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Charles Forsman – The end of the fucking world (2017, 001 Edizioni)

by • 18 novembre 2017 • ConcretaBook, evidenza, newsComments (0)37

the end of the fucking world 1Due adolescenti in fuga da una realtà opprimente, fatta di famiglie dissestate e un sentimento di disagio costante. Il lettore non vedrà (quasi) mai nel corso del racconto la situazione che ha portato i due a rubare una macchina e fuggire, ma potrà intuirne la gravità. Quello che invece vediamo è il mondo esterno, in tutto il suo squallore: nowhere to run, nowhere to hide, la felicità pare inarrivabile, una meta fugace ed effimera che continua ad allontanarsi come il punto dove l’arcobaleno tocca il suolo.

The end of the fucking world (per gli amici TEOTFW) è un fumetto scritto e disegnato da Charles Forsman, autore già (un po’, ma decisamente non abbastanza) noto in Italia per aver scritto a quattro mani assieme a Max de Radiguès Hobo Mom, pubblicato da Delebile.

Nella centosettantina di pagine della bella edizione targata 001 di TEOTFW seguiamo le vicende di James e Alyssa, fuggiti di casa alla ricerca di qualcosa che forse non c’è: the end of the fucking world 2stabilità, bellezza, relazioni, ricongiungimento familiare, epifanie emotive. Il ragazzo mostra fin dall’infanzia un’indole apatica, sadica ma senza cattiveria. Lei lo ama davvero.

Ma il mondo, questo cazzo di mondo che a questo punto potrebbe anche finire (e per i due finisce effettivamente) ricorda costantemente ai due vagabondi (e a noi) la sua bruttura. Così di città in città James e Alyssa incontrano persone che nel migliore dei casi sono positive solo in superficie, con quell’ipocrisia dell’apparenza dettata da una morale imposta. Ma in generale gli va anche peggio, tra poliziotti satanisti, molestatori e padri degenerati. Questo li avvicina, li fa crescere, in una sorta di super terapia d’urto involontaria che rimette in prospettiva i problemi personali ma che, da fuori, si legge quasi come un “adattati o muori”

the end of the fucking world 3È il ritratto spietato di un universo non solo indifferente ma quasi attivamente pernicioso, nei confronti del quale si hanno solamente due strade: tapparsi il naso e lasciarsi trascinare dalla corrente di un fiume inquinato, oppure ribellarsi, lottare con tutte le proprie forze fino alla (inevitabile) fine. Difficile dire se l’immaginario descritto da Forsman sia “solo” una perfetta ed efficacissima metafora dell’adolescenza più estrema, intesa come aperta rivolta personale e sociale, oppure un pensiero critico – e caustico – su un mondo che va deteriorandosi fino a marcire.

In entrambi i casi TEOTFW arriva dritto al punto e colpisce duro. Un cazzotto nei denti senza mezze tinte a smorzare una storia che per potenza grezza e impatto emotivo ha qualcosa di atavico, trascendentale.

Ah! E dimenticavo di citare l’ormai imminente serie televisiva prodotta da Netflix e ispirata (parrebbe molto, forse troppo, liberamente) a The end of the fucking world. Una bella parabola per un fumetto nato tra il 2011 e il 2013 e inizialmente prodotto, del tutto al di sotto dei radar, in spillatini ciclostilati dall’indiscutibile fascino underground.

 

Matteo Gaspari

 

 

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