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Batman V Superman: Dawn of Justice – di Zack Snyder (2016)

by • 27 Marzo 2016 • ConcretaMovie, evidenza, newsComments (0)893

40472“Restano venti minuti. So che non farai tardi, Clark. Tu vai sempre a letto presto.”

Frank Miller, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro (1986)

 

Sono passati 18 mesi da quando Metropolis e gran parte del pianeta sono stati rasi al suolo dallo scontro fra Superman e il generale Zod e le ferite di questo conflitto (per quanto la città sembri essere  stata totalmente ricostruita a tempi record…) stentano a rimarginarsi. Le opinioni su L’uomo d’Acciaio sono contrastanti: eroe o minaccia? dio o mostro? Lo stesso Bruce Wayne pare in bilico, indeciso su come affrontare la questione fino a che, incalzato dall’infido Lex Luthor, non decide di affrontare Superman in campo aperto (trailer).

Queste sono le basi narrative e ideologiche su cui si snoda Batman v Superman: Dawn of Justice, sequel ideale del deludente Man of Stell del 2013 e, com’era prevedibile, la sostanza non cambia. Anzi, forse peggiora. Per quanto infatti il primo capitolo fosse noioso ridondante ed eccessivamente superficiale nella caratterizzazione dei personaggi, aveva comunque una sua coerenza interna e si lasciava seguire; qui manca invece ogni tipo di logica nella costruzione della vicenda e nelle motivazioni dei personaggi riducendo un incontro-scontro sulla carta epico e simbolico ad una banale querelle fra maschi alfa in lotta per la supremazia.

Pur citando allo sfinimento (e spesso anche un po’ a casaccio) “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” di Frank Miller, il film di Snyder non si carica minimamente dell’aura fatalista e tragica che caratterizza quel capolavoro ma ne riprende solamente l’aspetto più grezzo e puerile, con una spettacolarizzazione della violenza e della distruzione assolutamente fine a se stessa, talmente blanda da risultare posticcia e sfiancante.

Dal punto di vista stilistico e visivo poi le cose poi non migliorano. L’impronta estetica di Snyder si sente ma la regia è tendenzialmente stanca e poco ispirata, tanto che anche le inquadrature e le sequenze migliori si perdono nella pochezza generale. Ed è un peccato perchè di cose buone ce ne sarebbero anche, ma sono davvero troppo poche e sporadiche per compensare un impianto narrativo così debole e raffazzonato.

Se con lavori come 300 e Watchmen Snyder aveva dimostrato di saper confezionare degli onesti e umili omaggi alle opere di riferimento, con questi due capitoli su Superman (per i quali invece non si è scelta una graphic novel o una saga precisa a cui rifarsi pedissequamente) il regista di Green Bay conferma tutti i suoi limiti in termini di capacità narrativa e profondità di sguardo.

 

VOTO: 5

 

 

Giulio Morselli

 

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