Articoli con tag Luca Micheletti

Longhi

BRECHT NOIOSO? COL CAVOLO! Incontro con il regista Claudio Longhi.

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Entrando in platea in attesa di parlare dell’allestimento de “La resistibile ascesa di Arturo Ui” con il regista, ecco una passerella di cavoli e un monumento di cassette da frutta a coronare i velluti e i legni del teatro. Sì, siamo proprio in un mercato: questa farsa storica di Brecht riproduce le lotte e l’ascesa al potere di Hitler ambientandole tra i docks americani dove si combatte la spietata lotta per il racket dei cavolfiori. Sarà un piccolo uomo come tanti, attraverso frodi, violenze e tradimenti, a detenere il potere. Longhi puntualizza subito che questa messa in scena evita di assecondare facili parallelismi con la politica italiana contemporanea: non siamo di fronte a una parodia del berlusconismo e della sua ascesa ormai irresistibile. La prima battuta, “Tempi di crisi”, già fa capire quanto tragicamente sia attuale questo testo. Anche se allo spettatore italiano possono sfuggire alcuni particolari, si è scelto di rimanere fedeli all’ambiente e alla storia tedeschi, ricreando ad esempio negli attori la fisionomia dei personaggi storici a cui Brecht ammicca: Ui è per tutti Hitler, con la sua pettinatura a schiaffo e i baffetti. Questa scelta si fonda sulla poetica brechtiana, dove una certa “lontananza” da quanto accade permette di valutare meglio gli avvenimenti, lasciando allo spettatore il giudizio sulla storia (e sulla Storia) e le decisioni da prendere perché non si ripeta.

In questi giorni fervono le prove per lo spettacolo che, dopo il debutto romano all’Argentina di Roma, aprirà tra pochi giorni la stagione del Teatro Storchi. Claudio Longhi è ormai una presenza desiderata dal pubblico modenese, con i suoi spettacoli (i lavori da Koltès, su Delfini, la collaborazione con Nekrosius per Anna Karenina) e con iniziative divulgative. Tra i molti volumi pubblicati,  L’«Orlando furioso» di Ariosto-Sanguineti per Luca Ronconi (2006) e il recente Marisa Fabbri. Lungo viaggio attraverso il teatro di regia. (2010). Ora, questo Arturo Ui, proclamato spettacolo dell’anno dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro.

Fondamentale in questo lavoro è per il regista l’iniziativa condotta nelle scuole: proprio in questi giorni uno degli interpreti, Lino Guanciale, era nelle aule sassolesi, per far entrare il teatro nelle abitudini dei più giovani. A un primo incontro, volto a fornire gli strumenti per la comprensione del teatro brechtiano, seguirà un confronto dopo la rappresentazione e un progetto di riscrittura di brani dell’opera per investigare il presente. Un montaggio conclusivo delle diverse scene rielaborate è atteso per l’anno prossimo. (continua…)

Le leggi da Platone

TUTTO DA RIFARE? TUTTO DA RIPENSARE! Platone sul palcoscenico

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Nelle sere del 28 e del 29 ottobre, passando davanti alla Fondazione San Carlo di Modena, potrà capitarvi di origliare alcune parole (Leggi! Giustizia! Città!) in bocca ad alcuni giovani appassionati che discutono tra loro. Se non v’illuderete d’incappare in un dibattito tra movimenti locali o in un comizio elettorale preventivo, sbucherete nella mise en espace (una sorta di “lettura in 3D”) di alcuni brani del filosofo ateniese Platone (non preoccupatevi del prezzo: l’ingresso è libero, ma la prenotazione obbligatoria.) In particolare, verranno proposti estratti da Le leggi, Critone e Minosse, filtrati per noi da Carlo Altini che ha esplorato questi testi come una miniera di domande ancora attuali: “Qual è il rapporto tra legge, giustizia e costituzione politica? Come può una costituzione decisa storicamente essere giusta sub specie aeternitatis?” Ci guideranno tre personaggi in cerca di legislatori, ma – guarda un po’: i cittadini del dialogo di Platone (un cretese, uno spartano e un misterioso ateniese) provengono da regioni diverse.

A curare questa diatriba è Claudio Longhi, caro da anni al pubblico modenese come regista e divulgatore teatrale. Lino Guanciale, Mauro Lamantia, Luca Micheletti, Simone Tangolo, Carlo Zanotti, accompagnati dalla fisarmonica di Olimpia Greco e con l’aiuto alla regia di Giacomo Pedini, avranno il compito di aiutarci a esaminare lo stato di salute della legge.

Si tratta di mostrare i ponti tra teatro e filosofia, in un progetto pluriennale in collaborazione con ERT, a partire da alcune parole chiave del nostro tempo: quest’anno è “Utopia”. Nel 2010 La Tirannide, da Senofonte, ne è stato il primo capitolo: ricordo un folto e variegato pubblico (sì, c’erano anche dei minorenni) che assisteva all’esplorazione del retroscena “privato” del potente. E si compiva un passaggio raro: anziché un mero scambio di opinioni, uno sviluppo di idee. Il tutto nella logica dell’intrattenimento, senza confondere noia e pensiero, ma neppure identificando piattamente conoscenza e cultura.

La rilettura in scena del passato (quello dei fatti e quello del pensiero) può davvero evitarci di cadere negli stessi errori dei nostri predecessori? Longhi vede nel teatro una sorta di lente di ingrandimento o di microscopio sul corpo sociale: “Farsi consapevoli del presente, come leggendo in un termometro della filosofia il variare della temperatura “ideologica” lungo le epoche e comprendere così che cosa siamo diventati e come sia possibile rivoluzionare quanto non funziona nei nostri attuali sistemi: a questo il teatro potrebbe servire. O forse dovrebbe servire…”

 

Stefano Serri

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