Articoli con tag Kyle Chandler

Russel Westbrook (AP Photo/Sue Ogrocki)

Game time, benvenuti ai Playoffs!

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Benvenuti al nostro primo recap di questi playoffs 2013 che ci stanno regalando già dal primo turno emozioni incredibili con partite al cardiopalma decise all’ultimo tiro ed un generale equilibrio in quasi tutte le serie ma andiamo con ordine.

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EASTERN CONFERENCE

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Miami Heat vs Milwaukee Bucks : 1-0

Una delle poche serie che sembra avere davvero poco da dire, basti pensare che Rihannal’immagine più vista di gara 1 è la foto della cantante pop Rihanna in modalità “fan girl” dei Miami Heat.

Gara 1 è stata poco più di un allenamento per gli Heat, da registrare la “quasi tripla doppia” di Lebron James, risultato assolutamente infermabile per la difesa dei Bucks (ma esiste qualcuno che può fermarlo?)ed il basso minutaggio dei big three a cui sono bastati circa 30 minuti in campo a testa per mettere fine alla strenua resistenza dei Cervi. Merita un applauso la coppia Monta Ellis & Brandon Jennings , tra gli ultimi a mollare ed entrambi autori di una bellissima partita. Troppa però la differenza tra gli organici, la serie è destinata a chiudersi velocemente a favore dei campioni in carica.

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Brooklyn Nets vs Chicago Bulls : 1-1

Deron e NateCome preannunciato nella nostra anteprima, si preannuncia una delle serie più combattute di questi playoffs. I Brooklyn Nets, galvanizzati dal ritorno ai Playoffs e da un Barclays Center gremito hanno portato a casa gara 1 con ampio margine, sfruttando una giornata perfetta in attacco grazie alla sagace gestione di Deron Williams che ha dominato la partita in lungo ed in largo. La franchigia del New Jersey ha tirato con oltre il 55% dal campo, non lasciando scampo ai Bulls, spaesati già dal primo tempo chiuso a -27. Per i tori gli unici a salvarsi sono stati Boozer (in ottima forma), Jimmy Butler (ottimo esordio playoff) e le riserve Belinelli e Robinson.

Come preventivato però, gara 2 è stata tutta un’altra storia.

Se i Bulls hanno si sono dimostrati costanti, segnando ancora 90 punti (erano stati 89 in gara 1) i Nets hanno patito il ritorno della difesa fisica della squadra di Coach Thibodeau che ha annullato Deron Williams (1/9 al tiro)  e Joe Johnson (6/18) tenendo i Nets a quota 82 punti con il 35% dal campo ed il 19% dalla lunga distanza.  Nonostante un pessimo 25% dalla linea dei 3 punti gli ospiti hanno trovato le doppie doppie di Boozer, Deng e Noah ed hanno guadagnato il  favore del fattore campo. La chiave della serie rimane tuttavia Deron Williams, se “gira” lui i Nets hanno possibilità di vittoria, se invece la difesa di Chicago lo “soffocherà” per i Nets ci sono poche speranze di passare nelle prossime 2 partite allo United Center. Derrick Rose non può che essere soddisfatto del basket che stanno mettendo in campo i suoi compagni di squadra.

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Indiana Pacers vs Atlanta Hawks : 1-0

Il fresco vincitore del “Most Improved Player” Paul George ha avuto un pessimo esordio al tiro nella sua prima partita di playoff da georgesuperstar conclamata. Questo però non gli ha impedito di dominare la partita concludendo con una stratosferica tripla doppia (23 punti, 12 assist, 11 rimbalzi) e di aiutare Indiana a portare a casa la prima partita di playoffs di questo 2013. Il quintetto dei Pacers  è andato tutto in doppia cifra ed anche Gerald Green, utilizzato per soli 10 minuti, è riuscito nell’impresa di segnare 11 punti. Partita che dall’inizio non ha avuto storia, Indiana sempre davanti grazie ad un chirurgico George Hill ( 7/10 al tiro e 3/ 4 da 3) ed alle giocate del già citato George. Gli Hawks hanno provato ad aggrapparsi ad i loro giocatori migliori ed hanno trovato buone risposte da Smith, Teague ed Horford ma hanno pagato l’estrema precisione dei Pacers dalla lunetta , un 30/34 di squadra non è assolutamente cosa da poco, sopratuttto quando la palla pesa come nei playoffs.

