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Bignami: il programma del Centrodestra

by • 26 Febbraio 2018 • ConcretaWorld, EditorialiComments (0)695

La coalizione del centrodestra presenta numerose particolarità. Su di tutte, il fatto di essere una coalizione. 

Una vera, però, con i pro e i contro del caso. L’altra coalizione, quella di centrosinistra, è in sostanza un insieme di partiti satelliti del PD e per questo largamente collegati al suo programma seppur con qualche piccola differenza. Di conseguenza il programma di centrosinistra è più definito, ma il supporto dei partiti in termini di voti, ridotto. 

La coalizione di centrodestra presenta 4 partiti di cui 3 possono considerarsi fondanti e di cui 2 quasi sicuramente andranno oltre il 10%. Una coalizione che ricorda un po’il vecchio Fronte Popolare, in cui PCI e PSI erano alleati e pronti a spaccarsi allo stesso tempo. Così è il rapporto fra Lega e Forza Italia, con Meloni forse più utile come collante anche se di posizioni più leghiste che forziste. Un’alleanza, quindi, che fa comodo a tutti, ma in cui i poteri non sono bilanciati in maniera netta. 

Anche il programma palesa questa incertezza, con la Lega che presenta un suo programma a parte con lo slogan “Salvini Premier“, e Forza Italia che invece non ne presenta uno a parte, limitandosi a quello della coalizione. Quasi a ribadire la propria leadership su una coalizione che effettivamente conviene molto a Berlusconi 

Ci siamo già dilungati troppo. Un ultimo appunto prima di passare all’analisi dei “10 punti” che riassumono il programma della coalizione: è spesso utilizzato un linguaggio di “emergenza“. Saranno frequenti idee come un “piano straordinario” o un “intervento straordinario“, a simboleggiare l’idea di una ricostruzione dopo i danni lasciati dai governi precedenti. Partiamo ora con gli ambiti toccati dal programma di centrodestra. Arriviamo al programma.

 

LAVORO 

L’unico punto che espressamente tocca l’argomento lavoro è quello dell’occupazione giovanile. Il programma, essendo anche sintesi di tre forti partiti, non specifica quasi mai come otterrà gli obiettivi, ma si limita ad indicarli senza approfondire anche per non entrare in conflitto fra le parti. 

Ad esempio, in questo punto si propone il raggiungimento della piena occupazione giovanile, senza specificare nulla per la disoccupazione degli over 35. 

ISTRUZIONE 

Ecco il primo “piano” proposto dal centrodestra: un piano straordinario per l’edilizia scolastica. 

Oltre a questo, si propone di abolire la “Buona Scuola“, come il M5S, e di promuovere la parità fra gli istituti pubblici e privati, assicurando che la parità sia effettiva e garantita. In pratica, nel rispetto della libertà di scelta educativa, il centrodestra favorirà gli istituti privati. 

FISCO 

E qui ci si gioca tutto. 

L’asso nella manica di Berlusconi, dopo 2 milioni di posti di lavoro e abolizione dell’ICI, stavolta è stata la flat tax. Questa manovra è stata in realtà proposta in primis dalla Lega, con Forza Italia che ne ha alzato l’aliquota dal 15% al 20%, poi infine al 23%. Una differenza di 8 punti percentuali è un gap enorme da decidere, quando si parla di milioni di contribuenti. Ma, come detto, per evitare scontri, nel programma comune non si specifica l’aliquota. 

Sugli effetti della flat tax avremo modo di dilungarci prima del voto. Per il momento basti sapere che la proposta per sostituire gli scaglioni IRPEF con una aliquota secca, uguale per tutti. Ogni cittadino pagherà tasse sulla persona pari alla stessa percentuale. La tassazione passa da progressiva a proporzionale, e non è cosa da poco. 

Ma non finisce qui. Viene proposto di annullare la tassa sulle donazioni, la tassa sulla successione, la tassa sulla prima casa e il bollo sulla prima auto. E verrà resa impossibile la tassazione a chi non percepisce un reddito. 

Infine viene proposta la “pace fiscale” per i contribuenti in difficoltà economica e abolita l’inversione dell’onere di prova in caso di contenzioso fiscale. In pratica sarà il fisco a dover dimostrare tutto e non più l’accertato.  

