Sassuolo nel mondo

Davide Scacchetti

“Italia, belle macchine e belle donne”. Davide a Tampa, nella High School americana

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Davide Scacchetti

Ciao, sono Davide e sono nato il 20 aprile 1995. Sono iscritto al Liceo Scientifico tecnologico “Alessandro Volta” di Sassuolo e nel mio tempo libero mi diverto giocando a pallavolo e dilettandomi al pianoforte. Un giorno ho deciso di provare a “trasferirmi” per un anno negli Stati Uniti e vedere cosa si prova a frequentare una High School americana. Sono già passati 8 mesi da quando ho salutato amici e familiari a Sassuolo e se devo dirla tutta: non voglio più lasciare questo paese! J Scherzo: mamma, tranquilla che il tuo figliolo torna a casa prima o poi! ;) In questo momento vivo in New Tampa, Florida e tra High School, spiagge bellissime, sole cocente e 30 gradi fissi ogni giorno direi che me la spasso piuttosto bene.

Vi racconterò cosa penso della mia esperienza da teeneger americano dopo 8 mesi vissuti qui.

 

 

 

 

 

Hollywood Studios ad OrlandoCome hai avuto l’occasione di provare un anno di studio negli States? Che cosa studi?

A dire la verità è cominciato tutto guardanto una pubblicità alla televisione. Non so se qualcuno di voi l’abbia mai vista, ma l’anno scorso AFS intercultura pubblicizzava il suo “programma di scambio interculturale” in televisione. Ho pensato potesse essere una buona idea passare un anno in un’altro paese diverso dal mio. Allora ho cominciato ad informarmi su internet cercando diverse associazioni e alla fine mi sono iscritto al programma di scambio interculturale di “Victoria Language and Culture”. Dopo moduli e moduli da firmare, test psicoattitudinali e test di inglese da passare sono finalmente iscritto al programma. Dopo nemmeno 3 mesi mi arriva una mail dall’associazione dicendomi che la Hollywood Studios Orlandofamiglia “Gravante” mi aveva selezionato e che sarei andato a vivere per 10 mesi a Tampa in Florida.

Per quanto riguarda gli studi, in questo momento sono in una High school Americana che è l’equivalente della nostra scuola superiore in Italia. In pratica faccio la quarta qui, poi torno e mi rimane l’ultimo anno di liceo al Volta di Sassuolo.

 

Qual è la giornata di uno studente di high school americana?

Dopo 8 ore a scuola (si comincia intorno alle 7:00 e si esce alle 15:00) le due attività che tengono gli studenti più occupati sono: lavoro e sport. Infatti l’America è molto concentrata sugli sport, probabilmente danno più importanza agli sport che agli studi. La maggior parte delle volte i a Great Falls - Virginia con Joe e Carol Gravanteprofessori a scuola sono anche gli allenatori della squadra di baseball o football americano.

Quindi: scuola, lavoro, sport durante la settimana. Poi si arriva finalmente al weekend con due giorni di riposo, è già qui non si va a scuola al sabato! ;) Durante il weekend si va al cinema, al centro commerciale con gli amici o magari a qualche festino a casa di qualcuno.

E come si sviluppa il tempo libero dopo lo studio?

Dopo lo “studio” (la maggior parte di studio si fa durante la mattinata a scuola e non a casa al pomeriggio) la maggior parte degli studenti nelle High School Homecoming con Jaffrey e Shaneamericane ha un lavoro part-time in uno dei tanti fast-food della zona o in coffè shops come Starbucks. Dopo aver lavorato per qualche ora ci sono gli sport che sono divisi in stagioni: in ogni stagione ci sono diversi sport tra cui scegliere. Se non pratichi nessuno sport ti passi il pomeriggio in casa a giocare all’Xbox, qundi conviene sempre iscriversi in una squadra. ;)

 

Come vedi il sistema scolastico americano rispetto a quello italiano? Credi che prepari meglio o peggio del nostro?

In generale dipende molto dalla scuola in cui sei e dal percorso di studi che scegli. In barca con JavierLa mia scuola ha 2500 studenti e offre classi di vari livelli. Se sei uno che non ha voglia di studiare niente scegli le “regular classes”; se sei uno che ha un po’ voglia di studiare ma ha bisogno di tempo libero nel pomeriggio per lavoro o sport scegli le “honor classes”, poi ci sono gli studenti che hanno veramente voglia di studiare e di impegnarsi che scelgono le “AP classes” (advanced placement). Però, per quanto riguarda il percorso di studi in high school, la nostra scuola superiore prepara decisamente meglio di quella Americana.

