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Calcio di mezza estate: preview Ligue1 e Bundesliga

by • 4 Agosto 2014 • FabFour: Premier League, Bundesliga, Liga e Ligue1Comments (1)1259

 

Nel pieno dell’estate meno estate forse di sempre, reduci dal Mondiale dei Mondiali, sazierete la vostra fame di calcio grazie alla neonata rubrica sul calcio europeo, con cui ci apprestiamo ad introdurvi i quattro maggiori campionati europei in due tranches, che saranno il filo conduttore per tutta la stagione, dovuto a questioni meramente logistiche legate alla pubblicazione online: troverete negli articoli Bundesliga e Ligue 1 da una parte, Liga e Premier League dall’altra. Procediamo oggi con Bundes e Ligue 1. Sarà tutto più chiaro, fruibile e comprensibile non appena pubblicheremo la prossima preview con Premier e Liga, ma potete già vedere la suddivisione nelle directory del sito nella sezione calcio europeo. Chiudiamo qui con le formalità e passiamo al calcio giocato.

 

Ligue1-LogoLIGUE1: PREVIEW

Il movimento calcistico francese sta crescendo e la nazionale punta al bersaglio grosso ai prossimi europei in casa. Cosa può imparare il calcio italiano dai cugini transalpini?

MODELLO FRANCESE – Il modello di gestione del calcio francese, sconosciuto ai più e forse troppo poco considerato in un tempo in cui il Fair Play Finanziario mette a dura prova la sostenibilità economica dei club professionistici, potrebbe essere nei fatti, se adottato anche da noi, la soluzione ad alcuni problemi del football malato di casa nostra. La Francia infatti è un vero e proprio esempio da seguire per quanto riguarda la formazione di giovani calciatori. Basti pensare che, in Europa, la Ligue1 è il campionato con il maggior numero di presenze di giocatori U21 e con il maggior numero di giocatori formati all’interno del club. Per citare un esempio il Nantes ha vinto il campionato francese 2000-01 con 18 giocatori su 25 della rosa cresciuti nel proprio centro di formazione. Gli allenatori dei Centre de Formation, inoltre, sono tecnici assolutamente qualificati e preparati proprio per gestire queste realtà e si legano al club per lunghi anni portando a termine un progetto a media-lunga scadenza. Inoltre esiste un sistema di reclutamento molto più capillare che nel nostro paese tanto che difficilmente i giovani validi sfuggono al setaccio dei club professionistici. Un modello che punta tutto sulla crescita dei giovani, un’idea che in Italia si tenta di portare avanti da anni senza alcun risultato. Forse per migliorare il nostro calcio non solo dovremmo guardare lontano alla Germania dai bilanci sempre in ordine o all’Inghilterra con i suoi stadi all’avanguardia, basterebbe rubare qualche insegnamento dai nostri cugini francesi che sono riusciti dopo la sconfitta di Berlino nel 2006 a creare un nucleo di giocatori giovani talentuosi e poliedrici che puntano con decisione a dominare il calcio europeo e mondiale nei prossimi anni. Insomma sull’esempio transalpino lanciamo un monito ai nostri dirigenti che sono bravi a promettere cambiamenti in campagna elettorale ma nel concreto non li realizzano mai: “Facta, non verba!”, i latini ci avevano visto giusto.

IL VERTICE – Pochissimi i movimenti di mercato in Ligue1, valori in campo molto simili all’anno passato in cui il PSG ha vinto il campionato quasi passeggiando. Proprio il club della capitale parte con tutti i favori del pronostico e a meno di catastrofi o impronosticabili harakiri anche quest’anno il titolo andrà alla squadra di Blanc per un three-peat che potrebbe aprire una dinastia come quella del Lione dei primi anni 2000. Dal mercato sono arrivati due puntelli per la difesa: Serge Aurier, reduce da un buon mondiale con la nazionale ivoriana, sistema la fascia destra che ha visto la partenza dello scarsocrinito Jallet verso Lione, mentre David Luiz, arrivato per la folle cifra di 50 milioni di euro dal Chelsea con la benedizione di Mourinho, andrà a far coppia con Thiago Silva, riproponendo il blocco centrale difensivo della nazionale verdeoro recentemente umiliata al mondiale dai panzer tedeschi. L’attacco rimane quello della scorsa stagione con la conferma di Cavani (nonostante qualche “mal di pancia” estivo) e di Ibrahimovic che ricomincia  da dove aveva lasciato, dopo un estate passata a guardare il mondiale dal divano, con magie di tacco in allenamento in modalità Ibracadabra e con la doppietta del 1 agosto contro il Guingamp che ha deciso la Supercoppa di Francia, primo trofeo della stagione. Se arriverà anche Di Maria (sembra tutto fatto con il Real Madrid) probabilmente qualcuno in avanti partirà, con Lucas e soprattutto Lavezzi corteggiatissimi in particolar modo dalle squadre italiane in cerca di ali veloci e abili nel saltare l’uomo.
Il gap tra i parigini e le altre sembra essere aumentato con il Monaco, secondo lo scorso anno, che ha attuato una sorta di spending-review, cedendo il gioiellino James Rodriguez, nuovo numero 10 dell’attacco stellare del Real Madrid, che potrebbe essere presto raggiunto nella capitale spagnola dall’ormai ex-compagno Falcao, ancora alle prese con l’infortunio che gli ha fatto perdere il mondiale.
In lotta per le posizioni Champions oltre al club del principato c’è curiosità per il nuovo Marsiglia guidato in panchina dal “loco” Bielsa che cerca di replicare la stagione quasi miracolosa vissuta qualche anno fa al timone dell’Athletic Bilbao.
Il Lille, terzo lo scorso anno con una difesa di ferro, proverà a riconfermarsi ad alti livelli ma potrebbe essere frenata in campionato dai faticosi impegni infrasettimanali in Champions Leaugue.
Da tenere d’occhio anche i biancoverdi del Saint-Étienne, quarti l’anno scorso e in lotta fino all’ultima giornata per il gradino più basso del podio e il Lione in versione nobile decaduta degli ultimi anni, che prova a ripartire ancora una volta dai giovani del proprio florido vivaio. 