In gara 2 prevista una difesa tesa a soffocare Paul George, ma basterà?

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New York Knicks vs Boston Celtics : 1-0

Prima gara di playoffs  al Madison Square Garden e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. I Knicks sono tornati ai playoff in grande spolvero dopo anni di oblio e la sfilata di celebrità presenti a gara 1 sono la dimostrazione di quanto questa franchigia sia amata ed a tratti bass pierce chandlervenerata.

Non è tutto oro quello che luccica però, se sulla carta doveva essere una serie di riscaldamento per Melo e compagni, gara 1 ha detto tutto il contrario. Trascinati da Carmelo Anthony e dal neo sesto uomo dell’anno JR Smith, New York ha provato immediatamente a forzare i ritmi della partita ma non ha fatto i conti con un Jeff Green in serata di grazia che ha tenuto a galla i Celtics per i primi 2 quarti (saranno 26 punti alla fine con 7 rimbalzi e 3 stoppate) suscitando parecchie preoccupazioni al pubblico del Garden. Il piano partita dei Knicks era semplice, portare la partita ad un livello di “run & gun” che i Celtics non potessero sostenere ma sono stati prontamente smentiti dai ragazzi di Coach Thibodeau che hanno trovato conclusioni comode con Bradley e Green,  che hanno tagliato come burro l’area presidiata da un Tyson Chandler apparso in cattiva forma. I primi 3 quarti sono stati di totale equilibrio e solo nell’ultimo periodo i Celtics hanno mollato una partita che per lunghi tratti sono sembrati poter vincere. L’entrata in campo di Kenyon Martin al posto dello spento Chandler ed i voli sopra il ferro di Jr Smith hanno permesso l’allungo decisivo alla franchigia della grande mela che ha portato a casa una bella vittoria ma si presenta a gara 2 con più di un dubbio. La serie è molto meno scontata di quello che sembra e Coach Rivers potrebbe avere le pedine giuste per rendere tutt’altro che agevole il passaggio del turno ad Anthony e compagni. Rimarrà sempre il dubbio di quello che sarebbe potuta essere questa serie se Rajon Rondo fosse in campo.

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WESTERN CONFERENCE:

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Oklahoma City Thunders vs Houston Rockets : 1-0

Parafrasando la maglietta del 2012 “fear the beard” i tifosi dei Thunders si sono Russel Westbrook (AP Photo/Sue Ogrocki)presentati più agguerriti che mai alla Cheasepeake Energy Arena indossando t-shirts che recitavano “beat the beard”. Così è stato perchè i Thunder hanno vinto gara 1 dominando, rifilando 29 punti ai Rockets che sono sembrati più una vittima sacrificale che una squadra capace di impensierire i leader della Western Conference. Oklahoma è stata in vantaggio dall’inizio alla fine della partita, ha costretto Harden ad una partita da 6/19 al tiro e non è mai sembrata in difficoltà nel gestire i giovani Rockets. Russell Westbrook ha chiuso la partita sfiorando la tripla doppia in 30 minuti di utilizzo ( 19 punti 10 assist e 8 rimbalzi) dominando completamente un Jeremy Lin apparso fuori luogo nella sua  prima apparizione in post season. Veramente poco da dire per una serie che , come quella di Miami ad Est, appare già abbondantemente scritta.

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Los Angeles Clippers vs Memphis Grizzlies : 2-0

paulLa seconda serie che ha visto giocare 2 partite vede il momentaneo dominio da parte dei Clippers che si sono aggiudicati entrambe le partite giocate tra le mura amiche dello Staples Center. Gara 1 è stata sostanzialmente equilibrata fino all’ultimo quarto quando le guardie dei Clippers , capitanate da un grande Chris Paul hanno portato la partita a favore dei Losangelini. Da segnalare la splendida partita di Eric Bledsoe, autore di 15 punti con 7/7 dal campo , 4 assist e 6 rimbalzi in solo 18 minuti di utilizzo.

