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Australian Open 2019: è record per Djokovic!

by • 28 Gennaio 2019 • CentreCourt, evidenza, newsComments (0)116

Australian Open 2019

Dopo due mesi di inattività i professionisti del tennis tornare a calcare i campi. Come di consueto la stagione parte con il primo Slam dell’anno che ha come novità il tiebreak lungo (primo che vince 10 punti) nel set decisivo. In Australia Roger Federer è chiamato a difendere il titolo dell’anno precedente, Djokovic deve confermare di essere il numero 1 e Nadal si ripresenta dopo il lungo infortunio al ginocchio. Il torneo parte subito con una news che sconvolge tutti, anche se c’era da aspettarselo: un Murray in lacrime ha annunciato il suo ritiro. L’obiettivo del britannico è di finire davanti al pubblico di casa, ma i dolori sono troppi e sarà difficile resistere a lungo.

Novak Djokovic e Rafa Nadal senza grandi difficoltà arrivano all’ultimo atto. Tutti si aspettano una finale stile 2012, il match che durò circa 6 ore, ma in campo c’è solo un giocatore. Novak Djokovic domina sotto ogni aspetto e annichilisce Rafa. Il maiorchino prova a rispondere ma dall’altra parte c’è un muro che rimanda indietro ogni attacco. Nole conferma di essere il numero 1 e con questo successo raggiunge l’ennesimo record: unico a vincere 7 Australian Open. Il serbo supera l’australiano Emerson e il rivale Federer, che si è fermato prematuramente. Nonostante la pesante sconfitta Nadal può essere soddisfatto soprattutto dopo le incognite sul suo infortunio e sarà presto al lavoro per prendersi una rivincita.

Prima di passare al nostro pagellone, arrivano buone notizie dai nostri colori. Infatti l’italiano Musetti è campione del torneo riservato ai Junior. Il sedicenne di Carrara arriva fino in fondo dove sconfigge nel set decisivo l’americano Nava.

Novak Djokovic 10
Torneo praticamente perfetto per il serbo che chiarisce a tutti di essere tornato definitivamente. Durante il torneo compie qualche scivolone ma rimedia subito. Perde infatti solo due set in tutto il torneo, prima con Shapovalov e poi il russo Medvedev, poi dominio totale contro Nishikori (costretto ad un ennesimo ritiro) e poi con la sorpresa Poulille. In finale si ritorna ai vecchi tempi con davanti a sé lo storico rivale Nadal. Nole è talmente perfetto da annichilire il maiorchino. Solo 9 errori in tutto il match e prima di servizio all’80%. Con questo successo supera Sampras nella classifica degli Slam conquistati e ottiene il record di 7 Australian Open, superando così Roy Emerson, che aveva scherzosamente detto che preferiva la vittoria di Nadal. Il serbo rimane primo e allunga ancora di più su Nadal e la domanda all’inizio dell’anno diventa spontanea: può Novak Djokovic compiere il Grande Slam? È prematuro rispondere ma in questo momento è l’unico giocatore che può compiere l’impresa.

Rafa Nadal 9,5
Nonostante una pesante sconfitta in finale, Nadal può dirsi soddisfatto del torneo compiuto perché dopo il pesante infortunio al ginocchio i dubbi erano tanti. Ma la sua tenacia gli ha permesso di tornare e arrivare in finale senza alcun tipo di difficoltà. Nessun set perso e dominio su Tsitsipas, giustiziere di Federer. Solo 6 game concessi alla futura promessa greca e approdo in finale per il maiorchino. Dopo la finale del 2017, si ripete un’altra grande rivalità da cui lo spagnolo ne esce ancora una volta sconfitto. Ma Djokovic è ingiocabile e neanche un giocatore come Rafa riesce a trovare soluzioni vincenti. La sua mentalità vincente è venuta fuori subito dopo il match e ha specificato che tornerà al lavoro nell’immediato. La sfida è partita e sulla terra rossa si gioca in casa dello spagnolo.

Stefanos Tsitsipas 8,5
Non ci sono dubbi che la sorpresa più bella del torneo sia il greco classe 1998. Tsitsipas, dopo i buoni risultati della stagione scorsa (finale a Toronto e a Barcellona) compie l’impresa di interrompere il cammino di sua Maestà Roger Federer, campione uscente, al quarto turno. Il greco gioca un match di grande personalità contro lo svizzero e nonostante lo svantaggio iniziale non si arrende e continua a martellare l’avversario con la potenza dei suoi colpi. Si arriva al quarto set con Tsitsipas che si aggiudica il match al tiebreak ottenendo il primo pass ai quarti di finale in un Major. Il classe 1998 non si ferma e approda in semifinale dopo aver sconfitto Bautista-Agut. Con Nadal non c’è storia (solo 6 game ottenuti) e Tsitsipas ammette che il maiorchino è un giocatore che ti distrugge mentalmente. Non è un caso che le sconfitte in finale menzionate precedentemente siano arrivate proprio dallo spagnolo. Nonostante la pesante eliminazione Tsitsipas esce a testa alta e in molti hanno paragonato il successo su Federer come un passaggio di consegne, come successe allo stesso svizzero nel 2001 con il precedessore Sampras.

