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Five Records Left, Greta Calzolari, Concretamusic

FIVE RECORDS LEFT: APRILE 2016

by • 23 Aprile 2016 • evidenza, FIVE RECORDS LEFT, newsComments (0)1127

Five Records Left è la classifica dei cinque album del momento secondo Greta Calzolari, conduttrice del programma radiofonico “Bleach” in onda ogni mercoledì mattina su Radio Antenna 1 FM 101.3

 

 

 pj harvey the hope six demolition project1.PJ Harvey – The Hope Six Demolition Project (Vagrant, 2016)

Nato come vera e propria opera d’arte che i fan hanno potuto veder nascere tra le mura del Somerset House di Londra, The Hope Six Demolition Project continua il percorso storico iniziato con Let England Shake, disco incentrato sulche raccontava la I Guerra Mondiale. Frutto di un viaggio tra Kosovo, Afghanistan e Washington DC insieme al fotografo Seamus Murphy, questo nuovo lavoro di PJ Harvey racconta in modo quasi giornalistico realtà spesso lasciate fuori da qualsiasi media, terre povere distrutte dalla guerra e caratterizzate da grosse ineguaglianze sociali o campi profughi dove si lotta per ricevere i pochi aiuti che arrivano. Le immagini sono vivide e l’ascoltatore non può che porsi domande, alle quali però Polly Jean non dàsi riserva di non dare risposte, ma infondesolo un messaggio di speranza: I believe we have a future to do something good.

 

 ben harper call it what it is2.Ben Harper and The Innocent Criminals – Call It What It Is (Fantasy, 2016)

Dopo quasi una decade, Ben Harper è finalmente tornato con la sua prima band, The Innocent Criminals, ritrovando quel sound che si era perso negli ultimi anni tra una collaborazione e l’altra. Registrato nel corso di un anno durantein sessioni differenti, Call It What It Is esplora diversi generi, dal blues al country, dal folk al gospel, dal garage rock al funk, fino a sfociare in territori caraibici e reggae (Finding Our Way). Come diversi artisti dell’attuale scena americana,  come Gary Clark Jr o gli Algiers tra questi, anche Ben Harper vuole dare voce agli porre l’attenzione sugli abusi sempre più frequenti della polizia americana verso le persone di colore e lo fa mandando un messaggio forte e diretto attraverso questo suo ultimo lavoro partendo, senza troppi giri di parole, dal titolo stesso, Call It What It Is: Murder.  

 

weezer the white album3. Weezer – The White Album (Atlantic, 2016)

Nel 2014 Everything Will Be Alright At The End non era stato ben accolto dalla critica, ma  la cosa ai Weezer è scivolata addosso come niente fossehanno continuato a suonare senza curarsene minimamente e quest’anno sono tornati in grande stile come solo loro sanno fare, pubblicando un album omonimo, (che richiama il seminale White Album dei Beatles) e pieno degli ingredienti che hanno reso grande la band di Los Angeles in questi anni: riff che rimangono impressi dopo il primo ascolto ricordando gli esordi (King Of The World), coretti alla Beach Boys e atmosfere solari (California Kids), testi nonsense come solo Cuomo sa scrivere (Thank God For Girls). Perfezionato dal punto di vista della produzione da Jake Sinclair, The White Album non potrà che essere apprezzato da vecchi e nuovi fan.

 

black mountain iv4. Black Mountain – IV (Jagjaguwar, 2016)

L’attesa di un nuovo disco per i canadesi Black Mountain è durata ben sei anni, ma ne è valsa la pena. In IV la band guidata di Stephen McBean ha deciso di mettersi alla prova ed è riuscita ad unire magistralmente i suoni che da sempre la caratterizzano. Mothers Of The Sun, la solenne traccia di apertura ne è un esempio, con riff che richiamano il rock anni ‘60/70 e synth che ben si sposano con la flebile voce di Amber Webber. Intitolando il disco IV, i Black Mountain hanno inevitabilmente rischiato di essere scomodamente paragonati a grandi nomi come i Led Zeppelin, ma sicuramente l’esperienza trascendentale di IV può reggere il confronto.

 

andrew bird are you serious5. Andrew Bird – Are You Serious (Universal, 2016) 

Una nuova vita segnata dal matrimonio e dall’arrivo di un figlio, il sole della California che circonda i Sun City Studios di Los Angeles, l’approccio più metodico del produttore Tony Berg e una nuova band formata da Blake Mills alla chitarra, Ted Poor alla batteria e Alan Hampton al basso. Sono questi gli elementi che hanno segnato il ritorno di Andrew Bird rendendo Are You Serious un disco più vigoroso rispetto ai precedenti. Impreziosito da collaborazioni come quella con Fiona Apple in Left Handed Kisses e melodie più orecchiabili e pop, quest’ultimo lavoro di Andrew Bird traccia percorsi accessibili anche ad ascoltatori non famigliari con le melodie del polistrumentista statunitense.

 

Greta Calzolari

 

 

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