LE ALTRE – Per la zona medio-alta della classifica ci si aspetta qualcosa dal Bordeaux dopo le ultime annate passate nell’anonimato e una crescita ulteriore di Tolosa e Lorient, reduci da un buon campionato lo scorso anno. Interessante sarà anche il ritorno nella massima serie di tre squadre gloriose come Metz, Lens e Caen, risalite dopo qualche anno di purgatorio in Ligue2.

L’OUTSIDER – Noi scommettiamo sul nuovo Marsiglia di Bielsa, questa può essere la stagione del rilancio dei biancocelesti dopo lo scorso campionato concluso con un sesto posto ben al di sotto delle attese. Occhio anche al neopromosso Metz che può togliersi qualche soddisfazione nonostante l’obiettivo rimanga comunque una salvezza tranquilla.

IL GIOCATORE RIVELAZIONE – In linea con le considerazioni fatte fin ora il nome  giusto può essere quello di Florian Thauvin. Il 21enne del Marsaglia l’anno scorso ha fatto vedere il suo talento solo a sprazzi, quest’anno può esplodere favorito dal gioco offensivo e veloce  che è il credo tattico del suo allenatore Bielsa.

 

Bundesliga-Logo

BUNDESLIGA: PREVIEW

 Il restyling del calcio tedesco, il coronamento con l’affermazione mondiale della Germania: abbiamo il modello da seguire.

MODELLO TEDESCO – Una frase è sufficiente a sintetizzare perentoriamente e senza giri di parole la nostra estate pallonara; i media l’hanno riproposta ad ogni vittoria dei Tedeschi. Non la ripeteremo, non ce ne voglia Lineker, ma ci è entrato bene in testa il ritornello. Non tanto perché la Germania si è rivelata la squadra più forte, ma perché sa programmare, lavorare e raccogliere i frutti, nel modo più pragmatico possibile. Soprattutto sa rilanciarsi ed aspettare il suo momento. Ne è una prova il progetto decennale avviato nei primi anni 2000 e la continuità data nonostante un fallimentare terzo posto in casa a Germania 2006, un secondo posto a Euro 2008, un terzo posto a Sudafrica 2010 e il terzo posto a Euro 2012. Siamo sicuri che già a Germania 2006 altri avrebbero disfatto e fatto qualcosa di nuovo.  Ma non i Tedeschi. Dopo la vittoria del mondiale, ci è stato proposto nelle prime pagine di tutti i giornali il modello tedesco come la retta via da seguire e, a conti fatti, a sentire delle infelici vicende di Opti Pobà e compagnia, non può che essere così, anzi è consigliabile incamminarsi a testa bassa e a passo svelto. Cos’è dunque questo modello tedesco? Cominciamo dal tabù tutto italiano degli stadi. In Germania c’è stato un grande impulso all’innovazione e costruzione dei nuovi impianti dovuto all’organizzazione dei Mondiali del 2006. Basti sapere che da dieci anni ormai la Bundes è il campionato di calcio più seguito d’Europa per affluenza media agli stadi, e secondo campionato sportivo mondiale dietro solo alla NFL americana. Il punto di forza del calcio tedesco sono anche la gestione e formazione tecnica dei calciatori teutonici. A partire dai primi anni 2000, sono state introdotte diverse regole come i 12 giocatori tedeschi obbligatori in rosa, o i notevoli incentivi ai vivai, i Leistungszentren, che non si limitano alla sola formazione sportiva. A fianco di queste, sono state istituite 366 scuole di formazione calcistiche federali, dette Stützpunkte, alle quali possono attingere i Leistungszentren. Un po’ come se ogni provincia d’Italia avesse tre centri d’allenamento federali dai quali i club professionistici prelevassero i giovani migliori proseguendo il loro percorso di crescita nei propri settori giovanili. Sebbene vi siano ulteriori aspetti altrettanto validi e significativi, come la gestione societaria, la multietnicità o la modernizzazione tattica, quanto detto è sufficiente a fornirvi un quadro generale della dimensione tedesca.

