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DIAFRAMMA – SIBERIA (IRA RECORDS – 1984)

by • 5 Aprile 2013 • Il disco dei ricordiComments (0)2894

 

 

 

Una nuova rubrica che guarda al passato, per capire da dove veniamo, attraverso alcuni dischi fondamentali, o dischi che in un qualche modo ispirano le nostre emozioni… Andare alla scoperta di personaggi e dischi, per fare riemergere ricordi ormai andati, epoche a cui siamo legati, anni della nostra giovinezza, periodi particolari di cui abbiamo sentito parlare. Per i piu’ giovani sarà un motivo in piu’ per vedere dove si è formata la moderna scena musicale. Non sarà un documentario o una storia cronologica, ma un viaggio attraverso la musica, in tempi neanche troppo lontani, che mese per mese affronteremo insieme: benvenuti a bordo!

 

 

 

Siberia è il primo vero disco dei Diaframma, ed esce nel dicembre del 1984, portando alla ribalta la band toscana al di fuori dell’underground  e del ristretto circuito dei locali storici di Firenze, come ad esempio  la Rockoteca Brighton, dove Nicola Vannini , ex cantante della band, faceva il dj.

La formazione, nel periodo di Siberia, vedeva Federico Fiumani alla chitarra, musica e testi, i fratelli Leandro e Gianni Cicchi, rispettivamente basso e batteria, Miro Sassolini alla voce, Ernesto de Pascale tastiere e produzione.

Il rinnovamento e l’entusiasmo della scena musicale fiorentina sono segnati dall’affascinate mondo della new wave britannica, dell’elettronica sperimentale tedesca, dell’avanguardia americana di quegli anni: in particolare i Diaframma sentono le influenze di Cure, Echo and the Bunnymen, Ultravox, ma soprattutto dei Joy Division. E’ proprio la band di Ian Curtis ad incidere maggiormente sul gruppo di Firenze, che dal vivo suonava una cover di “Ceremony” ed in sala prove anche “Disorder”, Transmission” e “New dawn fades”.

Ma se dal punto di vista musicale era ben chiaro che i Diaframma fossero sintonizzati sul canale post-punk e dark wave d’oltremanica, ben diverso era il discorso per l’atmosfera che si respirava ascoltando questo disco dei Diaframma, rispetto alla band di Manchester.

L’immagine di copertina (tratta dall’archivio fotografico del Touring Club Italiano, “un vecchio libro” come lo definì Fiumani in un’intervista) ricorda le opere di Bruegel ed è ben distante dalla rappresentazione sepolcrale di “Closer”, presa dal cimitero monumentale di Staglieno.
Inoltre i testi di Fiumani, nella loro spiccata vena poetica, lasciano sempre uno spiraglio di luce:il disco risulta una composizione di svariati quadretti decadenti intrisi di un romanticismo sognante.

I Diaframma e il nuovo rock italiano passano attraverso  la neonata etichetta di Alberto Pirelli, la IRA RECORDS (Acronimo di Immortal Rock Alliance). Siberia, che in origine era composta da sole 8 tracce, vedeva inserite nelle successive edizioni anche altri due inediti quali  “Elena” e fiumani-2008“Ultimo Boulevard” , oltre ad una versione di “Amsterdam” mollto più ritmata dell’originale, composta assieme ai Litfiba (il tutto realizzato in un 12” del 1985).

Siberia”, il brano che apre l’album, è un manifesto della solitudine dei vent’anni di Federico Fiumani: “vorrei rapire il freddo in un giorno di sole” recita malinconico Miro Sassolini, con voce lirica e imponente, in quello che forse è uno dei testi più conosciuti e apprezzati da intere generazioni .
Neogrigio” è la storia di un amore tormentato, morboso, e la disperazione passa attraverso ritmiche tribali, chitarre graffianti, suoni che rimandano a Siouxsie and the Banshees; le stesse sensazioni continuano anche nella successiva “Impronte”, felicità fragile descritta attraverso le immagini effimere dei vetri di un treno, “nello spazio improvviso che sopravvive in un sogno”.

Nel 1984 i Diaframma fecero un tour in Olanda e si fermarono un giorno anche ad Amsterdam. Nelle intenzioni  originali di Fiumani, però, la canzone parlava d’altro, traendo spunto da un piccolo locale situato nel cuore di Firenze, chiamato “Bananamoon”: “Amsterdam” diventerà uno dei loro brani più celebri, grazie anche alla versione eseguita con i Litfiba.

Basso pulsante per la bellissima “Delorenzo”, sensi di colpa e solitudine intrecciate agli avvolgenti giri di chitarra  in questa canzone-metafora di Fiumani, per poi passare al dolore per la morte del padre in “Memoria” .

DIAFRAMMA BANDSpecchi d’acqua” ha un’introduzione marziale, non a caso il testo è riferito all’anno di militare di Federico, con il rimpianto, negli anni successivi , di quel concetto di solidarietà, amore e amicizia che si era creato in quelle difficili situazioni: il rientro a casa riportava sì alla libertà, ma anche alle responsabilità della vita adulta ed era vissuto, ancora una volta, con sentimenti angosciosi.
Infine “Desiderio del nulla”, brano che nasce da un particolare episodio che Fiumani visse nel negozio di dischi “Contempo”, dove il titolare, serrato il portone, gli mostrò un filmino hard, cosa rara per quei tempi; l’album finisce così, con quella aspirazione ossessiva di volere qualcosa d’altro, il desiderio del nulla, nel gelo dell’inverno, tra impronte nella neve…

Le trame e le sfumature new wave avvolgono tutta la produzione del disco, i temi trattati prendono origine da semplici vissuti quotidiani, descritti con grande efficacia: i Diaframma, visti sul palco nelle loro prime esibizioni, mostravano così quello che era il loro stile minimale. Il loro cammino proseguirà negli anni con numerosi cambiamenti di formazione, ma ancora oggi, come quasi 30 anni fa, un prezioso cofanetto di sogni è racchiuso in questo disco .

 

DIAFRAMMA
SIBERIA (IRA RECORDS – 1984)

 

Vittorio Ferrari

 

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