 

Dal punto di vista dei servizi al cittadino e allo studente ci sono differenze, in positivo o in negativo?

I servizi sono più o meno gli stessi di quelli Italiani. L’unica cosa che qui nella mia città non hanno sono i bus pubblici, infatti se ti vuoi muovere da un posto all’altro, l’unico modo per farlo e’ con una macchina, ma considerando il prezzo della benzina qui negli Stati Uniti spostarsi in macchina non è un grosso problema per loro.  Times Square - New York

Una cosa molto positiva è invece il bus offerto agli studenti. Infatti il tipico bus giallo passa a prendere tutti gli studenti al mattino e li riporta a casa al pomeriggio dopo che la scuola è finita. Hanno molte fermate e sono molto comodi da utilizzare.

 

Sei in Florida, che è anche dove gli studenti si prendono la pausa di primavera e vanno a divertirsi senza freni. Hai provato lo “spring break” all’americana?

Ehm… si, ma mamma e papà leggeranno questo articolo quindi non posso rivelare niente riguardo al mio “spring break”!

Scherzi a parte: si, la Florida è lo stato in cui la maggior parte di studenti Americani viene a passare la settimana di vacanza durante la primavera. È molto divertente:tanti ma tanti studenti, spiaggia, sole, e festini alla sera sulla spiaggia intorno al fuoco.

 

Come viene accolto un italiano negli Stati Uniti. Hai trovato persone disponibili e socievoli?

New York - Empire State BuildingGli studenti in America sono sempre molto curiosi e appena gli si presenta la situazione di avere un exchange student tra le mani lo riempiono di domante. Non vi immaginate neanche le domande che ti possono chiedere, roba del tipo: “ma in Italia lo festeggiate il Natale?” oppure “ma in Italia esistono le macchine?”. La cosa divertente è che sono completamente seri, non hanno la minima idea di quello che succede al di fuori del loro paese. C’è da dire che se i ragazzi approfittano del fatto che sei Italiano per farti domande su Ferrari, Maserati e Lamborghini; le ragazze vanno pazze per noi. Non fanno altro che chiederti di dire qualcosa in italiano. Quindi direi che negli Stati Uniti, un italiano viene accolto molto bene dai ragazzi ma soprattutto dalle ragazze.

 

Cosa pensano i tuoi compagni americani dell’Italia e della sua situazione generale e politica?

Della politica assolutamente niente: non hanno la minima idea di chi sia il presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio The White House - WashingtonItaliano. Sanno tutto riguardo storia e politica Americana, ma di quello che succede al di fuori ne sanno ben poco.

Parlando più in generale: l’Italia viene vista come un sogno da ogni studente americano. Posti bellissimi e mi è capitato più di una volta di sentirmi dire: “Italia: il paese delle belle macchine e belle donne!”.

 

Cosa pensano dei fatti di questi giorni e in particolare dell’attentato di Boston? Hanno sempre paura del terrorismo?

A dire la verità i ragazzi non sono per niente spaventati. E se ci pensate è molto Washingtontriste, ti fa capire quanto siano abituati a questi atti terroristici. Certo c’è molto rammarico e tristezza, ma spavento proprio poco. La cosa positiva è che sono tutti sempre pronti ad aiutare chiunque abbia bisogno, che sia il tuo vicino di casa o qualcuno in uno stato dall’altra parte del paese.

 

Capitolo cibo: cosa ti piace mangiare in America e cosa rimpiangi dell’Italia?

Niente e tutto. Scherzo, chiaramente uno dei piatti migliori in America per uno come me che non sopporta la verdura è la classica Cheesecake. Ma non c’è niente come i tortellini della nonna o le tagliatelle della mamma.

Consiglio: se avete in mente di fare la mia stessa esperienza fate come me: portatevi dietro un po’ di buon aceto e di parmigiano. Non volete sapere con cosa condiscono la pasta e l’insalata qui in America!

