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FIVE RECORDS LEFT: AGOSTO 2015

by • 13 Agosto 2015 • ConcretaMusic, FIVE RECORDS LEFTComments (0)1139

I cinque album del momento secondo Greta Calzolari, conduttrice del programma radiofonico “Bleach” in onda ogni venerdì pomeriggio su Radio Antenna 1 FM 101.3

1. Iron And Wine & Ben Bridwell – Sing Into My Mouth (Black Cricket, 2015)
1. iron and wineNati in Sud Carolina e amici prima ancora di iniziare le rispettive carriere musicali, Sam Beam, meglio conosciuto come Iron and Wine, e Ben Bridwell, voce dei Band of Horses, hanno deciso di collaborare per rendere omaggio agli artisti che da sempre li hanno ispirati. È nata così da una sessione di registrazione durante la scorsa estate agli Echo Mountain Studios di Asheville, Nord Carolina, una raccolta di 12 cover riproposte in chiave folk rock. Si va dai Talking Heads che aprono il disco, all’insospettabile El Perro De Mar, da John Cale agli Spiritualized. E come ogni disco di cover, Sing Into My Mouth ha il pregio di far scoprire o riscoprire canzoni e artisti magari dimenticati, magari sconosciuti, ma riesce anche ad andare oltre, e la collaborazione tra Beam e Bridwell regala interpretazioni che superano perfino l’originale, o altre illustri cover, come nel caso di No Way Out Of Here. Parola degli stessi Unicorn.

2. Wilco – Star Wars (dBpm, 2015)
2. wilcoE’ stato un disco inaspettato Star Wars, rilasciato sul web gratuitamente attraverso il sito della band, senza nessun annuncio che anticipasse la sua uscita, e proprio per questo subito attaccato da critica e fan. Nei 33 minuti di durata vi si ritrovano i classici Wilco, quelli che si ispirano alla canzone Americana (Taste The Ceiling), così come li si vede esplorare terre inusuali, prima con la strumentale traccia di apertura EKG che richiama i Sonic Youth, poi in The Joke Explaines dove imbracciano chitarre fuzzy, per continuare con l’eclettica Pickled Ginger fino alla virata alla T-Rex di Random Name Generator. Un disco che può portare allo spaesamento iniziale, ma che risulta in un nuovo ottimo lavoro di Tweedy e soci. Un disco che ha la forze delle canzoni suonate in presa diretta e che forse preannuncia la volontà della band di provare nuove strade, differenti e sperimentali. Senz’altro Star Wars riconferma i Wilco come una delle migliori band americane degli ultimi vent’anni.

3. Chelsea Wolfe – Abyss (Sargent House, 2015)
3. chelsea-wolfe-abyss-cover-artQuinto lavoro in studio per la californiana Chelsea Wolfe che è tornata con un disco ancora più cupo dei precedenti, come si può già presagire da titolo e copertina. Ispirato all’esperienza personale dell’artista che ha sofferto di paralisi del sonno (After The Fall), Abyss indaga il confine tra sogno e realtà prendendo ispirazione anche da fatti reali, dal suicidio di Robbie Williams (Maw) a quello di un poeta e lavoratore cinese al quale Chelsea dedica il peana Iron Moon. Si ritrovano le sonorità acustiche che hanno caratterizzato parte della discografia precedente dell’artista (Crazy Love) così come atmosfere che si avvicinano al metal, arrivando a toccare corde vicine al goth rock grazie al violino di Ezra Buchla in Greys Days. Abyss diventa quindi un viaggio nell’universo più profondo e oscuro della Wolfe, tanto restia a parlare di sé nelle interviste, quanto abile nel coinvolgere l’ascoltatore, al di là di ogni classificazione musicale.

4. La Luz – Weirdo Shrine (Hardly Art, 2015)
4. laluz_lp2Vengono da Seattle le giovani componenti di La Luz, che sono tornate dopo il brillante debutto del 2012 con un nuovo disco prodotto da Ty Segall che ha dato la sua psichedelica benedizione alla band. Weirdo Shrine non sembrerebbe infatti un lavoro nato nel piovoso Pacific Northwest, ma richiama piuttosto il surf rock californiano di Wavves e Best Coast, che si interseca al garage rock anni ’60 e alle armonie vocali dei gruppi femminili dell’epoca. La voce di Shana Cleveland ricopre tutto di un velo oscuro mentre la sua chitarra richiama assoli che sembrano usciti da Pulp Fiction di Tarantino (Hey Papi) e, in parte, riescono a catturare l’energia che la band dimostra durante i live. Weirdo Shrine, nonostante le sonorità tranquille e dilatate, riesce a indagare gli aspetti più profondi della natura umana, dimostrando quindi una maggiore maturità della band che con questo secondo lavoro in studio pare aver trovato la propria strada.

5. The Mynabirds – Lovers Know (Saddle Creek, 2015)
5. the-mynabirds-lovers-know-album-artworkLaura Burhenn, aka The Mynabirds, ha costruito questo ultimo capitolo della sua discografia in viaggio. Lasciata la sua casa a Washington, è andata in tour con i Postal Service, per poi viaggiare da sola in Sud Africa e Inghilterra, e ritrovare una nuova casa in California una volta tornata negli Stati Uniti. Così com’è stato concepito, Lovers Know non è stato registrato in un solo posto, ma ha preso vita tra Los Angeles, il Joshua Tree National Park, Nashville e Auckland (Nuova Zelanda). Un viaggio fisico che si è riflesso in un viaggio interiore in chiave indie pop, che però necessita di più ascolti da parte di un orecchio esterno per poter essere acquisito ed apprezzato.

 

Greta Calzolari

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