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Assassinio sull’Orient Express – di Kenneth Branagh (2017)

by • 12 dicembre 2017 • ConcretaMovieComments (0)145

Il detective più famoso del mondo, Hercule Poirot, è in viaggio a bordo del lussuosissimo Orient Express, di ritorno da Istanbul dove ha appena risolto l’ennesimo caso. Tra i passeggeri viaggiano eccentrici personaggi: un conte e una contessa, un milionario, un colonnello, un’aristocratica russa, un’istitutrice e altri. Quando, a causa di una slavina, la corsa del treno viene improvvisamente interrotta per l’intera notte, un cadavere viene ritrovato nella carrozza accanto a quella in cui viaggia Poirot. Inizia, quindi, la caccia all’assassino, che dovrebbe trovarsi ancora a bordo del treno, e le minuziose indagini di Poirot sveleranno oscuri e sinistri passati che legano tra loro i passeggeri del treno (trailer).

Non si sentiva la necessità di un’altra trasposizione cinematografica di Assassinio sull’Orient Express, il capolavoro di Agatha Christie, visto che l’omonimo film del 1974, diretto da Sidney Lumet con protagonista Albert Finney, rientra di sicuro tra i migliori adattamenti di sempre; eppure questa nuova versione, diretta dal candidato all’Oscar Kenneth Branagh, non fa rimpiangere l’iconico film del ‘74.

Branagh punta molto sulla fotografia, straordinaria e ricca di stupendi e riuscitissimi piani sequenza, oltre a numerose inquadrature insolite, come riprese dall’alto, strani passaggi da una stanza all’altra o la scelta di mantenere a lungo l’inquadratura quando un personaggio parla. Scelta che porta alla luce l’enorme talento di tutto il cast, che si trova a dover affrontare interi dialoghi senza tagli. Spiccano, su tutte, le interpretazioni dello stesso Kenneth Branagh, che esprime tutta la sua versatilità e la sua capacità magnetica di stare sulla scena, della splendida Michelle Pfeiffer, nel ruolo dell’eccentrica Martha Hubbard, del commovente Derek Jacobi nel ruolo del maggiordomo Masterman, e di un ottimo Josh Gad, nel ruolo del segretario; mentre passa un po’ inosservata Penélope Cruz.

Per la colonna sonora, Branagh si affida di nuovo al suo compositore di fiducia, il britannico Patrick Doyle, con cui ha già lavorato in quasi tutti i suoi lavori, da Molto rumore per nulla a Cenerentola, e che ci regala di nuovo una composizione sublime. Nel complesso tutto il reparto tecnico della pellicola è davvero molto curato e di altissimo livello: gli effetti speciali sono davvero stupendi, così come i costumi, il trucco e il montaggio.

Kenneth Branagh riesce a regalarci ancora una volta una pellicola unica: una sua versione e visione dell’investigatore belga con quel pizzico action che non stona. Si esce dalla sala soddisfatti se non si sa nulla del testo e piacevolmente sorpresi se si è affezionati alla prima versione.  Anche la tanto discussa scelta stilistica di ‘stravolgere’ i baffi del popolare detective risulta funzionale a questo ‘nuovo’ Poirot, e come disse la stessa Agatha Chistie: “Poirot deve avere i baffi più maestosi di tutta l’Inghilterra”, e non possiamo fare altro che dire: “Et voilà!”.

Se Branagh avesse riproposto un adattamento fedele al testo di partenza quanto il precedente, avrebbe rischiato di incappare in una valanga di inutili paragoni, mentre così facendo, invece, si è liberato di un pesante fardello. Non serviva a niente un nuovo film che riproducesse alla lettera il romanzo e Branagh l’ha capito bene, e così ha riproposto un classico del giallo ma a modo suo: scavando nella profonda psiche dei personaggi e leggendo tra le righe di un testo assolutamente non banale. Sfruttando peculiarità, pregi e difetti del detective belga e riuscendo a confermarne l’unicità che lo caratterizza, Branagh ci riconferma di essere uno dei registi più capaci di sempre nel portare sul grande schermo capolavori cartacei. Tutti questi cambiamenti sono senz’altro anche un’ottima mossa per portare sempre più giovani a leggere i romanzi di Agatha Christie. Suvvia, guardatelo senza pregiudizi e senza fare paragoni e vedrete che, oltre a divertirvi e intrigarvi, rimarrete piacevolmente sorpresi. Per ora è tutto, ci rivediamo sul Nilo.

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Voto: 8/10

 

 

Daniele Bertani

 

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