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Alla conquista del Ovest: al via la stagione NBA!!!

by • 27 Ottobre 2015 • TimeOut NbaComments (0)951

Il campionato più bello al mondo sta per iniziare e noi abbiamo pensato di presentarvi la nuova stagione NBA. Sono ormai due anni che i grossi infortuni ci togliono la possibilità di ammirare tutti i migliori giocatori, ma nonostante tutto l’ultima regular season ha regalato uno spettacolo indimenticabile.

Presentiamo adesso la Western Conference, quel bagno di sangue in cui la quinta squadra può tranquillamente ambire all’anello.

Ecco la nostra idea sulle diverse squadre dell’Ovest.

NORTHWEST DIVISION

DENVER NUGGETS

Quintetto: Mudiay- Chandler- Gallinari- Faried- Nurkic

Dopo l’addio di Lawson, stella della squadra, nella scorsa stagione, il percorso di rifondazione di questi Nuggets è stato ufficialmente intrapreso. Occhio a Emmanuel Mudiay, point guard pescata un po’ in basso, ma che ha fatto alzare più di un sopracciglio in preseason, e potrà crescere insieme a un veterano come Jameer Nelson.
Gallinari in attacco avrà le chiavi della squadra, e speriamo che finalmente possa esprimersi in una stagione al 100%, libero da infortuni e sfighe di sorta. Il nuovo coach, Mike Malone, promette davvero molto bene (ricordate come giocavano i Kings di inizio dell’anno scorso, prima che venisse incredibilmente licenziato per una pazzia della dirigenza?), anche se difensivamente i suoi non sembrano proprio appartenere all’élite della Lega, per usare un eufemismo.
Aggiungiamo a tutto questo discorso Nurkic, gigantone europeo in forte crescita (anche se purtroppo comincerà la stagione dall’infermeria), e abbiamo un bel progetto di ricostruzione che nel giro di un paio d’anni potrebbe davvero dare i suoi frutti.
Giocatore chiave: Gallinari è chiaramente il franchise-player, e qua tifiamo tutti per una sua stagione memorabile, dopo il grande Europeo giocato.

MINNESOTA TIMBERWOLVES

Quintetto: Rubio- Martin- Wiggins- Garnett- Anthony-Towns

Sarà un altro anno di passaggio per questi T-Wolves, che inevitabilmente saranno fuori dalla corsa playoff, se non altro perché ad Ovest il livello è decisamente fuori dalla loro portata, ma questa squadra presenta una situazione certamente interessante: il mix di talento grezzo e veterani potrebbe rivelarsi un investimento eccezionale per il futuro. Immaginate uno con l’esperienza di Garnett a fare da chioccia a talenti del livello di Anthony-Towns (prima scelta assoluta di quest’anno), Wiggins (Rookie of the Year in carica), LaVine. Qualcuno dirà che manca Ricky Rubio, nel novero dei giovani talenti: il discorso da fare sullo spagnolo è abbastanza complicato. Le sue letture in situazioni di P&R sono celestiali, ma il fisico e il suo essere un pessimo tiratore da lontano lo rendono un giocatore molto poco rispettato in certe situazioni. Durante l’estate pare abbia lavorato sul suo tiro, ma soprattutto dovrà farlo sulla sua fiducia, troppe volte negli anni passati lo abbiamo visto rifiutare tiri comodi per cercare un assist in più. Il suo ruolo diventa quindi molto pesante, dal momento che questa è davvero l’età dell’oro delle point guard, e il suo contratto lo rende un giocatore overpaid. Chissà come evolverà la sua posizione all’interno di questa squadra.
Tutto questo mix di talento, inoltre, è ora in mano a Sam Mitchell, subentrato al compianto Flip Saunders, scomparso tragicamente qualche giorno fa per un tumore. Mitchell forse non è il coach più abile per gestire questa situazione, e dovrà rimpiazzare uno dei personaggi sportivamente più venerati a Minneapolis.

Giocatore chiave: Kevin Garnett, non tanto per quello che farà sul campo, quanto per quello che dovrà fare fuori dal campo favorendo la crescita dei suoi compagni di squadra.

