Eventi

Natalia Cattelani e Annalisa Vandelli con Laura Corallo

IL RESOCONTO DELLA NOSTRA SERATA CON NATALIA CATTELANI E ANNALISA VANDELLI

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Due storie diverse per raccontare due donne moderne. Natalia Catellani e Annalisa Vandelli, che lnella serata dell’8 marzo, in Sala Biasin, hanno incontrato i loro concittadini sassolesi in un incontro organizzato dall’associazione Concretamente Sassuolo, portano due esperienze completamente diverse, che in comune hanno la capacità e la volontà di fare di una propria vocazione un mestiere e un successo; interpretando e vivendo la condizione femminile senza complessi e con creatività.

Natalia è sassolese, si trasferisce a Roma per amore, si sposa e ha due figlie che poi, alle soglie dei 40 anni, diventano quattro. Appassionata di cucina fin da bambina, coltiva questa sua vocazione cucinando per la sua numerosa famiglia, inventandosi ricette colorate e divertenti per convincere le bambine a mangiare, fino a quando le viene voglia di far conoscere quello che ha imparato e usa uno strumento moderno, la rete: crea un blog e comincia a postare le sue ricette per bambini reticenti. Prima si collegano in due, poi in dieci, poi in cento e oggi 5mila persone al giorno seguono il blog tempodicottura.it. Natalia ha avviato una collaborazione con la trasmissione La Prova del cuoco e scritto due libri. La sua vita è piena di impegni e soddisfazioni: “Penso alle ricette e mi invento abbinamenti e idee ogni giorno, non c’è metodo, perchè questa è ciò che preferisco fare e non mi pesa dedicare a questa attività diverse ore. Mi sono resa conto gestendolo, che il blog richiede tempo e dedizione, come ogni altro lavoro, va coltivato e arricchito sempre. Lo faccio con costanza: in casa c’è una sorta di set fotografico per riprendere i piatti preparati, un armadio pieno di posate, bicchieri, scodelle colorate per decorare la tavola; ho la fortuna di fare ciò che mi piace, cucinare, e di conciliare i tempi di quello che è diventato un mestiere, con quelli della famiglia”.

Annalisa Vandelli, inviata del Ministero nei luoghi critici del mondo, scrive reportage per la rivista ministeriale La Cooperazione Internazionale e ha affrontato inchieste molto difficili in zone come il Guatemala, il Pakistan, Gaza. E’ appena tornata dall’Egitto di nuovo in fiamme. Racconta come il sacrificio di una vita fatta di partenze improvvise, situazioni limite e incertezze, sia bilanciato dalla soddisfazione di realizzare la propria vocazione. “Io mi sento felice nel fare queste cose, e metto questa felicità sul piatto opposto rispetto alle difficoltà e alla precarietà che ci sono, ma si affrontano”. La condizione femminile, in una vita certamente dura come questa, si sente ma non necessariamente come un problema: “Per andare a fare inchieste in questi luoghi ci si deve fare invisibili, capire bene la popolazione, gli atteggiamenti e le tradizioni. Io studio molto prima di partire, per fondermi il più possibile con i luoghi in cui mi trovo. La condizione femminile spesso mi aiuta: sorprende l’interlocutore, perchè di solito un inviato di questo tipo è un ruolo maschile, mantiene una diversa attenzione nei miei confronti; mi permette di parlare con persone che altrimenti non si aprirebbero e anche di entrare dove gli inviati maschili non possono andare, come all’interno delle case pakistane, fra le donne”. Annalisa da questi luoghi limite ha anche una visione diversa dei suoi connazionali: “Al di là della difficoltà di spiegare cosa succede nella nostra politica, che per molti stranieri è incomprensibile, mi rendo conto di ciò che abbiamo e non ricordiamo: la libertà per esempio, è un concetto che in molti paesi non esiste. Poter circolare liberi per strada senza guardarsi le spalle e senza rischiare nulla, è un dono che pochi hanno. La sicurezza che ricerchiamo in modo ossessivo, soprattutto adesso che viene a mancare, altrove non esiste neanche come concetto”.

“Abbiamo portato un po’ di sassolesità al femminile nella nostra città, nel giorno della festa della zona, abbiamo offerto due punti di vista diversi e stimolanti. Ringrazio le nostre ospiti perchè sono state bravissime a raccontarsi e a interessare la platea. Né gli argomenti in apparenza più leggeri sono apparsi futili, né quelli più drammatici sono apparsi opprimenti. Una bella serata”, conclude il presidente di Concretamente Sassuolo Gino Venturelli.

 

©2013 Concretamente Sassuolo  Twitter  Facebook

 

 

locandina racconti al femminile 150 DPI

“RACCONTI AL FEMMINILE”, STORIE DI DONNE SASSOLESI CON NATALIA CATTELANI E ANNALISA VANDELLI.

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©2013 Concretamente Sassuolo   Twitter  Facebook

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SEVERGNINI CATTURA IL PUBBLICO ALLA SALA BIASIN.

