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Augenblicke (Blink of an eye): interview with Martin Bargiel

by • 22 Maggio 2012 • ConcretaMovie, Le interviste di ConcretaMovie, Ozu Film FestivalComments (0)1734

 

 

 

 

Augenblicke, uno psico-thriller che molto deve alle atmosfere di Fincher o Scorsese, è stato proiettato in più di 38 Festival diversi in tutto il mondo nel corso dell’ultimo anno, guadagnando  10 nomination nelle categorie principali ed un quantitativo di 15 awards. Tra questi l’Ozu Film Festival 19 che ha assegnato all’opera, ed al suo regista Martin Bargiel, il gran premio della giuria, complici un magistrale utilizzo di moderne tecniche di ripresa ed una sceneggiatura capace di lasciare incollati al (grande) schermo fino alla fine.

Il tuo corto ha ormai fatto il giro del mondo, riscuotendo ovunque ottime critiche, ti aspettavi un riscontro così positivo?

Mr. Bargiel, your short film has been screened all around the world, reaching very good critics everywhere, did you expect such a positive response?

Sapevo che noi (il team di “Augenblicke”) avevamo creato qualcosa di insolito, in senso positivo. E’ in qualche modo un corto differente. Sapevo che il nostro film sarebbe stato qualcosa di cui le persone avrebbero parlato, sul quale avrebbero fatto commenti e avrebbero posto diversi interrogativi. E’ più o meno tutto quello che un regista possa chiedere, almeno per un film che dura così poco. Ma il fatto che abbia raggiunto così tante persone in giro per il mondo che lo apprezzano veramente è certamente qualcosa di fantastico. Siamo sorpresi, ma ancor più sopraffatti.

I knew that we (the fIlm team of “Augenblicke”) had created something unusual, in a positive way. It is a little bit of a different short in some ways. I knew that our film would be something that people would talk about, have questions and different comments. That’s pretty much all a filmmaker can ask for, at least with a film that’s only a couple of minutes long, but that it would reach such a wide audience all around the world and who really enjoys it this much, is just fantastic. So we are a bit surprised, but we are actually more astonished.

Augenblicke dimostra una grande capacità nell’uso di fotografia e green- screen, aspetti che colpiscono lo spettatore fin dalla prima scena, da cosa derivano queste tue capacità e quanto è costata anche in termini di lavoro un’opera di questo tipo?

Augenblicke shows a great ability in the use of photography and green-screen, aspects that hit the audience since the very first scene, where do those skills came from and how much did cost, also in terms of work, such a result?

Sono sempre stato una persona molto attenta all’aspetto visivo. Ho avuto la mia prima macchina fotografica a tredici anni. Inoltre lavoro come direttore della fotografia e fotografo freelance, perciò è molto naturale per me pensare all’aspetto visivo mentre scrivo lo screenplay. Mi piace sorprendere l’audience, non con navi spaziali o alieni animati al computer, ma piuttosto con cose che intensifichino la storia o un personaggio. E il tema di Augenblicke lascia un molto spazio per “invisibili” effetti speciali. Per esempio nella scena dello specchio in bagno è stato fatto molto lavoro sul set. Ci siamo dovuti preparare molto per la costruzione del bagno. Quindi l’80% è stato girato dal vivo. E’ il momento che preferisco, perché è dove avviene davvero la magia del film. Per il resto ho dovuto usare effetti digitali per pulire la ripresa e renderla senza cuciture. E’ stato davvero MOLTO lavoro, ma questo è dovuto a questioni di limiti di badget e staff. Lo stesso vale per la prima scena del film, la scena del vetro nell’ascensore.

I have always paid attention at the visual aspect. I had my first photo camera at the age of 13. I also work as a cinematographer and freelance photographer, so it is very natural to me to think of the visual aspect while I’m writing the screenplay. I like to “wow” audiences, not with space ships or computer animated aliens, but rather with things that enhance the story or a character. And the theme of “Augenblicke” gives a lot of space to “invisible” visual effects. For example, to shoot the mirror scene in the bathroom needed a lot of work done on the set. We took a lot of preparation in building the bathroom. So 80% of this scene was done live. I like this the most, since this is really where the magic happens. For the rest, I had to use digital effects to clean up the shooting and make it seamless. It was a LOT of work, but this is due to a limited budget and staff. The same goes for the first scene in the film, the elevator-mirror-scene. 

Da dove viene invece l’ispirazione per girare un thriller, un prodotto generalmente “insolito” nelle rassegne di cinema indipendente?

Moreover, what gave you the inspiration for a thriller movie, a generally unusual product for festivals of independent cinema?

Prima di Augenblicke ho girato “Buddy-movies” o commedie leggere su temi impegnati, ed anche film per bambini su tematiche sociali. Così ho infine voluto girare un film più “oscuro”. Sono affascinato dai sogni, sia da quelli belli che dagli incubi. Non importa… Credo sia molto interessante cosa produce la tua mente quando dormi. Crea tutto questo mondo dove ogni cosa è possibile. Questo stato della psiche è semplicemente affascinante. Ho dunque combinato questi due elementi, e creato un film tetro sulla tematica del sonno, sogni ed incubi. Anch’io nella fase di pre-produzione sapevo che un thriller non è così popolare nei Festival Europei, soprattutto in Germania. Questo è forse uno dei motivi per i quali ho provato a dare ad Augenblicke un look “internazionale” e di grande valore produttivo, per un corto. Ho sperato che tutto l’insieme avrebbe fatto gioco: anche se le persone lo avessero letto come “solo un thriller”, sarebbero state ogni modo interessate per il fascino esercitato dalle immagini sui programmi o sui giornali. Ha funzionato per gli USA, l’Inghilterra e l’Italia, dove abbiamo avuto le più grandi platee e successi.

