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Dearborn Station – Randy Brecker (2015)

by • 25 Febbraio 2015 • ConcretaMusic, Kind of JazzComments (0)1552

coverIn questo bell’album, appena uscito, troviamo il grande trombettista jazz Randy Brecker, fratello dell’altrettanto famoso sassofonista Michael, a fare le veci di special guest assieme alla DePaul University Jazz Ensemble; questa gloriosa big band è ormai al suo decimo album, diretta sempre dall’ottimo Bob Lark, trombettista oltre che leader della band. In questa esibizione live presso uno dei locali jazzistici storici di Chicago, il Dearborn Station, troviamo diversi standard jazzistici (come Well You Needn’t, On Green Dolphin Street e Infant Eyes) insieme ad alcune composizioni originali, sia di Randy Brecker che della band.
Su Randy Brecker non c’è molto da dire, è uno dei più grandi trombettisti viventi, tra i migliori della sua generazione senza dubbio. Passando alla big band, quello che mi ha colpito di più di questa formazione è la qualità del suono degli ottoni, capaci di esplorare diverse sonorità sempre mantenendo un suono pulito e ottimale per ogni situazione musicale.
Lo stile dominante in tutto l’album è evidentemente lo swing, dal quale difficilmente si scappa; non mancano comunque varianti e contaminazioni, con un po’ di spirito fusion che impregna il tutto ed una spolverata di latin jazz che non guasta mai.
Il primo brano, Squids, è una composizione originale di Randy Brecker. L’inizio è molto interessante, con il tema che si articola su più linee melodiche sovrapposte, il tutto su un ritmo swing-latineggiante. I soli mantengono sempre la stessa base ritmica, con alcuni pattern ripetuti dal pianoforte o dalla band in background. L’assolo di tromba di Brecker è vulcanico come sempre, complice anche l’uso di qualche effetto sonoro (soprattutto riverbero) per “sporcare” un po’ il suono.

Well You Needn’t è un famosissimo standard di Thelonius Monk, portato alla ribalta in seguito anche da Miles Davis. Il tema all’inizio è abbastanza fedele all’originale, con qualche intervento delle trombe che ricorda molto lo stile di Quincy Jones. Dopo gli assoli troviamo un bridge molto bello che porta alla ripresa del tema, dove frasi all’unisono dei sax spezzano il ritmo, in un continuo crescendo esaltante fino allo stop secco finale. Splendido arrangiamento.
You’re In My Heart è un brano swing molto più rilassato del precedente e il tema iniziale, eseguito dal flauto, evidenzia questo cambio di atmosfera. Il pezzo si carica durante gli assoli (anche se mai più di tanto) per poi chiudere come aveva inziato. Pezzo non straordinario ma comunque garbato ed orecchiabile. Infant Eyes è una bella ballad composta dal grande Wayne Shorter. jazz1Il tema, estremamente semplice e lineare, viene esposto dal suono non troppo pulito ma molto espressivo della tromba di Brecker, con gli ottoni della band che reggono ottimamente il suono grazie alla loro eccellente qualità sonora (vero punto di forza di questa formazione). Dopo l’assolo il tema si carica nel finale, suonato all’ottava acuta  con buona prova di virtuosismo, salvo poi ricondursi a più miti consigli per concludere in calando. Altro brano assolutamente degno di nota è On Green Dolphin Street, uno dei miei standard preferiti. La particolarità di questo brano è il coesistere di due diversi stili nel tema, che inizia con una sezione latin per poi passare allo swing, ritornare al latin e poi nuovo allo swing. In questa versione la parte latin del tema è suonata normalmente, mentre la parte swing viene eseguita col tempo dimezzato, senza accenti ritmici, creando un effetto di straniamento interessante.

Stiamo parlando di un album molto bene eseguito, soprattutto per essere un live. La qualità sonora è davvero ottima, come anche la qualità degli esecutori e gli arrangiamenti. Se proprio vogliamo spaccare il capello in quattro potremmo dire che la scelta e lo stile dei pezzi denotano una certa linearità, non vi è niente che risalti in particolare e che ci faccia saltare dalla sedia. Ma chi dice che bisogna sempre sorprendere a tutti costi? Io no di sicuro. Un album solido e gradevole, che si ascolta molto volentieri.

Alberto Spagni

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