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Disponibile, brillante e capace di mantenere alta l’attenzione della Sala Biasin, gremita, per tutto il tempo del suo intervento, Beppe Severgnini ha onorato nel migliore dei modi il suo incontro con Sassuolo, realizzato grazie all’associazione Concretamente Sassuolo, che lo ha fortemente voluto.

Fra gli intervenuti c’erano anche parecchi ragazzi e giovani, ottima cosa perché è a loro che il libro “Italiani di domani-Otto porte sul futuro” si rivolge. Nato da una serie di lezioni magistrali tenute in diverse università e dalla bella interazione generatasi fra Beppe Severgnini e i suoi giovani ascoltatori, il libro dedicato ai ragazzi, tutto giocato sul numero “otto” (Otto T: Tenacia, Tempismo, Tenerezza, Talento, Terra, Totem, Tolleranza, Testa; ma anche otto capitoli e categorie di “suggerimenti” sempre divise in otto voci) è, a detta dello stesso autore, “un libro di consigli, anche molto pratico, in cui credo di essere riuscito a non apparire paternalistico e a evitare la trappola dell’anziano che dice “ai miei tempi”. Questi non sono i  miei tempi, sono i tempi di questi ragazzi e a loro ho dedicato questo lavoro che, mi fa molto piacere rilevarlo, sta andando molto bene, centomila copie la prima tiratura e un’accoglienza che mi rende orgoglioso”.

Tantissimi gli spunti contenuti nel libro. Abbiamo provato a sviscerarne qualcuno durante l’incontro alla Sala Biasin, con un Severgnini che non si è sottratto e si è anche lasciato coinvolgere nell’attualità, dalla giornata delle Primarie (“il Pd forse non si è accorto di aver fatto una gran cosa, se non rovinerà tutto combinando qualche pasticcio, la lezione delle primarie è stata molto bella, anche se credo che a un giorno così ci si sia arrivati un po’ per caso”) a Berlusconi (“ho scritto un libro, La pancia degli italiani, per provare a spiegare come possiamo aver tenuto in piedi per diciotto anni l’assurdo spettacolo di una persona capace non solo di incarnare, ma anche di ostentare nelle sedi meno opportune, tutti i luoghi comuni e i peggiori stereotipi dell’italiano, quasi collezionandoli con orgoglio”); fino al governo Monti (“non l’abbiamo scelto, lo hanno messo lì le nostre “baby sitter, banca centrale, fondo monetario, Unione europea, ha sicuramente ridato credibilità al paese ma in questi ministri manca un po’ di passione. Sembrano automi, non dialogano, se dalla società, dagli studenti per esempio, arrivano domande, richieste, proteste, ascolta e rispondi, lo devi alla gente”). Ce n’é anche per Beppe Grillo e il suo “Movimento quattro stelle”, lo chiama Severgnini. “Un movimento con un solo leader, che pratica una comunicazione uni-direzionale, che decide da solo e mai risponde, mai motiva, mai spiega secondo me dovrebbe porsi delle domande. Per me è già un Quattro stelle e man mano che diventa meno convincente scenderà fino a due stelle e al grado di pensione”.

Beppe Severgnini, il giornalista più seguito in rete d’Italia, (290mila followers su twitter, una rubrica on-line, Italians, creata nel 1998 e ancora in funzione con immutato successo) nonostante una vita da “connesso” consiglia e rivendica nel suo libro la necessità di spazi scollegati, “momenti nostri, in cui il cervello non sia impegnato a rispondere, a taggare, a guardare foto e possa liberare un po’ di ram cerebrale. E’ in quei momenti che vengono le idee. Questo stesso libro l’ho concepito in aereo, pensando ai tanti incontri avuti con gli studenti, e praticamente era già scritto. Fare libri non è difficile, il difficile è scrivere cose che interessino alla gente”.

Una riflessione è dedicata anche a Obama e alla sua vittoria negli Stati Uniti: “Ha fatto una cosa eccezionale perché è l’unico grande leader rieletto del mondo occidentale in crisi economica. Tutti gli altri hanno pagato la recessione e sono stati impallinati metodicamente, da Cameron a Sarkozy, da Zapatero allo stesso Berlusconi, anche se nel suo caso non sono stati gli elettori. Obama è riuscito nell’impresa di restare alla guida degli Stati Uniti pur potendo contare su uno slogan, “Altri quattro anni”, molto meno accattivante del “change” che era nelle mani del suo avversario e che da sempre è più attrattivo per gli americani. Paradossalmente l’uragano Sandy ha aiutato il presidente, perché ha mostrato agli americani la necessità di unirsi nel momento della difficoltà. Mitt Romney sarebbe stato un salto in un vuoto fatto di slogan difficili da verificare: tagli delle tasse, aumenti degli investimenti, tutto enunciato sempre senza spiegare come”.

