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CURFEW: an interview with Shawn Christensen.

by • 18 Febbraio 2013 • ConcretaMovie, Le interviste di ConcretaMovieComments (1)1929

 

 

 

 

Shawn Christensen, USA, è il giovane regista di ‘Curfew’, vincitore nell’ultima edizione dell’OZU Film Festival del premio della giuria e di quello assegnato dal pubblico, nonché di un considerevole numero di awards in giro per Europa e Stati Uniti e più recentemente candidato agli Oscar. Il film racconta di Richie ( lo stesso Shawn Christensen), che durante un tentativo di suicidio riceve una chiamata da parte di sua sorella perché si prenda cura per alcune ore della nipote di nove anni, Sophie (Fatima Ptacek). L’incontro avrà una grande importanza per entrambi e riuscirà infine a sollevare Richie dalla propria solitudine (trailer).

 

– Ciao Shawn, come e quando hai cominciato a fare cinema?

– Hello Shawn, when and how did you start doing cinema?

Ho iniziato a scrivere sceneggiature quand’ero al college, ma senza mostrarle mai a nessuno. Anni dopo, dopo aver venduto la mia prima sceneggiatura, usai i soldi per comprarmi una videocamera della RED, e mi insegnai da solo come girare – fu allora che girai il mio corto ‘Brink’, che mi ha incoraggiato a continuare a dirigere. Se non avessi riscontrato un feedback positivo con ‘Brink’ non sono certo che avrei continuato dirigendo ‘Curfew’.

I started writing screenplays in college, but never showed them to anyone. Years later, after I sold my first screenplay, I used the money to buy a RED Camera, and taught myself how to shoot — that’s when I shot my short film ‘Brink’ which encouraged me to continue directing. Had I not gotten positive feedback on ‘Brink’ I’m not sure I would have continued trying to direct ‘Curfew’.

– Guardando ai tuoi altri lavori come musicista (Stellastar ndr.) e pittore, quanto di queste abilità sei riuscito a canalizzare nel tuo lavoro di regia?

– Looking at your other works as musician and painter, how much of those skills were you able to canalize in your work as director?

Esibirsi di fronte ad un pubblico durante i tour mi ha certamente aiutato come attore una volta tornato agli short movie. E sono sicuro che la laurea in Illustrazione e Design mi sia d’aiuto quando penso al look ed alla fotografia del film che sto realizzando.

Performing music in front of people while touring, helped with my acting when I returned to short films.  And I’m sure that majoring in Illustration and Graphic design helps me when I think of the look and cinematography of the films I do.

– Potresti raccontarci qualcosa della tua esperienza sul set come attore e regista, specialmente riguardo al tuo rapporto con la tua giovane coprotagonista Fatima Ptacek?

– Can you tell us something about your own experience on the set as actor and director, especially regarding your relation with your young co-star Fatima Ptacek?

Dunque, prima di tutto, ho avuto l’influenza proprio prima di iniziare le riprese, e sono stato ammalato per tutta la loro durata. Quindi non sono stato in grado di parlare molto con la crew i primi giorni, con la paura di poterli contagiare o di perdere la voce. Mi piace avere un rapporto positivo con la crew, e mi è dispiaciuto non poter parlare molto. Fatima è stata incredibilmente professionale dentro e fuori dal set. Ha aiutato a elevare il materiale e se ho mai avuto qualche appunto per lei (il ché non è accaduto così spesso) era in grado di coglierlo e metterlo in pratica nella ripresa successiva. Per questo e per la nostra alchimia, raramente abbiamo dovuto fare più di tre o quattro ciack per scena, perciò si è proseguito piacevolmente.

Well, first of all, I got the flu right before we started shooting, and was sick for the entire shoot.  So I wasn’t able to speak to the crew very much the first couple days, in fear that I would get them sick or lose my voice.  I like to have a positive relationship with the crew, and it pained me that I couldn’t talk very much.  Fatima was extraordinarily professional on and off the set.  She helped elevate the material and if I ever had a note for her (which was not often) she would take it and nail it in the next take.  And because of that and our chemistry, we rarely ever did more than three or four takes, so it moved along nicely.