FAMIGLIA 

In linea con la tradizione di destra, la coalizione propone un sostegno alla famiglia, con l’aumento degli asili nido e con l’assegno familiare in base ai figli. Inoltre, ci si propone di difendere la tutela del lavoro delle madri. 

SALUTE 

Nella salute, la linea è pari a quella scolastica, ovvero la difesa della libera scelta e quindi il sostegno agli istituti privati anche in ambito ospedaliero. 

Si segnala inoltre la centralità del rapporto medico-paziente, leggibile come una critica alle DAT e al bio-testamento, ma troppo vaga per esserne sicuri. Anche sul tema dei vaccini, nulla di scritto. La Lega è apertamente contro l’obbligo, ma Berlusconi aveva accolto l’obbligo come una “misura di civiltà“. Anche per questo, nel programma, nulla di esplicito.  

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 

Oltre allo sblocco dei debiti della PA verso le imprese, il centrodestra vuole riattivare al “spending review” che è lentamente scomparsa dopo il governo Monti. 

Viene proposto anche lo stop al limite del contante per i pagamenti (attualmente mille euro), la chiusura di Equitalia e infine si ripropone la sfida della digitalizzazione. 

ECONOMIA 

Anche nelle manovre economiche c’è grande attenzione, e le volontà federaliste si sposano bene con il liberismo forzista. Vengono proposti due piani di aiuto: uno specifico per il Sud e uno specifico per le zone terremotate, non prese in considerazione dagli altri partiti.  

Viene sostenuto un fondo per il sostegno alle start-up, il risparmio energetico e la maggior efficienza dei consumi per diminuire i costi. A sorpresa, viene sostenuta l’economia delle rinnovabili, nonostante solo pochi anni fa Forza Italia avesse in programma la riapertura delle centrali nucleari.  

Vengono inoltre promessi numerosi investimenti pubblici con le risorse sbloccate dalla flat tax, il che genera non poche perplessità, dal momento che anche nei progetti del centrodestra la riforma fiscale sarebbe inizialmente un costo e non un’entrata. 

SICUREZZA 

Sul piano “nazionale” ovviamente il triumvirato Berlusconi-Salvini-Meloni punta forte e concentra il suo programma. Sono le idee sul piano della sicurezza, dell’immigrazione, della politica estera e della giustizia che da anni stanno a cuore ai leader. 

Su tutto, c’è la volontà di rendere la difesa legittima sempre lecita. Una battaglia che da anni viene portata avanti dalle forze in campo e che ha ritrovato grande spazio nel dibattito. Allo stesso tempo si vogliono dare maggiori risorse sia alle forze di Difesa che alle forze dell’ordine. 

Gran parte della sicurezza viene legata al controllo dei confini, su cui ci concentriamo nel prossimo punto. 

IMMIGRAZIONE 

Qui si è categorici. Contollo dei confini con due azioni contemporanee: il blocco degli sbarchi e il rimpatrio di tutti i clandestini.  

Allo stesso tempo, però, c’è l’idea berlusconiana del “piano Marshall per l’Africa“, ovvero un ingente piano di investimenti volto a sostenere e sviluppare l’economia nel continente africano così come fecero gli USA con il continente europeo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il costo verrebbe ripagato in minori costi per i controlli dei confini e i soccorsi e si avrebbero i vantaggi di aver creato nuovi partner commerciali. 

POLITICA ESTERA 

Questo si collega infatti alla politica estera, dato il grande impegno economico e politico. Non viene specificato se il piano Marshall sarà cura dell’Italia o dell’Europa, ma sull’UE è normale aspettarsi una spaccatura nella coalizione. 

Nonostante il leader della Lega sia un eurodeputato, il partito ha sempre avuto parole di fuoco nei confronti dell’Unione e si è più volte espresso a favore di un’uscita dalla moneta unica e a volte dall’Unione stessa. Di parere opposto è Berlusconi, europeista da sempre e con uno dei suoi membri di partito (Tajani) addirittura presidente del Parlamento Europeo e potenziale candidato premier (Berlusconi non può avere incarichi pubblici fino al 2019).  

Trovare una giunta non è facile. Il programma del centrodestra si pone in una posizione intermedia senza accennare minimamente ai malumori europeisti, ma presentando una serie di “richieste” da soddisfare: fine dell’austerity, meno contributi versati a Bruxelles e l’impresa della revisione di tutti i trattati. Condizioni molto forti, sicuramente diametralmente opposte a quelle del PD che propone di cambiare l’assetto dell’Unione, non i rapporti con essa. 

