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E la chiamano estate – Jillian Tamaki, Mariko Tamaki (Bao Publishing)

by • 30 Giugno 2016 • ConcretaBook, evidenza, newsComments (0)1755

e la chiamano estate coverAlcune letture dimostrano una genuina sensibilità che cattura il lettore quasi senza che se ne accorga, trascinandolo silenziosamente pagina dopo pagina in un racconto capace di coinvolgerlo senza calcare mai la mano, lasciando scorrere gli eventi senza sensazionalismi o drammoni esistenziali. Drammoni che avrebbero tranquillamente potuto trovare il loro posto se l’autore si fosse lasciato andare sugli aspetti più drammatici della sua storia. E invece non lo fa, regalando una narrazione che risulta quindi eccezionalmente spontanea, piacevolmente vera.

È il caso di E la chiamano estate, graphic novel del 2014 scritta e disegnata da Jillian e Mariko Tamaki e portata in Italia da Bao Publishing.

Questo bel volume racconta di Rose, in vacanza come ogni anno con la famiglia, e della sua amica di villeggiatura. Un racconto quasi sussurrato che parla di riprendere il ritmo con amici lontani, della presa di coscienza della propria crescita, di cotte estive, di lunghe passeggiate al sole, di piccoli o grandi drammi familiari. Questi ultimi in particolare vengono fatti scivolare tra le pagine senza eccessivi sentimentalismi né con morbosa tendenza alla teatralità.

Ogni cosa, in E la chiamano estate, va nella direzione di raccontare la normalità. Una normalità reale, verosimile, e per questo vicina e comprensibile. E la normalità passa tanto attraverso i momenti belli quanto per le tragedie (piccole o grandi, quotidiane o meno).

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C’è una particolare dignità, un particolare rispetto nel modo in cui le autrici trattano i loro personaggi e nel modo in cui questi convivono con le proprie vite, con i propri problemi e con quelli degli altri. E soprattutto con le proprie fragilità ed il proprio dolore.

I personaggi del volume vivono di vita propria, ognuno protagonista della propria storia, anche la più marginale. E ognuno è splendidamente (e intelligentemente) caratterizzato. Facilissimo sarebbe stato confezionare un racconto su una ragazza perfetta e bellissima in lotta con la propria famiglia (specialmente con una madre costantemente negativa) e spalleggiata da un’amica schietta e spigliata ma altrettanto adorabile e circondata da comparse piatte, alcune evidentemente buone e altre banalmente cattive.

E-la-chiamano-estate-orizzontale-02Invece ogni personaggio ha un suo carattere, reale, vero, tangibile. La stessa protagonista suscita ovviamente empatia, alle volte ci si immedesima nel suo stato d’animo: almeno fino a un certo punto (vediamo la storia con i suoi occhi) non capiamo a fondo le motivazioni di chi le sta vicino e finiamo per prendere più la sua parte. Ma al contempo Rose non è che un’adolescente, in crescita ma ancora fondamentalmente immatura, spesso insopportabile nei modi e nelle (involontarie) necessità.

e la chiamano estate 5Tutto questo è reso perfettamente anche visivamente, con un character design che si allontana il più possibile dagli stereotipi che potrebbero popolare un racconto come questo, per descrivere invece la calda estate di due ragazzine qualunque, con due famiglie qualunque, in un luogo qualunque. Il tratto morbido e la regia pacata e amichevole danno corpo alla vicenda, lasciando scorrere il tempo senza dimenticarsi di indugiare sui dettagli che fanno la quotidianità di una ragazza in vacanza.

La sincerità che permea E la chiamano estate è il suo maggior punto di forza ed il volume, che scorre leggero nonostante il sottotesto molto lontano dall’essere quello della “vacanza felice e spensierata”, rimane impresso proprio per via di quella sincerità. Non c’è da stupirsi di fronte alla lunga collezione di premi, tra i più prestigiosi del mondo del fumetto, che il lavoro delle Tamaki ha collezionato (collezione elencata orgogliosamente, ma ritengo senza sfacciataggine, dall’editore in chiusura dell’albo): E la chiamano estate è capace di coinvolgere il lettore prendendolo alla sprovvista con una storia fatta di una quotidianità, di piccoli eventi d’ogni giorno e piccole incomprensioni che segnano la crescita di ognuno. Il tutto raccontato in maniera magistrale. E sarà impossibile, nelle 300 pagine che compongono il volume, non pensare a quelle estati fatte di piccoli o grandi drammi familiari (se ce ne sono stati), di amici di villeggiatura, di cotte estive, di lunghe passeggiate al sole. In attesa di tornare a casa, trovandosi un po’ cresciuti.

Matteo Gaspari

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