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La Safety Car è Virtuale, la vittoria è Reale. A Melbourne vince Vettel

by • 25 Marzo 2018 • ConcretaBox, evidenza, newsComments (0)760

 

Sarà stato anche merito di una VIRTUAL safety car, ma la gioia per la vittoria di Vettel, in casa Ferrari è del tutto REALE. La scuderia del cavallino mostra già un buon feeling con la vittoria, trionfando nel Gran Premio inaugurale della stagione 2018.

 

Prende il via la nuova stagione di F1 2018, ed è di nuovo vittoria Ferrari in Australia, ed è di novo vittoria per Vettel. Seb vince  tenendo alle sue spalle il rivale Hamilton grazie a 3 fattori: una buona competitività, un’ottima strategia e ad una provvidenziale virtual safety car. Secondo quindi Hamilton, che a fine gara pare deluso, mentre dietro di lui arrivano in volata Raikkonen e Ricciardo, con l’australiano che neanche quest’anno riesce a infrangere il tabù di un australiano sul podio di casa. Da segnalare il ‘ritorno’ alle competizioni agonistiche della McLaren, che conclude in quinta posizione con l’evergreen Alonso che riesce a tenere dietro un tipo scomodo come Verstappen, dopo tre anni thriller coi motori Honda.

A dare una svolta decisiva alla gara è stata l’incredibile serie di sfortunati eventi che si sono abbattuti sul team Haas. La scuderia americana stava infatti conducendo una gara perfetta, con Kevin Magnussen in 4.a posizione, che stava egregiamente tenendo dietro di se Verstappen, e Grosjean in 6.a. Sembrava il tipico inizio di stagione in casa Haas, dove si raccolgono tutti i punti nelle prime 2,3 gare dell’anno per poi tornare rilegati in fondo al gruppo fino a fine stagione. Questa volta però, qualcuno deve aver cantato vittoria troppo in fretta, perché durante la fase dei Pit Stop, entrambi i piloti sono stati vittima di un ‘unsafe release’, in sostanza non erano state montate bene le gomme, e sono stati costretti a parcheggiare la vettura poche curve dopo ai lati della pista, causando una condizione di pericolo in pista tale per cui si è ricorsi prima alla virtual safety car, e poi alla vera e propria safety car.

 

Facendo una valutazione su come si sono presentati i team all’avvio della stagione, la Ferrari è sembrata la squadra più completa: oltre ad aver un ottimo potenziale tecnico, dimostrato oggi con la vittoria, ha anche manifestato una grande solidità di tutto il team, dimostrata dall’ottimo fine settimana di entrambi i piloti. Altrettanto non si può invece dire degli altri due top team: la Mercedes sembra avere ancora la macchina tecnicamente più performante, ma se da una parte Lewis Hamilton fa faville (soprattutto in qualifica), dall’altra Bottas è parso la ‘punta debole’ della casa dalla ‘stella a tre punte’. In RedBull invece la stella che non brilla è Verstappen, che commette diversi errori in gara e termina addirittura in 6.a posizione, vanificando una buona qualifica che sembrava poter proiettare la casa austriaca allo stesso livello della Ferrari; Ricciardo partito ottavo invece, è l’unico che oggi in gara è riuscito a compiere un qualche sorpasso, salvo poi arrestare la sua rimonta ai piedi del podio dietro al muro Kimi Raikkonen, il quale non è riuscito a superare neanche con uno ‘staccatone’ fino a Brisbane.

Degli altri team, quello che sicuramente ha maggiormente impressionato è stato il team McLaren, che termina la gara (e già questa è una novità rispetto all’era Honda) con entrambi i piloti a punti; il più deludente è invece stato il team Force India, che rispetto all’anno scorso compie un week end di gara anonimo, oggi anche fuori dalla zona punti.

Infine tra i team fanalini di coda a spuntarla è l’esordiente Alfa Romeo Sauber, che con l’altrettanto esordiente Charles Leclerc, termina in 13° posizione, tenendosi dietro le Williams, le Toro Rosso e il compagno di squadra (anche se va ammesso che metà di questi si sono ritirati, compreso il compagno Ericsson).

 

Quella di oggi è stata una gara dalle diverse interpretazioni: per chi dalla F1 chiede sorpassi e controsorpassi in stile Marquez-Dovizioso, sarà sembrata una gara decisamente ‘ingessata’ e ‘noiosa’, con i sorpassi in pista che si contano sulle dita di una mano; per chi invece vive di tensione agonistica giro dopo giro, andando a controllare scrupolosamente quanto varia il gap tra piloti ad ogni settore, è stata una gara ‘elettrizzante’, con i due “4 volte campioni del mondo” a giocarsi la vittoria duellando per 30 giri a meno di un secondo di distanza.

