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Tutti i Soldi del Mondo – di Ridley Scott (2017)

by • 10 gennaio 2018 • ConcretaMovie, evidenza, newsComments (0)238

Luglio 1973. John Paul Getty III, nipote sedicenne del magnate del petrolio J. Paul Getty, viene rapito a Roma da una banda di criminali calabresi che chiede alla famiglia un riscatto di 17 milioni di dollari. Gail, la madre del ragazzo, si rivolge a nonno, il quale rifiuta categoricamente di pagare. Da quel momento inizia una triangolazione fra Gail che insiste per portare in salvo suo figlio, il miliardario che non cede alle richieste dei rapitori, e un ex agente della CIA, Fletcher Chase, negoziatore esperto nel recuperare uomini e cose (trailer).

Tratto dall’omonimo saggio di John Pearson, che racconta del rapimento di John Paul Getty III nel 1973, un caso di cronaca che fece parlare i giornali di tutto il mondo. La sceneggiatura del film venne inserita nel 2015, nella Black List, la lista annuale delle migliori sceneggiature non ancora prodotte, e Ridley Scott colse la palla al balzo ed entrò alla svelta nel progetto.

Scott dirige con mestiere e riesce a dare un grande ritmo a un film praticamente ambientato tutto tra case e uffici. L’ottima fotografia di Dariusz Wolski (Pirati dei Caraibi) e la colonna sonora avvolgente di Daniel Pemberton (Steve Jobs, Molly’s Game) completano l’ottimo comparto tecnico che ha lavorato a questo film.

Michelle Williams dimostra ancora una volta il suo talento nel ruolo di Abigail Harris, madre del sedicenne rapito, quest’ultimo interpretato dal giovane e talentuoso Charlie Plummer, recentemente visto in The Dinner di Oren Moverman. La Williams è davvero incredibile nel ruolo della madre preoccupata per il figlio, una donna tenace e forte che non ha paura di correre rischi e che anche se per la maggior parte del film non fa altro che rispondere al telefono, lo fa dignitosamente come una vera madre che aspetta notizie del figlio rapito. L’interpretazione le è valsa una nomination ai Golden Globes come Miglior Attrice in un film drammatico che probabilmente si tramuterà in una quinta nomination agli Oscar, in attesa che un giorno trovi il ruolo giusto per vincerlo. Il magistrale Christopher Plummer interpreta il ruolo chiave dell’intera vicenda: il freddo e avaro Jean Paul Getty I, nonno del ragazzo rapito ed ex-suocero di Abigail Harris. Un uomo freddo, che non è solo un uomo ricco e legato ai soldi, ma molto di più. Un uomo avido di sentimenti per le persone, ma non per le opere d’arte, “che a differenza degli uomini non deludono mai”, dice. Una specie di Scrooge, per intenderci. Il ruolo inizialmente era stato affidato a Kevin Spacey, che aveva già completato il film, ma dopo lo scandalo che lo ha coinvolto, il regista ha scelto, per il bene del film, di rigirare in soli dieci giorni tutte le sue scene sostituendolo con Plummer. L’interpretazione alla fine è perfetta e a detta di chi ci ha lavorato, anche meglio, come conferma la nomination ai Golden Globes.

La pellicola ha qualche pecca. I soliti stereotipi italiani e alcuni momenti un po’ romanzati, tutte cose che comunque già ci si aspettava. La ricostruzione dell’Italia anni ‘70 è molto accurata e anche le scene aggiunte e rigirate sono state amalgamate alla perfezione; merito sia del regista che del cast decisamente professionale, essendosi tutti offerti di lavorare gratis per le scene aggiuntive. Il doppiaggio italiano fa il suo lavoro, ma siamo di fronte ad uno di quei casi in cui il film in lingua originale è tutta un’altra cosa. Il risultato è una pellicola riuscita e avvincente, ma imperfetta. Ma è proprio quel non so che di imperfetto che rende il film ancora più realistico e interessante.

 

 

Daniele Bertani

 

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