 

Dicci un proverbio, motto, frase celebre che hai imparato negli states e uno in dialetto di casa tua…Ad Halloween

Non saprei, non è tanto un motto che ho imparato qui, ma qualcosa che sento ripetere da molte persone: “carpe diem, seize the day, make your life extraordinary” (cogli l’attimo, rendi la tua vita straordinaria). Viene dal film di Robin Williams “l’attimo fuggente” e mi colpisce sempre molto.

In dialetto direi “Quand a piov, a piov insema al bagne”.

Oppure “magna magna”, non è un motto, ma è qualcosa che la mia famiglia ospitante mi dice sempre mentre siamo a tavola e mi ha sempre fatto ridere.

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Silvia Akuffo

Silvia: il futuro è senza confini.

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Originaria del Ghana, ma nata e cresciuta 23 anni fa in Italia nella piccola cittadina di Sassuolo, mi chiamo Silvia. Nonostante il mio legame stretto con la mia città natale 2 ormai 3 anni fa, ho deciso di allargare gli orizzonti, intraprendendo la vita studentesca universitaria a Londra. Sin da piccola sn stata affascinata dal fatto di imparare a parlare lingue diverse, e cio’ è stato una delle ragioni che mi ha portato a spostarmi fuori dall’Italia, per poter avere l’opportunità e l’occasione di esplorare nuovi usi e costumi, nuove culture e stili di vita diversi dal mio. Sono molto grata ai miei genitori, i quali mi hanno permesso di poter sperimentare questa nuova esperienza, per maturare e iniziare anche ad affrontare un nuovo mondo fuori dalle mura di casa. La mia passione per il viaggio è sempre stata molto forte, perciò uno dei miei obiettivi principali dopo essermi laureata è quella di visitare nuovi Paesi, oltre a quelli che ho già avuto la possibilità di scoprire, come per esempio la Francia, l’Austria,la Germania, gli Stati Uniti e ovviamente il mio paese d’origine Ghana detto anche Costa D’oro.

 

Cosa fai attualmente a Londra? 

Attualmente a Londra studio e lavoro part-time. Studio presso la University of West London e lavoro come commessa presso l’ Aeroporto di London Heathrow- Terminal 1.

Come sei arrivata a studiare e lavorare in Inghilterra?

Dopo essere stata in vacanza per 2 settimane a Londra presso parenti la citta’ mi è piaciuta a tal punto da decidere di trasferirmi li e continuare gli studi li per via della vasta gamma di corsi e opportunita’ che questo paese offre a gli studenti.

Cosa ci puoi dire della tua vita a Sassuolo prima di andare a Londra?

Sassuolo è la mia città natale dove ho vissuto maggiorparte della mia vita e delle mie esperienze, prima di andare in Inghilterra frequentavo l’Università di Bologna e lavoravo part-time presso un piccolo bar a Sassuolo.

E cosa ci puoi dire delle tue origini, della tua famiglia, insomma?

Il mio paese d’origine e’ il Ghana, che si trova nel West Africa detto anche “Gold Coast”, entrambi i miei genitori vengono dalla capitale di questo paese che e’ Accra. Sin da piccola mi hanno insegnato la lingua e le tradizioni africane. Sono figlia unica percio’ sono molto legata ai miei genitori e li ho sempre visti come mio unico punto di riferimento.

Scusa se te lo chiediamo, ma rappresenti davvero una nuova generazione per noi. Ti senti sassolese, italiana, ghanese, europea o un po’ di tutte queste cose?

Mi sento un po’ di tutte queste cose messe insieme sicuramente molto piu’ sassolese per il fatto che sono nata e cresciuta li’, in casa mi sento molto ghanese per il fatto della lingua e le usanze che i miei genitori condividono con me, infine una piccola parte di me si sente di Londra da 2 anni a questa parte per il fatto che ormai vivo qui e mi sto pian pian abituando al loro stile di vita.

Come vedi il tuo futuro? A Londra, in Italia…?

Il mio futuro al momento lo vedo pieno di prospettive, viaggiare e scoprire nuove culture mni piacerebbe molto quindi sono ancora incerta se sara’ a Londra o in Italia, attualmente inizio anche a considerare l’opzione di andare nel mio paese d’origine Ghana, quindi chissa!

Che cosa rimpiangi di Sassuolo adesso che sei lontana?