Sicuramente l’idea più importante che lascia intendere questa gara è che sarà una stagione altamente competitiva, con tre top team (Ferrari, Mercedes, RedBull) a giocarsi ogni domenica la vittoria, e quattro team (McLaren, Renault, Haas e Force India) che si contenderanno il quarto posto mondiale, e chissà se anche qualche podio.



PAGELLE:

 

VETTEL 9: Seb resta in campana fino a metà gara, poi è  perfetto ad uscire allo scoperto al momento opportuno, e da li non ha più commesso una pecca, riuscendo a gestire la furia di Hamilton per oltre 30 giri senza mai scomporsi. E’ dalle piccolezze come quella di aver accelerato al rientro in corsia box (unica zona di pista in cui in caso di virtual safety car non si deve procedere a velocità limitata) che è riuscito a costruirsi il gap per rimanere davanti  ad Hamilton, e per questo meriterebbe un 10 tondo tondo; un punto in meno però per la qualifica, in cui era sembrato più in difficoltà del compagno.

HAMILTON 8: Eccezionale al sabato, con o senza ‘Party mode’ il britannico ha surclassato tutti di oltre mezzo secondo in qualifica e dimostrato che è ancora lui l’uomo da battere per poter ambire al titolo. In gara uguale, dopo metà corsa sembra che la vittoria sia già tra le sue mani, ma quasi a far giustizia per l’infelice battuta fatta dall’inglese al tedesco alla conferenza post qualifica, il karma rimescola le carte e alla fine a fare un ‘party’ sono Vettel, Kimi e i ferraristi.

 

RAIKKONEN 7.5: un grandissimo ‘instagrammer’ Iceman per tutto il weekend, arriva a poco più di un secondo dal completare la doppietta Ferrari. Il suo week end è un po’ uno sliding doors col compagno Vettel al momento della Virtual safety car: fino a quel momento infatti è stato il finlandese ad aver più sicurezze in casa Ferrari, dimostrato anche dal 2° posto in griglia, proprio davanti al compagno. Dal quando però il compagno si ritrova in prima posizione, Kimi sembra subire un attimo il colpo, perde terreno dai primi due, ma è comunque bravo a non farsi superare dall’arrembante Ricciardo dietro di lui, in cerca di un gradino sul podio.

 

BOTTAS 4: il peggiore dei top driver in questo week end; al sabato commette un errore fatale in Q3, che gli costa un 15° posto in griglia, a causa della sostituzione del cambio. Oltre al cambio il team di Brackley deve anche sostituire già il primo tavolino della stagione, preso a pugni da Toto Wolff per stizza dopo l’incidente del finlandese in qualifica. In gara Valtteri fa veramente fatica, compiendo una gara fra il mediocre e l’anonimo, in mezzo a vetture di  possibilità ben più ridotte rispetto alla sua, termina in 8.a posizione ma non può certamente essere soddisfatto da questo weekend.

 

LECLERC 6.5: Il vincitore della GP3 e F2 sbarca finalmente in F1! per essere un esordiente, compie un’ottima gara. Per averla corsa su una Alfa Romeo, doppiamente ottima. Ha bisogno di tempo per abituarsi ed esprimere il massimo potenziale, ma oggi è già riuscito a terminare la gara davanti a Stroll e Hartley, che per carità non guidano esattamente le auto più competitive del circus, ma che comunque hanno un anno in più di esperienza del monegasco.

 

ALONSO 7.5: il leone sta tornando ed ha fame di vittoria! Finalmente un’ottima prestazione per la McLaren che non sia frutto del caso. Speriamo che in questa stagione il team di Woking possa ottenere qualche soddisfazione in più, dopo 3 anni veramente burrascosi. Fernando oggi si è meritato questa posizione ed è riuscito a tenersela stretta difendendosi dagli attacchi di una piccola peste come Verstappen, rispolverando la stessa adrenalina  e determinazione  a cui ci aveva abituato qualche anno fa.

VERSTAPPEN 5: una prima parte di gara orribile compromette quella che poteva essere una bella gara, con anche un’alta probabilità di podio per l’olandese, e invece rovina tutto facendosi fregare ingenuamente da Magnussen ( uno che in F1 si ricorda più per le perle concesse ai giornalisti che per i sorpassi in pista)  e scodando come un pendolo per tutta la pista, fino ad arrivare a girarsi completamente e a dover ricominciare da capo la sua gara dall’ottava posizione.

 

FORCE INDIA 3: aria di pioggia si abbatte in casa Force India, tra le voci che gettano dubbi sul futuro del team (per i noti problemi legati al proprietario) e una prestazione altamente sotto alla norma in tutto il week end, sarà veramente difficile riconfermare il quarto posto in classifica Costruttori.

 

ALFA ROMEO SAUBER 6: è un grande  ritorno di un marchio storico della F1, ma niente di più per ora. Il team paga la scarsa competitività della monoposto dell’anno scorso, ma il futuro sembra incoraggiante per la casa del biscione. Sicuramente la migliore quest’oggi tra i team di fondo classifica.

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