Disponibile fino alla fine, nonostante una lunga giornata che aveva visto anche una presentazione a Modena nel pomeriggio, Beppe Severgnini ha risposto con cortesia alle domande del pubblico e firmato tutti i libri che gli sono stati messi davanti, fino all’ultimo.

Per Concretamente Sassuolo una grande serata e un evento di cui andare orgogliosi.

Per chiudere un invito ai ragazzi: prendete il libro, è per voi. “Il più bel complimento della mia carriera – racconta Severgnini – me lo ha fatto una ragazza al termine di una lezione. Sa perché veniamo così in tanti a sentirla?, mi ha detto. Perché lei non è il più giovane di loro, ma il più vecchio di noi”.

 

©2012 Concretamente Sassuolo – immagini ©Massimo Gherardini

 

 

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GAZZETTA DI MODENA SUL NOSTRO EVENTO CON BEPPE SEVERGNINI

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“INDIDEE 2012”: UN GRANDE SUCCESSO DEL FESTIVAL DELL’EDITORIA INDIPENDENTE

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Giornata pienissima quella di ieri al Castello di Formigine, dove si è tenuto Indidee, il Festival dell’editoria indipendente giunto quest’anno alla terza edizione. L’iniziativa, nata da un’idea della redazione Mumble: con la collaborazione di Il Rasoio, Appunto il Giornale, Fuori TV e l’Ozu Film Festival, ha visto la partecipazione di circa trenta realtà indipendenti tra le quali la nostra Concretamente Sassuolo.

La rassegna si è aperta alle 11.00 con l’esposizione dei banchetti delle varie redazioni e la mostra fotografica sul terremoto a cura di Davide Mantovani. Da notare la crescita esponenziale, rispetto alla scorsa edizione, della quantità di realtà presenti. Diverse erano infatti le “facce nuove”, tra cui Barabba Edizioni, che negli ultimi mesi ha dedicato nel proprio blog decine e decine di testimonianze sul terremoto emiliano, Il foglio Clandestino e Lo Spazio Esposto, entrambi interessati alla poesia contemporanea, i blog La Rotta per Itaca e La Piattaforma.

Quest’anno la redazione di Concretamente Sassuolo ha organizzato, con grande successo di pubblico, l’instant prize letterario “Tagliacorto”, al quale hanno partecipato 38 giovani scrittori provenienti da tutta la regione. Nella composizione del testo, ogni autore doveva inserire una tra le tre citazioni cinematografiche proposte inizialmente dagli organizzatori. Dopo un attento esame della giuria sono stati proclamati i tre vincitori (Martina Zadra prima classificata, Giorgia Bartoli seconda e Paolo D’Alonzo terzo), i quali verranno insigniti del premio (buoni acquisto presso la Libreria Incontri di Sassuolo) nella serata conclusiva del festival, domenica prossima.

Oltre alla presidenza della giuria del Tagliacorto, lo scrittore Alberto Garlini ha offerto il proprio contributo in una approfondita ed interessante intervista in cui, oltre a sponsorizzare il suo ultimo romanzo “La legge dell’odio”, edito da Einaudi, ha affrontato svariati argomenti di carattere sociopolitico e umanistico, un viaggio itinerante dalla strage di Piazza Fontana ai giorni nostri.

Alle 18.00, come da programma, è iniziata la presentazione di “Fratture. Storie dal sisma”, il recentissimo libro inchiesta sul terremoto in Emilia, edito da Elis Colombini Editore. Nel volume sono state raccolte decine di testimonianze, statistiche e fotografie di vari autori grazie ad un prezioso lavoro congiunto delle redazioni di Appunto, Il Rasoio, Mumble: e Barabba. Successivamente, in una sala gremita di spettatori, è stato proiettato un documentario sul sisma curato , nel quale una madre, un imprenditore e un anziano hanno parlato della loro dura esperienza e delle difficoltà che la popolazione della Bassa emiliana si trova tuttora ad affrontare.

Tale documentario è stata la base di partenza per l’intervista di Beppe Cottafavi all’autore televisivo Loris Mazzetti, il quale si è detto entusiasta del video e di come questo sia riuscito a dare un’idea sobria e realistica di ciò che è stato il terremoto, contrariamente alle speculazioni e spettacolarizzazioni dei grandi media nazionali. Da qui Mazzetti ha espresso tutta la propria indignazione per quanto è avvenuto in RAI negli ultimi dieci anni, dalla crescente influenza dei partiti politici alle discutibili scelte di palinsesto sempre più appiattite su standard qualitativi decisamente bassi.

Tirando le somme, quest’anno il Festival dell’editoria indipendente è stato un vero successo, testimoniato dall’aumento delle redazioni coinvolte e, soprattutto, da quello del pubblico partecipante.

Da parte nostra un grazie di cuore a Marcello Micheloni e allo staff del’OZU Film Festival che ci hanno voluto media partner nell’organizzazione del Tagliacorto!.

 

Giulio Morselli

 

©2012 Concretamente Sassuolo – immagini ©Francesco Boni, Claude Cavazzuti, Concretamente Sassuolo

 

 

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