Lucas Poulille 7,5
Ottime prestazioni per il francese che silenziosamente raggiunge le semifinali del torneo. Il suo tennis solido e semplice gli permette di mettere in difficoltà molti giocatori del circuito. Inizia la sua scalata contro il kazako Kukushin e il primo vero ostacolo arriva nel quarto turno con la promessa Coric. Poulille vince il match di esperienza e approda ai quarti di finale in cui affronta il gigante canadese Raonic. Partita vinta in 4 set e prima semifinale della carriera in un Major. Purtroppo davanti si ritrova Djokovic che gli concede solo 4 game. Buon torneo del francese che fa capire che il duro lavoro può portare ottimi risultati. Con questo traguardo raggiunge la 17esima posizione nel ranking ATP.

Alexander Zverev 5,5
Nonostante molti giovani stiano venendo fuori, il futuro del tennis rimane lui. Però continuano a mancare i risultati nei major. Zverev è uno dei pochi in grado di mettere in difficoltà giocatori come Nadal, Djokovic e Federer, ma l’appuntamento negli Slam è stato ancora una volta rimandato. Il tedesco esce al quarto turno in un match che non ha storia contro il canadese Raonic. Da lui ci si aspetta molto di più e bisogna che Zverev, insieme al proprio staff, trovi il modo di affrontare un match al meglio dei 5 set. Nessuno si aspetta una vittoria ma tanti appassionati hanno voglia di vederlo all’opera contro i grandi davanti a lui in classifica.

Roger Federer 4
Continua il periodo negativo di Federer che fatica a superare gli ottavi in un Grande Slam. Questa volta lo svizzero si fa sorprendere da una futura promessa: il greco Tsitsipas. Dopo aver vinto il primo set Roger manca alcune palle break che lo avrebbero portato sul 2-0 e l’avversario ne approfitta per pareggiare l’incontro. Da lì in poi ci sarà solo un break a favore di Tsitsipas che conclude l’impresa nel tie break del quarto set. Lo svizzero è ancora capace di regalare colpi unici, ma ciò che viene a meno è la solidità mentale. Naturalmente ogni volta che viene sconfitto le speculazioni sul ritiro di Federer aumentano, ma secondo alcuni esperti il Re è ancora in grado di strappare emozioni.

Marin Cilic 4
Brutta sorte anche per il finalista dell’anno precedente. Il croato è sparito dai radar e fatica ad ottenere risultati che lo hanno consacrato tra i grandi. Cilic esce di scena al quarto turno contro lo spagnolo Bautista-Agut. Nonostante il successo in Coppa Davis, Marin è da tempo fuori tra i grandi della stagione e rimane il dubbio che possa ancora ottenere qualcosa di importante.

Andy Murray

Prima di concludere, bisogna rendere omaggio ad un campione come Andy Murray. Il britannico, sopravvissuto ad una sparatoria in Scozia, era uno di quei big 4 che hanno scritto la storia recente del tennis. Murray ha faticato tanto prima di vincere il primo Slam e quando ingaggiò Lendl nel suo staff riuscì a conquistare gli Us Open nel 2012. Successo che gli ha dato fiducia e lo ha portato alla storica vittoria di Wimbledon nel 2013, che conclude la maledizione di Fred Perry durata ben 77 anni. Impresa che si ripete nel nel 2016 dopo aver sconfitto Raonic in un match senza storia. Murray ha sempre avuto a che fare con il fardello di essere scozzese e di rappresentare la Gran Bretagna e le grandi pressioni sicuramente non sono mancate: quando vinceva era britannico ma quando perdeva era scozzese. Per questo le sue grandi imprese sono stati i 2 successi consecutivi alle Olimpiadi (2012, 2016), unico giocatore della storia, e il trionfo in Coppa Davis nel 2015, che vinse da solo. Per il suo carattere cupo e non incline alle telecamere non è mai stato amato dai tifosi, ma dalla conferenza in lacrime in cui fatica a dire la parola ritiro si capisce tutta la sofferenza di un giocatore che aveva voglia di fare quello che lui amava, ovvero giocare a tennis. La sconfitta al primo turno, in cui mette tutte le forze in campo per recuperare lo svantaggio di 2 set a 0, potrebbe essere stata la sua ultima partita. Ma il britannico preferisce tutto un altro epilogo, ovvero concludere nel giardino di casa, magari con tutta la Murray Mountain che si alza in piedi per acclamarlo e ringraziarlo dopo aver riportato il trofeo più ambito del tennis nelle mani della Gran Bretagna.

 

Nanni Bellei
Immagini: Facebook, pagina ufficiale

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