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DISCLOSURE – CARACAL (PMR/Island)

by • 1 Ottobre 2015 • ConcretaMusic, evidenza, newsComments (0)1097

Disclosure - CaracalCaracal è il secondo disco dei Disclosure, duo inglese formato da Guy e Howard Lawrence, fratelli originari del Surrey. Successore di Settle, disco che ha portato i Disclosure sotto i riflettori, Caracal oltre ad essere uno dei lavori più attesi dell’anno, sarà anche LP che porterà alla loro consacrazione.
Certo, le aspettative erano davvero abnormi, ma dopo svariati ed attenti ascolti, possiamo affermare che i Disclosure hanno sapientemente superato la prova, grazie ad un sound furbetto e studiatissimo, che si discosta rispetto ai canoni della deep house inglese, virando quasi verso il pop, tendenza confermata proprio dai numerosi feat di questo disco.
Proprio grazie a questa capacità di collaborare con artisti differenti, che vanno dal jazz style di Gregory Porter al sodalizio pop con Sam Smith, passando per Miguel e Lorde.
Caracal si apre proprio con Nocturnal, uno dei brani più interessanti e con uno dei feat. più chiacchierati e preziosi, quello con The Weeknd. Già dal primo pezzo l’ascolto si fa interessantissimo, ed il disco ridisegna alla perfezione le sonorità dei Disclosure. Anticipato dal catalizzante singolo Holding On, in feat con il jazzista Gregory Porter, dalla voce calda e potente, arriva dritto al cuore  e al cervello, rimanendo in loop per ore, proprio come Omen, secondo singolo estratto. Il brano in questione ha scalato in modo rapido e naturale le classifiche  soprattutto grazie all’espolosivo feat con Sam Smith, con cui i Disclosure avevano già collaborato in Settle e in altri inediti e che si conferma un punto fermo positivo.

Questo legame, tra pop e dance, tra voci suadenti e beat effervescenti, tra giovani pop star inglesi, rivela i talenti della next brit generation, che in Omen realizzano uno dei singoli più riusciti del disco. Le potenzialità dei Disclosure vengono rivelate anche con Jaded, brano che svela le velleità di cantante di Howard e che si mette in scia alle sonorità di producer inglesi come Julio Bashmore o Eat Everything. Hourglass, dai beat caldi è una canzone che rievoca i ritmi delle notti estive, dove non si smetterebbe mai di ballare. Grazie al suo piglio pop e al featuring con Lion Babe, non fatica a rimanere in testa come un loop. Così anche Willing & Able, dai BPM più distesi è una traccia ritmata al punto giusto che non passa inosservata. Gioiellino di delicatezza e grinta al tempo stesso è Magnets, il singolo cantato da Lorde, che incarna i canoni della pop song perfetta, pur senza fronzoli e storpiature da copertina.Disclosure Lasciando scorrere il disco, ci si inebria del sound che i Disclosure hanno creato e plasmato con dedizione, e che anche nelle sonorità di Good Intentions, feat Miguel, emergono sapientemente. Superego ci riporta con un orecchio a White Noise di Settle, con i ritornelli cadenzati di Aluna&George, perché appunto, Caracal si erige a perfetto successore del primo disco, confermando l’omogeneità e la produzione plastica. Echoes grazie ai suoi synth ci proietta in un universo dai BPM consistenti che lascia poi spazio all’ultima traccia di Caracal, Masterpiece, feat Jordan Rakei. Un brano lento, che ha il sapore di una ballad dalle sfumature dance e che miscela underground e romanticismo, gettando qualche base per le influenze future dei Disclosure.
Caracal consacra i Disclosure tra le personalità più influenti dell’EDM inglese e internazionale, questo perché i due giovanotti del Surrey si sono letteralmente aperti un varco, rinnovando un genere che necessitava di sovrapposizioni con la musica underground e le sfumature pop e che non facesse capo solo alla deep house, ma fosse capace di allargare il proprio bacino di utenza. La musica dei Disclosure, sintetizzabile in una back to basics house music, è un vero e proprio richiamo per la massa, grazie al suo appeal contagioso e alla compagine di personalità musicali che orbitano attorno a questo circuito, realizzato dai due giovani fratelli Lawrence. Strada spianata per loro.

Gloria Goldoni

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