PORTLAND TRAILBLAZERS

Quintetto: Lillard – McCollum- Aminu- Leonard- Plumlee

Non aspettatevi la Portland dell’anno scorso. Questi non ci vanno nemmeno vicino. Del quintetto titolare se ne sono andati ben in quattro (Alridge, Matthews, Batum, Lopez), nessuno è arrivato tramite trade. Non ho ben chiaro in testa cosa stia facendo la dirigenza in questo momento, mi auguro che sia una manovra di rifondazione in due-tre anni perchè una piazza come Portland si merita di poter vedere una pallacanestro di livello. Dal draft nulla di buono, sarà in tutto e per tutto una stagione di transizione (non voglio sbilanciarmi troppo ed etichettarli come tanker prima di vederli in azione)

Giocatore chiave: Damian Lillard. Unico rimasto del quintetto titolare che l’anno scorso spaventava molte squadre. Unico dei cinque con un contratto, che a questo punto potrebbe anche essere la sua maledizione. In ogni caso Damianino siamo tutti con te!

OKLAHOMA CITY THUNDER

Quintetto: Westbrook- ?- Durant- Ibaka- Adams

La domanda che tutti chiaramente si porranno quest’anno è: saranno finalmente pronti per giocarsi davvero il titolo? La risposta, sulla carta, sarebbe oltremodo scontata: Westbrook, Durant, Ibaka, Kanter, sono un quartetto che nessuna squadra NBA, a livello di talento, può pareggiare. Gli ultimi due non possono stare in campo insieme, ma questo paradossalmente potrebbe essere un vantaggio: Kanter quasi sicuramente partirà dalla panchina e questo gli permetterà di giocare contro le seconde linee avversarie, territorio nel quale potrà nascondere le sue (disastrose) lacune difensive, e far valere in modo ancora più accentuato le sue doti offensive superiori alla media.
Il mistero da risolvere, sul campo, è la guardia da affiancare a Westbrook, che il nuovo coach Billy Donovan dovrà scegliere tra Dion Waiters (bene, ma non benissimo), Andre Roberson (buon difensore, pessimo tiratore, probabilmente è il candidato favorito), Anthony Morrow (buon tiratore, pessimo difensore), e Kyle Singler (un giocatore molto intelligente ma che forse fatica a livello NBA per motivi soprattutto fisici).
Donovan avrà il compito non facile di dover dare un senso al gioco dei Thunder, cercando di sfruttare il potenziale offensivo senza pari a sua disposizione in un modo più dinamico rispetto al suo predecessore, in modo che le partite dei Thunder, soprattutto nei finali di partita, non si trasformino come in passato in una serie interminabile di “1 contro tutti”, che a lungo andare non portano a niente.

Giocatore chiave: ovviamente KD. Dopo una stagione davvero sfortunata, avrà tutta la pressione addosso del dover dimostrare, di nuovo, di essere uno dei due giocatori più forti del pianeta.

UTAH JAZZ

Quintetto: Burke- Hood- Hayward- Favors- Gobert

Nessuno scossone di mercato per la franchigia di Salt Lake City. Dovrebbe essere un’altra annata di basso livello, anche se la squadra è molto giovane e ha ampi margini di miglioramento. Gordon Hayward continua ad essere il giocatore più dimenticato della lega e continua a giocare in una squadra che a parer mio non lo merita. Sarei molto curioso di vederlo misurarsi in una squadra che lotta per qualcosa. Di nuovi giocatori hanno Tibor Plaiß dal Barcellona e Raul Neto dal Murcia. Al draft hanno pescato Trey Lyles da Kentucky alla numero 12.

Giocatore chiave: Gordon Hayward per quanto possa essere chiave in una squadra dove non succede mai nulla. Gli highlights sono tutti suoi.

SOUTHWEST DIVISION

DALLAS MAVERICKS

Quintetto: Williams- Matthews- Parsons- Nowitzki- Pachulia

La telenovela DeAndre Jordan ha lasciato un segno indelebile sul futuro prossimo della franchigia texana, con Cuban che si è visto costretto a modificare in corsa ogni strategia dopo aver basato l’intero mercato sul lungo dei Clippers: il risultato finale è una squadra probabilmente troppo forte ed orgogliosa per fare tanking spregiudicato, ma anche troppo debole per competere nella Royal Rumble della Western Conference.

La deleteria trade Rondo è stata rinnegata immediatamente, ma oltre all’ex Celtic il reparto esterni ha perso la sua principale arma offensiva rappresentata dal miglior Monta Ellis di sempre. A rimpiazzarli sono arrivati il declinante Deron Williams e un interessantissimo Wes Matthews da Portland che però è in fase di recupero dopo il grave infortunio della scorsa stagione.

