TimeOut Nba
D-FISH saluta LA, Orlando trattiene Howard e intanto Chicago mantiene la Leadership
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MERCATO CHIUSO ed ecco i risultati: la prima “trade” ufficiale c’è stata fra Bucks e Warriors; in california vanno il centro Bogut e la guardia S.Jackson in contropartita di Ellis, Udoh e K.Brown; Milwaukee a questo punto affiancherà Ellis a Jennings per una coppia in regia dal potenziale esplosivo, mentre i Warriors aggiungono peso sotto canestro con Bogut, la promessa Udoh e si liberano del pensante contratto del sempre “incerto” Brown, in più in gialloblu arrivano l’ala Jefferson e il play TJ Ford (che si ritirerà a fine stagione) dagli Spurs usando proprio Jackson come scambio. Piccola curiosità e coincidenza stanotte si sono scontrate proprio Bucks e Warriors
mettendo subito contro gli ex; per la cronaca gara terminata 120-89 a favore dei Bucks con esordio positivo di Ellis, mentre per i Warriors i nuovi giocatori hanno seguito la gara dalla tribuna.
A Los Angeles, sponda Lakers, c’è un’ addio inaspettato: il play Fisher passa a Houston in cambio del centro Jordan Hill (a Houston andrà anche una futura scelta del draft); I gialloviola intanto hanno prelevato dai Cavs la guardia-ala Sessions mentre a Cleveland volano Walton e Kapono. I Rockets oltre a “D-Fish” acquisiscono
un’altro veterano: Camby da Portland in cambio di Flynn e Thabeet.
Altra trade rilevante e quella che ha portato Nenè (Nuggets) ai Wizards in cambio di McGee e Turiaf, il motivo è stato prettamente economico i Nuggets hanno bisogno di alleggerire il monte ingaggi e Nenè aveva un contratto da 67 milioni di dollari in 5 anni fresco di firma; lascia Washington la giovane e promettente guardia Young che va ai Clippers, come contropartita arriva Cook e una futura 2° scelta.
Altro cambio di maglia per G.Wallace che torna sulla east coast per giocare coi Nets,
in cambio a Portland andrà il centro Okur e l’ala S.Williams.
Altro dilemma di qualche giorno fa riguardava Dwight Howard; Il centro ha rassicurato i Magic che resta ma ha fatto capire che vuole rinforzi per competere con le altre squadre alla conquista del titolo, tuttavia le voci di mercato rimangono folte e molti scommettono sul cambio di maglia di “Superman” anche per il prossimo anno.
Torniamo al basket giocato dove la primavera NBA arriva per prima in Illinois, precisamente a Chicago dove i Bulls hanno allungato il vantaggio sugli Heat grazie anche alla vittoria nello scontro diretto di Mercoledi 14 allo United Center terminato 106-102con la coppia Wade-James (rispettivamente 36 e 35 punti) che si è arresa al gioco di squadra dei “tori”. Chicago sta trovando la giusta quadratura per concludere in testa a East, grazie alle giocate di Rose e alla fisicità di Boozer e
Noah in post basso.
Boston sembra un motore che stenta a partire, si trova sempre fra gli ultimi posti validi per i playoff dove è in lotta con Indiana e Atlanta; va segnalata comunque la superba prestazione di Rajon Rondo nella gara contro Knicks (4 marzo) coronata da una tripla doppia (18punti 17rimbalzi 20 assist) che ha portato alla vittoria il “trifoglio” per 115-111 all’overtime. Come previsto Mike D’Antoni si dimette dai Knicks dopo la 7° sconfitta e lascia provvisoriamente la guida al secondo allenatore Woodson (che esordisce
alla grande contro Portland vincendo 121-79); i tifosi comunque si sono divisi su questa decisione, una parte infatti avrebbe preferito che rimanesse alla guida, ma nel frattempo girano voci di un possibile arrivo del veterano Phil Jackson ex Lakers.
Sempre in bassa classifica troviamo New Jersey con un Williams in grande spolvero autore di una super prestazione coronata da 57 punti contro i Bobcats; a seguire Toronto, Washington e Charlotte che nonostante tutto ha ritrovato fiducia con importanti vittorie su Orlando e New Orleans.
Dall’altra parte degli States troviamo sempre Oklahoma in testa anche se ultimamente ha perso un po’ di lucidità e inoltre ha perso 3 gare in casa, l’ultima proprio contro la diretta rivale San Antonio finita 105-114; da annotare una super-prestazione di Tim Duncan (19 rimba e 16 punti). Spurs che quindi mantengo saldo il secondo posto a Ovest.
In netta ascesa i Lakers del nuovo Bryant “mascherato” che hanno scavalcato i cugini Clippers. (continua…)
STELLE: un certo “T-MAC”
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“…per anni è stato considerato uno dei migliori giocatori della NBA. Dotato di un incredibile potenziale, la sua carriera è sempre stata disturbata da infortuni che ne hanno gradualmente diminuito le prestazioni”
Molti di voi sanno chi è perche seguono la Nba come il telegiornale, molti ignorano il soprannome, altri non sanno proprio di chi stiamo parlando, ma “t-mac” è stato un giocatore NBA degli ultimi 15 anni, e tutt’ora lo è, ma… che fine ha fatto? La risposta potrebbe stare nella citazione all’inizio: il declino per troppi infortuni.
T-Mac, all’anagrafe Tracy McGrady, classe 1979 nato in Florida, inizia la sua carriera NBA nel 1997 quando viene scelto alla nona chiamata del 1° giro dai Toronto Raptors; dopo 3 anni ceduto ai Magic (un po un ritorno a casa) e da quel momento comincia a mettere in mostra il suo potenziale insieme a Grant Hill (altra stella mai esplosa). Tracy eredita la maglia nr.1 indossata anni prima da Anfernee Hardaway.
T-Mac disputa 4 stagioni a grandi livelli arrivando a mettere a segno 62 punti in una sola gara ed è stato eletto MVP della stagione regolare 2001, ma tutto ciò non servì ai fini dei Magic per arrivare al titolo.
Viene ceduto ai rockets nel 2004, dove gioca insieme a Yao Ming; anche con i Rockets la musica non cambia: Mcgrady e company centrano sempre i playoff ma non riescono ad essere vincenti nelle gare che contano; vanno comunque segnalate prestazioni da vera stella, come nel derby (disputato tra le mura amiche) del Texas contro i San Antonio Spurs il 9 dicembre 2004, dove T-Mac è artefice di una rimonta con vittoria, e dove segna la bellezza di 13 punti in 33 secondi!!! segnando 4 triple di cui una con fallo e gioco da 4 punti e una sulla sirena di fine partita dove il Toyota Center è praticamente “crollato”:una partita che i tifosi dei Rockets ricorderanno per sempre.
Tuttavia incominciano gli stop per infortunio prima alla schiena poi per problemi al ginocchio.
Negli ultimi anni cambia 3 volte maglia: nel 2010 passa ai Knicks, l’anno successivo ai Pistons e infine dopo il lockout della stagione attuale firma con gli Atlanta Hawks.
Tracy attualmente gioca mediamente 20 minuti a partita e la media di punti è di quasi 7 a gara ; e noi per ricordarci di cosa era in grado di fare vi proponiamo il video dei 13 punti in 33 secondi con “buzzer-beater” contro gli SPURS.
Umberto Pucci
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