Eventi
Sulla nostra serata del 15 settembre con Vanni Bulgarelli, Andrea Segrè e Fabrizio Loschi.
0
Progettare significa gettare un ponte tra una idea e la sua realizzazione. Anche Sassuolo, come tante città italiane, grandi e
piccole, si sta interrogando sulle conseguenze di una crisi economica di portata mondiale che ha stravolto i parametri interpretativi fino ad ora utilizzati. La nostra città, fortemente colpita dalla crisi, sta studiando nuove strade per fare nascere una Sassuolo diversa, che si adatti alle nuove e diverse esigenze sollevate dalle trasformazioni economiche sociali. L’altra sera, nella serata conclusiva del ciclo “Laboratorio Sassuolo. Un territorio in trasformazione. Studio, analisi e progetti” organizzato da Concretamente Sassuolo, presso la sede dell’Associazion “L’Artificio” erano presenti esperti di diverse discipline: Andrea Segrè, Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Vanni Bulgarelli, dirigente di Hera Modena e Fabrizio Loschi, artista. Ognuno di loro ha proposto spunti di riflessione per ragionare su un’altra economia, altri valori e altre relazioni.
Per Andrea Segrè occorre ripensare la produzione e il consumo sulla linea della “Decrescita” teoria elaborata dal filosofo ed economista francese Serge Latouche. “L’Italia sta pagando un debito economico, ecologico ed etico ingente che peserà sulle spalle dei nostri figli – ha spiegato il docente- . E’ la conseguenza dell’attuale sistema economico fondato sulla crescita ad ogni costo e che oggi ha perso significato. Nell’economia dello sviluppo l’indicatore del benessere è il volume dei rifiuti. Lo spreco è un fallimento del mercato. Oggi, invece, occorre trovare strade per consumare meno, ridurre i rifiuti fino a trasformare gli sprechi in risorse. Porto l’esempio del progetto “Cibo amico” promosso da Hera, realizzato, per ora, nella città di Bologna e che consiste nel recupero dei cibi non consumati delle mense.
Penso anche sia necessario rivalutare la gratuità e la reciprocità attraverso un ritorno, ad esempio, dei “vecchi” meccanismi di recupero, come il baratto. Un nuovo sistema che metta in primo piano la relazione tra le persone”.
“Il mercato è una convenzione sociale – ha detto Vanni Bulgarelli, Presidente di Hera Modena -. In economia è importante il tempo e il luogo, cioè la città, dove si concretizza la relazione, la soggettività, gli incontri e i diversi linguaggi. Aspetti che vanno riorganizzati. Dal punto di vista di Hera, riprogettare la città significa organizzare nel modo migliore la raccolta differenziata. I rifiuti devono considerarsi risorsa. A Modena e provincia la cultura del riciclo si sta diffondendo: sono già numerose le isole ecologiche per il riutilizzo degli oggetti riciclabili. Le città devono diventare non più produttrici dello spreco ma protagoniste di un ciclo più ampio”.
Anche il mondo dell’arte guarda con occhi diversi ai nuovi cambiamenti che si stanno prospettando a livello economico e sociale.
“Occorre mettere le relazioni umane al centro della progettazione nei servizi della città – ha detto Fabrizio Loschi, artista -. Le nuove parole chiave: scambio e relazioni. Non è un caso che proprio i distributori del latte, collocate in vari punti della città, abbiano raccolto un così straordinario successo perché diventati luogo di incontro e di scambio. Così come andrebbero incrementati i negozi di quartiere. Lo stesso Duplex, spazio culturale e artistico da me progettato e sito nel Palazzo di via Circonvallazione a Braida, è stato un “network a costo zero”: è nato, cioè, senza soldi ma è riuscito, grazie all’intensa rete di relazioni, scambi e baratti, a crescere e diventare punto di riferimento per tutta la provincia”. “Anche il mercato dell’arte contemporanea è finalmente cambiato – continua Loschi -. Ciò si traduce in un diverso approccio verso l’artista: i mercanti d’arte tornano a visitare i loro atelier. Lo stesso collezionista, prima di acquistare un’opera d’arte, cerca la relazione umana a qualsiasi livello. Vuole conoscere l’artista e sapere quale “perché” si nasconde dietro le sue creazioni”.
Laura Corallo





