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ABBIAMO TUTTI UNA CODA? LA SIRENETTA DI ECO DI FONDO AL TEATRO PICCOLO OROLOGIO

by • 18 Ottobre 2018 • QuartaPareteComments (0)651

Le fiabe, i miti, le narrazioni senza tempo … qui sono calate, nel tempo. Nel tempo presente, fra le contraddizioni quotidiane, i drammi societari dell’oggi, le tragedie chiuse nelle case dei nostri vicini di mondo. “Eco di fondo” – compagnia di giovani talenti (Riccardo Buffonini, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti e Giulia Viana)–è tornata, dopo il successo di “Orfeo ed Euridice”, al Teatro Piccolo Orologio, all’interno della rassegna “Figure da Grandi” dell’Associazione Teatrale Mamimò.

Questa volta è una vera e propria fiaba a essere messa sul “tavolo chirurgico” del lavoro testuale. Si rende la narrazione scevra di ogni abbellimento infantile e si procede a individuare il motivo centrale: senza dubbio e prima di tutto, l’estraneità.

La Sirenetta di Eco di Fondo è, soprattutto, la storia di una vittima dell’esclusione. Attraverso un gioco scenografico preciso, puntuale e assolutamente evocativo, un mondo di ombre si apre davanti a noi. Vediamo la nascita di un bambino con la coda, in un recinto di adulti dove devi avere gambe per essere qualcuno. Seguiamo la crescita di questa vita già “sbagliata” costretta a costruirsi un acquario per non morire – per troppa aria e per troppa crudeltà.

Vediamo “il Sirenetto” maltrattato, circondato da adulti volutamente muti, affezionato a “Principi” scomparsi troppo presto, ma che non hanno mai avuto bisogno di proferire promesse. Le ombre hanno lasciato il posto a colori nuovi, l’immobilità è diventata scusa per essere portati in braccio.

Salta ogni schema: saltano i bianchi e i grigi della vita, saltano le coppie fisse di giocattoli e valori.

Ma il mondo, dopotutto, sa ancora – purtroppo– vincere. E allora bisogna appellarsi alla “Strega del Mare”, a colei che vorrebbe toglierti ogni voce di verità e convincerti che –no– tu (con le tue peculiarità, le tue scelte, il tuo essere) non esisti: “se non nomini più la tua coda, non esisterà più”.

E il resto, le alternative, sembrano scomparire insieme alle lacrime perse nel mare.

Rimane una decisione. Una sola: morire. Per rinascere, finalmente liberi.

“Eco di fondo” apre i nostri occhi su un mondo presente, silenzioso e nascosto. Un’Atlantide di estraneità, sepolta sotto l’ipocrisia di una società fin troppo liquida in apparenza, fin troppo ottusa (e crudele) nella realtà.

La Sirenetta è uno spettacolo imperdibile, da salutare con le lacrime agli occhi, la rabbia in fondo alla testa, le risate che non ti aspetti e le mani pronte ad applaudire.

Perché questo spettacolo è, sì, un pugno nello stomaco. Ma è – prima di tutto– un regalo da concedersi.

Fino in fondo.

 

Clizia Riva

 

LA SIRENETTA – #FiguredaGrandi2018

regia Giacomo Ferraù | con la collaborazione registica di Arturo Cirillo | drammaturgia Giacomo Ferraù e Giulia Viana con la collaborazione della compagnia | con Riccardo Buffonini, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti, Giulia Viana | assistenti alla regia Piera Mungiguerra, Simon Waldvogel e Michele Basile | disegno luci Giuliano Almerighi | coordinamento coreografico Riccardo Olivier | progetto video Riccardo Calamandrei | produzione Eco di fondo  in coproduzione con Campo Teatrale | con il patrocinio di Amnesty International Italia e EveryOne group

Fotografie: Lorenza Daverio

 

 

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