GIUSTIZIA 

E sulla giustizia, oltre alla difesa legittima, c’è grande interesse per un’altra decisione: il depotenziamento del reato di tortura, una legislazione più permissiva in pratica.  

Nelle specifiche tecniche, invece, il centrodestra propone un ulteriore riforma della giustizia, una netta separazione non solo fra giudici e politici, ma persino fra giudici e PM nelle carriere. La riforma della giustizia vuole assicurare tempi più brevi per tutti i processi, maggiori alternative al processo penale e una nuova legislazione per le intercettazioni 

GRANDI RIFORME 

Berlusconi ha sempre voluto riformare la Costituzione, e questo non è un mistero. In questo punto, infatti, si vede un maggiore impronta forzista a dispetto di altri punti precedenti in cui era evidente la mano di Lega e Fratelli d’Italia. 

Il maggiore cambiamento proposto è quello dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica, l’ultimo di una serie di tentativi di “presidenzializzare” il paese in cui Berlusconi non è neanche stato sempre da solo. Come non è da solo nel proporre il vincolo di mandato, al pari dei 5 Stelle, così come la riduzione del numero dei parlamentari. Infine si propone di riprendere la transizione del regionalismo italiano in federalismo, con l’appoggio sicuro di Salvini. 

 

Finiti i punti salienti, eccoci arrivare all’analisi dei punti forti e dei punti deboli che presenta la “grande coalizione” che secondo i sondaggi prenderà la maggioranza dei voti. 

PUNTI FORTI

“Salute, sicurezza, immigrazione, tasse” questi sono i quattro temi che hanno ampiamente monopolizzato il dibattito elettorale negli ultimi mesi. Il punto più positivo della coalizione di centro-destra è sicuramente quello di proporre agli elettori una risposta netta, se non radicale, su ciascuno di questi punti attraverso libertà personale, difesa sempre legittima, blocco degli sbarchi e rimpatrio e, infine, flat tax. Non è poco, anzi è proprio qui il punto. La coalizione di centro-destra è forse quella che ha ascoltato di più le domande dei cittadini, anche perché talvolta è stata, con una certa lungimiranza, la coalizione stessa a farle sorgere. Degni di nota sono anche gli aspetti connessi alla privatizzazione della sanità e delle scuole, che pur favorendo i più abbienti, puntano a diversificare l’offerta in un’ottica di competitività. 

PUNTI DEBOLI

Il primo aspetto negativo non può che essere la presenza di due anime forti (Lega e Forza Italia), che sembrano sapientemente tacere sulle proprie rispettive pretese post elezioni. Sui punti forti già da ora si nota un certo sdoppiamento: ad oggi ad ascoltare i rispettivi leader (Salvini e Berlusconi) avremmo due premier differenti, due differenti liste di ministri e ministeri, due differenti aliquote sulla flat-tax, due differenti soluzioni per l’immigrazione. Il 4 marzo gli elettori dovranno quindi limitarsi a votare un indirizzo, perché nel concreto non è chiaro in primis alla colazione quale sarà l’assetto di governo e quindi quale sarà, e se ci sarà, una soluzione condivisa. Come per i Cinque stelle, alcune riforme (es. Regionalizzazione, Presidenzialismo…) non possono essere messe in atto con legge ordinaria perché necessitano di approntare modifiche alla Costituzione e quindi di un’intesa ampia che vada ben al di là di Lega e FI. Infine residuano non pochi dubbi sulla praticabilità della riforma fiscale flat-tax che come esito più probabile configura una debacle finanziaria, così come tutti i numerosi punti che promettono grossi “piani” di intervento, ma senza specificare nulla sulle coperture. In linea di massima, il programma è davvero sintetico e se da un lato ne è premiata la comunicazione, dall’altro ci sono non pochi dubbi sulla credibilità.

 

A questo punto, per chi fosse convinto nel votare la coalizione, non possiamo che raccomandare di fare la croce anche sulla lista, oltre che sul candidato, dal momento che il 5 marzo non esisterà alcun vincolo per i parlamentari della coalizione. E allo stesso modo, consigliamo la lettura del programma della Lega Nord, in alcuni punti differente, per capire meglio le differenti anime che popolano il centrodestra.

 

Alessandro Maffei e Andrea Stanzani

 

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