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DEPECHE MODE – MUSIC FOR THE MASSES (1987, Mute Records)

by • 7 Settembre 2012 • Il disco dei ricordiComments (0)2798

 

 

 

Una nuova rubrica che guarda al passato, per capire da dove veniamo, attraverso alcuni dischi fondamentali, o dischi che in un qualche modo ispirano le nostre emozioni… Andare alla scoperta di personaggi e dischi, per fare riemergere ricordi ormai andati, epoche a cui siamo legati, anni della nostra giovinezza, periodi particolari di cui abbiamo sentito parlare. Per i piu’ giovani sarà un motivo in piu’ per vedere dove si è formata la moderna scena musicale. Non sarà un documentario o una storia cronologica, ma un viaggio attraverso la musica, in tempi neanche troppo lontani, che mese per mese affronteremo insieme: benvenuti a bordo!

 

 

 

I megafoni  in copertina fanno presagire l’ascolto di  uno dei migliori dischi su base sintetica dei Depeche Mode e della musica in generale.

Music for the Masses fu un deciso passo avanti verso la modernizzazione nel suono della band:  album che nasceva dopo l’oscuro “Black Celebration” del 1986 e fu accompagnato dal trionfale tour americano (che vedeva l’esibizione anche nella la Rose Bowl Arena, gremita da decine di migliaia di fan in delirio, tutto registrato nel clamoroso live “101”).

Formazione a quattro, con Martin Gore che raggiunge la maturità nella scrittura di testi e musica, Andrew Fletcher “Fletch” co-fondatore dei  Depeche Mode, ai sintetizzatori e tastiere, assieme ad Alan Wilder (che in precedenza aveva sostituito Vince Clark) e infine fuoriclasse alla voce, il frontman Dave Gahan.

Il viaggio inizia con “Never Let Me Down Again”,  i paesaggi in copertina sembrano prendere forma, incalzanti tastiere, il cantato epico, il video inquietante, girato in bianco e nero e diretto da Anton Corbjin, si spegne sulla lanterna impugnata da Martin Gore…  un inno dal suono glaciale.

The Things You Said” scritta e cantata da Martin Gore ha un ritmo pulsante e oscuro, i tasti del synth intrecciano l’incantesimo di un pezzo dalla bellezza destabilizzante.

Il motore dell’ondata elettronica si scalda con un altro singolo straordinario, “Strangelove”, una electro pop song scala-classifiche, primo singolo estratto, che diventa immediatamente un classico.

“Sacred” in un certo modo un poco anticipa quelli che saranno i futuri suoni dei Depeche Mode, mentre invece il brano successivo sembra una marcia funebre, apre uno dei momenti piu’ riflessivi e struggenti dell’album: “Little 15”, uno dei brani piu’ intimistici assieme alle dure note di pianoforte della strumentale “Pimpf”, che chiude “Music for the Masses”.

Altro singolo estratto e naturalmente azzeccatissimo, fu “Behind the Wheel”, ipnotica, sensuale, dal ritmo trascinante, a cui fa seguito un altro passaggio di riflessione con “I Want You Now”, la voce di Martin Gore ha come sottofondo un tappeto elettronico ed una specie di respiro affannato…

Un pezzo scolpito nel granito è “To Have and to Hold”, un breve intermezzo siderale che apre a “Nothing” : riprendono le linee melodiche dei primi lavori, ma il suono e gli arrangiamenti sono molto piu’ strutturati e completi.

Arrivati a questo punto, si potrebbe pensare all’apice della carriera, mentre invece saranno ancora i Depeche Mode degli anni 90 ad innovarsi ed imporsi, tanto da arrivare nuovamente a l successo con “Violator” e “Music for the Masses” ne anticipa i suoni.

E’ stata pubblicata una raccolta tributo ai Depeche Mode, alcune formazioni prestigiose tra cui Cure, Smashing Pumpkins, Deftones, riprendono celebri pezzi della band inglese, alcuni talmente ben riusciti da essere riproposti anche nei propri live (è il caso di “Stripped”, ripresa in modo marziale dai tedeschi Rammstein): il titolo di questo disco è “For the Masses” forse una dedica doverosa per quello che è considerato ancora oggi un grande disco.

DEPECHE MODE – MUSIC FOR THE MASSES (1987)

 

Vittorio Ferrari

 

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