Sicuramente il cibo è la prima cosa che mi manca dell’Italia , e successivamente il tempo che come tutti sanno qua in Inghilterra non e’ mai stato dei migliori. Il fatto di vivere in una citta’ piccolina e tranquilla con famigliari e amici mi manca molto, pero bisogna anche considerare il fatto che ognuno ad un certo punto della propria vita deve fare esperienze ed inizare ad esplorare il mondo da solo per imparare a maturare indipendentemente.

Che cosa invece non ti manca per niente?

uesta e’ una domanda molto difficile, potrei dire il fatto che qualche volta sono stata discriminata per il fatto del colore della pelle, pero’ cio’ non vuol dire che succeda solo in Italia puo’ capitare dappertutto.

Che cosa apprezzi dell’Inghilterra rispetto all’Italia?

L’Inghilterra rispetto a Sassuolo è un paese multiculturale pieno di opportunità dal punto di vista del lavoro dopo gli studi e anche di crescita lavorativa.

 Ci puoi dire un proverbio o frase tipica che hai imparato a Londra e una in dialetto sassolese?

All good things comes to he who waits”, che significa : tutte le cose belle vengono a chi aspetta. In dialetto sassolese “Ascolta, guarda e taas s’at vol vivar in paas”, ascolta, guarda e taci se vuoi vivere in pace. All good things comes to he who waits”, che significa : tutte le cose belle vengono a chi aspetta. In dialetto sassolese “Ascolta, guarda e taas s’at vol vivar in paas”, ascolta, guarda e taci se vuoi vivere in pace.

 

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Alessandro Lanzi, sassolese in Germania a curare i tedeschi e insegnargli a mangiare bene

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Alessandro Lanzi, sassolese, vendeva piastrelle in giro per l’Europa e anche in Germania. “Un giorno un cliente di Ingolstadt, la città dove vivo ora, mi invitò ad una partita di calcio. Già allora ero molto più bravo col microfono che col pallone. Dopo un minuto che la partita era iniziata caddi nel mio primo contrasto come una pera cotta, e mi procurai una frattura multipla e scomposta alla mano. Fui portato all’ospedale e la dottoressa che mi visitò sarebbe diventata da il a poche ore la mia fidanzata, poi mia moglie e poi avrebbe dato la luce a tre bellissimi bambini Asia Maria di 12  anni,  Adelmo Maria di 10  e Alida Maria Lanzi di 8. Il lavoro con le piastrelle proseguì ancora un paio d’anni ma poi con due bambini piccoli non avevo piu voglia di stare via tutta la settimana e veder la mia famiglia poche ore. Allo stesso tempo mia moglie che era diventata vice primario dell’ospedale di Ingolstadt  aveva il desiderio di fare uno studio medico suo. Cominciammo nel 2005 io e lei, lei dottoressa io segretario. Mi interessai anch’io di medicina e feci l’accademia omeopatica per naturopati, e allo stesso tempo vari corsi di formazione sulla gestione d’impresa medica/ospedaliera. Nel frattempo ci siamo ingranditi e trasferiti già 3 volte. Io ho fatto carriera e sono diventato amministratore del nostro Schmerzzentrum 24 (in italia si chiamerebbe Centro di terapia del dolore). Nel 2009 ho aperto un ristorante i due pirati www.iduepirati.de e nel 2011 un secondo lanzi kocht (significa qualcosa come “qui cucina Lanzi”). In tutte e due sottolineo il piacere di mangiare alla sassolese, un po’ in controtendenza rispetto al normale ristorante italiano in terra straniera”.

 

Dicci qualcosa di più della città di Ingolstadt e della regione dove si trova.

“Ingolstadt è una città extracircondariale tedesca situata nel Land della Baviera sulle rive del Danubio. Al 31 dicembre 2008 aveva 123.925 residenti registrati ed era così la sesta città più grande della Baviera. Dal mio punto di vista, posso dirti che Ingolstadt è una citta molto simile a Sassuolo: è una citta alla mano, se vuoi anche “campagnola” ma allo stesso tempo molto moderna, per via dell’Audi e di Media-Saturn. D’inverno il centro è gia alle 18 morto, la vita si svolge più nei pub e nei locali a fiumi di birra. In primavera e d’estate poi c’è il boom delle feste di vario tipo. E’ un fenomeno che non mi ha mai smesso di impressionare, che appena spunta il sole (purtroppo troppo poco qui a ingolstadt per via della buca geologica del Danubio) il tedesco viene fuori e ha voglia di andare a mangiare il gelato, andare al parco o andare nel Biergarten (la terrazza tipica dei ristoranti bavaresi, che peró è un must anche per ogni tipo di ristorante)

Qual è la prima differenza che rilevi fra Sassuolo e Ingolstadt?