Inutile dire che anche quest’anno la maggior parte dell’attacco bianco-blu passerà dalle esperte mani di Wunder Dirk Nowitzki  (478 punti lo separano dal sesto posto occupato da Shaq nella classifica marcatori all-time) e Chandler Parsons, con quest’ultimo che dovrà fare gli straordinari anche in difesa vista la partenza dell’ancora Tyson Chandler.

Giocatore chiave: Deron Williams, se dovesse tornare vicino ai livelli di Utah allora i Mavs saranno una discreta mina vagante.

HOUSTON ROCKETS

Quintetto: Lawson – Harden – Ariza – Jones – Howard

Howard che finalmente sembra essere in grado di gestire i suoi guai fisici alla schiena, il Barba Harden credibilissimo candidato al titolo di MVP e un contorno di ottimi giocatori come Ariza, Jones e Motiejunas. Collettivo fortissimo ma che da sempre l’idea che gli manchi un centesimo per fare un dollaro. Ty Lawson potrebbe essere quel centesimo e il Larry O’Brien Trophy il tanto agognato dollaro, ma i recenti problemi extra cestistici del playmaker ex Nuggets obbligano ad utilizzare il condizionale.

Nella migliore delle ipotesi con Lawson in condizioni mentali stabili, Howard sano, Harden in formato Fear the Beard e il resto della truppa a fare il loro mestiere possono battere chiunque, ambendo legittimamente al titolo. La sensazione è però che con la sottrazione di anche solo uno di questi fattori, il castello rischi di crollare a livello del secondo turno di playoff quando gli avversari si chiameranno presumibilmente Spurs, Warriors o Clippers.

Giocatore Chiave: Ty Lawson, se supererà i problemi personali potrà rivelarsi la vera steal del mercato e far decollare le pretese al titolo dei Rockets.

MEMPHIS GRIZZLIES

Quintetto: Conley – Lee – Allen – Randolph – Gasol

A meno di incredibili allineamenti astrali sopra al Tennessee, i Memphis Grizzlies non saranno i campioni NBA 2015/2016. Ma chiunque vorrà fregiarsi di quel titolo ad Ovest, avrà vita durissima contro di loro e questa è quasi una certezza.

Al gruppo storico non sono state apportate modifiche fondamentali, tra gli highlights del mercato estivo c’è l’arrivo di Matt Barnes che va ad incrementare il livello già alto di intimidazione, trash talking e cattiveria sotto canestro, oltre a quello di un sempre troppo sottovalutato Brandan Wright da Dallas. Rischia invece di essere dolorosa la partenza verso Sacramento del greco Kostas Koufos, che aveva dimostrato di essere un ottimo rimpiazzo di Gasol sia in attacco che in difesa.

In conclusione la squadra conferma le sue qualità difensive sopra la media, un’attività a rimbalzo eccezionale con il duo Randolph-Gasol e un gruppo solido sotto la guida di Conley, il quale non è ancora un All-Star solo per la concorrenza spietata nel ruolo ad Ovest. Tuttavia quello raggiunto sembra il livello massimo possibile raggiunto dai Grizzlies ed onestamente si fa fatica a proiettare questo gruppo più in alto della finale di Conference senza snaturarlo.

Giocatore Chiave: Jeff Green, il suo impatto dalla panchina e la sua capacità di sbloccare l’attacco quando si inceppa sarà fondamentale per dare punti ai Grizzlies.

NEW ORLEANS PELICANS

Quintetto: Holiday – Gordon – Pondexter – Davis – Asik

Consolidare il gruppo attorno ad Anthony Davis ed andare dove lui ci porterà. Questa in breve la strategia del front-office dei Pelicans adottata quest’estate in sede di mercato. Ed è anche comprensibile quando un sondaggio tra i General Manager NBA ha indicato proprio nell’ex stella dei Kentucky Wildcats l’uomo su cui l’86,2% di loro vorrebbe fondare una franchigia.

Tuttavia rimangono grossi dubbi sul fatto che questo gruppo in particolare sia in grado di arrivare ai piani altissimi della Western Conference nonostante la presenza di Davis, vista la monodimensionalità di molti suoi interpreti e i tanti problemi fisici che spesso affliggono elementi importanti come Gordon, Asik (pagato a peso d’oro il suo rinnovo) e Ryan Anderson.