IL VERTICE – Con ancora un mese abbondante di mercato aperto, definire le ambizioni delle squadre non è semplice, ma la Bundes che si è chiusa nel segno del Bayern riaprirà le danze con la squadra di Pep Guardiola ad avere tutti i favori del pronostico. Bayern che ha salutato il metronomo tuttofare Toni Kroos e la punta Mandzukic, approdati nelle due maggiori squadre di Madrid. In entrata il grande colpo è Lewandowski a parametro zero dal Borussia Dortmund, aumentando così il divario tecnico tra le due squadre. I bavaresi hanno confermato grosso modo tutta la rosa, e possono sorridere per aver riabbracciato Götze e Shaqiri rilanciati dal Mondiale, Robben in forma strepitosa e Ribery riposato, costretto ai box dai fastidi alla schiena che si è tirato dietro per tutta la stagione. I campioni di Germania possono poi iniziare la stagione sulla cresta dell’onda dell’euforia mondiale dei propri simboli, Lahm e Schweinsteiger. E che dire di Neuer, il numero uno dei numeri uno?
Il Borussia Dortmund, nonostante la perdita di Lewandowski, la cui eredità è affidata in solido al “nostro” Immobile e ad Adrian Ramos, siamo certi darà filo da torcere ai rivali bavaresi, se non altro perchè è ancora sotto la guida tecnica dell’esuberante Klopp e ha giocato buona parte della stagione passata con le riserve e le riserve delle riserve, data l’incredibile e sfortunatissima serie di infortuni che ha colpito in primis la difesa. Dietro il ritorno di Hummels e di Subotic garantisce quella solidità difensiva che è mancata nei momenti clou della scorsa stagione, nonostante il buon Sokratis in campo. Attenzione poi al rientrante Gündogan (qualche perplessità sul suo stato di forma nella stagione scorsa, comunque passata ai box). Reus, Mkhitaryan e Aubameyang le alternative di livello là davanti: il primo stella della squadra e grandissimo assente al Mondiale (motivo? Infortunio), i secondi hanno fatto vedere solo a sprazzi le loro potenzialità.
Un gradino più sotto vediamo Schalke 04 e Bayer Leverkusen. Lo Schalke può contare sulla freschezza dei tre giovani Draxler, Goretzka e Meyer, sull’esperienza del cacciatore Huntelaar, sulla riconferma di Aogo, sull’imprevedibilità di K.P. Boateng, sull’autorevolezza del capitano campione del mondo Höwedes. Nel reparto avanzato accoglie inoltre le new entry Choupo-Moting e il funambolico Sidney Sam, dal Leverkusen. Aspirine che hanno sopperito a questa ultima e pesante cessione con gli acquisti di Drmic (17 gol nel retrocesso Norimberga la passata stagione) e del promettente Çalhanoglu dall’Amburgo. Per il resto il roster è stato quasi tutto confermato.

LE ALTRE – In zona “preliminare di Champions-Europa League” Wolfsburg e Mönchengladbach cercheranno di dare filo da torcere alle due formazioni qui sopra, ma farebbero bene a guardarsi alle spalle da Herta Berlino e Hoffenheim su tutte. Augusta, Hannover e Mainz cercano conferme di metà classifica, così come Werder Brema, Friburgo ed Eintracht, senza trascurare le vicissitudini di Amburgo, Stoccarda e delle matricole Colonia e Paderborn, quest’ultima alla prima esperienza assoluta in Bundes.

L’OUTSIDER – Il Wolfsburg, in attesa di piazzare un grande colpo, sembra la più accreditata alla nomea di squadra sorpresa dell’anno. Attenzione però all’Hoffenheim di Firmino e Volland, che hanno fatto scintille l’anno scorso.

IL GIOCATORE RIVELAZIONE – Non possiamo non citare Immobile, ma scommettiamo sull’exploit di Volland, Max Meyer e Çalhanoglu. Occhio a De Bruyne: da due/tre stagioni a questa parte ha avuto una crescita notevole nonostante il declassamento dal Chelsea al Wolfsburg; inoltre l’ottimo Mondiale disputato con la casacca del Belgio sembra aver dato nuova fiducia al centrocampista e consapevolezza dei propri mezzi.

 

Andrea Vaccari e Francesco Storti

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