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Feticci Lennoniani in mostra alla Galleria Civica di Modena

by • 17 Settembre 2013 • CharleyComments (0)3570

 

 

 

Bob Dylan - Favela Villa BroncosNel settembre 2011, a New York, Gagosian Gallery ebbe l’ardire di aprire la nuova stagione dell’arte nella grande mela con una mostra nello spazio di Madison Avenue firmata da Bob Dylan. Si, quel Bob Dylan. Ci fu un gran chiacchiericcio al tempo, e lo stupore degli addetti ai lavori per questa mostra non fu poco, per tre buone ragioni: prima di tutto perché consacrava un artista dalla carriera pittorica sconosciuta (due sole mostre all’attivo, e minori, dal 2007 al 2010); secondariamente perché a consacrarlo era Larry Gagosian, ovvero il più importante gallerista al mondo; in ultimo perché le opere erano di una mediocrità miserabile (vedere per credere: il quadro qui a fianco per qualità del tratto, banalità del soggetto e tavola dei colori sembra dipinto coi pennarelli da un promettente studente delle medie amante della pittura). Al netto di tutto questo, l’incredulità sarebbe d John Lennon - Copertina Bag Oneovuta immediatamente soccombere a quel minimo di logica commerciale che, credo, dovrebbe essere comprensibile ai più: ovvero che lo sconosciuto pittore Bob Dylan in mostra a New York da Larry Gagosian, il più importante gallerista al mondo, con una serie di squallide pitture, è Bob Dylan, ovvero il più grande cantautore popolare americano di tutti i tempi. E questo, nella logica commerciale, non è poco.

John Lennon - nudo Yoko Ono (1)La morale di questa storia è vecchia come, non dico il mondo, ma almeno il libero mercato: quanto il brand indirizza il giudizio? Direi molto, e camminando in questi giorni per la sala grande di Palazzo Santa Margherita Modena ne ho avuto ancora una volta conferma. Venerdì 13 settembre, in concomitanza con il Festival della Filosofia, è stata inaugurata la mostra  All you need is Love. John Lennon artista, attore, performer”. Le 14 litografie che John Lennon regala come dono di nozze alla sposa Yoko Ono sono senza dubbio il momento centrale della mostra: il tratto è molto incerto, sembrano quasi scJohn Lennon - Bed Inarabocchi, ma è interessante notare una sorta di oscillazione tra la grande carica sessuale di certe tavole (le nudità di Yoko Ono) e la delicatezza con la quale Lennon si raffigura assieme alla moglie. Tuttavia, non riscontrando alcuna vera qualità artistica, si ha quasi la certezza che se non fossero firmate John Lennon nessun appassionato d’arte le prenderebbe in considerazione: un po’ quello che vale per Bob Dylan. La mostra, ahimè, non finisce qui: le litografie sono  John Lennon - nudo Yoko Ono (2)circondate da un orribile guazzabuglio piuttosto caotico di feticci. Locandine e manifesti dedicati al film “Come ho vinto la guerra”, del 1967, in cui John Lennon interpreta il soldato semplice Gripweed (precursore di un altro eroe antimilitarista dagli occhiali tondi, il soldato Joker di Full Metal Jacket); la storica foto di Annie Leibovitz che ritrae John Lennon nudo, abbracciato a Yoko Ono, sulla copertina di Rolling Stones datata Dicembre 1980 (si tratta dell’ultima foto che mostra John Lennon vivo, ma ditemi voi cosa c’entra questa foto aJohn Lennon - John & Yokonni ottanta con il presunto filo conduttore della mostra); i video, in perfetto stile sperimentale Fluxus firmati Yoko Ono, di cui difficilmente si può attribuire alcunché a John; un misterioso (quanto non specificato da alcuna finestrella informativa) multiplo tratto dalla collezione Bonollo, anch’esso firmato Yoko Ono; c’è un po’ di questo, un po’ di quello, i video di Yoko Ono che fanno tanto sperimentazione, qualche foto dei bed-in anJohn Lennon in una foto di repertorio con la Bag oneti militaristi che se pensi a John e Yoko ci stanno sempre bene, qualche memorabilia che ritorna, inutile e polverosa, dal dimenticatoio: mi spiace, ma le mostre non si dovrebbero fare così.

Eppure la Galleria Civica di Modena ha puntato molto su questa mostra: tanta pubblicità fin dai primi mesi estivi, e poi anticipazioni giornalistiche (Luca Beatrice su Il Giornale ma anche una galleria on-line sul Corriere della Sera). Peccato non aver incentrato la mostra davvero su John Lennon, ovvero l’autore delle 14 litografie di Bag One (per completezza, in mostra insiemeAnnie Lebovitz - RollingStones - Dec 1980 alla fin troppo sportiva custodia in pelle bianca): belle o brutte che siano sono davvero le uniche opere in mostra di cui si può dichiarare con onestà intellettuale l’attribuzione all’ex Beatles. Poi, certamente, le foto dei Bed-in, perché testimoniano un momento importante della sua vita in una fase di grande rottura con il passato, di cui senz’altro anche Bag One è un frutto parallelo da tenere in considerazione. Questi due semplici momenti della mostra erano i soli necessari e sufficienti nel fornirci informazioni su John Lennon artista tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta: le foto ci intJohn Lennon & Yoko Ono - Bed inroducevano nel contesto storico caro a Lennon, le litografie si spingevano più in là a sondare l’animo dell’ex Beatles, fatto di passione, di carne, ma anche di una grande serenità sentimentale. E invece, ancora una volta, si è sprecata l’occasione di fare una mostra pulita, semplice, e si è invece teso all’accumulo visivo, ostentato, forzato, caotico: guai a lasciare una parete vuota!. La mostra è curata da Marco Pierini, Enzo Gentile e Antonio Taormina: mi chiedo cosa abbiano curato ben TRE curatori per una mostra racchiusa, malamente, in una sola stanza.

 

Pieralvise Garetti
 
 

All you need is Love. John Lennon artista, attore, performer

Galleria civica di Modena

Corso Canalgrande 103

In occasione del festivalfilosofia

Dal 18 settembre al 20 ottobre (prorogata al 3 novembre 2013)

Orari:

mer-ven 10:00-13:00, 15:00-18:00

sab, dom, e festivi 10:30-19:00

lun, mar chiuso

Ingresso gratuito

 

 

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