Mettendo da parte le incognite, questo gruppo ha qualità e soprattutto un nuovo allenatore esperto e competente come Alvin Gentry che dopo aver vinto il titolo lo scorso anno da assistente ai Warriors torna ad occupare il ruolo di capo allenatore. Sarà molto interessante vedere come guiderà la gestione del pallone tra Holiday e Tyreke Evans quando quest’ultimo entrerà dalla panchina, posto che comunque gran parte dell’attacco passerà da Davis.

Giocatore Chiave: Anthony Davis, è inutile dire che dalla sua ascesa a dominatore della lega dipendono le sorti dei Pelicans.

SAN ANTONIO SPURS

Quintetto: Parker – Green – Leonard – Aldridge – Duncan

Illegali. Questo è ciò che l’aggettivo che la maggior parte degli appassionati NBA ha attribuito ai San Antonio Spurs dopo aver letto della firma di LaMarcus Aldridge e David West, quest’ultimo al minimo salariale.

Ed effettivamente Popovich, che dopo Rio succederà a Coach-K alla guida di team USA, ha ancora una volta tra le mani una squadra fenomenale nell’immediato e con adesso anche un futuro roseo visto che il post-Duncan (e Ginobili) verrà fondato sull’asse Leonard-Aldridge. Il lungo ex Blazers affiancherà un Tim Duncan all’ultimo canto nella riedizione delle Twin Towers con cui iniziò la leggenda della franchigia più vincente dello sport americano negli ultimi 20 anni.

Uniche note dolenti sono state il mancato rinnovo del nostro Marco Belinelli per questioni salariali e la perdita di Thiago Splitter, che pur con tutti i suoi limiti era diventata un’ancora difensiva importantissima.

Quindi anche quest’anno nonostante Parker inizi  a dare evidenti segnali di declino e Ginobili ormai destinato a dare pochi minuti di qualità nel secondo quintetto, gli Spurs si candidano di diritto tra i contenders più agguerriti al titolo detenuto dai Warriors,

Giocatore Chiave: LaMarcus Aldridge, la sua capacità di inserirsi nel sistema Spurs è l’elemento fondamentale per riportare il titolo a San Antonio.

PACIFIC DIVISION

GOLDEN STATE WARRIORS

Quintetto: Curry – Thompson – Barnes – Green – Bogut

Squadra che vince non si cambia. Perché non dovrebbero ripetersi, visto che il roster è rimasto quasi intatto (con la sola dipartita di David Lee), e che i principali interpreti sono tutti nella fase ascendente della propria carriera? I soli che potrebbero vedere un calo di rendimento, per questioni anagrafiche, sono Bogut (che potrebbe vedere meno minuti in favore di Ezeli), e Iguodala (il cui ruolo è più difficilmente rimpiazzabile, soprattutto in fase difensiva, ma che vista la profondità del roster potrebbe essere centellinato in regular season).

Giocatore chiave: Curry è indubbiamente il motore di questa macchina perfetta. Da quest’anno è anche sotto l’ala protettiva di Steve Nash, entrato ufficialmente nello staff di Golden State. Dobbiamo avere paura?

LOS ANGELES CLIPPERS

Quintetto: Paul – Redick  – Johnson – Griffin – Jordan

Se l’anno scorso il tallone d’Achille del roster era sicuramente la panchina, gli innesti estivi di Josh Smith, Pierce, Lance Stephenson, rendono questi i migliori Clippers di sempre. Gli ingredienti per arrivare fino in fondo ci sono tutti. Ma sappiamo che questi sono i Clippers: la stessa squadra che ha buttato via in malo modo un vantaggio 3-1 in una serie di playoff contro una squadra solida ma sicuramente inferiore come gli Houston Rockets. Tutto è possibile.
Per quanto riguarda il quintetto, è possibile che Doc Rivers voglia far partire giocatori come Stephenson e Pierce dalla panchina, in favore di Wesley Johnson in quintetto da 3. Questo per avere una seconda linea di molto superiore al passato: tremo al pensiero dell’efficienza che potrebbe avere The Truth in una situazione come questa.

Giocatore chiave: è sempre CP3. Il metronomo di questa squadra, forse il più grande playmaker del suo tempo, quest’anno potrebbe avere la possibilità di arrivare ai playoff avendo giocato una regular season meno logorante.

