibar, poi la mia famiglia viene da un’ esperienza di volontariato in Perù, dove sono stato in viaggio di nozze e dove anche la “Mapei” ha collaborato. Appena posso mi piace fare beneficienza e pensare alle persone meno fortunate. Appena c’è qualcosa di organizzato io partecipo molto volentieri, perchè posso ritenermi fortunato e quindi credo sia doveroso aiutare gli altri.
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Top 11 personale di giocatori che stimi di più?
Faccio quella dei calciatori con cui ho giocato assieme: Marchetti; Zambelli, Canini, Astori, Longhi;Conti, Bianchi, Missiroli; Berardi, Vannucchi, Boakye.
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Sogno nel cassetto?
Andare in serie A con il Sassuolo e poi rimanerci, perchè l’impresa non può essere solo di un anno, dato che la cosa più difficile è proprio confermarsi.
Marco Frigieri e Andrea Malagoli
Alessandro Poggi a nome di Concretamente Sassuolo ringrazia Lino per averci concesso questa intervista. Un grazie di cuore a Massimo Paroli Resp. AREA COMMERCIALE E UFFICIO STAMPA dell’ U.S. Sassuolo Calcio per la sua gentile collaborazione.
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