Gara 2 è stata indubbiamente la più combattuta vista fino ad ora nei playoff, ed il duello Mike Conley vs Chris Paul ha elettrizzato i fortunati fan presenti allo Staples Center. Sebbene Conley abbia giocato una partita quasi perfetta ( 28 punti e 9 assist) si è dovuto arrendere alla classe di Chris Paul, che come avevamo anticipato, si è dimostrata decisiva. Dopo una partita equilibrata dall’inizio alla fine, il playmaker dei Clippers ha trovato il lay up decisivo sulla sirena dell’ultimo periodo. Impressionante CP3 che ha segnato gran parte degli ultimi punti dei Clippers incluso il buzzer beater dimostrando ancora una volta, di essere un autentico fenomeno. Non possiamo ancora parlare di spalle al muro per i Grizzlies, che sono stati capaci di avvicinarsi pericolosamente ai Clippers in gara 2 ed ora sono attesi da 2 gare casalinghe che potrebbero pareggiare i conti. Serie che si preannuncia più lunga di quanto il risultato attuale non dica.

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Denver Nuggets vs Golden State Warriors : 1-0

I Denver Nuggets sono risultati quasi imbattibili in casa in regular season ma Stephen Curry ed i Warriors in gara 1 non sono andre millersembrati curarsene particolarmente.

I “bombardieri” di Golden State , Curry e Klay Thompson hanno giocato una buona partita, sfruttando gli spazi che finalmente Bogut è in grado di creargli. Il forfait di Kenneth Faried , che sta recuperando da un infortunio, ha permesso a David Lee, Carl Landry e lo stesso Bogut di sfruttare a proprio favore il quintetto piccolo che per forza di cose George Karl ha dovuto schierare. Wilson Chandler e Andre Iguodala si sono alternati come “finti 4” con risultati altamente rivedibili. La differenza l’ha fatta il veterano Andre Miller, che dopo essere stato in panchina per buona parte del primo tempo , ha preso in mano la partita subentrando al rookie Fournier e segnando 28 punti incluso il lay up della vittoria allo scadere dell’ultimo periodo di gioco. Stephen  Curry ha segnato la tripla del pareggio a 18 secondi dalla fine ma a nulla è valso contro l’esperienza messa in campo dal veterano di Denver che forse, per la prima volta,  sente la possibilità di passare un primo turno playoff.

Da vedere gara 2, se dovesse rientrare Faried i Nuggets potrebbero avere vita più facile, in caso contrario i Warriors potrebbero anche sorprenderli sfruttando l’enorme potenziale offensivo dei propri esterni.

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San Antonio Spurs vs Los Angeles Lakers : 1-0

ginobiliAvevamo pronosticato una serie lunga, ma sicuramente ci sbagliavamo se gli Spurs sono quelli visti in questa gara 1. I Lakers orfani di Kobe Bryant (che ha “tweettato” polemicamente contro i suoi durante la partita) hanno provato in tutte le maniere a sfruttare Gasol come “point forward” e Howard come ricevitore (portando uno tra Splitter e Duncan lontano dal canestro) ma non hanno fatto i conti con un Manu Ginobili in forma playoffs. L’argentino, da sempre combattente mai domo, ha segnato 8 punti sul finire del terzo quarto spaccando definitivamente la partita a favore degli Spurs, che pur non essendo mai stati sotto hanno subito più volte i tentativi di rimonta dei Lakers. Coach Popovich ha organizzato splendidamente la partita, dando molti minuti a Matt Bonner che è stato prezioso per portare lontano dal ferro uno tra Howard e Gasol. La strategia ha permesso a Parker e Ginobili penetrazioni agevoli. Per i Lakers “stecca” alla prima Steve Nash che ha trovato tanti buoni tiri non riuscendo a segnarne quasi nessuno (6/15 al tiro alla fine). Se Nash dovesse giocare  ad un livello accettabile i Lakers hanno qualche possibilità di spuntarla “allungando” la difesa di San Antonio, altrimenti anche questa potrebbe essere una serie destinata a chiudersi in fretta.

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Per questa settimana è tutta, appuntamento alla prossima con il nostro Niccolo Bonettini per continuare questa cavalcata che ci poterà fino alle finals.

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Buona NBA anzi buoni playoffs 2013 a tutti!