– Quanto tempo è stato necessario per la realizzazione del film, considerando l’accuratezza della fotografia (la prima scena sembra essere uscita dalla matita di Frank Millar) e l’attenzione chiaramente dedicata alla colonna sonora?

– How much time was necessary for the realization of it, considering such accuracy in the photography (the bath scene could have been draw by Frank Millar) and the attention clearly dedicated to the soundtrack?

Ho scritto la sceneggiatura abbastanza velocemente, in due o tre giorni, perché quella sarebbe stata la parte che avrei preferito meno. Poi mi sono seduto con Daniel Katz, il nostro Direttore della Fotografia, e abbiamo guardato 20 o 25 film specifici per qualche settimana, cercando di individuare il look del film – la nostra domanda era “Come possiamo girarlo anamorfico ma che contenga un aspetto grintoso e sgranato del mondo?” Per quanto riguarda le musiche, lavoro sempre con Darren Morze per avere dei risultati, e mi sono imbattuto anche in Brienne Rose, che è stata una salvatrice, perché ha una conoscenza estensiva della musica e sapevo il genere che volevo, ma d’altra parte non avevo abbastanza denaro nel budget per avere i più grandi artisti.

I wrote the script fairly quickly, in two or three days, because that was going to be my least favorite part.  Then I sat down with Daniel Katz, our DP, and we watched 20 or 25 specific films for a few weeks, trying to nail the look of the film – our question was “How do we shoot this anamorphic but still contain a gritty and grainy nature to the world?” As far as the music is concerned, I always work with Darren Morze for scores, and I stumbled upon Brienne Rose for music, which was a lifesaver, because her knowledge of music is extensive and I knew the types of music I wanted, but I also didn’t have a lot of money in the budget to get the bigger artists.

– Guardando al grande successo di Curfew, vincitore tra i più grandi festival del cinema indipendente sino alla nomination agli Oscar, tutti questi traguardi erano stati previsti durante i lavori?

– Looking at the great success of Curfew, winner at the biggest indipendent festivals to an Oscar nomination, were all this achievements expected while working?

Assolutamente no. Sono un pessimista da sempre, perciò a volte penso che qualcuno stia per ritirare premi e nomination agli Oscar e dirmi che è stato soltanto un lungo e crudele scherzo. Quando abbiamo girato il film non eravamo neppure intenzionati a mandarlo ai festival, onestamente. Ma il Produttore, Damon Russell, ha sentito che avremmo dovuto iscriverci ai festival elettivi per gli Oscar, e alla fine mi sono lanciato e l’ho fatto.

Absolutely not.  I am a life long pessimist, so sometimes I think someone is going to take away the awards and the Oscar nomination and tell me it’s been one long cruel joke.  When we shot the film, we weren’t even going to send it to festivals, honestly.  But my Producer, Damon Russell, felt we should submit to the Oscar Eligible festivals as a framework, and I finally gave in and did it.

– Qual’è la tuo opinione personale riguardo il circuito dei film indipendenti e degli short movie, per quanto riguarda gli spazi e le opportunità offerte a giovani artisti come te?

– What’s than your personal opinion about the independent an short-movies circuit, about the dedicated spaces and the opportunities offered to young artists like you?

Beh, questa è una domanda insidiosa. Il cinema indipendente e il cinema dei corti sono fondamentalmente l’unica arena dove i registi hanno il controllo dei propri film. E da quando sono stato bruciato dallo studio system, ho intenzione di rimanere nel reame dei film indipendenti/corti per un po’ – l’aria è di gran lunga migliore. Il mio unico consiglio per i giovani artisti è di mantenere il controllo dei propri lavori, perché pur avendo successo o fallendo, se non altro sapranno che era la propria visione e quello che avevano intenzione di fare.

Well, this is a loaded question.  Independent cinema and short film cinema are basically the only arenas that filmmakers have control over their films.  And since I have been burned in the studio system, I intend to stay in the short film/independent realm for a while — the air is much nicer.  My only advice to young artists is to maintain control of your work, because whether you succeed or fail, at least you’ll know it was your vision and it was what you intended to do.

 

Marco Martinelli

 

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