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NBA Week 14: Cousins epocale, Pelicans ok all’overtime. 

by • 23 Gennaio 2018 • evidenza, news, TimeOut NbaComments (0)405

Bentornati ad un nuovo appuntamento con il basket a stelle e strisce. Gennaio e Febbraio saranno anche i mesi piu’ freddi dell’anno, ma e’ proprio ora che il mercato entra nel suo momento piu’ caldo. La trade deadline e’ fissata per l’8 Febbraio, e gia’ diverse squadre sono nell’occhio del ciclone: chi deve aggiungere qualche pedina per poter attentare al regno dei Golden State Warriors, chi prova a scambiare i suoi migliori asset per poter investire sul proprio futuro grazie a scelte e, perche’ no, qualche palla in piu’ alla Draft Lottery. Appartiene al primo caso sicuramente Cleveland, che e’ alla disperata ricerca di una trade che aiuti coach Lue a raddrizzare una stagione deludente: obiettivi principali, un rim protector e qualche giocatore con dimensione piu’ difensiva. Tanti auguri alla franchigia dell’Ohio! Chi invece tenta di dare una svolta sarebbero i New York Knicks: secondo diverse fonti, tra le quali spicca lo “scooper” per eccellenza, Adrian Wojnarowski, la franchigia della Grande Mela starebbe discutendo una trade con gli Hornets per arrivare a Kemba Walker. Sul piatto, Hernangomez e Courtney Lee, sebbene Charlotte preferirebbe scelte e giocatori giovani.

Un altro argomento che certamente ha tenuto banco e’ stato l’annuncio dei 10 titolari del prossimo All Star Game, che si terra’ a Los Angeles il 18 Febbraio. Il formato e’ tutto nuovo, e vedra’ andare in scena una sfida non piu’ tra Est e Ovest, ma tra le due formazioni scelte dai capitani LeBron James e Stephen Curry (ovvero i due giocatori piu’ votati delle rispettive Conference). A disposizione dei due capitani: Antetokounmpo, Irving, DeRozan, Embiid, Durant, Harden, Davis, Cousins (piu’ le riserve, ancora da annunciare). Tutto questo non fara’ che aggiungere pepe alla rivalita’ Cavs-Warriors (e ci giocheremmo il fatto che ci sia lo zampino di Adam Silver): speriamo basti per invertire la rotta degli ultimi anni nei quali l’impegno dei protagonisti non e’ stato esattamente encomiabile.

DeMarcus Cousins, nel frattempo, e’ entrato nella storia con una tripla doppia da 44 punti, 24 rimbalzi e 10 assist (il primo a mettere assieme almeno 40 punti, 20 rimbalzi e 10 assist dai tempi di Abdul-Jabbar, nel 1972) che ha regalato ai suoi Pelicans il successo dopo un doppio overtime su dei tenaci Bulls. I Sixers sono stati malamente sconfitti sul campo di Memphis, mentre i Clippers hanno ceduto il passo ai Wolves di un super Wiggins da 40 punti. Ma passiamo ora ai nostri consueti Top e Flop.

 TOP

 

Houston Rockets

In settimana gli Houston Rockets hanno sconfitto, dopo una gara molto tirata, i Golden State Warriors confermandosi una squadra decisamente attrezzata e temibile.
I Rockets con in campo Chris Paul, James Harden e Capela hanno un record impressionante di 17-0.
Analizzando le prestazioni dei singoli e quelle complessive di squadra risulta abbastanza chiaro che i Golden State Warriors quest’anno non avranno vita facile e che i Rockets, se non martoriati da infortuni e assenze, potrebbero giovarsi le proprie carte come prima contender per il titolo contro i campioni in carica.
Chris Paul sta dimostrando per l’ennesima volta nella sua carriera di essere uno dei migliori playmaker di tutta la lega, nonchè uno dei pochissimi playmaker puri rimasti in una NBA sempre più fisica e sempre meno legata alle tradizioni.
Con lui in campo negli scorsi anni DeAndre Jordan era diventato, numeri alla mano, uno dei migliori centri della lega per punti e soprattutto per efficienza e percentuali.
Non è certo per caso che con l’assenza di Paul quest’anno i Clippers stiano faticando e che invece in casa Houston vi sia stata la definitiva esplosione e consacrazione di un altro giovane centro come Capela, abile e adattissimo per caratteristiche e struttura a sfruttare gli innumerevoli assist al bacio di Paul.
Non resta, per noi tifosi del grande basket, che attendere i playoff e sperare che lo spettacolo sia grande come tutti si attendono.

FLOP

 

Cleveland Cavaliers

 

Il basket moderno, quello fatto di trade, di scelte al draft e molto altro ancora ci ha abituati a classifiche che, di anno in anno, possono variare in maniera inaspettata.
Basti pensare a squadre come i New York Knicks o ai Philadelphia 76ers, due squadre allo sbaraglio che nel giro di pochissimi anni hanno dato il via ad un processo di ricostruzione interessante.
Tutto questo non stupisce nessuno, tranne in quei pochi, rarissimi casi, in cui a finire al tappeto sono squadre che avevano costruito un ciclo vincente negli anni.
E chi più del binomio Clevaland Cavaliers e Golden State Warriors ha caratterizzato gli ultimi anni di basket?
Quest’anno, con la trade che ha coinvolto Kyrie Irving nell’estate tutti si aspettavano un periodo di riassestamento in casa Cavs, con un Isaiah Thomas da dover inserire nei piani di squadra e numerosi nuovi giocatori da dover far acclimatare.
Quello che a metà stagione stiamo vedendo tuttavia, ci fa pensare a quella che sembra essere la fine di un ciclo.
La fine di una squadra che nelle ultime 11 partite ne ha perse 8, incassando contro OKC 148 punti (non accadeva dal 2002).
La fine di un ciclo vincente in Ohio portato da LeBron James che, secondo rumors insistenti quest’estate abbandonerà Cleveland e il suo progetto per spostare il proprio talento in un’altra squadra.
Risultano incerte molte cose, dalla effettiva permanenza in casa Cavs di LBJ ai rischi che sta correndo coach Lue, vicinissimo ad un esonero dopo le pesanti sconfitte.
Quello che tutti sperano è di vedere una Clevaland combattiva e pronta a misurarsi con le proprie contender ad Est, per poi giocarsi le proprie carte contro la favoritissima Golden State alle Finals
Daniele Magnani

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