“Per me la differenza sostanziale tra Sassuolo e Ingolstadt, è che nonostante i 16 anni che sto qui, non ho gli amici e le compagnie che si possono creare solo dove nasci e cresci, anche se ho chiaramente migliaia (anche per la posizione “pubblica” che ricopro) di conoscenti. Quando vengo a Sassuolo mi sento veramente ancora parte del tessuto sociale, incontro piu amici in piazza piccola in mezz’ora che a volte a Ingolstadt. Mi sento piu libero”.

Quali eventuali difficoltà trova un italiano a vivere in Germania e cosa invece hai trovato di meglio (moglie e figli a parte)?

“Lingua, mangiare, clima. Di meglio c’è la prestazione sanitaria che ha un livello elevatissimo. Anche dal dentista per esempio paghi se veramente ti vuoi rifare tutti i denti, se no è carico del servizio sanitario nazionale. La burocrazia è uguale e forse anche peggio dell’Italia, però diciamo che se procuri tutti i tipi di formulari occorrenti le cose non rimangono bloccate. Di meglio c’è sicuramente il federalismo che genera una sorta di gara tra comuni regioni e stato. Le tasse si pagano nella tua città non a Berlino, poi la città paga una parte allo stato. L’edilizia non so dire se sia meglio, qui pero un ponte lo costruiscono in 2 anni, e le infrastrutture si fanno”. (continua…)

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Antonio Dal Borgo, “ambasciatore” europeo.

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Antonio Dal Borgo, nato a Sassuolo 40 anni fa, ha intrapreso una carriera tutta all’interno della diplomazia europea, frequentando da osservatore e inviato dell’Unione, numerosi paesi, Attualmente è delegato dell’Ue in Guatemala, in pratica un ambasciatore dell’Europa.

Di cosa ti occupi e in che tipo di struttura?

“Il Servizio europeo di azione esterna è un’istituzione creata alcuni anni fa col trattato di Lisbona. Da quel momento si sono sviluppate le delegazioni nella maggior parte dei paesi del mondo, circa 140, e presso diverse istituzioni internazionali, quali la Fao o l’Unesco. E’ una rete molto più estesa di quella dei singoli paesi e i compiti sono quelli di una ambasciata. Il mio in particolare riguarda la gestione dei rapporti diplomatici con il paese ospitante, la cooperazione e i rapporti commerciali, ambito sul quale la Ue ha una competenza esclusiva per conto degli stati membri. Inoltre mi occupo della cooperazione e dello sviluppo”.

Da dove parte questa scelta internazionale?

“Mi sono diplomato al liceo linguistico sperimentale Muratori a Modena, scoprendo una passione e una facilità per le lingue straniere, ne parlo regolarmente quattro. Ho maturato un interesse per la diplomazia internazionale, specialmente in seguito a un anno di Erasmus svolto a Strasburgo, con un’esperienza al parlamento europeo. Da quel momento mi sono appassionato alle politiche dell’Unione e ho cominciato a impegnarmi, fra tanti sacrifici perché la concorrenza è tanta e spietata. In Europa c’è tanta gente competente e preparata”.

Quali sono le tue esperienze prima di arrivare in Guatemala, dove ti trovi da cinque anni?

“Dopo la laurea a Bologna in scienze politiche e un master a Londra in relazioni internazionali, ho cominciato come osservatore elettorale nei Balcani nel periodo successivo alla guerra, per conto dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Poi mi sono spostato in Kosovo alla fine di quella guerra, per conto del Ministero italiano. Ho seguito le prime elezioni municipali e politiche, tappe fondamentali nell’evoluzione del periodo caldo1999-2001. Quindi sono diventato osservatore elettorale per l’Unione Europea (e per l’Osce, che si occupa nello specifico solo dell’area balcanica ed ex Sovietica). Con questo ruolo sono stato in tutta l’ex Jugoslavia (Montenegro, Kosovo, Bosnia, Macedonia) e poi in Bielorussia, Ucraina, quindi Kenya, Nigeria, Sierra Leone, Indonesia, in Cisgiordania e a Gaza. L’Unione europea è particolarmente qualificata e richiesta come osservatore elettorale. Tanti paesi la invitano a inviare esperti, che vigilano sulla comunicazione, sull’accesso al voto, sui diritti, su eventuali frodi, episodi di violenza. L’Unione manda prima una missione esplorativa che valuta la fattibilità, poi un team di osservatori di lungo periodo che restano per tutta la fase delle elezioni e alla fine stilano una relazione che considera di tutti gli aspetti. I paesi interessati poi possono tenere conto o meno della relazione”.