LOS ANGELES LAKERS

Quintetto: Russell- Clarkson- Bryant- Bass- Hibbert

Da sempre, il problema di questa franchigia è l’impossibilità dell’accettare una rifondazione. Non ci sono altre franchigie che, come i gialloviola, hanno addosso la pressione di una piazza ultra esigente e di una storia pesante da onorare. Questo li ha portati a scelte molto dure, come quelle di tentare fino all’ultimo di assemblare squadre che potessero dare la chance a Kobe di pareggiare MJ. Accetteranno quest’anno un’altra stagione di tanking? I motivi sono contrastanti: innanzitutto la scelta al draft del prossimo anno è protetta, e rimarrà a LA solo se sarà tra le prime 3. Dall’altro lato, però, Kobe vorrebbe forse chiudere la carriera lasciando dietro di sé qualcuno che possa raccogliere l’eredità di una squadra vincente.
La domanda potrebbe sembrare retorica, dal momento che, visti i valori in campo, sarà certamente tanking, ma tutto starà nel modo in cui questa stagione verrà impostata. Se nell’ottica di sviluppare i giovani, o se dare qualche ultima (piccola) soddisfazione al numero 24.

Giocatore chiave:  Bryant. Se dovesse interpretare il suo ruolo come l’anno scorso, potrebbe essere un ostacolo allo sviluppo di giovani dalle belle speranze come Russell, Clarke, Randle, al contrario sarebbe un maestro eccezionale.

PHOENIX SUNS

Quintetto: Knight – Bledsoe – Tucker – Morris – Chandler

La situazione dei Suns la ritengo una delle più indecifrabili. Il roster attuale, dopo gli stravolgimenti dell’anno scorso a stagione inoltrata, ha qualche chance di giocarsi l’ultimo posto ai playoff a Ovest quest’anno. La dirigenza però suscita qualche dubbio: non ha ancora voluto prorogare il contratto all’allenatore, che pur se lo meriterebbe visto il buon lavoro fatto. E il futuro di Markieff Morris è appeso all’esito di un processo penale. La loro è una sorta di rifondazione soft: stanno assemblando una buona squadra alla quale però manca ancora la vera stella.

Giocatore chiave: Bledsoe, è la guardia su cui hanno puntato tutto, e dovrà dimostrarsi all’altezza.

SACRAMENTO KINGS

Quintetto: Rondo – McLemore – Gay – Cousins – Koufos

Il contesto di Sacramento è un contesto in cui uno come Belinelli dovrà fare la parte del veterano che dà equilibrio a una squadra: non che lui sia mai stato uno scapestrato, però per il nostro Marco questa sarà sicuramente una sfida nuova per la sua carriera. Io credo che questa squadra, visti gli elementi esplosivi di cui è composta, avrà in definitiva due alternative: o saltare per aria nelle mani dell’artificiere (George Karl, che ci ha abituati in passato a risultati più che positivi, oltre le aspettative iniziali “sulla carta”) o mettere le basi per qualcosa di scoppiettante in senso buono. La difesa, visti gli interpreti, rimane un grosso ostacolo.
Per quanto riguarda il quintetto, Karl qui ha diverse possibilità da giocarsi, a seconda che voglia preferirne uno pesante (quello scritto poche righe più su), o viaggiare più leggero, nel qual caso Cousins andrebbe 5, Koufos partirebbe dalla panchina, e Belinelli andrebbe in campo da 3, con Gay a occupare la posizione di power forward. Tutti i segnali però propendono nella direzione del quintetto pesante, che nel corso della stagione potrebbe subire un’ulteriore modifica: il rookie Willie Cauley-Stein potrebbe prendere il posto di  Koufos come centro. Vedremo quale sarà il suo impatto una volta sceso in campo.

Giocatore chiave: Cousin è sicuramente la superstar della squadra, ma mi sbilancio dicendo Rondo. Deve diventare un uomo squadra una volta per tutte, questo credo che per lui sarà l’ultimo treno.

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 Anche per quanto riguarda la Western Conference, è tutto. Appuntamento al prossimo lunedì con il recap della prima settimana di regular season!

Nanni Bellei, Alessandro Sciaboni. Nicolò Bonettini, Niccolò Battolla

Immagini: Facebook: NBA Official Page

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