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Alessandro Vandini

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©2013 Concretamente Sassuolo    Twitter  Facebook

 

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Zero Dark Thirty - locandina italia

Zero Dark Thirty – di Kathryn Bigelow (2012)

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When you lie to me i hurt you” (quando menti ti ferisco)

 

Kathryn Bigelow torna a parlarci di guerra dopo “The Hurt Locker” facendo luce sulla spietata battaglia tra l’intelligence americana ed Al-Qaeda consumatasi dall’11 Settembre 2001 sino al 1 Maggio 2011, giorno dell’uccisione di Osama Bin Laden. Il film si apre con una sequenza di tortura molto significativa, nella quale la regista riesce a dosare la denuncia di un periodo buio della storia americana per mantenere la cifra emotiva del film sullo stesso binario di realismo che avevamo già apprezzato in “The Hurt Locker”. La protagonista della vicenda è Maya, un personaggio fittizio che la Bigelow inserisce in una storia vera, a tratti al limite del documentario, ma che non riesce ad entusiasmare restando distante emotivamente dal pubblico. Ciò che di più avvincente possiamo trovare nell’interpretazione di Jessica Chastain (candidata peraltro al premio Oscar) è l’ossessione nella ricerca del capo di Al-Qaeda, una parabola umana che si conclude nella scena finale nella quale viene a mancare questo sentimento causando la deflagrazione emotiva della protagonista. Uno dei motivi per cui vale la pena vedere questo film anche se non si è appassionati di giornalismo o politica estera è la sequenza di cattura di Bin Laden: in cui possiamo apprezzare un vertice notevole di tensione e una cura ammirevole dei dettagli tecnici totalmente privi di quel carattere patriottistico di cui alcuni film d’oltreoceano faticano ancora a liberarsi, probabilmente la forza di questa pellicola è proprio la sua totale assenza di retorica e l’aderenza alla realtà dei fatti (trailer).

“America doesn’t torture, and i’ll make sure that we don’t torture” (Gli Usa non torturano e mi assicurerò che questo non avvenga)
I più appassionati di storia recente e di politica americana potranno inoltre apprezzare in “Zero Dark Thirty” il differente approccio dialettico degli Stati Uniti nell’arco di questo primo decennio del secolo nei confronti del terrorismo, il film allude chiaramente alla reazione spietata degli Usa dopo l’11 Settembre, ma grazie alla chiara scansione dell’incedere del tempo rende palesi i differenti approcci tra le due amministrazioni succedutesi e il cambio di coscienza collettiva all’interno dell’intelligence, alcuni temi ricorrenti nei fitti dialoghi tra i personaggi sono proprio grandi temi di discussione nel dibattito pubblico sulla lotta al terrorismo, quindi anche non conoscendo bene la storia qualcosa di già sentito si presenta alle orecchie dello spettatore. Infine è interessante notare come il finale di questo film sia legato in qualche modo a quello di “The Hurt Locker” e di come l’ossessione sia un filo conduttore dei personaggi ben interpretati da Jeremy Renner e Jessica Chastain, (Migliore attrice in un film drammatico al Golden Globe 2013) anche se la Bigelow fa un salto in avanti rispetto alle conclusioni tratte nel suo scorso film, compiendo il destino della protagonista e lasciandola in una situazione di sospensione che interroga lo spettatore e forse riflette la situazione di sospensione dell’America che deve ripensare ai propri obbiettivi dopo aver eliminato la propria ossessione Bin Laden.

 

Filippo Costa

 

©2013 Concretamente Sassuolo

 

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Argo – di Ben Affleck (2012, Warner Bros)

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SCHEDA

 

Titolo: Argo

Genere:  Drammatico, Thriller

Regia: Ben Affleck

Cast: Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman, Victor Garber

Voto complessivo:  4/5

 

 

RECENSIONE

 

Il 4 novembre 1979, a Teheran, nel mezzo della rivoluzione islamica contro lo Scià, un gruppo di militanti fa irruzione nell’ambasciata americana, luogo simbolo di quella nazione tanto avversa all’Iran, prendendo in ostaggio cinquantadue funzionari; solo sei di essi riescono a scampare alla cattura, trovando poi rifugio presso la residenza dell’ambasciatore canadese Ken Taylor. Ma che i rivoluzionari si rendano conto dell’incongruenza numerica è solo questione di tempo. Il governo USA allora, per trarre in salvo i fuggitivi, incarica l’esperto Tony Mendez di occuparsi (anche) di questa esfiltrazione, il quale s’inventa un bizzarro espediente per riuscire nell’impresa: far passare i sei diplomatici per membri di una troupe cinematografica che si trova in Iran per cercare una location ideale in cui girare un film di fantascienza: Argo (trailer).