Before AUGENBLICKE  I filmed “Buddy-movies” or light comedies with serious topics, or even children films about social issues. So I finally wanted to make a darker film. I’m fascinated by dreams, either  good ones or nightmares. It doesn’t matter…I think it is very interesting what your brain comes up with while you are sleeping. It is creating this whole world where everything is possible. This state of mind is just fascinating. So I combined these two elements, and made a dark film with a topic on sleep, dreams and nightmares. Even I during the pre-production stage knew that a thriller isn’t that popular to European Festivals, especially not in Germany. This may be one of the reasons why we tried to make AUGENBLICKE look “international” and of a high production value, for a short film. I hoped that the whole package would do the trick: even if people would read that it is a “just a thriller”, they would still be interested because the images in the tv shows or newspapers looked stunning. This worked for the USA, England and Italy, where we had our biggest audience and success.

Voci di corridoio ti descrivono già a lavoro su tre nuove sceneggiature, qualche anticipazione?

Rumor says you are already working on three new scripts, any anticipation?

Le voci sono un po’ cambiate. E’ vero che il prossimo progetto sarà il mio primo lungometraggio. Ma sto lavorando solo su due script. Il terzo è di un altro scrittore. Il secondo è una collaborazione di un altro ancora e me. E l’ultimo scritto ci metterà probabilmente un po’ prima di entrare in produzione prima ch’io l’abbia scritto interamente da solo. Ma per ora siamo solo allo stage iniziale. Tutti è tre avranno ogni modo atmosfere cupe. Non necessariamente così da incubo come Augenblicke, forse neppure Crime stories o Thriller. Ma certamente qualcosa che tenga la platea in tensione. E questa volta per almeno 90 minuti.

The rumor has changed a bit. It’s true that my next project will be my first feature film. But I’m only working on two scripts. The third is already done by a different writer. The second one is a collaboration of yet another writer and me. And the last one is a script that will probably take a lot longer to get into production since I’ll write it myself and this one is only at the initial stage. Either way, all three of them will have a spooky atmosphere. Not necessarily as creepy as “Augenblicke”, maybe not even a crime story or a thriller, but for sure something to keep the audience jumpy. And this time for at least 90 Minutes.

Qualche considerazione sul circuito cinematografico internazionale ed allo spazio rivestito dal cinema indipendente?

Some consideration about the international film circuit and the space given to the independent cinema?

Partecipare ai festival internazionali del cinema è una delle cose più belle ch’io possa immaginare.  Non è solo la rivincita per tutto il duro lavoro. Il film-making è una tale corsa sulle montagne russe, a volte con più down che up. Perciò essere selezionato/invitato e poter partecipare ai festival del cinema è una grande motivazione per il tuo prossimo lavoro. Ed anche se ci sono sempre Youtube o Vimeo ed altri canali per la distribuzione gratuita del tuo film indipendente, niente è comparabile nell’essere fisicamente in un cinema, e dover affrontare la platea dopo che ha visto il tuo film e rispondere ai loro perché. Quindi per un regista indipendente, i festival sono una grande risorsa per ogni genere di cosa. Una fra tutta poter incontrare altri registi con i quali magari lavorare ai propri progetti futuri. Per quanto ci siano alcuni film a basso badget ed altri con badget più ampi (che hanno già una distribuzione) negli stessi festival, l’audience li apprezza allo stesso modo. Il che è molto bello, perché i festival sono l’unico sbocco per il tuo progetto indipendente se non hai alcun accordo per la distribuzione. E’ quindi importante che il tuo piccolo indie flick crei lo stesso brusio di film con più alti costi di produzione. E col migliore ma più economico equipaggiamento per girare, il film-making indipendente diventerà sempre più grande. Così che alla fine, com’era un paio di decadi fa, la storia ritorni ad essere la cosa più importante. Cosa che aspetto con impazienza.

Being on the international film circuit is one of the best things I can imagine. It’s not just because it is the reward for all the hard work one has done. Filmmaking is such a rollercoaster ride, sometimes with more downs then ups. So being selected/ invited and able to go to film festivals is just a huge motivation for your next project. And even though there is Youtube or Vimeo and other ways of free distribution of your independent film work, nothing compares to being actually in a cinema, and having to face your audience after they saw your film and giving them the answers to why you did this or that. So, for an independent filmmaker, festivals are a great resource for all sort of things. In addition, you get the chance to meet other filmmakers that you might work with, in one of your future projects. Even though there are movies with a low budget and others with higher one (which have already a distribution) playing at some fests, the audience appreciates either of them, no matter what. Which is very good, considering that the festivals are the only outlet for your independent project if you don’t get a distribution deal. So it’s important that your little indie flick will create the same buzz like an higher production film. And with a better but cheaper shooting equipment, independent filmmaking will become bigger and bigger. So that finally, like it was a couple of decades ago, the story will become the most important thing again. Which I look forward to.

Augenblicke: trailer

 

Marco Martinelli

Concretamente Sassuolo

 

 

 

 

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