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La notte degli Oscar 2012
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Ci sono due diversi tipi di spettatori che possono avere la folle idea di stare alzati fino alle sei del mattino per assistere alla notte degli Oscar. C’è chi vuole darsi un tono da pseudo intellettuale cinefilo e guarda la notte degli Oscar per poi il giorno dopo poter
snocciolare a memoria davanti agli amici allibiti i vincitori, anche quelli delle categorie più improbabili (cos’è il mixaggio sonoro?) e c’è invece quel cospicuo gruppo di donne fashion victim che vogliono solo vedere e sognare per una notte gli splendidi abiti confezionati dai più grandi stilisti per le stars.
In questo articolo sono rappresentate entrambe le categorie di spettatori, iniziamo quindi a parlare del red carpet.
Ogni anno gli abiti scelti sul carpet rappresentano l’apice dell’eleganza anche se nemmeno le dive sono immuni dagli scivoloni, come quello in cui è incappata Penelope Cruz ieri sera, che si è infilata un abito fin troppo principesco firmato Armani Privé: OUT! Altra caduta di stile per Angelina Jolie che indossava un abito nero di Versace con un provocante spacco da mostrare sul carpet per la gioia dei milioni di telespettatori
uomini, ma provocando anche lo sdegno degli esperti. Jennifer Lopez invece sembrava imprigionata da un splendido abito Zuhair Murad fatto di trasparenze e ricami che ricalcavano senza esaltare, anzi quasi censurando, le sue prorompenti forme che
ieri sera sono state un punto di forza non sfruttato. Anche Cameron Diaz non ha dato il meglio di sè in Gucci Premiére, finendo per sembrare un’unica massa di colore, risultato? un flop totale!
Passiamo ora a chi ha brillato durante la notte: innanzi tutto Meryl Streep (miglior attrice protagonista) in uno splendido abito oro di Lanvin . Che abbia scelto questo abito come un buon auspicio di vittoria? Gwyneth Paltrow
sfoggiava un raffinatissimo Tom Ford, abito che la rendeva più simile ad una dea che ad un’attrice mentre posava per i fotografi: la semplicità anche in queste occasioni è la cosa più apprezzata. Rooney Mara, la protagonista di Uomini che odiano le donne (anche lei in gara per la categoria best actress) ha indossato
Givenchy, vestito con strascico dalle scollature vertiginose sia sulla schiena che sul davanti ma portato con una grandissima eleganza.
Non poteva mancare chi decide di indossare il rosso sul red carpet ma quest’anno i risultati sono stati ottimi, la migliore in rosso è stata Michelle Williams in Louis Vuitton, un abito spettacolare!
Una menzione speciale va a Sacha Baron Coen (tra l’altro partecipe di Hugo), che si è presentato sul red carpet vestito da dittatore arabo sponsorizzando l’uscita del
suo prossimo film The Dictator e spargendo delle finte ceneri di Kim Jong il.
Gli Oscar 2012 sono stati caratterizzati dalla sobria (aggettivo ormai svalutato) presentazione di Billy Cristal decisamente a suo agio alla nona conduzione della serata,
che ha fatto dimenticare l’inesperta coppia Franco-Hateway dell’edizione 2011. Inizialmente la serata è stata dominata da Hugo che ha monopolizzato gli Oscar tecnici aggiudicandosi: miglior fotografia, miglior scenografia, migliori effetti speciali, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro. Tra coloro che sono stati premiati per Hugo c’è anche un pezzo di Italia, infatti Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo si sono
aggiudicati la statuetta per la migliore scenografia; per la coppia italiana è il terzo Oscar (The Aviator e
Sweetney Todd), il secondo in prolifica collaborazione con Scorsese. Dopo questa prima scorpacciata di premi si segnala la vittoria di Octavia Spencer come Miglior Attrice non protagonista (The Help). Ma il momento più di spessore della serata è stata la premiazione di A Separation come Miglior Film Straniero, per la prima volta nella storia dell’Academy un film iraniano è stato premiato; interessante il discorso di accettazione di Asghar Farhadi che ha lanciato un messaggio di speranza al suo popolo visto il difficile periodo politico che si va prospettando per l’Iran.
Successivamente si è passati agli Oscar più sostanziosi e ambiti che hanno visto il trionfo di Woody
Allen (ovviamente non presente a ritirare il premio) nella categoria Miglior Sceneggiatura Originale, mentre il premio per la Miglior Sceneggiatura adattata è stato consegnato da una scheletrica Angelina Jolie a Payne per Paradiso Amaro che nonostante le grandi attese e le cinque candidature iniziali ha vinto soltanto questa statuetta. Finita la parentesi dedicata ai documentari in cui è stato premiato Undefeated dalla coppia di Ironmaniana memoria Paltrow-Downey jr e ai film di animazione in cui si segnala la vittoria di Rango, bel cartone che però non rimarrà sicuramente nei cuori dei bambini di questa generazione, si è passati ai pezzi da novanta; la vincitrice degli Oscar 2011 come Miglior Attrice non Protagonista Melissa Leo ha premiato
Christopher Plummer come Miglior Attore non Protagonista, l’attore ottantaduenne (Beginners) nel discorso di accettazione ha simpaticamente ricordato di essere coevo degli Oscar stessi (giunti all’ottantaquattresima edizione), Plummer è infatti il più anziano vincitore di un Oscar non alla Carriera. Con la comparsa dei premi più ambiti Hugo si è puntualmente eclissato e quando Micheal Douglas ha premiato il regista francese di The Artist Michel Hazanavicius si è capito che probabilmente gli equilibri erano cambiati e che Scorsese non avrebbe potuto prendersi il Miglior Film, come poi effettivamente è stato. Una mezza sorpresa in sala c’è stata al momento della premiazione della Miglior Attrice Protagonista, infatti nonostante la favorita fosse Viola Davis per The Help il premio è andato all’immarcescibile Meryl Streep, che alla quindicesima candidatura si è portata a casa il terzi Oscar (dopo i trionfi del 1980 e del 1983). Una piccola sfumatura di invidia si è vista negli occhi di Brad Pitt e George Clooney al momento della consegna dell’Oscar per il Miglior Attore Protagonista a Jean Dujardin, istrionico interprete francese di The Artist sconosciuto ai più che ha oscurato i due stra-noti divi portandosi la statuetta oltralpe.
l Miglior Film è andato a The Artist che ha pareggiato così le 5 statuette di Hugo portandosi però a casa i premi più importanti: Miglior film, Migliore regia, Miglior attore protagonista, Migliori costumi, Miglior colonna sonora.
Filippo Costa e, per la parte Fashion, Alessandra Colacicco
