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Cosmicomic – Amedeo Balbi, Rossano Piccioni (Codice Edizioni 2013)

by • 25 Giugno 2015 • ConcretaBookComments (1)1814

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È possibile fare informazione scientifica a fumetti? O per meglio dire, dato che l’informazione verrebbe semmai in un secondo momento, è possibile fare divulgazione scientifica a fumetti?
La risposta più ovvia parrebbe essere un secco “sì”, dato che non c’è nessun apparente motivo a priori per supporre il contrario. La domanda giusta potrebbe quindi diventare: è possibile fare della buona divulgazione scientifica a fumetti? A guardare l’offerta editoriale qualche dubbio potrebbe sorgere.
Infatti eccezion fatta per qualche striscia on-line come xkcd, che però più che divulgazione è una raccolta di battute “per addetti al settore”, e per la rivista Comic and Science del CNR il panorama è abbastanza desolato. Ma siccome, come dicevo qualche riga fa, pare non esserci alcun ostacolo a priori talvolta qualcuno ci prova, a parlare di scienza con i fumetti. È il caso di Cosmicomic di Amedeo Balbi e Rossano Piccioni, edito da Codice Edizioni nel 2013.
Cosmicomic è un fumetto che parla di cosmologia, quella branca dell’astrofisica che, per usare le parole di Wikipedia, “ha come oggetto di studio l’universo nel suo insieme, del quale tenta di spiegare in particolare origine ed evoluzione”. Un argomento talmente alieno al linguaggio fumetto, talmente inesplorato, da rendere sufficiente per descrivere l’opera in questione un titolo alquanto generico: Cosmicomic, fumetto cosmico.
cosmicomic 1Ma come fare per rendere accessibile una materia così complessa anche a chi non mastica integrali ed equazioni di campo a colazione? E soprattutto, come fare a renderla intrigante? La risposta di Amedeo Balbi, professore all’Università di Roma Tor Vergata e scrittore per Il Post, Wired e Le Scienze, a questa seconda domanda (sulla prima torneremo dopo) è chiara e semplice: per raccontare la scienza bisogna raccontare la storia delle persone che l’hanno fatta. Una scoperta apparentemente sterile può diventare molto interessante, anche narrativamente parlando, se si conosce la vicenda di chi su quella scoperta ha investito tempo ed energie, se si conoscono i crucci e le domande inizialmente senza risposta che hanno spinto il ricercatore di turno ad arrivare dov’è arrivato.
Potrebbe sembrare una linea di pensiero scontata ma, a conti fatti, non lo è affatto. Fin troppo spesso, sia nelle università che nelle riviste divulgative, si tende (per i motivi più disparati) a decontestualizzare l’argomento di discussione o di studio, spogliandolo di qualsiasi parentela storica. Ma è proprio quella parentela a rendere narrativamente interessanti e didatticamente chiari un concetto, una formula o una scoperta.
cosmicomic 2Partendo da questo presupposto Balbi racconta in Cosmicomic la nascita della cosmologia moderna, ed in particolare la scoperta della radiazione cosmica di fondo, attraverso gli occhi di quelle persone che nel corso del ‘900 hanno contribuito (talvolta loro malgrado) a plasmare l’odierna interpretazione dell’universo. Tutto inizia nel 1964 in New Jersey quando i giovani radioastronomi Arno Penzias e Robert Wilson non riescono ad eliminare un rumore, isotropo ed onnipresente, dai dati ottenuti con la loro antenna. Da qui la storia fa un balzo nel passato, nei primi anni ’20 in pieno “Great Debate” (il Grande Dibattito in cui si cercava di capire se la nostra galassia fosse una tra tante o se fosse un’unica galassia-universo contenente il tutto), per poi procedere rapida scorrendo le varie tappe di una vicenda lunga più di cinquant’anni.
Il lettore farà la conoscenza di Edwin Hubble, che con le sue osservazioni pose fine al suddetto Grande Dibattito, di Albert Einstein e della sua teoria della relatività, di Alexander Friedmann e delle sue idee sull’universo in espansione… Non manca nessuno, leggere Cosmicomic è come sfogliare l’album di fotografie della scienza del ‘900 e attraverso di esse ricostruirne le vicende. E farlo è, effettivamente, molto intrigante.
cosmicomic 3Rimane dunque da capire come rendere accessibile un argomento complicato come la cosmologia in una narrazione per immagini, come fornire al lettore le conoscenze preliminari necessarie per comprendere ciò di cui si sta parlando. A mio avviso il linguaggio fumetto non si presta bene a questo tipo di operazione: è un linguaggio prevalentemente narrativo e farci della saggistica (e la divulgazione scientifica lo è sempre, almeno in parte) risulta un processo macchinoso, soprattutto se si vuole evitare di scadere in forzati (e quasi sempre fastidiosi) sfondamenti della quarta parete.
In Cosmicomic Balbi opta per una soluzione meno visibile ma non sempre meno stridente forzando i protagonisti a dire parole che sono per il lettore e non per gli altri personaggi, loro interlocutori. Talvolta quindi, per necessità di chiarezza espositiva nei confronti di un pubblico potenzialmente impreparato, assisteremo a spiegazioni tra scienziati nei quali questo o quel personaggio non si sarebbe mai lanciato parlando con un collega. È un artificio letterario necessario che, alla fin fine, raggiunge il suo scopo e rende la vicenda chiara a chiunque ma che, al contempo, appesantisce la lettura privandola di una certa naturalezza e, con molte virgolette, di “credibilità”.
cosmicomic 4Riuscitissimi invece i disegni di Rossano Piccioni che sfoggia qui un tratto pulito fatto di linee spezzate, particolarmente funzionale, quasi mai modulato, e una colorazione piatta e leggera di grande impatto. Uno stile estremamente differente, quasi antitetico, dall’espressionismo tormentato e violento del Piccioni  di Cannibal Family, a testimonianza del talento poliedrico di questo notevole artista.
Quindi. È possibile fare della buona divulgazione scientifica a fumetti? Quasi certamente sì, e Cosmicomic ne è un ottimo esempio, anche se forse c’è ancora della strada da fare per capire come adattare al meglio l’argomento ad un linguaggio a volte restio. Detto questo, se siete affascinati dall’universo, se volete scoprire la storia degli uomini che scoprirono il Big Bang, ed anche se vi interessa avere un’idea di come funziona la ricerca dietro una grande scoperta, dato che non sempre (anzi, quasi mai) le trovate più mirabolanti escono fuori da percorsi lisci e senza ostacoli… Cosmicomic capita a fagiolo, ed è il fumetto che fa per voi.

Matteo Gaspari

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