Quindi il passaggio all’”ambasciata” europea in Guatemala. Di che paese parliamo?

“Una nazione di reddito medio, reduce da una guerra civile durata 36 anni e chiusa nel 1996. E’ quella che noi chiamiamo una democrazia in transizione. Ha un sessanta per cento di popolazione di origine maya, che soffre delle carenze strutturali ricorrenti nei grandi paesi latino americani. In particolare c’è una inadeguata distribuzione del reddito, con pochi grandi ricchi e tantissimi poveri. Potenzialmente sarebbe anche un paese promettente, con diverse produzioni interessanti. Ha il petrolio, il caffè, è il secondo produttore mondiale di cardamomo (questo lo sanno in pochi). Ma la sperequazione sociale ha prodotto criminalità, violenza, istituzioni deboli, contaminazioni di gruppi criminali, in particolare i grandi cartelli del narcotraffico messicano.

Noi cerchiamo di aiutare lo stato a raggiungere maggiore trasparenza, forza ed efficienza. L’obiettivo ultimo è la lotta alla povertà”.

L’Unione europea è impegnata in questi ambiti così importanti su scala mondiale e noi non lo sappiamo.

“E’ la cosa che mi rattrista di più: tendenzialmente si considera la Ue solo come una macchina piena di burocrazia e tasse e non si conoscono le centinaia di progetti importanti che conduce, né quanto sia considerata a livello mondiale. A capo delle delegazioni dell’Unione c’è Catherine Ashton, che avete visto recentemente a colloquio sia con Monti che con Obama. Eppure nessuno immagina che siamo impegnati a questi livelli. Mi piacerebbe davvero che la realtà dell’Unione Europea fosse più conosciuta dai miei connazionali e dai miei concittadini. Ci sono molte storie belle da raccontare e molti progetti utili anche per la nostra imprenditoria, che non arrivano a destinazione a causa di pregiudizi e provincialismo. Mi piacerebbe poter incontrare gli studenti, gli imprenditori della mia città e spiegare loro quante e quali opportunità offre la Ue”.

Ecco a proposito del tuo paese, come vivi la lontananza?

“Sono molto legato a Sassuolo, torno spesso e volentieri. Mi piace ritrovarmi in una dimensione dove le cose cambiano e si muovono lentamente rispetto alle grandi città del mondo. Stare tanto tempo lontani rischia di farti perdere radici e identità e io mi sforzo di evitarlo. Fra Sassuolo e il Guatemala c’è realmente un oceano, e non solo in senso fisico. Perciò, per esempio, conservo il mio ruolo di presidente di seggio elettorale e torno ogni volta che c’è una consultazione. Mi serve anche per incontrare in breve tempo tante persone.

Dall’altro lato vivere in una dimensione internazionale mi ha fatto scoprire quante cose abbiamo in comune con gli altri europei. L’ho scoperto proprio stando in America latina, che fra i paesi d’Europa c’è già un’identità condivisa e più grande. Ho colleghi spagnoli, francesi, belgi, greci, svedesi e sento che parliamo davvero tutti la stessa lingua”.

E’ buffo da chiedere a un quasi ambasciatore, ma rimpiangi le tigelle e altro della tua terra?

“Rimpiango le tigelle e le mangio volentieri ogni volta che torno. Ma rimpiango molte altre cose, per esempio l’evolversi delle stagioni. In Guatemala è primavera tutto l’anno, a me piace l’inverno, per esempio mi piace sciare, lo faccio ogni volta che torno in Italia. Ecco, oltre a rimpiangere la mia città, vorrei fare qualcosa per lei, facendole conoscere le opportunità che offre l’Unione europea. Mi offro per incontri pubblici con studenti, seminari con imprenditori al mio ritorno dal Guatemala, che avverrà almeno due volte durante il 2012. Sono a disposizione”.

