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Il Colore Viola – di Steven Spielberg (1985)

by • 13 febbraio 2018 • ConcretaCult, evidenza, newsComments (0)240

Sei brutta, sei povera, sei negra, sei una donna: non sei niente di niente!

In una comunità nera nella Georgia degli anni ‘20, dove le donne sono trattate come schiave dai maschi di famiglia, Celie viene violentata da colui che crede suo padre, privata dei figli e costretta a sposare un uomo che odia. Sua sorella Nettie riesce a sfuggire a un analogo destino, ma questo costerà alle due donne una separazione lunga trent’anni. Solo con l’arrivo nella sua casa dell’amante del marito, la vita di Celie cambierà colore…

“Lui mi picchia quando tu non ci sei… Lui mi picchia perché non sono te!”

Tratto dall’omonimo romanzo di Alice Walker, vincitore del premio Pulitzer nel 1983, Il colore viola non è il classico film sul tema del razzismo, ma è molto di più. Uno spaccato della cultura dell’epoca, un film che abbatte il luogo comune dell’uomo di colore sfruttato dall’uomo bianco ma che parla del razzismo e della violenza visto da un altro punto di vista: quello delle donne, senza distinzione di colore.

Alla regia troviamo Steven Spielberg che, accusato di fare “solo film per ragazzini”, lascia momentaneamente il filone dei blockbuster per raccontare un dramma intenso e difficile. Uno di quei film indimenticabili, che anche dopo trent’anni dalla sua uscita emoziona come la prima volta. La grande maestria del regista si nota nella perfetta gestione degli spazi, dei colori e della fantastica ricostruzione storica. Il comparto tecnico è, come in tutte le produzioni di Spielberg, eccellente: una fotografia calda e avvolgente, la scenografia e i costumi curati nei minimi dettagli e una colonna sonora perfetta, composta dal grande Quincy Jones.

L’ottima sceneggiatura tratta dal romanzo è opera di Menno Meyjes, che collaborerà di nuovo con Spielberg nei film L’impero del sole e Indiana Jones e l’ultima crociata, si distacca leggermente dallo schema del romanzo, soprattutto nella seconda parte del film, senza mai perdere di vista il cuore magnetico e commovente della storia.

“Ogni momento è un’occasione per rivoluzionare tutto completamente”

Nel ruolo della protagonista troviamo l’allora emergente Whoopi Golberg alla sua prima interpretazione cinematografica, che le valse un Golden Globe come Miglior attrice in un film drammatico oltre ad una nomination all’Oscar. La sua grande espressività le permette di coinvolgere completamente lo spettatore, con uno sguardo profondo e un sorriso appena accennato che è quasi contagioso. Un ritratto a tutto tondo di una donna incapace di arrendersi, un’eroina silente in un’epoca di violenze e soprusi.

Ottime interpretazioni da parte di tutto il cast. Tra i coprotagonisti maschili troviamo un magnifico Danny Glover (Arma Letale, Saw), nel ruolo del marito di Celie riesce a farsi detestare e amare allo stesso tempo, un emergente e quasi irriconoscibile Laurence Fishburne (Matrix) e un ottimo Willard E. Pugh (Air Force One). Dal lato femminile troviamo una strabiliante Oprah Winfrey (The Butler, Selma), candidata all’Oscar, ruba la scena a tutto il resto del cast con la sua interpretazione potente e dolce allo stesso tempo.

“A stare in galera, in quella galera, c’è mancato poco che ci crepavo. Che cosa brutta miss Celie, ti va di andare in giro e invece niente, ti va di cantare e ti fanno passare la voglia a forza di botte. Ti voglio ringraziare miss Celie, per tutte le cose che hai fatto per me. Io mi ricordo quel giorno che ero nel negozio con miss Milly, ed ero a pezzi… ero a pezzi come non lo ero mai stata… e quando ho visto te ho capito che c’è un dio… e che un giorno sarei tornata a casa in qualche modo!”

Spielberg è riuscito a creare una storia coinvolgente e toccante, che rimane nel tempo. Il colore viola venne candidato a 11 premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia, senza però portare a casa nessuna statuetta. Oggi il libro da cui è tratto e lo stesso film, sono studiati nelle scuole e nelle università di tutto il mondo. Il messaggio di fondo, questa libertà compromessa da qualcuno o da qualcosa, quel qualcuno che decide al posto tuo, cosa devi fare, cosa devi dire. Una situazione molto più attuale di quanto si pensi. Un inno al femminismo. Un inno alle donne di tutto il mondo.

Io sono povera, sono negra, sono anche brutta… ma buon Dio, sono viva! Sono viva!

 

 

Daniele Bertani

 

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