Basato su una storia vera, l’oramai affermato Ben Affleck, nelle vesti di regista (sua terza fatica dopo Gone Baby Gone e The Town) e attore protagonista, mette in scena un film di calibro elevato, dove l’azione, la commedia e il dramma si intersecano in maniera ottimale. Il modello di riferimento è chiaramente il cinema a tema politico degli anni ’70, teso e irruente, che trae spunto da un fatto reale per analizzare vizi e virtù della superpotenza americana. Notevole è l’attenzione al dettaglio, unita alla cura della struttura narrativa, che diverte e impensierisce in alternanza. In Argo il regista dosa sapientemente realtà e “fiction”, non scadendo nel manicheo patriottismo o nella scontata autocritica: equilibrista. Altro tema di rilievo è la menzogna, magistralmente prodotta dalla fabbrica hollywoodiana, fucina di mistificazioni per eccellenza, che in questo caso però opera per una giusta causa, divenendo la principale alleata dell’agente Mendez. Ma a farla da padrone è senza dubbio la suspense, la quale nel finale (soprattutto) conduce ad un livello di coinvolgimento emotivo straordinario, totale, lacerante. Infine abbiamo l’invettiva ai danni di uno stato, di un’ epoca, che non riconosce e glorifica i propri eroi, condannati a rimanere nell’oscurità prima, durante e dopo le loro gesta (un’invettiva che troviamo spesso nel cinema americano, si veda Donnie Brasco o The Departed ad esempio), i quali però riscattano una nazione ricca di contraddizioni, per non dir peggio. Sceneggiatura, fotografia e prova attoriale complessiva risultano di livello considerevole; il protagonista è reso da Affleck forse leggermente ingessato e belloccio rispetto all’originale, il ché comunque non inficia più di tanto la riuscita dell’opera. Degna di nota è la scelta di miscelare, nell’incipit, inquadrature di repertorio con inquadrature ricostruite, senza soluzione di continuità, a segnalarci come l’immagine, proprio come un’arma, può essere utilizzata per offesa o difesa. In definitiva mi si permetta di concludere con la rivisitazione di un noto comico italiano:  a realizzare un film del genere non ce l’avrebbe fatta un cineasta qualsiasi, “ci vuole Ben altro, ci vuole Ben Affleck”.

 

Tullio Saldaneri

 

©2012 Concretamente Sassuolo

 

 

Super 8

Super 8 di J.J. Abrams (2011)

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Uscito nelle sale italiane il 9 settembre, prodotto da un altro colosso (dimostrato e non quantificato superficialmente come questa pellicola) Steven Spielberg.
Una pellicola già in odore di cult, sia per i nomi prestigiosi dei realizzatori, ma soprattutto per l’alone di mistero e di paura che collega il film ai grandi classici (compresi quelli di Spielberg ovviamente) degli anni 80.
Ma veniamo alla storia vera e propria:
Il film è ambientato nell’Ohio del 1979, sei ragazzini stanno utilizzando una cinepresa Super 8 per girare il loro zombie movie personale, ma in una notte fatale il loro progetto li porta nei pressi di un binario della ferrovia, dove assistono a una spettacolare calamità: un camion si scontra con la locomotiva di un treno di passaggio, e il terribile deragliamento che ne consegue riempie la notte dello stridore del metallo e di una pioggia di fuoco. A quel punto emerge qualcosa dai rottami: qualcosa di decisamente non umano. Di conseguenza, inizierà una sequela di colpi di scena che porterà alla scoperta dell’amore (una scoperta tutta giovanile) dell’affetto familiare e dell’amicizia.
Un qualcosa che recupera le paure dell’epoca e dell’oggi (ma sotto diversi aspetti)  per ridargli smalto, colore e vitalità, non riuscendoci però fino in fondo.
A mio parere le interpretazioni dei giovanissimi attori, sono le fondamenta di un film che senza queste prerogative affonderebbe nel visto (ma quando l’ho visto?? sìì l’ho già visto!!).
Le note positive ci sono,la pellicola intrattiene lo spettatore con la suspence, con il buon intreccio fra i personaggi (ragazzini appassionati di cinema che girano un corto, le simpatie, gli amori, le disgrazie personali) che si unisce, come fil di ferro, alla storia principale e il che rende tutto appetibile e interessante. (continua…)

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