 

Concretamente Sassuolo

Myriam

Myriam: è bello essere mamma a Madrid.

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Mi chiamo Myriam Chiozza e vivo in Spagna da piú di 15 anni. Ho lasciato Sassuolo subito dopo l’universitá. Ho studiato storia dell’arte e a Madrid ho cominciato il mio dottorato che poi ho dovuto interrompere per questioni economiche ma sono comunque rimasta dopo aver conosciuto mio marito. Qui in Spagna ho approfondito e sviluppato meglio le mie qualitá canore e le mie conoscenze musicali cominciate a Sassuolo con il maestro Valgimigli. Mi sono specializzata in Musicoterapia e attualmente mi sto formando in Italia (Mantova) in canto psicofonico con Elisa Benassi. Ho 2 bambini e cerco di conciliare la vita familiare con quella della professione che mi appassiona molto. Vengo in Italia per lo meno 4 volte all’anno ma da tempo non passo a Sassuolo dato che i miei familiari si sono trasferiti nel bolognese.

Ciao Miriam come va? Da quanto tempo vivi a Madrid e cosa fai?

Vivo a Madrid da piú di 15 anni. E oggigiorno faccio la mamma innanzitutto e mi occupo di voce. Mi sono specializzata in Musicoterapia qui in Spagna e continuo a formarmi in Italia. Lavoro con le famiglie, accompagno le donne incinte nel loro percorso di preparazione alla nascita e faccio formazione in diversi Master di musicoterapia sull’importanza della musica nella tappa prenatale. Sono socia dell’ANEP (Associazione Educazione Prenatale) che esiste anche in Italia ed ha sede a Parma.

Ci racconti il percorso che ti ha portato da Sassuolo fino a lì?

Durante il mio soggiorno Erasmus in Olanda conobbi una ragazza di Madrid, l’amicizia ha fatto il resto. Ancora oggi, 20 anni dopo siamo ancora in contatto.

Trasferirti in Spagna lo hai considerato un passaggio importante e sofferto o invece naturale e tutto sommato positivo?

Un passaggio positivo e molto significante nella mia vita. Qui ho conosciuto mio marito, il padre di Giacomo 8 anni ed Angela 2 anni

Hai vissuto le varie stagioni della Spagna, da quella dell’oro in cui l’economia andava fortissimo a quella attuale in cui invece è arrivata la crisi? Come è cambiato il paese e come è cambiata la gente?

A dire il vero tira grande aria di crisi ma credo che sia ormai una cosa generalizzata e quando fai la vita da mamma, non importa tanto dove ti trovi. Le problematiche sono le stesse.

Come definiresti Madrid, una metropoli, una città a misura d’uomo…

Madrid nonostante sia cambiata, rimane sempre un cittá a misura d’uomo che non fa paura anche nelle ore di punta. Io comunque vivo in periferia, preferisco il verde all’asfalto.

Cosa pensano gli spagnoli degli italiani?

Abbiamo una grande e bella fama, non so perchè ma piacciamo molto

Cosa pensavi tu degli spagnoli quando ti sei trasferita e come è cambiata, se è cambiata, la tua opinione su di loro?

Non avevo grandi idee a proposito. Io mi sono trovata sempre bene anche se riguardo alla maternitá e al modo di fare con i bambini preferisco il modo italiano piú comprensivo ed accogliente.

Per molti aspetti Spagna e Italia sembrano somigliarsi. In cosa la Spagna è meglio e in cosa invece dovrebbe imparare dall’Italia?

Qui hanno più senso civico e più senso di apparteneza culturale…forse dovremmo riflettere…

Qual è secondo l’opinione pubblica spagnola il principale problema del momento nel paese?

La disoccupazione senza dubbio.

Veniamo alle frivolezze: qual è il piatto spagnolo che preferisci e cosa rimpiangi invece della cucina italiana?

I legumi, li sanno cucinare davvero bene come anche il pesce. Mi mancano tanto i formaggi italiani…

Sai dirci un proverbio, motto, aforisma tipico spagnolo?

En casa del herrero cuchillo de palo…ovvero anche in casa del fabbro si usano coltelli di legno…

E una frase in dialetto sassolese?

A Sasol l’è semper festa

 

Concretamente Sassuolo

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