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Yeruldelgger Morte nella steppa – Ian Manook (Fazi Editore)

by • 13 aprile 2017 • ConcretaBook, evidenza, newsComments (0)214

Non è difficile immaginarsi  la strada solitaria percorsa dal commissario nella notte.
Yeruldelgger, nel silenzio della sua vettura, attraversa il paesaggio infinito e desolato della steppa in direzione di Ulan Bator. Con lui il piccolo cadavere delicatamente caricato nel pick-up, il mesto ritrovamento che da inizio alla vicenda mongola raccontata dalle parole dell’autore francese Ian Manook.

“Provò una specie di felicità al pensiero di appartenere a quel paese dove i viaggiatori erano benedetti ai quattro venti e dove le bare erano chiamate con lo stresso nome delle culle. Una specie di felicità…”

La scelta che colora questo romanzo noir è geografica. Il piano sociale e quello storico della moderna Mongolia si depositano sulla vita di questo nuovo eroe: un uomo duro e gentile, un padre ferito capace di un amore muto e di un dolore profondo. Il commissario nella sua indagine si destreggerà in una nazione che porta cicatrici dell’influenza sovietica e che mal digerisce l’occupazione industriale ed economica cinese, un luogo sconvolto dalle luci della modernità e sorretto dalla pace di una spiritualità nomade e naturalistica.
La storia pagina dopo pagina si arricchisce di elementi sulla vita del protagonista, Yeruldelgger è infatti un uomo che presto il lettore inizierà a rispettare, per il suo carisma, per la sua umanità e per la sua genuina cultura. Nello stesso modo la vicenda si popola di suggestioni politiche, xenofobe e di omicidi rituali.
Tutte le parti di questo protagonista si rispecchiano nelle donne della sua vita: Solongo, intimo medico legale che vive nella sua yurta mongola, stretta tra le strade di asfalto ed i fazzoletti verdi nei sobborghi della città, Oyun giovane collega legata al commissario da una tenera riverenza; in fine, le figlie e le vittime.

“Come se l’architettura avesse partecipato all’annientamento della cultura mongola. Cancellazione della lingua e della scrittura, cancellazione della tradizione, cancellazione della fede e persino cancellazione della semplice nozione del bello sotto tonnellate di cemento, nello squallore delle cose quotidiane, nella bruttezza dei fabbricati.”

“Yeruldelgger – Morte nella steppa”, è il primo volume di una trilogia che in Francia ha già riscosso un importante successo. Ian Manook (pseudonimo dell’autore/giornalista Patrick Manoukian), scrive con semplicità e linearità. La sua chiarezza mostra con disinvoltura i contrasti e le miserie di una Mongolia inedita per il genere del romanzo giallo. Yeruldelgger è una piacevole scoperta che trova la sua fortuna nell’originalità di questa ambientazione.

Enrico Cuoghi

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